JOYCE CAROL OATES.
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DOPPIO NODO.
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Titolo originale: The barrens.
Traduzione di: Luisa Saraval.
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2011. Bompiani Editore. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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"Mai arrestato in tutta la sua vita.
 Circa quarant'anni.
 E non sarebbe mai stato arrestato, perch Dio avrebbe mandato una palla di fuoco rovente a reclamarlo."
In questo thriller psicologico, Joyce Carol Oates costruisce un intreccio serrato intorno alla figura di un serial killer e alle persone che vengono colpite, e trasformate, dai suoi crimini. Persone come Matt McBride. Matt aveva appena finito la scuola superiore quando il corpo mutilato della prima vittima, un'adolescente molto popolare, venne scoperto ai margini dei Pine Barrens, nel New Jersey. Anche se la conosceva appena, Matt aveva provato da allora un profondo senso di colpa per non essere riuscito a impedire quella atrocit. Ora, un'altra giovane donna  scomparsa, e Matt conosce anche lei. E forse, anche pi intimamente di quanto non sia disposto ad ammettere. A poco a poco, viene sopraffatto da un'ossessione che non riesce n a comprendere n a controllare. Il suo matrimonio, in apparenza felice, inizia a vacillare, mentre il suo strano comportamento gli attira i sospetti della polizia...
Incatenato al mistero della donna scomparsa, Matt percorrer il labirinto dei suoi ricordi sino a confrontarsi non solo con il terribile assassino, ma anche con la sua coscienza sepolta.
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L'AUTRICE.
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Joyce Carol Oates, vincitrice del National Book Award, del Pen/Malamud Award for Achievement in Short Story e del Prix Femina,  professore emerito in Lettere presso l'Universit di Princeton, e dal 1978 membro dell'American Academy of Arts and Letters. Tra i suoi libri (che comprendono romanzi, racconti, poesie e commedie), Bompiani ha pubblicato Blonde, Misfatti, Stupro, Una storia d'amore, La femmina della specie e Una brava ragazza.
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DOPPIO NODO.
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"Alla fin fine ci che si ama  il proprio desiderio, non l'oggetto desiderato."
Friedrich Nietzsche, Al di l del bene e del male.
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L'ossessione.

1

Dov'era morta non era dove sarebbe stata trovata. Questo era uno dei pochi fatti che avrebbero accertato.

In una palude costiera vicino al litorale meridionale del Jersey, ai margini dei Pine Barrens. Dove la marea crescente solleva il corpo, lo porta a galla e poi lo riconsegna gradualmente alla palude. Come dormire deve sembrare. Alla ragazza morta. Quel lento, ritmico sollevarsi e abbassarsi, sollevarsi e abbassarsi della marea. Come respirare. Un pungente vento da nordest al largo dell'Atlantico si apre un varco fra le stiance, fra le piante marine. Di notte, di giorno. Al crepuscolo, all'alba. Un vento incessante. Un cielo gonfio di pioggia. Anche di giorno l'acquitrino  immerso nell'ombra. Quando torna la marea, il corpo sembra risvegliarsi, fluttuando di nuovo nella bassa acqua salmastra che si  ghiacciata in superficie, e adesso si scioglie, uno scuro luccichio sottile come il vetro pi sottile. Una superficie punteggiata in cui si riflettono fiocamente filamenti di nuvole. Di notte, un'abbagliante luna piena. Nuvole frammentate che corrono sospinte velocemente in alto. Come se una parte del cielo fosse stata dislocata e venisse soffiata da un polo all'altro. Sempre il vento, sempre la marea! Mentre il corpo nudo, spezzato, giace supino nella posizione del sonno. La testa girata da un lato, in modo troppo innaturale. La bocca  aperta in un grido muto. Un grido paralizzato. La bocca  un buco incrostato di sangue. Il naso  stato fracassato, le mascelle frantumate. Gli occhi sono aperti nelle orbite annerite, ciechi. I lunghi capelli ingarbugliati ondeggiano come alghe quando l'acqua costiera ritorna. Ritorna sempre la marea, due volte al giorno, con una corrente accelerata, a fiotti. Il sole brucia attraverso la foschia, il corpo  esposto. Un corpo morto  una cosa spezzata. Fra cos tante cose spezzate. Ceppi di alberi morti, piante rampicanti morte. Il corpo nudo, spezzato,  mosso dalla marea crescente come se si svegliasse e tornasse alla vita. Ma ricoperto di schiuma di sangue coagulato. Scure macchie deturpano il corpo come chiazze di catrame. Polsi e caviglie scarni legati con il fil di ferro. La gola lacerata legata con il fil di ferro conficcato cos a fondo nella carne che il fil di ferro non si vede. I gabbiani piombano dall'alto, per infilzare, pugnalare coi loro affilati becchi ricurvi. I loro acuti gridi eccitati. Chi amerebbe questo corpo adesso, chi sognerebbe questo corpo adesso?
Chi toccherebbe questo corpo, adesso?
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2.
Lui allungava la mano, chinandosi, per cercare di raggiungerla.
Proprio per toccarla! Per svegliarla.
Per farle sapere: Ehi sono qui, c' qualcuno qui.
Ventun anni prima. Novembre 1976.
Nella Contea di Burlington, in una zona paludosa e desolata della Riserva Naturale dell'Isola dei Daini ai margini dei Pine Barrens. A circa trenta chilometri a nordest di Atlantic City, anche se non c'era una strada che portasse direttamente l.
Non c'era nemmeno una strada che portasse direttamente l dal paese natale della ragazza, Forked River, sulla costa, a nord di Atlantic City.
Ventun anni!
Perch ci sto pensando adesso, perch proprio adesso? Non lo sapeva e non lo voleva sapere.
Perch era un'altra persona ormai, un adulto e non un adolescente sconvolto. Era un marito e padre di due figli piccoli. E la ragazza era morta da tanto tempo. Morta e sepolta. In un cimitero di Forked River in cui era andato in segreto, ma tanto tempo fa. Lei non esercitava alcuna malia su di lui adesso. Si era dimenticato perfino come si chiamava.

Ma no che non aveva dimenticato il suo nome. Marcey Mason. Era impresso nella sua memoria pi a fondo del suo stesso nome. Il nome di una cheerleader, il nome di una ragazza benvoluta, sorridente. Mai avrebbe dimenticato quel nome.

La ragazza scomparsa di Forked River, New Jersey.

All'inizio, sembrava che fosse svanita. "Volatilizzata."

L'ultima volta che era stata vista era all'uscita dalla scuola. In un giorno feriale, agli inizi di novembre, gi buio alle quattro e mezza. La ragazza scomparsa l'avrebbero definita i media. La ragazza scomparsa l'avrebbe definita la gente che non aveva conosciuto n lei n la sua famiglia. In quei sedici giorni di ricerche. Lungo la costa del Jersey, da Breton Woods verso sud fino a Cape May. Qualcuno aveva fatto una telefonata anonima alla polizia dicendo che la ragazza scomparsa veniva punita per il suo "cattivo comportamento" e sarebbe stata trovata nell'acqua o vicino all'acqua. Un'altra soffiata aveva mandato le pattuglie di ricerca nell'entroterra, nelle paludi di Pine Barrens e negli acquitrini di mirtilli palustri lungo il fiume Batsto. Gli abitanti di Pine Barrens erano pieni di risentimento nei confronti di tutti quei forestieri. Degli agenti incaricati. Se una ragazza di citt era stata rapita, questo non aveva niente a che vedere con loro. Anche se si raccontavano storie di corpi scomparsi in quelle terre desolate, gettati via e mai scoperti. Anche se la leggenda locale diceva che potevi svanire in quelle terre desolate come se non fossi mai esistito.

Marcey Mason era stata trovata nella riserva naturale sedici giorni dopo la sua scomparsa da degli escursionisti. La ragazza scomparsa di Forked River adesso quasi irriconoscibile.

Nei suoi sogni era stato lui a trovarla. Marcey? Marcey! Anche se quand'era viva non aveva mai pronunciato il suo nome. Quasi non la conosceva. Per nella sua fantasia, il quindicenne Matt McBride, era quello fra le centinaia di coloro che la cercavano, ad aver trovato la ragazza scomparsa.

Non se l'era immaginata morta, per. Il suo corpo misteriosamente mutilato. Polsi e caviglie legati saldamente e brutalmente col fil di ferro come si chiuderebbero i rifiuti da gettare via.

Se l'era immaginata viva, naturalmente. Sarebbe stata legata, con una corda; un bavaglio sulla bocca per impedirle di gridare. Sarebbe stata - dove? - nel capanno di un cacciatore, forse. Lui avrebbe aperto la porta con una spinta, e lei sarebbe stata l.


L'unica cosa su cui aveva avuto ragione erano i Pine Barrens.

Marcey? Sei salva adesso. Sono qui io.

Sono Matt McBride. Sono qui!
Gli occhi le si erano riempiti di lacrime di gratitudine.
Gli occhi le si erano riempiti di lacrime d'amore.
La ragazza scomparsa di Forked River aveva diciassette anni ed era all'ultimo anno del liceo quando era stata strappata alla vita che aveva conosciuto per essere aggredita sessualmente, torturata, e infine garrotata. E lasciata come spazzatura nella palude. Cos avvenne che la ragazza scomparsa sarebbe stata per sempre una ragazza, mentre le sue compagne di scuola erano destinate a crescere. Il suo viso sorridente, il suo viso lentigginoso. Radiosamente attraente. "Innocente". Quel viso che sorrideva dai giornali, dai volantini, dai manifesti. Ogni volta che si accendeva la televisione.

Il crudele pensiero era venuto a Matt McBride, fissando il viso sorridente della ragazza prima che il suo corpo fosse ritrovato: Scommetto che adesso non sorridi.



Sarebbe stata trovata nuda. L'umiliazione finale.

I suoi vestiti in parte bruciati a pochi metri di distanza, sul terreno asciutto.

Immediatamente si sparse la voce che mancava qualcosa nel corpo della ragazza, asportato chirurgicamente.

La diceria era diffusa a Forked River, tuttavia nessuno sembrava sapere come stessero davvero le cose. Nessuno che Matt McBride conoscesse lo sapeva.

Svegliandosi non si sa quante volte sudato e agitato nel suo letto chiedendosi: L'ha fatto con un coltello? L'ha tolto con un coltello? E che cosa ne ha fatto, dopo?

Anche i ragazzi pi volgari non ci scherzavano sopra, no davvero. Su quella parte di Marcey Mason che era sparita.

Le ragazze facevano finta di non aver sentito la diceria. Almeno, non in presenza dei ragazzi.

La ragazza scomparsa di Forked River. Matt McBride non pensava a lei da anni. Ne era sicuro.

Come raramente adesso pensava a Forked River, al suo passato. Alla sua infanzia, alla sua adolescenza. Adesso che la vecchia casa era stata venduta e suo padre era morto e sua madre e sua sorella si erano trasferite in Florida e i suoi fratelli si erano allontanati da lui. Non aveva mai conosciuto Marcey Mason. Non aveva mai parlato con lei. Aveva due anni pi di Matt, una differenza che, nella scuola superiore,  quasi un'altra generazione. E che abisso fra una delle ragazze pi popolari dell'ultimo anno, una cheerleader e primo soprano, e un quindicenne di seconda liceo, con le guance crivellate dall'acne e una voce fessa.

Nel giro di due anni Matt sarebbe diventato un bel ragazzo americano alto e magro, muscoloso, portato per gli sport, spavaldo e sicuro di s, che una ragazza come Marcey Mason avrebbe potuto notare, ma naturalmente non c'era stato il tempo. Lui era troppo giovane.

Lei era morta troppo giovane.



E chiunque fosse il suo assassino, non era mai stato trovato.



3

"Matt? Svegliati. Stai facendo un brutto sogno."

Si svegli. Di colpo. La mano artigliata di sua madre l'aveva afferrato alla spalla ma in realt era la mano di sua moglie, ed era la voce calda e insistente di sua moglie che lui sentiva dentro l'orecchio.

"Matt? Dai."

Ma come faceva a essere un suo incubo? Non era un uomo che aveva incubi. Riguardava la palude, e riguardava anni prima.

Credeva di essere sveglio ma la confusione continuava. Il cuore che pulsava di adrenalina. Non aveva dormito affatto - o s? Era appena andato a letto. Soffriva d'insonnia, e di notte, simile a un predatore, si aggirava per casa come aveva fatto suo padre, desiderando gli spazi aperti. Aveva visto la ragazza scomparsa in una foto in primo piano. L'aveva fotografata lui stesso. Come se fosse stato l nella palude anche lui. La testa gli doleva per lo sforzo. Avrebbe voluto salvarla, ma l'aveva trovata gi morta. Un corpo spezzato e un viso insanguinato non pi riconoscibile come Marcey Mason, soprano solista e cheerleader del liceo che aveva sorriso a tutti, amici e semplici compagni di scuola, persino agli estranei. Avrebbe voluto spiegare a Tess o a qualcuno - a suo padre?, ma suo padre non c'era pi - che non aveva mai visto la ragazza da morta.

E Matt McBride non avrebbe potuto vedere nemmeno le impressionanti fotografie del cadavere perch non le avrebbero rese pubbliche, n tanto meno stampate sui giornali o diffuse alla TV. Non ventun anni prima nel Jersey meridionale.

"Matt? Lascia che accenda la luce."

Tess accese la lampada del comodino e Matt si copr gli occhi, irritato. La maglietta e le mutande bianche con cui dormiva erano fradice e appiccicaticce di sudore, cosa per lui imbarazzante. Vide che Tess lo guardava con occhi apprensivi. Come se lo accusasse di avere dei segreti non condivisi con lei. Quando gli scost i capelli madidi dalla fronte, le spinse via la mano, un esame critico cos serrato lo metteva a disagio. "Matt, sono ore che ti agiti. Digrignando i denti come se tentassi di dire qualcosa. Forse hai la febbre? Forse ti sei preso qualcosa in Florida?" Tess era inquieta e, nella sua inquietudine, invadente. Matt bofonchi delle scuse: "Mi dispiace di averti svegliata, Tess. La mia mente deve aver lavorato freneticamente, immagino. Non stavo dormendo, non proprio..." Erano quasi le quattro. Era andato a letto a mezzanotte, la sua solita ora, e Tess era andata a letto prima di lui. Aveva pensato a... a che cosa? Agli Everglades. Dov'era stato a fare fotografie per tre giorni. Ma non aveva avuto un incubo, di questo era sicuro.

Matt rote le gambe sopra il bordo del letto. Nervoso come un cavallo imbizzarrito. Di cosa si trattava, cosa c'era che non andava? Sapeva che Tess era in buona fede, sempre, nella sua invadenza, che si limitava al rimprovero di moglie per la tendenza di Matt a tenere per s i pensieri pi intimi. Tess era mossa da buone intenzioni, cos sopport le sue mani su di lui adesso, le mani che stringevano convulsamente le sue per fargli smettere di grattarsi la testa in modo forsennato, una brutta abitudine di Matt... "Matt, per favore."

"Ok, tesoro. Sto bene."

"Cercavi di dire qualcosa. Che cosa?"

Aveva trentasei anni. Era sposato da nove. Amava Tess e amava i loro figli ma c'erano delle volte, ed erano sempre pi frequenti, in cui odiava l'intimit del matrimonio; la curiosa pretesa di un altro di conoscere i suoi pensieri pi intimi. Forse era un uomo che non si sarebbe dovuto sposare, proprio per nulla. Forse era lui che sbagliava. Sentendosi in colpa disse: "Tess, non lo so. Dubito che ci fosse qualcosa,  solo una questione di nervi. Rimettiti a dormire, perch non ci provi?"

"Come posso dormire, Matt?  come se..." Tess fece una pausa, cercando un'espressione a effetto, "...  come se ci fosse qualcosa nella stanza con noi. Qualcun altro."

"Non essere assurda, Tess. Non c' nulla."

Si sarebbe fatto una doccia, si sarebbe cambiato con della biancheria asciutta e avrebbe cercato di recuperare qualche ora di sonno - rassicur Tess di star bene, e si scus di nuovo per averla disturbata. Dicendosi: Ehi, questo  il matrimonio. Lo sai.



Mai, nella sua vita adulta, Matt aveva raccontato a qualcuno della ragazza scomparsa dal suo paese natale. Di sicuro non l'avrebbe raccontato a Tess.

Marcey Mason. Sepolta nel cimitero luterano di Forked River, i suoi "resti" messi a riposare.

Visto che il suo assassino non era mai stato preso, come poteva riposare?

Faceva infuriare Matt che la gente avesse bisogno di credere che Marcey Mason era in cielo. Che riposava in pace. Che era entrata nella vita eterna.

Anche quella storia, della remissione dei peccati.

Era stato un adolescente dalla testa calda, forse era ancora un adolescente dalla testa calda. L'ingiustizia gli suscitava una grande rabbia. Non era il tipo che si poteva gettare dietro le spalle delle notizie atroci, anche se non lo toccavano personalmente, e non aveva un carattere che lo potesse far diventare cinico, depresso, introverso. Aveva bisogno di agire. Ma come?

(Le dicerie di quello che era "stato fatto" a Marcey. Di quello che "facevano" alle ragazze che venivano sequestrate, che sparivano. Da ragazzo era stato assillato, sentendosi in colpa, dai significati tecnici di quei termini da adulti, termini come "aggressione", "stupro", "mutilazione sessuale".)

Improvvisamente, sotto la doccia, alzando il viso verso il getto d'acqua, Matt pens di sapere perch aveva sognato Marcey Mason: era stato negli Everglades della Florida a fare fotografie, per alcuni giorni; da solo, come al solito; scarpinando per ore a fotografare quel paesaggio vivido anche se surreale, quei canali di scorcio dove aveva visto i tronchi nell'acqua scintillante trasformarsi in alligatori; la giungla di alberi, i ceppi di alberi morti e le piante rampicanti simili a serpenti e il bagliore di uccelli rumorosi dai colori vivaci. E forme indistinte nell'interno ombroso che potevano essere (sapeva che non lo erano) figure umane, in una posa immota; o cadaveri, fluttuanti fra grumi di vegetazione. Gli erano venuti in mente i remoti Pine Barrens della sua infanzia, quella regione di desolazione che era meraviglioso, emozionante esplorare a piedi.

I Barrens. La ragazza scomparsa. Che aveva amato.

Molto improbabile che raccontasse a Tess queste cose. O a qualcun altro.

I primi anni del matrimonio di Matt erano stati emotivamente tumultuosi. C'erano stati litigi che divampavano all'improvviso, come un fiammifero acceso accostato a un materiale infiammabile; l'attrazione sessuale fra lui e Tess era talmente forte che forse l'avevano scambiata per qualcosa di pi profondo e duraturo. Litigavano furiosamente, Matt poteva precipitarsi fuori della stanza, fuori di casa, qualche volta aveva dormito separato da Tess su un divano, sul pavimento, anche all'aperto... Difficile adesso ricordare perch avevano litigato. E di solito si rappacificavano dopo poche ore, pentiti, scusandosi, autoaccusandosi; si riconciliavano, e facevano l'amore, e si perdonavano. Per quella volta, almeno.

Adesso erano pi vecchi. Di molti anni pi vecchi. Lo stato febbrile della loro passione iniziale si era placato. Matt ammoniva se stesso: Non sei un bambino, sei un adulto. Capito? "Mathias" era il suo nome di battesimo - "Mathias" sembrava solenne, come un nome scolpito su una lapide funeraria. Era un marito, ed era un padre. Era un cittadino responsabile di Weymouth, New Jersey. Lontano dal provincialismo di un paesino e dalle prospettive senza sbocco di Forked River. Giusto? Lontano dalla desolazione romantica dei Pine Barrens. Assolutamente. Era un socio giovane della societ d'intermediazione immobiliare pi aggressiva - e pi di successo - del New Jersey centrale, e non pi un fotografo itinerante che vagabondava qua e l per il continente, fino in Alaska e ritorno, facendo amicizia con degli estranei, incluse le donne, molte donne interessanti, come aveva fatto quando aveva vent'anni. Non pi!

Aveva sposato Tess perch lei sembrava amarlo in un modo in cui le altre donne non l'avevano amato. E perch era incinta di lui. E perch lui, Matt McBride, colpevolmente orgoglioso e vanitoso, non era uomo da rifiutarla; n da insistere su un aborto di fronte alla disperazione di Tess, anche se aveva avuto la sensazione, all'epoca, che fosse una disperazione simulata, l'espressione di una volont altrettanto ferrea della sua. Lui non pensava: Lei mi ha ingannato, intrappolato. Lui non pensava: Che cos' il matrimonio e perch capita proprio a noi? Aveva smesso di farsi venire quei pensieri perch aveva preso una decisione, e credeva fosse una decisione saggia, matura. Proteggere una donna, difendere una donna. Avrebbe sposato Tess, e si sarebbe inventato come giovane marito e padre.

Aveva provato. E non aveva intenzione di rinunciare.



Erano circa le quattro e mezzo del mattino quando Matt, ancora sottosopra, torn in camera da letto. Tess si era addormentata come lui aveva sperato che facesse, ma, perversamente, per torturare se stessa a beneficio di lui, aveva lasciato la lampada del comodino accesa. Il suo viso, nel sonno, era simile a una maschera; gli angoli della bocca erano piegati in gi. Matt spense la luce; riusciva a vedere abbastanza bene nella stanza fiocamente illuminata dalla luna. And a una finestra per guardare fuori. Il cielo notturno, illuminato dalla luna, ma coperto da fili di nuvole, era come guardare in una caverna che si apriva nell'infinito. Era una fredda notte di gennaio. La notte giusta per stare dentro, al caldo. Lontano da Forked River e dall'oceano, e ancora pi lontano dai Pine Barrens dove, in una notte come questa, il vento avrebbe scosso i bianchi cedri dell'Atlantico portandoli alla frenesia. Seicentocinquantamila acri di pineta, di acquitrini di mirtilli palustri, di terreno sabbioso a grani grossi. Matt aveva cercato di convincere Tess a portare l i bambini per qualche giorno, fermarsi in un motel ed esplorare i Barrens, ma Tess aveva avuto delle obiezioni, era preoccupata per le zecche portatrici del morbo di Lyme, o per le zanzare infette, per i serpenti velenosi... " un posto sperduto, vuoto, vero? I bambini si annoierebbero."

Tess intendeva dire che lei si sarebbe annoiata. Ed era molto probabile.

A quella distanza dalla costa, a Weymouth, non si poteva sentire l'incessante melanconico schiaffeggiare della risacca. Non si poteva annusare l'odore pungente di umido dell'oceano. D'estate, un odore pi o meno intenso di cose in putrefazione sulla spiaggia. La spiaggia comunale di Forked River dove Matt e i suoi amici avevano fatto il bagno, anche quando l'acqua era dichiarata "pericolosa" per nuotarci, non aveva niente a che vedere con le spiagge per i turisti scrupolosamente sorvegliate di Seaside Heights, Barnegat Light, Atlantic City. A Matt piaceva pensare quanta strada aveva fatto, venendo a vivere a Weymouth. Qualche volta sentiva un brivido d'orgoglio, persino di aggressivit. A Weymouth, dove tutti avevano i soldi. Sono arrivato qui. E sono qui per restarci. Altre volte si sentiva in colpa, a disagio. Come se, non essendo di Weymouth, potesse essere smascherato. O sarebbe stato lui a esporsi, un giorno.

Tess non si fidava di lui nei viaggi che faceva senza di lei, per lavoro, o con l'intenzione di fare fotografie. Non si era fidata di lui prima ancora di avere dei motivi per non fidarsi di lui. Sapeva che lei frugava tra le sue cose, nei file del computer, se riusciva a trovarli, controllava la sua agenda, la rubrica degli indirizzi piena di scontrini e di biglietti da visita; setacciava le carte nei cassetti della sua scrivania, le tasche del suo consunto borsone e persino la fodera delle sue valigie. Lui lo sapeva, e non poteva affrontarla. Sarebbe stato imbarazzante per lui. E non voleva mettere in imbarazzo nemmeno Tess.

Pensi che ti sia stato infedele?

Se lei l'avesse chiesto francamente, lui avrebbe potuto ammetterlo: s. Qualche volta. Di tanto in tanto. Era nella sua natura, nel suo carattere. Era sensibile alle donne, era sessualmente attratto dalle donne, e francamente le donne gli piacevano, e il matrimonio in questo non l'aveva cambiato. Ma Tess non glielo avrebbe chiesto.

Il padre di Matt aveva suggerito, nel suo modo franco, gioviale, da uomo a uomo: Non confidarti con nessuna donna con cui devi vivere. E, saggiamente: Di una donna con cui vivi, non puoi essere amico.

Matt s'infil nel letto senza svegliare Tess. Non voleva provare risentimento verso di lei: l'amava. E voleva amarla. E non aveva intenzione di pensare a... a quello. Alla ragazza scomparsa. Ai Barrens. A quella parte della sua vita perduta che non capiva, e da cui si era allontanato. Doveva pensare al mattino seguente, invece. Al Matt McBride della Krell Associates dove sembrava che lui piacesse al suo capo. Dove aveva il talento di fare i soldi. Era felice, vero? S. Molto felice. Quanta tranquillit in questo: starsene a letto accanto a una donna addormentata, una donna attraente, e in casa propria. Al sicuro. Da bambino, ossessionato dal sesso, fantastichi di dormire con una donna, ma non puoi fantasticare sull'intimit. Perch era l'intimit il punto dolente, e non il sesso. E questa era l'intimit. Questa, adesso. Certe notti con Tess, dopo aver fatto l'amore, aveva sentito che immergersi nella vita sconosciuta di un altro, lasciarsi andare nella silenziosa intimit della carne, era il vero significato della vita, e tutto il resto non contava. Gli era sembrato di amare davvero Tess e che questo, il matrimonio, non fosse una trappola, ma la grande avventura della vita adulta. Sapeva che era possibile.



4

Il mattino seguente, che era il primo luned mattina dell'anno nuovo, dopo la visita degli investigatori di Weymouth che l'aveva lasciato tramortito come se fosse stato colpito alla testa da una mazza, avrebbe capito: Ecco perch. Il sogno. La ragazza scomparsa.

Il sogno era stato una premonizione inquietante. Se uno ci credeva, alle premonizioni.

La ragazza scomparsa di Forked River, e adesso la ragazza scomparsa di Lismore, a dieci chilometri di distanza. Matt McBride aveva sognato l'una perch l'altra stava per entrare nella sua vita. Perch sarebbe stato interrogato su quell'altra. Coinvolto per l'altra. La sua vita improvvisamente cambiata a causa dell'altra.

Anche se non era un uomo superstizioso, le cose stavano cos. La superstizione  una specie di fede primitiva e Matt McBride era troppo scettico per avere fede. Era stato battezzato luterano, come Marcey Mason, ma non l'aveva conosciuta frequentando la chiesa perch da bambino aveva evitato la chiesa, credendo che la religione fosse per le donne e per gli uomini deboli.

Se Matt credeva in qualcosa, nella vita, era in qualcosa che gli aveva detto suo padre. Quello che vedi  quello che otterrai, ragazzo mio. O quello che otterresti se fosse possibile ottenerlo.



5

"Mathias McBride?" Il nome era stato pronunciato con cortesia, anche se in tono dubitativo, come se chi aveva parlato, un investigatore di Weymouth, si fosse chiesto se apparteneva davvero a Matt. "Vorremmo solo fare quattro chiacchiere con lei. Se non le dispiace."

Vorremmo solo fare quattro chiacchiere con lei. Se non le dispiace.

Matt avrebbe ricordato a lungo quelle parole dal suono innocente.

C'erano due investigatori di Weymouth. Naturalmente si erano presentati, probabilmente avevano anche mostrato il distintivo. Ma nella confusione del momento, Matt era rimasto semplicemente in piedi, dietro la sua scrivania, sorridendo sconcertato. Il pi anziano dei due era un uomo di cinquant'anni inoltrati che portava degli occhiali con una montatura di plastica nera del genere di quelli che aveva l'insegnante di algebra del liceo di Matt, tanti anni prima. Sarebbe venuto da pensare: Questo non  un uomo da prendere sul serio.

Erano appena passate le nove del primo luned dell'anno nuovo. Matt era ritornato a Weymouth da nemmeno dodici ore ed era nel suo ufficio alla Krell da meno di mezz'ora, e adesso quegli investigatori erano venuti per parlare con lui, a proposito di qualcosa che lui non poteva proprio immaginare.

Quell'inevitabile fitta di senso di colpa. Che cosa ho fatto?

Matt era affabile, cordiale. Strinse loro la mano. Uno dei soci giovani pi promettenti della Krell Associates. E tutti a Weymouth conoscevano il multimiliardario Sidney Krell. Se gli investigatori erano infastiditi dalla posizione di Mathias McBride, dal suo ufficio privato arredato con costoso legno di noce, liscio cuoio nero e impeccabili cromature, dal morbido tappeto e da quella finestra alta fino al soffitto col vetro termico inondata dalla luce del sole invernale, erano troppo accorti per darlo a vedere.

Matt li invit a sedersi. Per dimostrare la sua disponibilit a cooperare, trascin una sedia attraverso il tappeto per il pi giovane, il pi taciturno dei due uomini, che lo stava osservando con un laconico mezzo sorriso. Come per dire: Pensi di fottermi con le tue stronzate? Ti conosco bello mio.

L'investigatore pi anziano chiese a Matt di dire alla sua segretaria di non interrompere la loro conversazione, e Matt lo fece, sentendosi avvampare. Non era spaventato. (No?) Non aveva niente da nascondere. (Vero?) Desiderava solo non essersi tolto la giacca un istante prima che arrivassero gli investigatori. In maniche di camicia e con delle bretelle vistose si sentiva esposto, vulnerabile. Con la sua cravatta di seta italiana. Che cos'era Matt se non un ragazzino del Jersey meridionale, un impostore qui a Weymouth? Quegli agenti gli leggevano dentro. Era stato quel genere di ragazzino irrequieto, ribelle, che si era messo nei guai a scuola, azzuffandosi in mensa, "berciando" - cos dicevano - contro gli insegnanti che avevano tirato troppo la corda con lui. In prima, insieme ad alcuni suoi amici, era stato sospeso per una settimana dal Liceo di Forked River solo perch si stavano difendendo in una rissa nel parcheggio. Ingiustamente, il padre di Matt gli aveva fatto una sfuriata, prendendolo a pugni sulla testa e sulle spalle nel modo in cui si bastonerebbe, non forte, ma con esasperazione e disgusto, un cane che si  comportato male. Qualcuno ti far sputare sangue, un giorno o l'altro.

L'investigatore pi anziano stava chiedendo a Matt di una giovane donna che si chiamava Duana Zwolle.

"Duana Zwolle," Matt ripet il nome con circospezione. "Coconosco il nome. S."

"Il nome, o la donna?"

"Tutti e due." Matt deglut a fatica. Gli investigatori erano gentili, melliflui. Ma capiva quanto facilmente quell'atteggiamento sarebbe potuto cambiare.

"Una giovane donna, attraente. Ventisei anni. Residente a Lismore, New Jersey. Artista e disegnatrice grafica free lance, ha fatto dei lavori per una societ di Weymouth, la Vision View Graphics. Conosce questa persona, signor McBride?"

Non sapendo dove questo lo avrebbe portato, Matt disse cautamente: "Ho incontrato Duana Zwolle, non potrei dire di conoscerla. Le  accaduto qualcosa?" E questa era una domanda ingenua.

Certo che le  accaduto qualcosa. Altrimenti perch questi uomini sarebbero qui!

"Le  accaduto qualcosa, signor McBride? Ci chiediamo se lei ha qualche informazione."

La gola di Matt divenne secca. "Perch... lo chiedete a me?"

Sapeva che era un errore agitarsi. Mostrarsi emotivo. Aveva gi avuto a che fare con la polizia, anni prima. Naturalmente, a quell'epoca non era un cittadino di Weymouth, New Jersey. Non era un impiegato della Krell Associates. Uomini come questi due nei loro abiti dozzinali e con cravatte d'occasione seduti sulle sue sedie, sul suo tappeto, che lo osservavano con calma, erano poliziotti, per natura sospettosi, che non aspettavano altro che dei buoni motivi per essere sospettosi. Doveva rendersi conto, oltretutto, che erano armati.

Matt disse che aveva incontrato Duana Zwolle una o due volte. Forse tre. L'aveva incontrata nei dintorni, in una galleria d'arte di Weymouth. "Mia moglie e io ci interessiamo d'arte, eravamo stati invitati all'inaugurazione di una sua mostra di sculture... mi pare." Perch stava dicendo mia moglie? Lo ud come gli investigatori lo stavano udendo. Anche se parlava con sincerit, con veracit, la sua voce sembrava quella di un uomo colpevole; un uomo che sa pi di quello che sta ammettendo. E aveva cominciato a sudare. " capitato qualcosa... alla donna?"

Era difficile per Matt pronunciare il nome "Duana Zwolle".

Era la seconda volta che faceva quella domanda, ma gli investigatori decisero di ignorarla. Il pi anziano stava tirando fuori dalla borsa una fotografia per farla esaminare a Matt. Era una fotografia stampata su carta patinata in bianco e nero, di sedici centimetri per venti. Matt si arm di coraggio per affrontare qualcosa di brutto ma vide solo una foto sorridente della giovane donna, una che non aveva mai visto prima.

Ebbe una premonizione. Era la ragazza scomparsa. Nel suo cuore pessimista, Matt lo sapeva.

Gli investigatori lo stavano osservando attentamente. Matt fiss l'immagine della ragazza bruna in una T-shirt troppo larga e dei jeans macchiati di pittura, in piedi, impacciata, accanto a una delle sue curiose opere di grafica: una tela-collage di forme affollate, scolpite. Duana Zwolle sorrideva timidamente, come chi teme la macchina fotografica. Era un sorriso che sembrava ferire il suo viso triste. Gli occhi erano grandi, scuri, occhi che si potrebbero definire luminosi. Molto belli. "Mistici". (Chiss, magari era sotto l'effetto di una droga? Forse era su di giri?) Matt non voleva guardare dentro quegli occhi, erano occhi da evitare.

Sembrava una giovane artista intensa, seria, nei suoi abiti macchiati. Era a piedi nudi; le braccia sottili ma muscolose, in una posa vigile, come per corazzarsi contro il flash della macchina fotografica. Le spesse sopracciglia quasi s'incontravano sulla sella del naso stretto, delicato; anche quando sorrideva, o cercava di sorridere, il suo atteggiamento era meditabondo, distratto. Matt si era chiesto, vedendola a Weymouth, se fosse di sangue orientale, indiana. O era marocchina? Forse mezza iraniana. Sicuramente appariva esotica, anche se poteva essere un capriccio della personalit. Quello sguardo famelico, indagatore, che metteva a disagio un uomo.

I capelli ruvidi e crespi come la criniera di un cavallo le scendevano oltre le spalle. Quell'odore leggermente rancido, oleoso.

"S.  Duana Zwolle."

" al corrente che questa giovane  scomparsa?"

"Scomparsa? No."

Il pi giovane degli investigatori disse a Matt che la scomparsa di Duana Zwolle era stata denunciata all'incirca alle 6 del pomeriggio del 28 dicembre. La sua abitazione non era stata chiusa a chiave, le luci erano rimaste accese, e la sua automobile era stata trovata nel Delaware Water Gap il giorno dopo, con le chiavi inserite nel cruscotto. La signorina Zwolle avrebbe dovuto recarsi a trovare la sua famiglia nel Maine per Natale - avevano detto - ma non si era fatta vedere. Chi la conosceva diceva che non era da lei andar via senza informare nessuno. Aveva lasciato del cibo su un ripiano della cucina come se fosse stata interrotta mentre preparava da mangiare. E c'erano altri fatti che non quadravano con la possibilit che fosse andata via di sua spontanea volont. "Abbiamo motivo di credere che lei sappia qualcosa su Duana Zwolle, signor McBride."

"Io? Ma perch?"

Gli investigatori guardarono Matt, con calma. Come se sapessero qualcosa che Matt non sapeva, o aveva dimenticato.

Matt disse, impacciato: "Anch'io sono stato via. Infatti, sono partito la mattina del... credo che fosse il 29 dicembre. Sono stato in Florida, prevalentemente negli Everglades. A fare fotografie. Sono tornato solo la notte scorsa. Non sapevo niente di tutto questo. Spero..."

Le parole gli morirono sulle labbra.

"Non ha idea di dove possa essere andata la signorina Zwolle, signor McBride? Provi a pensarci."

Matt disse, punto sul vivo: "Certo che no. Come faccio a saperlo? Non sono un suo amico."

"Ma noi abbiamo motivo di pensare che lei sia un amico di Duana Zwolle. Signor McBride."

"Ve l'ho detto, non sono un suo amico."

Adesso a Matt venne in mente: l'ultima volta che aveva parlato con Tess, dalla Florida, lei aveva accennato di aver sentito dire che c'era una giovane donna della zona che si pensava fosse scomparsa; quella giovane artista che avevano incontrato, con quello strano nome, che Tess non riusciva a ricordare. Matt aveva avuto altre cose, faccende molto pi urgenti di cui parlare con Tess, e l'argomento era stato lasciato cadere.

Matt disse, deglutendo a fatica, perch finalmente capiva la natura dell'interesse degli investigatori nei suoi confronti, e voleva mettere le cose in chiaro: "Come ho detto, non la conoscevo. 'Duana Zwolle': avevo pensato che fosse un nome inventato. Era -  - una dei tanti artisti che si sono trasferiti qui da Manhattan a met degli anni novanta, per vivere in vecchie fattorie e nelle casette a schiera degli operai tessili ristrutturate, sul fiume Weymouth, in campagna. Brockden Mills, Fall Creek, Lismore - paesini pittoreschi. Penso che Duana Zwolle vivesse in una delle fabbriche ristrutturate sul fiume." Matt fece una pausa, perch non gli piaceva il modo in cui gli investigatori lo lasciavano parlare, senza fare domande. "Non ho mai visto il suo loft. Voglio dire, ho sentito dire che era un loft. Che  un loft. Non sono mai stato invitato a entrarci e..." Non ci sarei entrato anche se fossi stato invitato.

Il viso di Matt era penosamente in fiamme.

(Che cosa sapevano gli investigatori? Che cosa stavano presumendo?)

Matt non avrebbe insinuato davanti agli investigatori, come probabilmente avrebbe fatto Tess, che gli artisti locali, quegli emigranti di Manhattan, vivevano vite molto diverse dal resto di Weymouth. C'erano le solite dicerie di promiscuit sessuale, omosessualit, uso di droghe. Cocaina, eroina. Matt aveva sempre respinto quelle voci come semplicemente malevole, invidiose. La paura e la profonda avversione della borghesia nei confronti di quegli individui, per la maggior parte pi giovani, che si rifiutavano di avere vite convenzionali: matrimonio, case ipotecate, bambini. E di fare lavori pagati bene e molto stressanti come quelli alla Krell Associates.

Matt disse con apprensione: "Presumo che abbiate chiesto agli amici di Duana Zwolle, alle persone con cui lavorava..."

"Abbiamo chiesto, signor McBride." L'investigatore pi giovane stava sorridendo, in un modo che a Matt non piaceva.

Quello pi anziano disse, affabilmente: "Abbiamo chiesto. E uno degli uomini citati per essere stato visto nei paraggi con la signorina Zwolle, signor McBride,  lei."

"Ma non  possibile..."

Improvvisamente il tono della conversazione era cambiato. Infatti non era pi una conversazione, ma un interrogatorio. La gentilezza degli investigatori si era esaurita. "Ok, signor McB.," disse l'investigatore pi anziano, la bocca che si torceva sul signor McB., come se sentisse il sapore di qualcosa di ripugnante, "abbiamo le prove che lei aveva un legame sentimentale con questa giovane donna che adesso  scomparsa. Perci ci dica: da quando lei e la signorina Zwolle avevate... un legame?"

"Ma io non avevo un 'legame' con lei. Non l'ho mai... vista in privato."

Era vero? Matt cercava di ricordare.

"Se sa qualcosa su dove si trova, che cosa le  successo, qualunque informazione, signor McB.,  venuto il momento di dircelo. Le cose saranno pi semplici per lei."

Matt protest: "Ma non so niente di lei. Questo  il punto. L'ho incontrata solo poche volte..."

"Sta dicendo che non  mai stato solo con lei?"

"Posso... averle dato un passaggio a casa, una volta. Alcune settimane fa. A novembre. Mi aveva chiesto se..."

"Ottobre."

"Era... ottobre?" Matt fiss l'investigatore pi giovane, che aveva dato quell'informazione. Non voleva pensare a come l'avesse ottenuta.

"Il 25 ottobre, per essere esatti."

La mente di Matt ragion rapida. Era un gioco? Ma perch lui? Loro credevano che lui, Matt McBride, fosse pi vulnerabile di un altro uomo di Weymouth? Sapevano qualcosa di lui, del suo passato, che lui stesso non sapeva? Avevano parlato con la gente di lui? Si sent intontito, nauseato. Aveva letto di casi in cui la polizia, i pubblici ministeri, alcuni testimoni e informatori che mentivano, potevano spedire una persona innocente in prigione; ma quegli innocenti di solito erano dei neri o appartenevano a qualche minoranza etnica, poveri e senza potere, non cittadini di Weymouth, New Jersey.

"Se ci sono altre date in cui ha visto Duana Zwolle, ce lo pu dire adesso," stava dicendo l'investigatore pi anziano, nel suo modo affabile, raggelante, spingendo gli occhiali di plastica nera contro la sella del naso, e fingendo di considerare Matt McBride con un briciolo di rispetto, e non con un sospetto assoluto. "Pi collabora, meglio ."

Matt disse, rapido: "Se qualcuno mi ha visto con Duana Zwolle in quella data, o in qualsiasi altra, era... solo quella volta, e in realt per una specie di incidente. Lo so, date le circostanze, sembra improbabile, ma..." Matt aveva iniziato a sudare visibilmente. Come in una scena di un film quasi dimenticato che gli era tornato in mente; una scena che in realt non aveva nessuna importanza nella sua vita. (Ma come faceva a dire a questi uomini, a questi estranei non comprensivi, che l'autunno precedente aveva avuto una breve relazione con una donna del luogo; una donna che lui non amava, e che non lo amava, e di cui Tess non sapeva niente, di cui non aveva il minimo sospetto; e che adesso la relazione era bell'e finita? Come faceva a dire a questi uomini che nel contesto della sua vita emotiva di quell'epoca, la strana, giovane, Duana Zwolle aveva significato poco per lui? Non poteva .) "Aveva bisogno di un passaggio per tornare a Lismore, mi disse. Qualche volta veniva a Weymouth in bicicletta, e aveva avuto un incidente con la bicicletta, che stavano aggiustando, e si  imbattuta in me sulla strada, per puro caso, e... mi ha chiesto se potevo accompagnarla a casa."

Le cose stavano cos. Ed era tutto. Gli avrebbero sicuramente creduto, no?

Gli si affacci il ricordo: la ragazza indossava dei vestiti con cui sembrava aver dormito, macchiati di pittura, spiegazzati; i lunghi capelli ruvidi, spettinati, incolti; con un aspetto giovane, da liceale, non da donna matura di circa venticinque anni. Mi scusi? Credo che ci siamo gi conosciuti? Lei si chiama... Matt? Lo aveva sorpreso, sorridendogli, avvicinandolo sul marciapiede. Davanti alla biblioteca. Era spuntata dal nulla. Weymouth era un paese piccolo, cordiale, gli abitanti si salutavano, si sorridevano e si scambiavano gli auguri, perci non era insolito, o non sarebbe dovuto sembrare insolito; se non che Matt era stato colto di sorpresa, perch la ragazza, Duana Zwolle, che si era presentata di nuovo e aveva stretto la mano di Matt, sembrava stranamente eccitata. Era chiaramente timida, eppure aggressiva; in quel modo in cui i timidi possono essere aggressivi, lanciandosi in azioni per le quali non sono adatti. Matt si era quasi sentito abbordare. Un'altra donna di Weymouth, riconoscendo Matt McBride da lontano, avrebbe potuto rivolgergli la parola con molta pi disinvoltura, e astuzia; Duana Zwolle sembrava sprovvista di quelle finezze sociali, o di quei sotterfugi. Matt si era chiesto se la sua era un'avance sessuale. O era lui (che lo voleva pensare, s,) che se lo immaginava? La mia bicicletta  al negozio a riparare. Mi chiedevo... potrebbe darmi un passaggio a casa? Se non  troppo disturbo. Naturalmente, Matt aveva detto subito di s. Era stato lusingato, in un certo senso. Era un incontro imbarazzante, non era attratto da quella strana ragazza, lei non era il suo tipo, ma di sicuro sarebbe stato felice di darle un passaggio a casa. Weymouth era un luogo e un modo di essere, in cui gli amici e i vicini di casa raramente si chiedevano dei favori, come invece facevano a Forked River, dove nessuno aveva soldi. Cos Matt aveva detto di s, ma certo.

Il 25 ottobre, evidentemente. Qualcuno aveva annotato la data.

Nell'auto, Matt aveva sentito il suo odore: quello dei capelli. S, forse aveva provato un'eccitazione sessuale. Quei lunghi capelli arricciati. Il corpo minuto, i seni piccoli e i fianchi stretti. Una fragranza intorno a lei che sapeva di cera, di animale selvatico, di bramosia. Lei mi desidera. Non  stato un caso fortuito.

Eppure Matt non aveva intenzione di raccontare agli investigatori di Weymouth niente di tutto ci. Era troppo bizzarro. Li avrebbe resi solo pi sospettosi. E lui era troppo gentiluomo. Si sentiva protettivo verso la ragazza, che doveva essere nei guai. Non era un uomo che parlava con crudelt e nemmeno in modo critico delle donne.

E non poteva raccontare agli investigatori dell'altra donna, con cui aveva avuto una relazione. Una donna molto conosciuta nei dintorni, la moglie di un ricco uomo d'affari. Agli investigatori quel nome era sicuramente noto. Matt avrebbe protetto anche quel nome.

Non c'era da meravigliarsi che sudasse, che fosse sulle spine.

"Cos io... io le ho detto di s. L'avrei accompagnata a casa. Sembrava cos... sperduta. Mi dispiaceva per lei, che andava in bicicletta. Per risparmiare i soldi della benzina, credo. Forse non aveva nemmeno un'automobile. Immagino che non guadagnasse molto con la sua arte e mi dispiaceva per lei e..." Matt fece una pausa. Gli investigatori lo guardavano con un'impassibile aria ironica. Era chiaro che avevano delle informazioni, potevano essere informazioni sbagliate, di cui Matt non sapeva niente. "Sentite, non sono entrato in casa sua con lei. Quell'unica volta. L'ho accompagnata a casa. Per farle un favore. Niente di... personale."

L'investigatore pi anziano disse: "Che cos'era allora? ... 'impersonale'?"

Il pi giovane borbott qualcosa al suo compagno, qualcosa che Matt non riusc a sentire. Una facezia sulle parole personale, impersonale. Una battuta, e probabilmente una battuta sconcia. L'eccessiva innocenza di Matt cominciava a essere irritante.

Entrambi gli investigatori risero. Matt era scioccato, arrabbiato. Cap che tra i due il giovane era quello che faceva ridere il vecchio nei momenti strategici, era il mastino aggressivo che poteva mordere all'improvviso le caviglie di qualche povero bastardo, mentre il suo padrone stava a guardare con indulgenza. E pensare che Matt, fino a quel momento, durante la conversazione, aveva avuto l'impressione che l'investigatore pi giovane, che aveva circa la sua et e la sua statura, provasse simpatia per lui.

Simpatia! Odiavano Matt McBride a morte.

Sapendo che poteva essere un ragazzino arrivato dal Jersey meridionale, ora qui alla Krell Associates con le bretelle rosse a quadri e una cravatta italiana di seta scura e delle costose scarpe di pelle, lo odiavano ancora di pi.

"Forse," disse Matt, provando una sensazione come se affogasse, "dovrei chiamare un avvocato."

(O avrebbe dovuto dire: il mio avvocato?)

Adesso gli investigatori lo stavano guardando con assoluto disprezzo. "Come vuole, signor McB. Se pensa che sia necessario."

"Sembra che mi accusiate di... qualcosa. E non avete nessuna prova, nessun diritto..."

"Stiamo solo indagando su ci che sa di Duana Zwolle, di cui  stata denunciata la scomparsa," disse pacatamente il pi anziano. "Abbiamo motivo di credere che lei sappia dov', e che cosa le sia capitato."

Matt disse: "Sono stato via! Sono stato in Florida. Ho... ho le ricevute degli aerei, degli alberghi... sono sicuro di averle tenute."

L'investigatore pi giovane disse: "Esatto. Anche noi siamo sicuri che le abbia tenute."

Il pi anziano disse: "Lei ha lasciato Weymouth la mattina del 29 dicembre, signor McB. Ma la giovane donna  scomparsa la sera del 28. Lei ha avuto tutto il tempo."

"Tempo per cosa?"

Gli investigatori fissarono Matt con calma.

Matt disse nervosamente: "Ero a casa quella sera. Il 28. Stavo facendo le valigie per il viaggio. Ero con la mia famiglia. Degli amici sono venuti a bere qualcosa. Chiedetelo a loro." (Ma forse era stata la sera prima? Matt non ne era sicuro.)

"Signor McB., sua moglie sa di Duana Zwolle?"

"Perch diavolo mi chiama 'signor McB.'? Il mio nome  una specie di scherzo o cosa?"

"Preferirebbe 'signor McBride'?..."

Matt. Mi chiamo Matt. Vorrei esservi simpatico.

"S. Preferirei."

"Allora, signor McBride. Sua moglie, la signora McBride, sa di Duana Zwolle?"

"Sa che cosa? Cosa c' da sapere?"

"Della sua relazione con la Zwolle, signor McBride?"

"Ve l'ho detto: non avevo nessuna relazione con Duana Zwolle. Non c'era nulla fra di noi."

Gli investigatori si scambiarono un'occhiata. Matt non riusc a decifrarla. Uno sguardo di viva soddisfazione, come di chi abbia appena saputo di aver vinto una scommessa con minime probabilit di vincita. Il pi anziano disse: "Nulla fra voi due, signor McBride?"

"No."

"Cos lei non ci pu aiutare nella nostra indagine.  questo che afferma?"

"Non posso aiutarvi pi di quanto non abbia gi fatto."

Matt avrebbe potuto pensare che si fosse arrivati alla fine, ma l'investigatore pi anziano continu senza perdere un colpo. "Ok. Quand' l'ultima volta che ha visto Duana Zwolle?"

"Non ne ho idea." Una pulsazione batteva nel cervello di Matt. Avrebbe voluto prenderli tutti e due a pugni. "Non pi di quanto potreste dirmi voi, che mi avete fatto questa domanda. Se lo sapessi... vi aiuterei. Ma non posso."

"E il 20 dicembre, signor McB.?"

"Il 20 dicembre?"

"Non ha visto la signorina Zwolle quella sera? Ci pensi bene."

Disperato, Matt si pass le mani fra i capelli. Non riusciva a pensare, non riusciva a ricordare. Poteva essere che Duana Zwolle fosse stata ospite di una delle molte feste prenatalizie a cui era stato invitato? Ricordava vagamente alcuni giovani artisti, della cui cerchia lei faceva parte, al ricevimento di Sidney Krell nel Weymouth Country Club. Dovevano esserci almeno duecento persone. Lui aveva bevuto, e si era divertito, e i suoi momenti spensierati si mescolavano confusamente, indistinti come visi in una folla. "Non lo so. Penso di no."

"Quella notte, non ha accompagnato la signorina Zwolle a casa?"

"No."

"E il 24 dicembre, la vigilia di Natale?"

"La vigilia di Natale? Certamente no!"

"Lei quindi sostiene di non essere andato a trovare Duana Zwolle a casa sua a Lismore, di non averle portato un regalo? Uno scialle bianco di cachemire? Ci pensi bene."

"No. Ero con la mia famiglia. Da dove diavolo saltano fuori queste cose? Uno scialle bianco di cachemire...?"

Gli investigatori si lanciarono un'occhiata. Il pi anziano disse, arricciando il naso: "Dal diario della signorina Zwolle."

"Il suo diario?"

"Non lo sapeva che la fanciulla teneva un diario, eh, signor McBride? Ma avrebbe dovuto saperlo. Molte di loro lo fanno."

Matt protest: "Ma... come posso essere nel suo diario? Non ho mai avuto niente a che fare con lei."

"Ah no? Non si direbbe da quello che la signorina Zwolle ha scritto."

"Sentite, per favore! Si deve trattare di un errore, agenti. Di un equivoco..."

"'Investigatori'. Non 'agenti'."

"Siamo investigatori, signor McBride."

"... 'investigatori'! Che cosa ha scritto di me? Ma se quasi non mi conosce. Posso vedere questo... diario?"

L'investigatore pi anziano disse: "Il diario della signorina Zwolle non  a sua disposizione, non per il momento."

"E allora come faccio a sapere che dite la verit?"

"Se ci sar un arresto, una notifica formale, lo sapr. In questo caso il suo avvocato potr esserle utile."

"Un arresto? Ma..."

Di nuovo Matt si sent come se stesse affogando. Come se il suo cervello non ricevesse abbastanza ossigeno. Era una scena televisiva, quel tipo d'interrogatorio crudele ma informale, in cui gli investigatori avevano memorizzato il loro copione ma di cui lui, McBride, povero bastardo, non aveva una chiave di lettura. Si sent come un pugile che  stato riempito di botte sul ring da uno specialista. Non una parte di lui che non fosse ammaccata, dolente, che non perdesse sangue. Cristo, persino i capelli gli facevano male. La bocca sapeva di bile. Non appena quei tipi se ne fossero andati - e adesso erano in piedi, pronti per andar via - si sarebbe precipitato in bagno a vomitare. Gli sarebbero tremate le mani per tutto il giorno, sarebbe stato incapace di concentrarsi e molto depresso. (Che cosa c'era in programma per Matt McBride quel giorno? Parecchie telefonate. E un pranzo al Saddlebrook Country Club con un cliente.)

Mentre gli investigatori si avviavano alla porta del suo ufficio, Matt, disperato, disse: "Immagino... che abbiate guardato nel Water Gap? Nel fiume? Se..."

Gli investigatori sorrisero a Matt, come si sorriderebbe a un cane maldestro seduto sulle zampe posteriori, che esegue un gioco di abilit convulso e patetico. "Esatto. L'abbiamo fatto."

"Potrebbe solo essersene andata. Per conto suo. Volontariamente. Lei... credo che Duana Zwolle sia stata sposata, un tempo. O... legata a qualche uomo, un altro artista. Quello che intendo dire" - Matt non era sicuro di quello che intendeva dire, solo che, adesso che gli investigatori stavano per andare via, non voleva che se ne andassero - " che la sua vita, la sua vita privata, poteva essere... complicata."

Matt venne informato che, anche se non era in arresto, era consigliabile che non lasciasse Weymouth senza avvisarli. Se lo faceva, poteva essere emesso un mandato di arresto. "Come minimo" - secondo la formula usata dall'investigatore pi anziano - era un testimone in un'indagine criminale, perci era tenuto a dire loro tutto quello che sapeva o che aveva motivo di sospettare, o avrebbe corso il rischio di essere accusato di ostacolare un'indagine criminale. Doveva fornire le ricevute di cui aveva parlato e tutti gli incartamenti che riguardavano i suoi spostamenti della settimana precedente. Compresi i nomi e gli indirizzi delle persone che l'avevano visto. Gli si "consigliava vivamente" di fare un resoconto del suo itinerario, di tutto quello che aveva fatto dal pomeriggio del 28 dicembre, quando Duana Zwolle era stata vista per l'ultima volta da una vicina di Lismore. Gli si "consigliava vivamente" di rilasciare una dichiarazione scritta della sua versione del rapporto fra lui e la Zwolle. E di qualsiasi cosa lui sapesse eventualmente di dove lei poteva essere se era andata via di sua volont... "In un caso di persona scomparsa come questo, non lo escludiamo mai." O di chi avrebbe potuto portarla via, o perch.

Matt disse, inebetito: " stata sequestrata.  questo il termine, vero?... 'Sequestrata'." Sapeva di giornale scandalistico, un destino da far trasalire.

Gli investigatori stavano dando i loro biglietti da visita a Matt. Dei semplici biglietti bianchi con una semplice stampa nera. Polizia di Weymouth. Quegli uomini, Matt avrebbe dovuto saperlo, erano funzionari della contea: agenti del governo locale. I loro salari erano molto al di sotto di quello di Matt McBride. Percep l'ingiustizia di questo fatto, e simpatizz col loro risentimento nei suoi confronti. I residenti di lunga data di quella parte del New Jersey del centronord avevano diritto di risentirsi dello sciame di nuovi residenti danarosi che si stavano trasferendo nelle loro zone natie, facendo salire le tasse e i prezzi degli immobili, trasformando la campagna. Matt fiss i biglietti: Phelan, Ricci. Il pi anziano era ovviamente Phelan, il pi giovane Ricci. Una squadra. Per loro lui era lavoro, il lavoro di una mattina. Avrebbero steso un rapporto su Mathias McBride. L'investigatore Phelan stava dicendo a Matt che avrebbe avuto presto notizie da parte loro. Come per tirare su di morale Matt, visto che in un certo senso gli aveva strizzato le palle, Phelan disse, con un sorrisino misurato: "Signor McBride,  possibile che lei sappia pi di quello che crede di sapere. In questo tipo di indagini, scopriamo che le persone si stupiscono di loro stesse. Sanno sempre pi di quanto pensino di sapere."

Questo colp Matt, nel suo stato d'intorpidimento, come una rivelazione di straordinaria bellezza.

"'La gente sa sempre pi di quello che pensa di sapere.' Questo me lo ricorder."



Fu allora che l'investigatore pi giovane, Ricci, quello che Matt aveva sperato, fantasticato, che fosse dalla sua parte, disse qualcosa di inatteso. Si stava avvolgendo una pesante sciarpa di lana azzurra attorno al collo, uno di quegli articoli dell'abbigliamento maschile che rivela il tocco di una donna, un regalo di affetto e di stima, costringendo il mondo a percepire l'uomo sotto una prospettiva leggermente diversa, come Matt lo stava percependo, sentendo di nuovo un senso di sgomento, di perdita, che loro due fossero cos separati, definiti come avversari, e all'improvviso, indicando una fotografia sulla parete dell'ufficio di Matt, Ricci disse: "Mi piace quella."

Mi piace quella. Matt sorrise, confuso. Come se un compagno di squadra di basket, un campione, gli avesse passato la palla. Cosa doveva fare adesso? Doveva essere all'altezza di quel gesto.

Matt disse: "L'ho... l'ho fatta io.  una delle... mie."

La fotografia era incorniciata in modo molto semplice, a giorno. In un primo momento sembrava una configurazione astratta, ma se si guardava attentamente si vedeva che era uno scatto in movimento in un'autostrada (esattamente la New Jersey Turnpike) di notte, sotto una pioggia battente; in primo piano un gigantesco tir correva veloce in un nugolo indistinto di spruzzi e di foschia, sullo sfondo, sul lato pi lontano dallo spartitraffico, c'era la scena di un incidente. L c'erano rottami fumanti, vetri sparsi, segnali luminosi. L c'erano autoambulanze, macchine e furgoni della polizia. C'era qualcosa di festoso in quella scena di orrore. O si poteva dire che c'era un orribile sottofondo in quella che appariva come una scena di sgargiante movimento, di luminosi fiotti di luce. E adesso, guardando la scena dalla prospettiva degli investigatori, Matt si rese conto che era anche una scena di lavoro. Molte fotografie di Matt - di Nighthawk - registravano scene di lavoro, sotto forma di composizioni dalle caratteristiche peculiari e di grande bellezza che catturavano l'attenzione.

" stato uno scatto fortunato," disse Matt. "Voglio dire, per me. Quando mi ero trasferito per la prima volta nel New Jersey, tornando da Manhattan sulla Turnpike." Avrebbe voluto dire di pi, parlare con emozione dell'esperienza dell'avvenimento stesso, in cui aveva osato parcheggiare sulla corsia d'emergenza a strapiombo della Turnpike, arrampicandosi per uscire dall'automobile sotto la pioggia, coi camion che sfrecciavano vicini, l'urgenza del momento mentre teneva stretta in mano la macchina fotografica.

Ricci disse: "Mi piace come cattura l'occhio, sa? Ti tira dentro. L'arte in genere non mi dice molto, ma una fotografia come questa, di qualcosa di reale, ti fa pensare."

L'investigatore pi anziano Phelan fissava la fotografia, aggiustandosi dubbioso gli occhiali.

Ricci disse a Matt: "Lei fa queste fotografie come 'Nighthawk', vero?  come se fosse il suo... pseudo nome?"

Matt disse: "Uno 'pseudonimo'? Non proprio. Voglio dire, Nighthawk non  un segreto. Non  una cosa cos importante.  solo un nome che uso. Per ragioni professionali."

Gli sarebbe venuto in mente dopo che Phelan e Ricci avevano svolto i compiti a casa, indagando su Matt McBride. Sapevano delle sue fotografie. Sapevano di Nighthawk.

Ricci disse: "Nighthawk. Le foto sono sullo Star-Ledger, vero? Sul Jersey Monthly. Le guardo, mi piacciono sempre. C' sempre qualcosa in loro che ti fa pensare."

C'erano altre fotografie di Nighthawk alle pareti. Le aveva fatte incorniciare, le aveva appese lui stesso. La vanit di McBride. Ma, in effetti... era anche orgoglioso delle sue fotografie. Pochi clienti si degnavano di dare un'occhiata alle foto e, se lo facevano, non esprimevano nessun giudizio.

Mentre gli investigatori se ne andavano, Matt disse impulsivamente: "Sono... sono molto preoccupato per questa visita. Vorrei poter aiutare voi. Lei. Duana Zwolle. Ma..."

Si sarebbe ricordato dopo, addolorato e ferito, che entrambi gli investigatori non gli avevano stretto la mano andando via. Neppure Ricci.



6

Ma io non avevo niente a che fare con lei. Niente!

Non l'ho mai toccata, la conoscevo appena.

Non c'era niente fra di noi, vi prego di credermi.

Se le  stato fatto del male, se  stata uccisa... io non ne so nulla. Dio aiutami.

Proprio mentre Phelan e Ricci se ne stavano andando con l'auto civetta della polizia, Matt era nel bagno degli uomini e poi avrebbe lavorato anche all'ora di pranzo per mettersi in pari con le telefonate che aveva perduto, proprio mentre ne arrivavano di nuove. Si sarebbe immerso in una giornata produttiva di dieci ore che avrebbe incluso una vendita inaspettata, sul posto, di un moderno "complesso abitativo per giovani", adattabile alle loro esigenze, del valore di 850.000 dollari, nel terreno lottizzato di Fox Hollow Hills, a una giovane coppia di professionisti che si trasferiva a Weymouth da Montclair. Per quella vendita, la provvigione della Krell Associates era del 6% che comprendeva un 1% di gratifica per Matt McBride - 8500 dollari per un lavoro di circa tre ore. Cosicch Matt pot dire a Tess quella sera, in risposta alla sua domanda, che quel primo luned del 1998 era stato un buon giorno, un ottimo giorno.

Avrebbe forse dovuto raccontarle degli investigatori? Del diario? Avrebbe dovuto forse turbarla, e mettere a repentaglio la felicit della loro famiglia? Vulnerabile come la fiamma di una candela, ecco come gli sembr improvvisamente quella felicit. Qualsiasi vento inclemente e fortuito avrebbe potuto spegnerla.



7

L'ira del mondo. Quella notte, dopo che Tess e i bambini si erano addormentati tranquilli, e lui aveva la casa tutta per s, si sedette in una stanza al pianterreno, al buio, salvo un'unica lampada accesa sul tavolo davanti a lui e, come un uomo in trance, cominci ad annotare, prima in modo affrettato e sconnesso, poi con maggiore padronanza, il suo "itinerario" della settimana precedente e un resoconto della sua "relazione" con la scomparsa Duana Zwolle. Erano note scritte a mano, con un'elegante biro nero-dorata con impresso in rilievo "Krell Associates". Aveva sparso le ricevute della Florida davanti a s, gli stampati dettagliati dell'albergo, il prospetto dei voli che il suo agente di viaggio gli aveva preparato. Da Newark a Miami, l'albergo a Miami Beach, una serie di motel da est a ovest attraverso la regione degli Everglades, l'Hilton a Pavilion Key sulla costa occidentale. Un servizio di automobili a nolo, da Miami a Sarasota. Un volo da Sarasota a Newark. Il mio alibi, pens.

Maledettamente degradante, avvilente. Che gli venisse chiesto di giustificarsi con degli estranei. Dover dimostrare che non era stato in sufficiente prossimit dell'abitazione di Duana Zwolle a Lismore, New Jersey, da rendere probabile che fosse stato lui quello che aveva sequestrato una giovane donna con la forza.

Sequestrato, e assassinato. Probabilmente stuprato e assassinato. Perch di sicuro era stato quello il destino di Duana Zwolle se era scomparsa da una settimana.

L'ira del mondo. Lui non aveva mai creduto nell'Inferno, non erano riusciti a spaventarlo da piccolo con l'Inferno, ma s, sicuramente credeva nell'ira del mondo.

Era stato battezzato luterano, malgrado il suo nome irlandese e malgrado suo padre fosse di origine irlandese. Sua madre era stata una cristiana fervente e, probabilmente dopo i quarant'anni, era diventata una bigotta un po' sbalestrata ("sbalestrata" era il termine informale usato da suo padre con il consenso della famiglia McBride) che aveva pregato devotamente per la salvezza dell'anima di Matt. Lo aveva portato in chiesa con gli altri figli pi piccoli finch aveva compiuto undici anni, e allora lui si era ribellato. Era stata una scena violenta, repentina e inaspettata: sua madre lo aveva schiaffeggiato e malmenato, cos lui non aveva avuto altra scelta se non allontanarla con una spinta, e lei aveva perso l'equilibrio inciampando all'indietro, come nella scena di una commedia televisiva, e andando a sbattere contro la stufa della cucina, mentre gridava per il dolore e lo sdegno: "Tu! Piccolo Satana!"

Eppure, Matt aveva amato sua madre. Aveva desiderato farla felice ma non aveva saputo come, tranne che accompagnandola in chiesa e pregando con lei, e quello era impossibile. Provava piet per lei, si sentiva profondamente a disagio davanti a lei e aveva imparato a stare alla larga sia dai suoi stati emotivi esaltati e cinguettanti sia da quelli sorprendentemente furiosi, e non appena era diventato abbastanza grande, a tredici anni, aveva fatto dei lavoretti dopo la scuola, e d'estate dei lavori a tempo pieno che lo tenevano fuori di casa per molte ore e gli davano dei soldi e una certa indipendenza da adulto. Aveva due fratelli pi piccoli e una sorellina minore leggermente ritardata e gli era piaciuto crescere in fretta per prendere le distanze da loro.

Tu! Piccolo Satana!

Come poteva essere vero? C'erano troppe cose che lo spaventavano.

Suo padre non aveva creduto nell'Inferno - o nel Paradiso - o in nessuno di quei "mondi spettrali" come li definiva sdegnosamente. Ma d'altronde suo padre, che aveva lasciato la famiglia molte volte mentre Matt cresceva, allontanandosi da Forked River e ritornandovi, non aveva creduto praticamente a nulla. L'ira del mondo era qualcosa che si poteva immaginare, non richiedeva nessun aiuto soprannaturale. Devi dare il primo colpo, ragazzo. Non fornire solo un bersaglio. Per gran parte dell'infanzia di Matt, suo padre aveva lavorato come camionista per una societ di trasporti a lunga percorrenza che lo teneva continuamente in movimento. Faceva parte del sindacato dei camionisti e guadagnava bene. Mandava quasi sempre buona parte del suo stipendio a casa. A modo suo era un padre di famiglia responsabile; amava i suoi figli. Per dimostrare che li amava, qualche volta doveva "fargli sputare sangue" - anche se in realt non gli faceva mai molto male. Matt, il maggiore, era quello che aveva pi bisogno di disciplina, ma era il preferito del padre perch il pi simile a lui. Si chiamavano entrambi Mathias, ma nessuno li chiamava mai Mathias. A Matt piaceva avere lo stesso nome di suo padre ma rifiutava di essere definito "junior".

Quello che aveva conosciuto del padre, di quell'uomo grande e grosso e con i capelli grigi, l'aveva affascinato. Anche se con lui bisognava andarci cauti. Ma, d'altronde, il padre di Matt raramente era a casa. Quando era in viaggio telefonava raramente e quando chiamava era probabile che fosse notte fonda e che fosse ubriaco, anche se in modo cordiale, sentimentale, cos lo si poteva amare anche da lontano, a millequattrocento chilometri di distanza in Alabama, a cinquecento chilometri di distanza in Connecticut, a quasi duemila chilometri di distanza in California. Poteva prenderti un nodo alla gola sentendo all'altro capo della linea quella rauca voce allegra. Ehi, bambino, come va? Ti prendi cura della mamma, vero? Com' il tempo l? Ho visto quel programma alla TV, con la costa atlantica che viene spazzata via! Fortuna che non viviamo in qualche posto da miliardari su un'isola della barriera, vero?

Vent'anni dopo, nel ricco paese di Weymouth del New Jersey centrale, Matt avrebbe ricordato quelle lunghe serate estive a Forked River quando suo padre era a casa, a bere birra e a lanciare una palla da softball con Matt e i suoi fratelli, e quelle gite domenicali estemporanee gi per la costa fino ad Atlantic City a mangiare caramelle toffee e hot dog sul lungomare, e passare un paio di ore intense alle slot machine nei casin - "Vostra madre non si accorger nemmeno che siamo andati via." Era eccitante essere portati in quelle gite mozzafiato, un viaggio di centotrenta chilometri andata e ritorno, eppure Matt immaginava che fosse una bazzecola per un camionista abituato a fare centinaia di chilometri in un giorno, tenendosi sveglio solo col caff e qualche pillola stimolante e qualcosa chiamato "ghiaccio" o "cristallo" che suo padre si leccava via dalle dita.

Il padre di Matt era al settimo cielo quando era in movimento. Matt non poteva biasimarlo.

Per combinazione, il padre di Matt conosceva il padre della ragazza scomparsa. Erano stati alle elementari insieme. Il caso lo aveva indignato e disgustato e per molto tempo, quando era a casa, non riusciva quasi a parlare d'altro. Ubriaco o sobrio che fosse. Era convinto che la polizia sapesse pi di quanto non rivelasse. Era convinto che fosse stato qualcuno dei dintorni che conosceva Marcey, e che lei conosceva - "Lei non sarebbe andata via con un estraneo qualsiasi, no?" In generale, la gente di Forked River credeva che fosse stato un forestiero a portarla via. Il flusso di macchine da e per Atlantic City era ininterrotto a Forked River. Quando Marcey Mason era scomparsa, mentre centinaia di persone la stavano cercando nelle vicinanze di Forked River, compresi dei volontari del liceo, compreso Matt, il padre era in viaggio, ma telefonava a casa una sera s e una no per sapere se "quella povera ragazza" era stata trovata. " in momenti come questi," disse suo padre a Matt, "che desidereresti che ci fosse un Dio. Qualcuno a cui rivolgerti con le preghiere. E desidereresti che ci fosse un Inferno, cos il lurido figlio di puttana che l'ha fatto, chiunque sia, soffrirebbe per l'eternit. Ucciderlo solamente, un'esecuzione capitale soltanto, ammesso che prendano quel pezzo di merda, non sarebbe sufficiente."



8

NOME SCONOSCIUTO. Nei sogni gli venivano le visioni.  cos che capisce che sono pure. E non semplicemente terrene.



Che cosa sa di Duana Zwolle?, gli avevano chiesto, e lui aveva detto che non sapeva niente ma aveva sentito dire che era scomparsa e avrebbe pregato per lei. Credo nella preghiera, disse serio. Lisciandosi la barba di cui loro sorridevano, lo sapeva, un ciuffo di barba che gli spuntava dalla punta del mento. Una barba bionda argentea che non sembrava armonizzarsi con il color sabbia pi scuro dei capelli. Nel potere della preghiera, disse.

Sapeva che loro sorridevano di lui in segreto. Sapeva quello che pensavano di lui in segreto. Aveva capito quello che la ragazza pensava di lui in segreto.

Colui che desidera ma non agisce, alleva la pestilenza. Di queste parole di William Blake avrebbe voluto informarli, ma era troppo accorto per pronunciarle. Perch loro erano investigatori in cerca della ragazza e lui doveva restare innocente e non provocarli.

NOME SCONOSCIUTO. La sua semplicit di cuore. Aveva sparso croste di pane sull'acqua per gli uccelli acquatici accovacciato sul bordo della riva del fiume sapendo che gli occhi di lei lo osservavano dall'alta finestra del suo loft. E lei avrebbe detto agli amici: Com' buono quell'uomo. Un uomo semplice. Non come noi. E i suoi amici l'avrebbero detto ad altri, e cos la parola si sarebbe divulgata.

Non sarebbero stati i primi a fraintendere NOME SCONOSCIUTO. A mostrarsi condiscendenti. Non sarebbero stati gli ultimi.

Nella sua roulotte a Clinton Falls, erano venuti da lui. Camminando veloci su per il viale solcato e innevato. I loro fiati fumavano, erano a capo scoperto. Sapeva che la loro era una macchina della polizia anche se era un'auto civetta e che erano poliziotti anche se non in divisa. Si era appena entrati nell'anno nuovo e lui aveva previsto che sarebbero venuti. O degli altri al posto loro. Perci era preparato. NOME SCONOSCIUTO non era mai impreparato.

Che cosa sa di Duana Zwolle?, gli avevano chiesto, e lui non gli aveva riso in faccia dicendo: Io so quello che voi non sapete di Duana Zwolle, ma invece, tutto serio, aveva detto che niente, non sapeva niente e la sua scomparsa non lo sorprendeva. E loro avevano chiesto perch. E lui aveva detto con la sua aria addolorata simile a quella di Cristo che provava sia amore sia compassione per l'umanit: Perch una volta lei mi ha detto che forse sarebbe dovuta scappare all'Ovest, se fosse stata in pericolo a causa di quell'uomo. E loro avevano chiesto quale uomo. E lui aveva detto semplicemente che non lo sapeva. Il suo ex marito?, avevano chiesto, e lui aveva scosso la testa perch non lo sapeva. O un altro uomo?, avevano chiesto. E lui aveva scosso la testa perch non lo sapeva.

Chiesero che cos'era quel fienile, e lui spieg che era il suo studio. Era uno scultore. Venite che ve lo mostro! Impaziente li condusse al fienile rovinato dalle intemperie senza perdere tempo a infilarsi una giacca, col fiato fumante e i ciuffi dei capelli e della barba che volavano nel vento freddo, e nello studio, come in un luogo sacro, contemplarono in silenzio il lavoro di una vita di NOME SCONOSCIUTO che lui desiderava conservare. Il suo Matrimonio del Cielo e dell'Inferno, come lo chiamava lui. Cinque figure femminili a grandezza naturale con visi di manichini dipinti semplicemente. Pudiche e perfette ai suoi occhi, a differenza della sfrontatezza e del sudiciume delle femmine reali. Erano fatte di metallo di scarto dei suoi vari posti di lavoro, per magnificamente levigato, e di cera plasmata, e un misto di argilla sabbiosa e di legno intagliato e stracci e con occhi di vetro che sembravano veri fatti con le biglie dei bambini. Lui spieg loro la sua arte. E forse aveva parlato troppo forte e con troppo entusiasmo. Perch non erano venuti molti visitatori in questo nuovo studio, da quando si era trasferito a Clinton Falls l'inverno precedente. C'era la donna Brough che lo amava e che veniva a cucinare per lui e a pulire per lui, ma di arte non capiva niente e adorava qualsiasi cosa lui facesse con le sue mani. Come, indiscutibilmente, adorava la sua barba e il suo cazzo. Il pi anziano degli investigatori interruppe per chiedere: Ne vende molti di questi, signor Gavin? e lui rise per nascondere il suo furore spiegando che avrebbe acconsentito a vendere Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno solo a un museo nella sua integrit. Come si guadagna da vivere, signor Gavin?, chiese l'investigatore, e lui disse con calma che in effetti vendeva qualche opera d'arte ogni tanto, figure pi piccole, sculture in legno di animali e di uccelli che una galleria di Weymouth e un'altra di New Hope vendevano per lui. E faceva il saldatore. Il pi giovane degli investigatori, con una pesante sciarpa azzurro-cielo attorno al collo dello stesso colore degli occhi della figura pi vecchia, stava vagando furtivamente facendo finta di ammirare le figure (mentre in realt i suoi occhi del colore dei sassi stavano guardando rapidamente in giro in ogni angolo e fessura dello studio ed era riuscito persino a mettere un piede come per caso su un'estremit di una scatola di cartone schiacciandola) e aveva detto: Queste statue -  cos che le chiama? - devono richiedere un mucchio di lavoro, prendere un sacco di tempo. Da dove trae le sue idee, signor Gavin? E umilmente lui aveva detto la semplice verit: Nei sogni, le visioni vengono a tutti noi. Un artista  uno che ricorda.



E cos se n'erano andati. Come lui desiderava che facessero.

Rimase a guardarli sorridendo da dentro la sua roulotte. Si lisci i ciuffi della barba, e rise. Quegli sciocchi ignoranti naturalmente gli avevano creduto. Come le altre volte. Avrebbero controllato il suo resoconto di dov'era stato la notte della scomparsa, ma la donna Brough che adorava NOME SCONOSCIUTO sapeva che cosa dire. E come dirlo. Non tutto d'un fiato come se l'avesse imparato a memoria. E anche il ragazzo Randy, che era lento di comprendonio ma caparbio. Avrebbero ricordato quello che c'era alla TV quella sera. Che avevano guardato tutti insieme e che avevano gradito. Nella casa della donna, a Lismore. S, lui aveva passato la notte con lei perch spesso lo faceva. Non c'era niente di cui vergognarsi, presto si sarebbero sposati.

Perlomeno, la donna Brough cos credeva.

Gli investigatori finalmente se n'erano andati. Non avevano perquisito la roulotte. Non avevano il mandato per perquisire la roulotte. Non c'era motivo per perquisire la roulotte. Non avrebbero trovato niente se avessero perquisito la roulotte. O il suo pickup Ford che aveva da dodici anni ed era parcheggiato nel viale d'accesso. O il fienile. Non era uno di cui sospettassero davvero. Anche se l'avevano interrogato, non era un vero sospettato. Solo due volte in ventun anni prima di adesso, a Mountainhome, Pennsylvania, & a Salem, New Jersey, era stato interrogato dalla polizia; ma tutte e due le volte nelle sue abitazioni, non in una centrale di polizia. E non era stato schedato, non ci sarebbe stata traccia di Joseph Gavin nel loro computer. Perch le sue risposte erano sempre semplici e dirette. La sua attendibilit riguardo le ore in cui le femmine erano state prese sembrava averli soddisfatti e lui non era mai stato un vero sospettato. Ne era certo.

Mai arrestato in tutta la sua vita. Circa quarant'anni, del calendario. E non sarebbe mai stato arrestato, perch Dio avrebbe mandato una palla di fuoco rovente a reclamarlo.



Dio abbia piet di te, Joseph!, aveva sussurrato quando lui le aveva tolto il bavaglio e lei poteva respirare & parlare. Oh Dio, abbi piet di tutti e due.

Ma Dio aveva esaudito solo a met la preghiera della femmina.



9

In che modo la colpa sale simile alla bile dal fondo della bocca.

Anche se sei innocente. Incolpevole.

"Non c'entri niente in questa faccenda, vero Matt, eh? Della ragazza."

Sidney Krell fece la domanda a Matt McBride nel suo modo sbrigativo, senza peli sulla lingua. Senza invitare Matt a sedersi.

"No. Non c'entro niente."

Ma come diavolo fai a saperlo? Cos presto.

In un silenzio ostinato, covando rabbia e risentimento, Matt lasci che Sidney riflettesse sulle sue parole. Dato che Matt stava dicendo la verit, perch avrebbe dovuto fornire altre spiegazioni? Nemmeno per idea, maledizione. Era scioccato che Krell sapesse del suo presunto coinvolgimento in una relazione con la ragazza, ma non aveva intenzione di darlo a vedere. Anche Matt McBride era sbrigativo e senza peli sulla lingua; era una delle ragioni per cui lui e il suo datore di lavoro andavano tanto d'accordo.

Era circa mezzogiorno del 6 gennaio. Il marted dopo il luned di quel terribile anno nuovo. Matt non aveva ancora detto a Tess della visita degli investigatori e aveva passato gran parte della notte a redigere un documento per loro, e la testa risuonava di domande e proteste e dinieghi e si era pregustato un giorno alla Krell Associates di intenso lavoro concentrato per tenere la mente lontana dal resto, e adesso Sidney Krell - che era pi intimo di Matt McBride di qualsiasi altro essere vivente (dalla morte del padre di Matt) - l'aveva convocato nel suo ufficio un'ora prima che, come da programma, loro due andassero a un pranzo di lavoro con molti investitori al Weymouth Country Club; con il pretesto di voler preparare Matt per la riunione, come spesso faceva in quelle circostanze; e invece aveva affrontato Matt con quella domanda insultante.

A meno che, pens Matt, non fosse una domanda ragionevole.

Krell lo stava guardando con occhi astuti, acquosi. A me non mentiresti, vero, figliolo? Una luce lampeggi sul telefono di Krell segnalando una telefonata in attesa, ma Krell la ignor. I suoi occhi erano una ragnatela di capillari rotti, come il suo naso gottoso; in un completo stazzonato da migliaia di dollari fatto su misura a Hong Kong, sedeva piegato in avanti alla sua massiccia scrivania, nella sua abituale postura da avvoltoio, succhiandosi le labbra. Il suo respiro ansimante dava l'impressione che avesse fatto le scale di corsa per salire fin l. Disse: "Lo pensavo anch'io, figliolo. Volevo solo sentirtelo dire."

"Be', l'hai sentito, Sidney."

Matt era infastidito dal fatto che Sid Krell sapesse gi; qualsiasi cosa fosse quello che sapeva. Della ragazza scomparsa, del diario. Probabilmente sapeva anche della visita a sorpresa degli investigatori. Niente sfugge a Sid Krell di quel che accade a Weymouth, era il suo vanto. Una volta in cui aveva invitato fuori Matt a bere qualcosa, gli aveva detto che si poteva pensare a Sid Krell come a un vecchio, grasso ragno con le fossette, al centro di un'enorme ragnatela, attaccata al cuore di Weymouth. Ogni fremito della ragnatela, lui lo registrava. Ogni vendita immobiliare, ogni contratto, prestito, societ, processo, bancarotta, impresa fortunata, tradimento degni di nota, lui li registrava. Ogni creatura vivente che finiva nella ragnatela - vi finiva e vi s'impigliava - lui la conosceva.

Con la sua rauca, benevola voce, Krell disse: "Siediti, Matt. Parliamo."



Erano passate meno di ventiquattro ore da quando Phelan e Ricci erano andati a interrogare Matt McBride. Ma era passato un periodo di tempo molto pi lungo nella sua vita interiore. Nulla sar pi uguale a prima, adesso, mai. Lei si era vendicata.

"Forse non vuoi un consiglio da me, Matt. Sono affari tuoi. Ma in ogni situazione intricata come questa, dove ci sono degli sbirri che indagano, consiglierei Jules Cliffe. Conosci Jules, vero? Te l'ho presentato una volta, credo, sul campo da golf." Krell non gli aveva presentato l'avvocato, tuttavia Matt lasci correre. Sapeva benissimo chi era Cliffe, naturalmente. Come Sidney Krell, Jules Cliffe era rinomato nella zona, controverso e costoso. " caro, lo riconosco," disse Krell con un'alzata di spalle, "ma vale i soldi che chiede. E io potrei aiutarti, lo sai. Se si arriva a questo."

Se si arriva a questo.

Matt aveva tirato una pesante sedia di cuoio e acciaio cromato vicino alla scrivania di Krell come faceva di solito durante le riunioni preparatorie. Il gusto di bile acido-nero in fondo alla bocca adesso era pi forte, aveva deglutito in modo incontrollabile dal momento in cui aveva messo piede nell'enorme ufficio di Krell. Voleva credere che Sid Krell volesse solo aiutarlo, in passato era stato generoso con Matt come con altri soci pi giovani, ma in Krell c'era spesso un altro motivo, uno pi profondo e contorto che non sarebbe affiorato spontaneamente.

Con garbo Matt disse: "Grazie, Sid. Ma non ho bisogno di un avvocato."

Krell sbuff, allargando le narici dilatate. "Non hai bisogno, o non vuoi? Pensaci bene, figliolo."

Chi altri era che aveva detto recentemente a Matt di pensarci bene?

Poteva sentire la temperatura del sangue salirgli.

Nel suo modo gergale, da duro, imparato alla TV o al cinema per dissimulare la realt della sua intelligenza, furbizia e istintivo buon gusto, Krell stava dicendo: "Tu ingaggi un avvocato come Cliffe e gli sbirri battono velocemente in ritirata. Il procuratore distrettuale - lo sai,  un mio vecchio amico dai tempi in cui eravamo insieme nel consiglio direttivo provinciale - batter in ritirata anche lui, non proprio ansioso di fare la figura del coglione in pubblico. Perch quello che fanno questi tizi per strategia nell'applicazione della legge - e non si possono biasimare, i bastardi, si danno da fare come il resto dell'America -  di strizzare le palle di qualche tizio onesto, per bene, e un po' ingenuo, che loro sanno essere innocente, come te, ma a cui s'immaginano di poter estorcere qualche informazione che altrimenti lui non fornirebbe.  un gioco; merdoso, ma  un gioco. O si sa come giocare, o non lo si sa. E tu non lo sai, Mattie. Mi fa incazzare che loro vogliano fottere proprio te, che sei il mio protetto!  un insulto personale, maledizione." Era una nuova linea di condotta, e Krell rimase in quell'atteggiamento, il viso che si arrossava, le mascelle che tremavano mentre imprecava, finch Matt non sent l'impulso di mettere una mano consolatoria sulla spalla dell'uomo pi anziano, per scusarsi della propria sfortuna. Krell disse indignato: "Maledizione, quegli sbirri ovviamente sanno che Matt McBride non  il loro uomo! Ammesso che qualcuno abbia rapito la ragazza e che non sia scappata per conto suo - o non abbia simulato il suicidio come fanno alcune di loro -, gli sbirri sanno che non sei un vero sospettato, ma se ti possono spaventare a sufficienza, e ricattare minacciandoti di divulgare la loro 'prova' ai media..."

"Prova? Quale prova?"

Krell fece dei gesti esagerati ma vaghi. "Il diario. Che la ragazza presumibilmente teneva."

La ragazza. Krell alludeva alla ragazza come se non avesse un nome.

E Matt dava il suo contributo. La ragazza, la ragazza.

L'avversaria, e non una come loro.

Questo, Matt l'avrebbe ricordato pi tardi. Il linguaggio in codice fra loro in quanto uomini.

Matt cerc di parlare con calma. Una pulsazione gli batteva nel cervello ma sent che si stava spiegando pazientemente, come se fosse la prima volta: non poteva esserci un diario che lo coinvolgeva perch lui e la ragazza non erano coinvolti in una relazione. Non era nemmeno un suo amico. Se c'era qualcosa su di lui nel diario (cosa di cui dubitava) doveva essere stato inventato, e si chiedeva perch avrebbero dovuto farlo, e non sapeva che cosa fare a questo proposito. " come un incubo. E sento che sta solo iniziando," disse Matt.

Le sue parole dovevano essere sembrate quelle di un figlio impaurito, colpevole, che denudava la sua anima a Sid Krell. Il padre-avvoltoio, che avidamente si mangiava Matt con i suoi occhi da bevitore, iniettati di sangue. Questo era il padre che per sua magnanimit, non per un senso di giustizia, avrebbe perdonato il figlio anche se non gli credeva. Siamo noi contro di loro, Matt.  una questione di potere qui a Weymouth. Fidati di me.

Era gi mezzogiorno. Il programma prevedeva che partissero per il Country Club all'una, nella Lincoln Town di Krell guidata dall'autista. Matt si augurava con tutte le sue forze di essere un po' pi in forma, per quell'ora.

Krell si era alzato dalla sua sedia girevole come una grassa focena che emerge dalla superficie dell'acqua, soffiando e attirando tutti gli sguardi. Come faceva durante le riunioni del personale, il vecchio andava avanti e indietro sul tappeto, gesticolando in maniera esagerata mentre parlava. Era chiaro che Krell era morbosamente eccitato dalla situazione di Matt. Dall'ansia di Matt. E da quel certo non so che di sessuale nella scomparsa della ragazza che si era attaccato a Matt malgrado la sua innocenza. (Krell lo sapeva di sicuro che Matt era innocente?)

Da molto tempo Sidney Krell si era ritagliato il ruolo del personaggio mitico, un delinquente minorenne ravveduto (per sua stessa ammissione), un galante corteggiatore delle donne (altri avrebbero confermato anche questo), e un "autodidatta" della finanza (sebbene Matt avesse sentito dire che Krell aveva ereditato milioni di dollari da un nonno). A Krell piaceva vantarsi di aver aperto la strada allo "sviluppo residenziale e commerciale" del collinoso Jersey rurale centrale, lottando contro i comitati urbanistici dei cittadini, i consigli comunali e, negli ultimi anni, contro gli enti statali e federali per la protezione dell'ambiente; era riuscito a vincere pi spesso di quanto avesse perso, ma intanto si era fatto sempre pi nemici. "Se mi dessero un dollaro per ognuno di quelli a cui sto sul cazzo, sarei milionario." (Era il commento usuale di Krell e la cosa comica era che Krell era comunque ultramilionario.) Era stato citato in giudizio talmente tante volte che aveva una squadra di avvocati in servizio permanente e si vantava di aver mandato i loro figli alle facolt di legge e alle universit pi prestigiose del nordest degli Stati Uniti. Si era sposato due volte e due volte aveva divorziato, e adesso era sposato con una donna molto pi giovane, una ex modella che se ne stava spesso nel loro appartamento di Manhattan o era "in viaggio con amici", come spiegava Krell con un'alzata di spalle che era al tempo stesso dispiaciuta e coraggiosa. Adesso aveva circa sessantacinque anni, ma sembrava un uomo molto pi giovane, con un'aria stravagante. Faceva gare di golf, tennis, racquetball con uomini pi giovani, come Matt McBride, e li faceva sudare se lo volevano battere. Aveva una grande testa a pera, calva, lucida, e delle sopracciglia folte e cespugliose, e una pancetta dura portata come una palla da basket sopra la cintura. Una volta, mentre stavano bevendo insieme dopo la chiusura dell'ufficio e tutti gli altri erano andati a casa, Krell aveva mostrato a Matt la sua "protezione personale": una rivoltella Smith & Wesson calibro .35 dall'aspetto maligno con un'impugnatura di noce levigato, che teneva chiusa a chiave nel cassetto della scrivania. Qualche volta, si era vantato Krell, portava la pistola dentro la giacca; aveva subito minacce di morte, e aveva ottenuto il permesso di tenere un'"arma nascosta". Aveva invitato Matt a prendere la pistola in mano, per esaminarla - "Solo per sentire che effetto fa, figliolo." Matt per si era limitato a ridere a disagio e aveva rifiutato. Krell possedeva anche fucili e carabine. Faceva parte della National Rifle Association. Si definiva un "cacciatore nato", anche se non aveva pi tanto tempo per quello sport. Era anche un intenditore di donne per quanto non avesse pi molto tempo per loro - "A meno che una non mi caschi in grembo, capisci, Mattie? A un bel giovanotto come te deve capitare di continuo."

Era stato con tipica ostentazione che Krell aveva assunto Matt McBride, raddoppiandogli letteralmente lo stipendio per allettarlo a lasciare una societ finanziaria di Bloomfield, New Jersey, unicamente sulla base di un'animata conversazione che i due avevano avuto, incontrandosi per caso in una sala da cocktail dell'aeroporto di Atlanta, mentre aspettavano un volo in ritardo che li portasse a casa. (Krell aveva insistito per cambiare il biglietto in classe economica di Matt con uno in business, per poter continuare la conversazione sull'aereo.) Krell ammirava Tess perch la considerava una donna di "grande qualit" oltre che bella, e ammirava anche le foto di Matt "Nighthawk" e ne aveva appese alcune in rilievo nell'atrio della Krell Associates fra alberi piantati in vaso ed eleganti mattonelle incastonate. Anche lui avrebbe voluto essere un artista, confess una volta a Matt, ma aveva dovuto sgobbare, invece. Aveva dovuto crescere in fretta da giovane. Era arrivato al suo primo milione a ventisette anni, quando un milione di dollari era ancora un milione di dollari. Mettendo Matt in imbarazzo, aveva l'abitudine di dirgli che apprezzava il suo stile - "Qualsiasi cosa sia lo 'stile', sai? Tu e io, ci capiamo."

Krell aveva dei figliastri, pi di quanti ne volesse. Ma non aveva figli. Matt supponeva che questo spiegasse la fissazione che il vecchio aveva per lui.

Krell stava assicurando a Matt che nessuno sapeva del presunto diario tranne poche persone: "Di cui capita che io sia una. Non importa come, o perch.  top secret per ora. Gli sbirri tengono riservate cose come queste. Ci sono altre cose dell'indagine di cui io sono a conoscenza." Krell era seduto sul bordo della sua scrivania, il respiro affannoso, incombendo su Matt come una luna minacciosa. Era stato un bell'uomo un tempo, Matt lo sapeva dalle fotografie, e si potevano indovinare le sue belle fattezze giovanili da galletto nel suo viso arrossato con le guance flaccide e la pelle sottile curiosamente squamata come un muro che si scrosta. "Questo  riservato, Matt: la ragazza aveva un misero libretto di risparmi, meno di mille dollari, alla Midland, e quaranta dollari in un conto corrente. Quaranta dollari! E ci sono voci che dovesse anche dei soldi ad alcune persone." Krell fece una pausa per lasciare che la notizia venisse assimilata: Matt immagin che Krell fosse una di quelle persone. "Entrambi i conti non sono stati toccati: questo, per me, non prova che non possa essersene andata per i fatti suoi, simulando un sequestro o un suicidio. Anche se forse si  suicidata davvero e non voleva che la famiglia lo sapesse. Mi  sempre sembrata una straniera, con la pelle scura, voglio dire dell'India. Forse in quella cultura il suicidio  una vergogna, come per i cattolici? Io questo non lo so. Manca anche la sua carta Visa e nessuno ha cercato di usarla. Sylvia ha detto" - Sylvia era l'elusiva signora Krell - "di aver sentito in giro che la ragazza era una cocainomane, e che a Newark stava con dei neri che spacciano droga; ma non saprei, e questo non  nel verbale della polizia. Era collegata a qualche organizzazione per i senzatetto a Newark, questo lo so. Ma la cosa principale che tengono segreta ai media, e per cui ti devo far giurare di mantenere il segreto, Matt, ..." - la voce di Krell si abbass drammaticamente, e lui si chin vicino a Matt, cos vicino che Matt fu investito da un'improvvisa zaffata di qualcosa di dolciastro e fumoso, whisky? di mattina cos presto? - "...che nel posto in cui viveva, un'ex fabbrica tessile ristrutturata a Lismore, sul fiume, gli sbirri hanno trovato quello che descrivono come un 'disegno o una vignetta oscena' di una donna nuda che probabilmente doveva essere lei. Una cosa 'disgustosa'.  stata lasciata sul suo letto, dove non si poteva fare a meno di vederla." Krell fece una pausa, respirando forte.

Matt era stupito. "Sid, come fai a sapere queste cose?"

"Le so, Mattie. Il vecchio Sid ha le sue fonti."

"E il diario, quello l'hai visto?"

"No."

"Ma... che cosa sai del diario?"

"Solo che coinvolge Matt McBride. In qualche modo."

"Ma  impossibile."

"Be'."

"Sid,  impossibile. Io non la conoscevo."

La voce di Matt era aspra, implorante. Non era sua intenzione usare quel tono ma gli era venuto cos.

Krell disse, con una scrollata di spalle imbarazzata: "Se sei fortunato, Matt, forse non avrai bisogno di parlarne a Tess. Forse bisogner..." Fece un gesto vago come per allontanare un cattivo odore. "Se gli metti Cliffe alle calcagna, dovranno consegnartelo. Lui parler al procuratore distrettuale. Forse il diario non lo porteranno come prova. Forse lei salter fuori... viva. Non mi sorprenderei con una persona come quella, si dice che fosse piuttosto instabile, chi lo sa? E questo disegno, o vignetta, dovranno mostrarlo a qualche esperto d'arte, immagino, perch li aiuti a identificare chi pu averlo fatto. Io non l'ho visto." Krell prosegu per raccontare a Matt che c'erano delle impronte recenti nel loft della ragazza lasciate da qualche genere di stivali con una suola di gomma caratteristica e c'era della sabbia che pensavano venisse dal litorale meridionale del Jersey, e il posto era stato messo a soqquadro come se qualcuno avesse cercato qualcosa e, irato, non fosse riuscito a trovarla. "E i suoi lavori di grafica - i 'collage' credo che sia il termine tecnico - li ha squarciati con un coltello, come se lui non apprezzasse molto lo stile d'avanguardia di lei." Le labbra carnose di Krell si arricciarono per lo sdegno e Matt stava pensando a disagio che l c'era qualcosa che non tornava: non era da Sid Krell essere cos meschino. Poteva essere maligno e buffo, ma nell'esperienza di Matt non era mai stato solo maligno, e nel riferire racconti delle disgrazie altrui di solito scuoteva la testa con compassione. La sfortuna, la malattia e la morte lo colpivano sinceramente. C'era qualcosa che stonava qui, ed era brutto.

La sta diffamando. Perch?

Krell stava mettendo in guardia Matt energicamente di non fare parola con nessuno di quello che gli aveva detto. "Mi romperebbero il culo se qualcosa uscisse da questa stanza. Sto correndo un grosso rischio per te, amico mio." Matt cerc di sorridere. Amico mio era bello da sentire. (O no?) C'erano molti uomini influenti a Weymouth con cui Krell aveva rapporti, compresi dei funzionari repubblicani della contea, e i membri del consiglio comunale, e lo stesso capo della polizia, e chiunque di loro - immaginava Matt - poteva essere il confidente di Krell. Forse avevano degli affari insieme. Chi poteva saperlo? Probabile che Krell conoscesse persino gli investigatori. Era tipico di Sid Krell tradire la fiducia di un altro uomo anche se faceva la commedia di far giurare a Matt di mantenere il segreto. Addirittura lo rimprover per averlo indotto a rivelare dei segreti: " solo perch non voglio che ti angosci per questa faccenda pi del necessario. Capito? Se c' un diario - voglio dire, c' un diario - e contiene del materiale imbarazzante, che forse riguarda anche me. Al diavolo, penso di esserci anch'io nel diario, sicuramente. Le donne riescono a vendicarsi, eh?" Krell rise come un uomo che soffre, strofinandosi gli occhi.

Matt disse in fretta: "Sid, non ho detto alla polizia che avevo conosciuto Duana Zwolle tramite te. Voglio dire, non ci ho neppure pensato. Quella volta dopo il lavoro. Quando stavo andando via, e tu stavi arrivando, e..."

Matt si ferm, rendendosi conto che, in quell'occasione, Krell non gli aveva presentato la ragazza. Lui non aveva idea di chi fosse lei. Era stato l'incontro pi breve.

Krell lo interruppe: "Non so di cosa diavolo stai parlando, Mattie. Stai attento."

Il viso di Matt era in fiamme. Sapeva di essere stato rimproverato, come un cane prediletto che improvvisamente riceve un calcio. "Ho detto alla polizia di aver incontrato Duana Zwolle nella sua galleria. E cos  stato."

Non ha niente a che vedere con te, Sid. Non preoccuparti.

Krell disse freddamente: "Certo, ragazzo.  stato cos. Di' solo la verit a quei fessi. Nessuno sta giurando niente qui, e nessuno  accusato di spergiuro. Ci vediamo dopo."



Matt era stato congedato, e torn nel suo ufficio senza sapere che cosa significassero le ultime parole di Krell. Era possibile che Krell stesso non lo sapesse. La vita fa le cose principalmente l per l, come si dice: improvvisando. Tu non sai cosa diavolo farai finch non lo fai.  cos per tutti. Il padre di Matt aveva rivelato a lui e ai suoi fratelli questa saggezza pratica, nei suoi stati d'animo filosofici da ubriaco di birra, guidando a centotrenta chilometri all'ora sull'Atlantic City Expressway. Il vecchio sembrava pensare che quelle parole fossero cariche di ottimismo, e forse lo erano.

Erano circa le 12.30. L'elegante Lincoln Town nera di Krell sarebbe partita poco dopo per il Weymouth Country Club, all'una in punto, perch le automobili di Krell partivano sempre puntuali; perci Matt torn alla sua scrivania, a quella scrivania che era un labirinto di lavoro in cui orientarsi come un ratto impara a orientarsi nel labirinto di un esperimento di psicologia, eccitato, non tanto nervoso quanto eccitato, volendo pensare che istintivamente aveva detto proprio la cosa giusta a Sid Krell, per rassicurarlo e calmarlo. Krell, in fondo, era una persona di buon cuore. (O perlomeno, desideravi crederlo.) Krell, in ogni caso, non era malvagio. (Questo volevi crederlo senz'altro.) E ovviamente Krell era stato in ansia per... che cosa? Per qualsiasi minaccia la ragazza scomparsa potesse rappresentare. Anche Sid   nel diario? Anche Sid  sospettato?

Non c'era da meravigliarsi che l'alito di Krell sapesse di Seagram cos presto di mattina.

Matt sapeva che Sidney Krell parlava spensieratamente e con vanagloria di certi tipi di donne, e si aspettava che gli altri uomini lo punzecchiassero (e lo ammirassero) come un vecchio satiro lascivo, ma quelle allusioni non potevano mai essere specifiche, solo generiche. Non si sarebbe mai accennato a "Oriana", per esempio. A prescindere che ci fosse o non ci fosse stato qualcosa fra Krell e la donna. Era stato un errore, allora, che Matt avesse parlato con tale franchezza al suo datore di lavoro? Aveva solo detto la verit in fin dei conti. La verit che aveva, o non aveva detto, agli investigatori. Nessuno  accusato di spergiuro. Ma che cosa significava?

A Weymouth, nella cerchia degli uomini di grande successo di Krell, anche se cronicamente irrequieti, non era raro che uno, sposato o no, fosse coinvolto in un modo o nell'altro in una relazione con una donna pi giovane. Alcune erano quelle che si potrebbero chiamare amicizie romantiche. Altre probabilmente erano sessuali. C'era una classe, o una casta, mutevole e non ben definita, di attraenti giovani professioniste, impiegate, ragazze addette alle pubbliche relazioni e ai media, artiste commerciali e "vere" artiste come Oriana e la sua pi giovane amica Duana Zwolle, che potevano essere assunte per progetti a breve termine dalle societ locali, o per lavori su commissione; alle parcelle che offriva Sidney Krell doveva essere difficile resistere. Le artiste vendevano raramente i loro lavori impegnativi e con quelli non potevano guadagnarsi da vivere, non pi di quanto potesse fare Nighthawk con le sue fotografie.

In automobile, mentre Matt riaccompagnava Duana Zwolle a Lismore, forse ne avevano parlato, brevemente? E Duana Zwolle aveva mormorato in modo quasi inudibile che lei non era quel genere di artista, e Matt che cosa le aveva risposto? Non riusciva a ricordarlo. Ammesso che le avesse risposto. Lei aveva chiesto se la potevo accompagnare a casa. Ho detto di s. Anche se in effetti avevo da fare quel pomeriggio e il tempo incalzava. Ma l'ho portata a Lismore e basta. Non ricordo nessuna conversazione significativa tra noi.

Aveva scritto cos, per Phelan e Ricci. Ed era vero!

Eppure Matt era turbato. Dopo il pranzo con gli investitori - il progetto era un complesso di studi medici da 150 milioni di dollari su un vasto appezzamento di terreno a nord di Weymouth, un progetto che Krell aveva in mente da almeno dieci anni - avrebbe preso Sid da parte e si sarebbe scusato di aver parlato a sproposito. Non credeva di averlo fatto, ma se Krell lo pensava, era quella la cosa importante. Sid, non intendevo insinuare che tu avresti voluto che io... mentissi, o qualcosa del genere. Perch non era questo che intendevo. E Krell avrebbe battuto la sua mano carnosa sulla spalla di Matt dicendo: Per amor di Dio, Matt. Non ci pensare.

Eppure c'era una doppiezza in Krell. Voleva che ti fidassi ciecamente di lui ma se conoscevi lui e il suo lato sornione, il suo lato oscuro, avresti dovuto essere un idiota totale a fidarti di lui. Tuttavia, se eri intelligente come Matt McBride e qualche altro socio dell'impresa, non potevi neppure accennare che lo sapevi: sarebbe stata "slealt" nel libro di Krell.

L'ultima volta che Krell aveva invitato Matt nella sua sontuosa casa a pi piani, senza Tess, al suo arrivo Matt aveva scoperto che c'era solo Sylvia, la moglie di Krell, sorridente e provocante, accampando come scusa che Sid era stato improvvisamente chiamato fuori citt. Matt era rimasto scioccato e imbarazzato di aver pensato: Sid vuole che io e lei ci mettiamo insieme,  cos? Aveva bevuto solo qualcosa con Sylvia e se n'era andato con la sgradevole impressione che lei ridesse di lui che la baciava sulla guancia davanti alla porta, dicendo: "Un'altra volta, eh, Matt?" Qualche anno prima, Krell era stato il garante di Matt per lo Stony Brook Tennis & Racquet Club senza dirlo prima a Matt - e figurarsi se Matt McBride non aveva ricevuto un invito per posta raccomandata a diventare socio. Per festeggiare, Krell aveva portato Matt e Tess a cena al club, gloriandosi nel bel mezzo del loro costoso pasto: "Che cosa ti avevo detto, Tessie? Ho praticamente costruito questo fottuto posto con le mie mani." Pieno di entusiasmo, aveva fatto schioccare le nocche e loro tre avevano fissato le sue grosse mani come se con quelle mani avesse fatto un vero miracolo. Krell sembrava non sapere, o far finta di non sapere, il senso implicito delle sue parole: che Matt McBride era stato invitato a diventare socio dello Stony Brook Tennis & Racquet Club non perch l'aveva voluto l'insieme dei soci, ma per il peso del suo garante; e Krell aveva esercitato la sua influenza principalmente per fare colpo su Tess, che aveva saputo della raccomandazione.

Matt aveva riso a disagio. "Sid, grazie di tutto. Ma non posso."

Il sorriso di Krell era svanito rapidamente. "Non puoi cosa?"

"Non posso diventare socio."

"Perch diavolo no?"

"Perch..." Matt aveva cercato di pensare a una scusa plausibile, che non fosse quella evidente, "Non sono il tipo."

"Certo che sei il tipo. Sei il mio tipo."

Matt aveva detto: " terribilmente lusinghiero, Sid, ma..."

Sid lo aveva interrotto, impaziente: "Non mostrarti condiscendente con me, amico mio. Sei invitato in questo posto, ne fai parte." Si era rivolto a Tess con occhi pi dolci, mettendole una mano sul braccio nudo. "Fai ragionare questo ragazzo, Tess. Questo  il tuo ambiente, ti troverai bene qui, e anche Matt... si trover bene alla fine."

Cos Krell li aveva persuasi. Anche se la tassa d'iscrizione era alta - 6000 dollari. E anche le quote mensili erano alte. E le tasse, e le soprattasse. Matt dovette ammettere che gli piaceva essere membro di un prestigioso club privato di cui nessun altro socio della Krell Associates faceva parte. Giocare a tennis, a racquet ball, a squash con un cliente e portarlo a pranzo e mettere una firma sul conto invece di pagarlo seduta stante. Ti fa sentire come se ne facessi parte davvero, McBride. Ma di che cosa? Quella primavera, Krell intendeva fare da garante a Matt McBride perch diventasse membro dell'ancor pi prestigioso Weymouth Country Club. Tess sperava che si realizzasse, anche quello.



Immerso in quei pensieri, Matt perse la nozione del tempo. Quando guard l'orologio, scopr che erano le 13.12.

 andato via senza di me. Possibile?



10

E poi, come se avesse saputo che sarebbe accaduto, anche se era pi spaventato di quanto non fosse mai stato in vita sua, e la sua stessa vita vicina a dissolversi, trov la ragazza scomparsa.

Lui, Matt McBride! Proprio lui, malgrado tutto.

Lei stava fluttuando sott'acqua e lui si era tuffato in acqua o forse era gi in acqua, e aveva aperto gli occhi. Come si aprono talvolta gli occhi in un sogno e si  subito l. L'acqua era verde-sporco. C'erano i lunghi, bellissimi capelli della ragazza che le ondeggiavano intorno alla testa, sollevandosi, fluttuando e aggrovigliandosi nelle alghe. E gli occhi di lei erano fissi in quelli di lui. Aiuto! Aiutami! La sua voce era cos fievole, che lui quasi non riusciva a udirla. Sentiva le parole come vibrazioni simili a una corrente elettrica lungo i suoi nervi. S, l'avrebbe aiutata, certo che l'avrebbe aiutata, sebbene in realt fosse risentito con lei, perch lui voleva vivere, e aiutarla era pericoloso perch lei si sarebbe aggrappata al suo braccio, e le sue dita erano sottili ma forti, lo sapeva, conosceva quelle dita, l'avrebbe tirato gi con lei per farlo affogare, per lui non aveva scelta: doveva cercare di salvarla perch suo padre lo stava guardando e incitando. Non puoi lasciarla morire. Sei un uomo ormai, non un bambino. E ti fai chiamare Nighthawk!

Cos Matt si spinse verso la ragazza. Attraverso l'acqua densa, verde-sporco. Il cuore che martellava quasi a scoppiare per lo sforzo. L'acqua come plastica liquida. Stava soffocando, non riusciva a respirare. E le gambe erano impigliate nel groviglio delle alghe. Una melma nera. Ma riusc finalmente ad afferrarle i sinuosi capelli ondeggianti, con entrambe le mani che si chiudevano a pugno, e tira! tira!, ed ecco che lui giaceva sulla riva dello stagno, ansimando e boccheggiando. Dov'era la ragazza? Lui non lo sapeva, e non osava guardare.



11

Le persone sanno pi di quanto pensano di sapere.

Ma lui era sicurissimo di non saperne di pi.



N l'investigatore Michael Phelan n l'investigatore Arturo Ricci erano alla centrale di polizia di Weymouth quando Matt McBride port una busta di manila che conteneva le fotocopie delle ricevute e il suo "itinerario" scrupolosamente dettagliato e il resoconto, breve, ma altrettanto scrupoloso, della sua "relazione" con la scomparsa Duana Zwolle. Lasci il materiale a una segretaria, spiegando che era un documento importante che riguardava il caso Duana Zwolle. Si allontan rapidamente dal moderno edificio di vetro e mattoni e, nel parcheggio, avvicinandosi alla sua automobile, vide delle strane chiazze, come delle bolle, sulla neve, sul suolo ghiacciato, i pini tetri e il cielo invernale ammassato di nuvole come annerite per effetto di qualcosa di simile a una fiamma accostata dietro, nel modo in cui la carta viene annerita da un fiammifero acceso, un istante prima che prenda fuoco. In un attimo di smarrimento si chiese se poteva essere un'eclisse non annunciata, prima di rendersi conto che stava per svenire, barcollando come un ubriaco.

Ma non svenne. Nel momento in cui aveva messo piede nell'edificio era terrorizzato che lo arrestassero, forse era stato per quello? Si era fatto l'idea, o una mezza idea, che si trattasse di un trucco degli sbirri farlo andare alla centrale, di sua spontanea volont e senza un avvocato. Ma non era stato arrestato, e non era svenuto. Sal in automobile, e se ne and da uomo libero. Il cuore si allarg come un pallone che si gonfia rapidamente. Forse la polizia l'avrebbe lasciato in pace d'ora in poi?



Non aveva detto a Tess del diario, non ancora. I giorni erano passati e il comportamento di lei verso di lui indicava che non sapeva niente, non sospettava niente, nessuno le aveva raccontato niente, forse non ci sarebbe stato niente da raccontare. Teneramente, avevano fatto l'amore ogni giorno da quando Matt era tornato dalla Florida, mezzo singhiozzando Matt aveva sussurrato: "Ti amo, Tess... ti amo," cercando disperatamente di concentrarsi su Tess, su sua moglie, su quella donna che aveva sposato, quella donna che era viva e calda e reattiva e grata nelle sue braccia, quella donna che a sua volta lo amava ed era la madre dei suoi figli, che lui adorava, quella donna che a sua volta sussurrava: "Ti amo, Matt," e non l'altra, la ragazza scomparsa, la ragazza annegata, la ragazza perduta che cercava di afferrarlo con le sue dita sottili, gli occhi spalancati e la bocca famelica e il ritmo incalzante e risucchiante della sua vagina che lo stuzzicava fino a farlo impazzire.



Alla Krell Associates il ritmo quotidiano era frenetico e stimolante come sempre, e Matt McBride aveva talmente tanto da fare, che non si era particolarmente sforzato di accertare se il suo eccentrico datore di lavoro cercasse di evitarlo o se (cosa molto plausibile, visti gli impegni di lavoro frenetici dello stesso Krell) era fuori ufficio per la maggior parte del tempo, probabilmente fuori citt. (Matt compose diverse volte il numero di casa di Sid, che non era sull'elenco, tanto per controllare, ma scattava la segreteria telefonica: la voce rauca di Krell annunciava che al momento non c'era nessuno che potesse rispondere ma se si voleva lasciare un messaggio con il nome e l'ora della chiamata... E cos la questione rimaneva irrisolta.) Perlomeno non sono stato licenziato, pens allegramente Matt.

Alla Krell Associates venivi licenziato entro poche ore dall'esserti scontrato col vecchio o dall'averlo "deluso", o non venivi licenziato.

Un giorno, e una notte. E un altro giorno. E gli investigatori non si facevano vivi e Matt cominci a respirare pi liberamente, anche se si sentiva in colpa, come uno che l'ha fatta franca.



12

LISMORE, RESIDENTE DEL NEW JERSEY SCOMPARSA, 
DECIMO GIORNO 
LA POLIZIA CONTINUA LE RICERCHE DI 
DUANA ZWOLLE, 26 ANNI 
Artista freelance scomparsa il 28 dicembre



ARTISTA DONNA, 26 ANNI, SCOMPARSA 
RESIDENTE NEL NEW JERSEY CENTRALE 
L'indagine punta su un probabile caso di sequestro di persona



LA POLIZIA DI STATO DEL JERSEY CONTINUA LE RICERCHE 
DELLA RESIDENTE DI LISMORE SCOMPARSA, 26 ANNI 
La famiglia Zwolle offre 50.000 dollari di ricompensa



Matt scorreva rapidamente i giornali parecchie volte al giorno, guardava il telegiornale e ascoltava la radio. Non si sa quante volte al giorno consultava Internet, digitando sulla tastiera "Duana Zwolle" solo per richiamare, con suo grande disappunto, sempre le stesse minime informazioni, rinviategli in faccia come per derisione. A Matt sembrava quasi di sentire le parole di scherno di quello che l'aveva sequestrata. Nessuno di voi la trover,  mia.

Doveva essere proprio cos: un sequestratore, di sesso maschile. L'aveva presa, per quale scopo era meglio non pensarci. E in quel momento la ragazza scomparsa o era viva o era morta.

Gli articoli su Duana Zwolle nel Newark Star-Ledger, nel Philadelphia Inquirer, nel Trenton Times stavano diventando meno frequenti. Tutti i giornali, all'inizio, avevano pubblicato degli articoli in prima pagina, seguiti da servizi speciali bene in vista all'interno; c'erano interviste ad amici e conoscenti, fotografie della donna scomparsa; il Weymouth Weekly aveva dedicato due intere pagine al caso, arricchite da fotografie delle tele-collage di Duana Zwolle. Ma ormai gli articoli erano sepolti nelle pagine interne, non pi lunghi di un paragrafo o due. L'indagine continua, nessun nuovo sviluppo. Nessun arresto.

Nessun accenno a un disegno osceno. Nessun accenno al presunto diario. Nessun accenno a Mathias McBride.

Erano dei segreti che gli investigatori non rivelavano di proposito ai media. Il che aveva senso, naturalmente. Era solo un lavoro poliziesco di routine. Matt si chiedeva se ci fossero altri segreti sul caso, di cui Sidney Krell non era a conoscenza.

Matt si chiedeva per quanto tempo "Mathias McBride" sarebbe stato protetto.

Temeva l'esposizione pubblica, l'umiliazione. Sapeva che se il suo nome fosse stato collegato a Duana Zwolle, e il sequestratore di Duana Zwolle non fosse mai stato trovato, sarebbe stato per sempre considerato quel sequestratore. Quell'assassino.

(Sidney Krell era stato interrogato? Matt aveva motivo di pensare di s. Ma Krell aveva la bocca cucita, e se qualcuno del personale della Krell Associates sapeva, non l'avrebbe mai rivelato.)

Gli investigatori Phelan e Ricci si erano "rivolti al pubblico" attraverso il New Jersey Network, chiedendo informazioni su Duana Zwolle, ma si erano rifiutati di commentare a fondo gli sviluppi del caso. Avevano intervistato un "numero considerevole" di persone, amici, conoscenze, vicini, colleghi della donna scomparsa. Se c'erano delle persone sospette su cui stavano indagando, contro cui stavano mettendo insieme degli indizi che potessero giustificare un mandato di arresto, naturalmente non lo dicevano al pubblico. Matt fissava Phelan e Ricci sullo schermo della TV, desiderando che parlassero con pi chiarezza, pi animazione, pi entusiasmo. Phelan, che si spingeva gli antiquati occhiali con la montatura nera contro la sella del naso!, non sembrava pi competente di un ragioniere di mezza et, stordito da un eccesso di informazioni. E Ricci, per cui Matt provava, ancora, un'irragionevole considerazione fraterna, sembrava a disagio davanti alla telecamera, parlando impacciato come se stesse ripetendo delle parole preparate. No. S. Non possiamo rilasciare dichiarazioni su questo. Il nostro numero ...

A Weymouth, in genere, si presumeva che Duana Zwolle sarebbe stata trovata, alla fine. "Trovata morta. Poveretta. Cos'altro c' da aspettarsi? Queste cose accadono di continuo." Matt sentiva gli altri commentare il caso con familiarit, e si risentiva per il loro finto coinvolgimento. Soprattutto le donne parlavano della ragazza scomparsa come se fosse stata presa al posto loro. Una specie di sacrificio. "Questa cosa terribile, cos vicina a noi. A solo pochi chilometri di distanza." Tess era spesso al telefono, a parlarne, Matt presumeva, con le amiche. O forse con i parenti, con sua sorella a San Diego che sembrava particolarmente avida di sentire le ultime notizie di Weymouth, quando le notizie erano brutte. "No, non conoscevo Duana Zwolle, certo che no. Non facevamo parte della stessa cerchia sociale. Figuriamoci! Ma ammiravo la sua arte, in una certa misura. E continuo a pensare a lei, a vedere il suo viso. Quegli occhi..." La voce di Tess tremava. Matt avrebbe voluto strapparle dalle mani quella dannata cornetta, disgustato.

Non lo faceva, per. Con Tess cercava di non parlare mai della ragazza scomparsa.



Andando in macchina alla Krell Associates, Matt ascoltava ogni mattina il notiziario locale e statale, inquieto, annoiato, ansioso, impaziente. Il tragitto durava venti minuti andata e ritorno ma qualche volta Matt usciva dalla strada maestra e si immetteva in una laterale per ritardare il suo arrivo, viaggiando a velocit moderata attraverso i pendii delle colline appena sventrate per le fondamenta di case e uffici come in un'anticamera dell'Inferno, se l'Inferno era un alveare della speculazione edilizia senza fine. Matt aspettava l'"aggiornamento dell'ultima ora" che avrebbe posto fine al caso: il corpo di Duana Zwolle scoperto nel fiume Delaware, in una fossa poco profonda accanto al fiume, dal lato della Turnpike, nei Pine Barrens... Ma le uniche notizie erano di incidenti stradali, segnalazioni di incendi per cui erano state allertate tutte le squadre di soccorso, e svariate morti violente. Non sarebbe accaduto, Matt pens, preso dal panico. Non lo avrebbero mai saputo.

Nessuno di voi la trover,  mia.

Una mattina, parcheggiando alla Krell Associates, Matt vide Sidney Krell dentro la sua smagliante Mercedes nello spazio riservato al Signor Krell, la testa chinata per ascoltare l'autoradio, il suo viso di profilo, grinzoso e solenne come quello di una vecchia tartaruga marina.

Il vecchio stava ascoltando le stesse notizie inutili che stava ascoltando Matt, e Matt poteva indovinare perch.

Non pot fare a meno di chiedersi: Sid Krell era stato innamorato di Duana Zwolle?

Non pot fare a meno di chiedersi: Krell sapeva pi di quanto avesse rivelato, su quello che le era accaduto?

Matt aveva corso il rischio di mettersi seriamente nei guai, se Krell l'avesse scoperto, ma dopo un'indagine discreta fra i suoi colleghi, aveva saputo che, s, Krell aveva effettivamente "commissionato" un murale a Duana Zwolle. Di quanto fosse la commissione, nessuno sembrava saperlo esattamente. Cinquemila, diecimila, ventimila? La somma era l'anticipo per un murale originale nello stile collage di Duana Zwolle, da eseguire sul posto in uno dei vari uffici di Krell. Krell aveva sperato, si diceva, che l'arte di Duana Zwolle fosse sufficientemente controversa per fargli un po' di pubblicit, magari sul New York Times. Ma Duana Zwolle, per una qualche ragione, aveva rifiutato.

Interessante, pens Matt. Duana Zwolle doveva aver avuto bisogno di soldi, eppure aveva rifiutato. Matt si chiese: che cosa aveva detto Duana Zwolle a Krell?

E che cosa aveva detto Krell, a sua volta, a Duana Zwolle?

Dipendeva da quanto i due fossero in confidenza. Da quanto intimi fossero.

Le impiegate della Krell Associates erano intrigate dal caso Zwolle. Morbosamente affascinate, si sarebbe detto. Spesso Matt le sorprendeva a discutere animatamente durante le loro frequenti pause per il caff. Qualche volta parlavano in sussurri eccitati. Si passavano il giornale scandalistico Jersey Citizen, uno dei pochi rimasti fedeli al caso Zwolle anche se non c'erano nuove notizie, solo un rimaneggiamento delle vecchie. La segretaria di Matt viveva vicino a Lismore e sosteneva di aver conosciuto Duana Zwolle... "Non bene. Non si riusciva a conoscere una persona come quella! Cos strana, come se fosse in un altro mondo. E quell''arte' che faceva, che alcune persone sostengono che a loro piace, io non la capisco. E tu?  bizzarra, vero? Quella ragazza aveva sicuramente una vita segreta, ma mi dispiace per lei, adesso l'ha pagata."



Sul volo di ritorno a casa da Sarasota, Matt aveva letto sulla rivista Scientific American che in un cadavere il sangue ristagna a causa della gravit, e questo aiuta un anatomopatologo a determinare a quando risale la morte. Se la carne viene incisa, non ne esce sangue. Se la si preme, la carne diventer scura nel punto di contatto e rimarr cos. Quando sopraggiunge il rigor mortis il sangue ristagna nelle parti declivi del corpo. A quanto pi tempo risale la morte, tanto pi denso e coagulato sar il sangue.



Delle svariate centinaia di fotografie di Nighthawk, di quelle centinaia e centinaia che aveva fatto sin da quando aveva vent'anni, ma che aveva scartato, ce n'erano solo quattro di cadaveri. Tre erano di vittime di incidenti, scattate sul bordo della strada pochi minuti dopo l'incidente: non primi piani della morte, ma da una certa distanza, per cui la forma umana immobile nella sua pozza di sangue scuro non era altro che una semplice forma astratta fra le altre, in una composizione di mere sfumature indistinte. Quelle foto erano abbastanza raffinate per venir pubblicate sul Newark Star-Ledger, il pi importante giornale dello Stato. Il quarto cadavere - fotografato in abbaglianti gradazioni di bianco, grigio e nero sul tavolo di un impresario di pompe funebri, coperto da un lenzuolo bianco - di cui si vedevano solo la testa dalla folta capigliatura e un viso curato ma grinzoso come un vecchio pallone da calcio logorato, era quello di Mathias McBride, senior, che era morto, a cinquantaquattro anni, nel 1985, di un cancro ai polmoni in un ospedale di Philadelphia. Matt teneva quella foto nel suo portfolio, non pubblicata. Non l'aveva mai mostrata a nessuno. Nemmeno a Tess: si sarebbe spaventata nel vederla, e gli avrebbe chiesto perch doveva essere cos morboso.

Perch Nighthawk, e perch cos morboso?

Aveva saputo che "Duana Zwolle", che lui aveva pensato fosse un nome d'arte, era invece autentico. C'era una famiglia Zwolle, dei genitori di circa sessantacinque anni, che vivevano a Bangor, nel Maine, dov'erano nate Duana e la sua gemella. Il padre era un ebanista che lavorava in proprio, di cui si diceva che fosse molto bravo; la madre era un'ex insegnante di scuola elementare. C'erano un fratello maggiore, che insegnava in una scuola secondaria del Vermont, e una sorella maggiore, sposata, che viveva a Lake Placid, New York; la sorella gemella, che si chiamava Rue, o Ruellen, faceva la grafica e attualmente viveva a Santa Monica. Non appena avevano saputo della scomparsa di Duana, gli Zwolle erano venuti nel New Jersey per "cooperare" con la polizia. Erano stati intervistati spesso dai media locali. I genitori erano giovanili per la loro et - il padre aveva la carnagione scura di Duana e occhi seri, con profonde occhiaie. Matt partecipava alla perdita degli Zwolle, guardando quelle interviste sincere, che presentavano il signore e la signora Zwolle come i genitori "in ansia" della ragazza scomparsa che per erano ancora "pieni di speranza", "confidando nella preghiera e nella buona volont degli altri". C'era qualcosa di cos familiare nella presunta speranza degli Zwolle, che contrastava acutamente con le espressioni sofferenti, spaventate dei loro volti, per cui Matt, per la prima volta, avvert l'inanit delle ricerche. Ce l'ha lui, non rinuncer a lei. Se non come un cadavere che lui ha scartato.

Come faceva Matt McBride a sapere una simile sgradevole verit? La sapeva.

Gli Zwolle, che di sicuro non avevano molti soldi, avevano offerto coraggiosamente 25.000 dollari per informazioni che riportassero "sana e salva" la figlia. Questa ricompensa, percepita forse come inadeguata nel ricco New Jersey del centronord, fu generosamente portata a 50.000 dollari per l'intervento di un residente di Weymouth che desiderava rimanere anonimo. (Era un segreto noto a tutti che il donatore fosse Sidney Krell.)

Vistosi manifesti che catturavano lo sguardo con le sembianze della SCOMPARSA DUANA ZWOLLE erano stati affissi ovunque. Erano delle composizioni impressionanti in bianco e nero disegnate da Oriana, l'amica-artista della Zwolle. Matt ne cont undici di quei manifesti in un tragitto di cinque minuti - a piedi dall'ufficio postale di Weymouth Village alla sua banca, la Midland Trust in Main Street. Ognuno appariva ai suoi occhi come una richiesta di aiuto. La ragazza scomparsa che lui era sicuro di avere a malapena conosciuto, e la cui presenza a Weymouth per lui era stata - se proprio doveva ammetterlo, cosa che naturalmente non avrebbe mai fatto - una parte irritante dell'ambiente, era adesso cos vivida da cancellare quasi l'ambiente stesso. Come facevi, infatti, a guardare con innocenza in una vetrina di un negozio dove il manifesto era stato messo bene in vista? Come potevi guardare la vetrina e non, invece, il manifesto, gli occhi scuri, spalancati, della ragazza, le labbra leggermente dischiuse e i lineamenti delicati, la massa di capelli folti, scarmigliati, che le incorniciavano il viso, la ragazza scomparsa che sembrava fissare da uno spazio crudelmente relegato, una cella, un cubicolo, una bara, chiedendo aiuto, rivolgendosi a te? Matt si trov fermo in Main Street, con un vento sferzante, a guardare il viso della ragazza scomparsa nella vetrina di Reinhart - Cartoleria e Articoli da Ufficio finch degli scoppi di risa sfrontate, di risa di ragazze, di un gruppo di adolescenti che avanzavano spintonandosi sul marciapiede, lo risvegliarono.

Non sono stato io. Io non so niente. Non sono io quello.

Nessuno sapeva ancora del diario. Ammesso che ci fosse.

Tranne la famiglia Zwolle. Loro dovevano sapere del diario. In qualit di parenti stretti di Duana, dovevano essere entrati in possesso delle cose che le appartenevano.



10 gennaio. Nel notiziario di Newark delle diciannove venne annunciato che la polizia dello Stato si stava muovendo, dietro segnalazione anonima, nell'indagine riguardante la persona scomparsa Duana Zwolle, perlustrando questa volta il fiume Delaware pi estesamente nella zona del Water Gap. "L'anonimo che ha telefonato al Jersey Citizen sosteneva che la giovane donna veniva punita per il suo 'cattivo comportamento' e sarebbe stata trovata nell'acqua o vicino all'acqua." Il telecronista parlava con un tono di eccitazione trattenuta a stento, con gli occhi fissi sul gobbo.

Cattivo comportamento? Matt l'aveva gi sentita questa espressione.

Cattivo comportamento? Marcey Mason non era stata punita per la stessa cosa?

E il suo corpo spezzato, mutilato, era stato trovato nell'acqua.



Matt non poteva stare fermo, Matt non poteva sperare di dormire, Matt pensava di essere in possesso di una verit cruciale.

C'era un legame fra i due sequestri, s, ci doveva essere un legame, per forse stava ricordando in modo impreciso, non stava pensando in modo coerente, i nervi tesi al massimo e la mente che lavorava freneticamente, distratto al lavoro ma ancora pi distratto a casa, prestando ascolto con difficolt a Tess quando gli parlava, prestando ascolto con difficolt a Davey e Graeme che raccontavano eccitati al pap le loro avventure a scuola; persino i suoi abbracci e i suoi baci erano vaghi, la mente volava altrove, stava pensando a Marcey Mason e stava pensando a Duana Zwolle e al cattivo comportamento (che poteva voler dire solo comportamento sessuale) e al corpo di una ragazza trovato nell'acqua o vicino all'acqua (che poteva voler dire solo che Duana Zwolle era morta); sapeva di dover contattare Phelan o Ricci, aveva i loro biglietti da visita in uno scomparto segreto del suo portafoglio (perch temeva che Tess li scoprisse), di dover andare alla centrale di polizia, no, telefonare solo, lasciare solo un messaggio, s ma la sua telefonata sarebbe stata registrata, probabilmente quella era la prassi, e lui voleva farsi identificare? Perch attirare l'attenzione della polizia su Mathias McBride un'altra volta? Mathias McBride era ancora una persona sospetta in quel caso, di sicuro. Perch indurre a un esame ancora pi accurato quegli investigatori figli di puttana che lo avevano accusato volgarmente in faccia di aver avuto una relazione sessuale con Duana Zwolle? Lo consideravano un vero pezzo di merda, perch quindi rischiare di mettere in moto il loro interesse verso di lui, quand'era riuscito, come un uomo che ha trattenuto il respiro in un'aria avvelenata, a sfuggire all'esposizione e all'umiliazione pubbliche, per non parlare della rovina del suo matrimonio e della prospettiva di pagare un avvocato di grido, che gli stava francamente sul cazzo, come minimo 350 dollari l'ora, per dimostrare la sua innocenza che era sua di diritto?

Avrebbe dovuto essere pazzo, e Matt McBride non lo era, ancora.

Avrebbe fatto una soffiata anonima alla polizia.

Su un computer dell'ufficio, non sul suo, alla Krell Associates, Matt digit quest'informazione concisa: 

Nel novembre del 1976, il "cattivo comportamento" era stato dato come motivo dello stupro-assassinio di una liceale di Forked River. Il suo corpo fu trovato nella Riserva Naturale dell'Isola dei Daini. Il suo assassino non fu mai trovato.

Matt la stamp e la sped in una busta semplice alla POLIZIA DI WEYMOUTH da una buca delle lettere di Main Street. Si era messo i guanti. Immaginando un esame del DNA, non aveva leccato il francobollo e come avrebbero fatto a rintracciarlo?



Forse era rischioso. Ma era fatta.

La cosa successiva era rischiosa, ma la fece lo stesso: and in automobile a Lismore con la macchina fotografica di Nighthawk.

Percorse la strada di ghiaia piena di buche, Mill Row, di fianco al fiume Weymouth. Sembrava che non ci fosse nessuno a guardarlo mentre fotografava la facciata di pietra grezza di quella che era stata una fabbrica tessile fino al 1957, ora trasformata per uso privato, commerciale e residenziale. Aveva visto una dozzina di volte quell'edificio nel filmato del telegiornale, lo stesso filmato mandato in onda a pi riprese che mostrava, all'estremit del lungo edificio disadorno a due piani, l'esterno del "loft" in affitto della ragazza scomparsa. C'era poco da vedere: le macchine da presa non potevano penetrare i muri dell'edificio o le persiane chiuse. C'era una scala di legno esterna che sembrava aver bisogno di riparazioni. Oltre l'edificio c'era un campo incolto e al di l di quello il bosco. Una terra di nessuno, non pi rurale ma a malapena residenziale. A duecento metri sopra Mill Row c'era la strada statale.

Quando Matt aveva accompagnato a casa Duana Zwolle, l'aveva lasciata sul vialetto di ghiaia davanti alla sua abitazione. Rapida aveva salito le scale, senza voltarsi a guardarlo. Il suo orgoglio.  ferita. Non posso farci nulla. Non l'aveva guardata (o s?) aprire la porta dipinta di un rosso incongruo, non l'aveva guardata sparire all'interno. Era arrivato sino alla fine di Mill Row, una strada senza uscita, per girare l'automobile.

Sentite, non sono entrato con lei.

Non ero il suo amante.

Era raro che Nighthawk lavorasse di giorno. Camminando con passo pesante sull'erba gelata per fare fotografie, felice nella sua trance di Nighthawk. Quel mattino di met inverno assomigliava pi al crepuscolo che al giorno. Il sole pallido era nascosto da ammassi nuvolosi come un occhio accecato. Il fiume Weymouth, invariabilmente descritto come pittoresco, era avvolto nella nebbia come in un sudario ed era dello smorto colore del piombo fuso. Matt fin un rullino e ne inizi un altro. Come faceva a essere felice in quel momento, a scattare quelle fotografie, assorto nella tecnica, pur sapendo che Duana Zwolle era stata "presa o portata via" dalla sua casa gi per quelle stesse scale a una qualche ora della sera del 28 dicembre, e che lei e il suo sequestratore o i suoi sequestratori si erano allontanati nell'auto della Zwolle e nessuno li aveva visti?

E lei non era pi stata vista.

E probabilmente adesso era morta. Nell'acqua o vicino all'acqua. Sembrava che Mill Row, cos veniva chiamata la fabbrica trasformata, non fosse un successo come valore locativo. La maggior parte dello spazio era vuoto e in gran parte non sembrava risanato. Forse l'operatore immobiliare aveva finito i soldi. Dai servizi sui giornali Matt sapeva che, oltre a Duana Zwolle, nell'edificio vivevano solo tre inquilini, e vivevano in fondo, vicino all'entrata. Il loft al secondo piano di Duana Zwolle era sopra un negoziostudio chiamato Il Vasaio e accanto a un negozio di "antichit", La Soffitta. Quando Matt aveva accompagnato Duana Zwolle a casa aveva pensato che il luogo, lo scenario, l'isolamento, la vecchia fabbrica rozzamente caratteristica trasudassero un'aria romantica. Aveva pensato: Nighthawk potrebbe vivere qui. Adesso il posto gli sembrava melanconico e solitario in modo quasi insopportabile.

Stava fotografando l'esterno dell'abitazione di Duana Zwolle vista dalla prospettiva del terreno sottostante, e a met strada dalla scala malandata, e dal pianerottolo in cima alla scala. Scatt molti primi piani della porta, che era stata dipinta di un audace rosso lacca brillante, probabilmente dalla stessa Duana Zwolle. Un centro del bersaglio come porta. Rischiando di cadere, si sporse dalla balaustra della scala per fotografare la finestra sul davanti del loft, un'ampia finestra di vetro laminato che si affacciava sul fiume, chiusa con le persiane dall'interno. (Matt sapeva dai servizi sui giornali che la famiglia Zwolle l'aveva chiusa con le persiane per impedire alle troupe televisive di usare i teleobiettivi per guardare dentro.)

Fotograf il fiume: un panorama che Duana Zwolle doveva aver visto spesso, ripetutamente, forse con occhi sognanti, guardando fuori dalla sua finestra in una specie di spazio sospeso. Di assenza di tempo fatidica. Sulla sponda opposta del fiume c'era un altro terreno incolto e i veicoli che passavano sulla stretta strada del fiume non si vedevano da l.

Pens di nuovo: Nighthawk sarebbe felice qui!

Forse era una cosa stupida da fare, di sicuro lui era un "sospettato" nel caso Zwolle, ma 'fanculo, non gl'importava, decise che non gliene importava, perch Nighthawk era impulsivo e caparbio, e determinato a fare quello che voleva e non quello che gli altri volevano che facesse, neppure quello che sarebbe stato saggio per lui, e non l'avrebbero trattenuto dal farlo. Camminava con passo pesante attorno alla propriet facendo fotografie, dal retro dell'edificio, di fianco, imprudente come un ventenne. Che cos' una macchina fotografica se non un occhio di Dio? Non hai neppure bisogno di credere in Dio.

Era un dato di fatto: non si era sentito cos bene, cos libero e cos incolpevole dall'inizio del nuovo anno.



13

NOME SCONOSCIUTO. Le visioni gli piombavano addosso in sogni cos accecanti! Esplosioni di luce. Che squarciavano il cielo notturno, lacerando il silenzio in due. Colpendo la terra.



Lui aveva istruito la donna a fare la telefonata. Le aveva scritto le parole che doveva dire e poi le aveva distrutte. Non si fidava che lei le ricordasse. Non che fosse lenta di comprendonio come il suo bambino, ma era talmente eccitata e ansiosa di compiacerlo da poter commettere degli errori. A loro non dire mai troppo. Loro sono il nemico. Chiunque venga a ficcare il naso qui attorno facendoti domande su di me, di' solo che non sai. Digli di venire da me.



C' la vita di Joseph Gavin. Era Joseph Gavin che gli investigatori erano venuti a cercare. Era a Joseph Gavin che veniva chiesto di pagare le tasse allo Stato e di rinnovare la patente di guida del New Jersey ogni tot anni. Nella sua vita da Joseph Gavin lui fa il saldatore. Ha fatto il saldatore da quando si  diplomato alla scuola superiore. Classe 1976. Liceo di Forked River. Arti professionali, la sua disciplina di specializzazione. Dove passava invisibile fra i suoi compagni di scuola. Eppure adesso mi vedete & fra un po' non mi vedrete.

Joseph Gavin non lavora regolarmente. Non ha un lavoro fisso. Eppure  orgoglioso della sua abilit che era l'abilit di suo padre e di suo nonno prima di lui. I suoi datori di lavoro lo lodano. S'interrogano sul suo silenzio. Si potrebbe quasi pensare: che sia muto? Ha capelli castanocenere che cadono sulle spalle come quelli di Cristo, e una sottile barba arricciata come trucioli di legno. Attraverso la sua maglietta fradicia di sudore si possono vedere i duri muscoli fibrosi, le spalle e le braccia forti e muscolose. Le gambe sono corte in proporzione al torso e gli occhi miti e abbaglianti sul suo viso. La pelle leggermente butterata. La bocca mobile, che rimugina pensieri silenziosi. Un tipo strano! Ha sentito alcuni di loro ridere alle sue spalle. Ma  bravissimo nel suo lavoro.

Joseph Gavin non viene assunto regolarmente perch  NOME SCONOSCIUTO e disprezza il telefono. Disprezza far parte di un sindacato.  maledettamente difficile mettersi in contatto con lui. Si sposta quasi ogni due o tre mesi, a volte. Rimarr a Clinton Falls perch gli investigatori lo sorvegliano. Stanno sorvegliando altri uomini (lui lo sa) & stanno sorvegliando NOME SCONOSCIUTO. Ha vissuto in molti posti.

Ogni volta che crea una delle sue figure del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno lascer quel posto e si sposter.

Per non finch i suoi nemici lo osservano.



La sua rabbiosa adolescenza a Forked River. Dove la puzza di cose in putrefazione che viene dalla spiaggia (pesci, molluschi, meduse, viscide alghe serpeggianti) permeava il suo sonno. Dove a volte la gola lo soffocava al punto di non poter parlare & le vene gli emergevano come vermi tremanti sulla fronte & sul collo. A Mountainhome, Pennsylvania, nei Poconos dove cercava la bellezza. Aveva vent'anni allora, & per un po' era stato felice. L gli era venuta una visione del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Dove fu decretato il sacrificio della ballerina LR. Non aveva intenzione di compierlo quando era andato a vivere in montagna, eppure lui aveva capito che quando la visione lo investiva come una palla di fuoco non la si doveva rifiutare.

Non aveva portato attrezzi a motore con s. Aveva usato un coltello per sventrare i pesci, che mancava di finezza. Non aveva idea di cosa fossero i tendini e i muscoli, o la carne. C'erano altre ragioni per il suo fallimento, ma su quelle non si era soffermato.

Poi a Salem, New Jersey, dove per la prima volta aveva cominciato a fare delle sculture in legno di animali & di uccelli da vendere in negozi di articoli da regalo e aveva guadagnato 1100 dollari solo in quell'anno. Poi a Catonsville, Maryland, dove lo aveva diretto una visione, doveva credere che ci fosse uno scopo in questo e, col tempo, c'era davvero. E poi ad Aberdeen, Maryland. E un ritorno nel New Jersey a trent'anni. Aveva capito che c'era uno scopo in questo, che NOME SCONOSCIUTO non poteva fare errori se si affidava alla guida che gli veniva data. Quella sua casa roulotte comprata a Cherry Valley dove aveva vissuto diciotto mesi, facendo il saldatore e lo scultore. Poi a East Orange dove non gli era venuta nessuna visione e infine a Clinton Falls, a settanta chilometri da Lismore lungo il fiume Weymouth.

In ognuno di quei luoghi NOME SCONOSCIUTO ha fatto un sacrificio. Ha fatto una figura sacra.

Il suo seme e il loro sangue mischiati insieme. Un fluido prezioso. Traboccante di vita che lui pu osservare a occhi nudi. Mescolato poi con sabbia e argilla e modellato con le sue agili dita e messo a cuocere in una fornace. Nelle sue forme scolpite. Nel metallo fuso da saldare e nella cera modellata a mano amorevolmente accarezzata e impastata. (Che trauma per NOME SCONOSCIUTO entrare nella galleria di Weymouth e vedere che un altro artista aveva rubato alcune delle sue idee, la cera impastata a mano. E i suoi simboli di croci e di aquile. Nei brutti "collage" di lei. Cosa che lei non avrebbe mai confessato anche se fingeva di ammirarlo e di "voler essere sua amica".)

Quella sabbia ghiaiosa scintillante dei Pine Barrens mescolata con un'argilla commerciale color sangue di bue e con il sangue di lei e col fluido segreto di NOME SCONOSCIUTO. Cos le sue figure artistiche sopravvivono a tutta la carne meramente mortale. E anche quella crudele cagna di Oriana, che rideva quasi in faccia a NOME SCONOSCIUTO, aveva dovuto riconoscere la radiosit & il mistero dell'opera di lui.

Per in una visione  stato promesso a NOME SCONOSCIUTO che un giorno realizzer cose ancora pi grandi. Cucire un paio di OCCHI VERI su un viso scolpito nel rame, per esempio, o nella pelle trattata, e nella cera. Il genio di NOME SCONOSCIUTO. Un giorno verr acclamato.  solo questione di tempo, e lui sa essere paziente. Dall'et di diciannove anni, quando la prima visione lo aveva investito accecandolo e paralizzandolo al punto di non poter parlare per giorni, aveva saputo che doveva realizzare il suo destino ancor prima di sapere con chiarezza quale sarebbe stato quel destino.

Forked River. Quando non era ancora NOME SCONOSCIUTO. Al liceo, dove all'ora di pranzo si riempiva il viso e la pancia di maccheroni & formaggio in muto furore. & i suoi voti molto bassi & i suoi insegnanti lo disprezzavano o lo compativano, che era ancora peggio. & i brufoli che aveva in faccia, sulla schiena e sul culo che schiacciava con le sue unghie rabbiose fino a farli sanguinare. & per anni, restando invisibile ai loro occhi, che non vedevano Joseph Gavin, che era stato il loro compagno di classe nel corso degli anni. I suoi disegni a carboncino sbavati, di cui loro ridevano dietro le loro mani. Le sue tozze figure di argilla nella lezione di arte. Il progetto di cartapesta che era stato assegnato loro, & lui era cos ansioso & coperto di sudore che continuava a ricominciare, sempre daccapo, per rimediare ai suoi errori finch la cosa era macchiata di colla, & di nessun valore & spregevole ai suoi stessi occhi anche se si era prefisso che fosse l'Arcangelo Gabriele & la fece a pezzi con i suoi stessi pugni & scapp fuori dell'aula & loro erano troppo sorpresi per ridere & forse avevano paura & persino l'insegnante tanto sprezzante nei suoi confronti non aveva scritto una nota di riprovazione & gli fu concesso di specializzarsi in "arti industriali". Come suo padre aveva desiderato che facesse.

Ha bisogno di un mestiere, aveva sentito suo padre dire a sua madre. Una volta che vedranno quello che sa fare, si fideranno di lui. E lui sar a posto.

& cos sarebbe stato, col tempo.

L'assemblea per il concerto di Pasqua dell'aprile 1976 l'avrebbe ricordata per tutta la vita! Degli innumerevoli giorni sopportato & disprezzato & dimenticato come una merda, espulsa dall'ano per repulsione & sollievo, si  dimenticato. Joseph Gavin non desiderava parteciparvi, ma non aveva scelta. Perch mentre sei a scuola sei in trappola & non hai scelta. Sonnecchiando per tutta l'assemblea, con la testa ciondoloni sulle spalle cosicch alcuni ragazzi gli avevano dato una gomitata. La bava gli pendeva dal labbro inferiore. Ma in quell'assemblea non sonnecchiava. Il coro delle cantanti nei loro lunghi abiti bianchi di seta ornati d'oro. E il soprano solista - che cantava Ave Maria. Il coro l'accompagnava cantando a bocca chiusa. Una voce come quella di un angelo & un viso che lui non poteva credere fosse COS BELLO. Quasi non riusciva a ricordare, fissando il palco illuminato dal suo posto molte file pi indietro, chi fosse la ragazza. Sebbene vivesse vicino a lui, su una strada parallela che correva sul bordo dell'oceano come la sua, & il padre di lei un operaio come il suo, & lei era un anno indietro a lui a scuola, & pi giovane, & per adesso a lui non sembrava pi giovane ma una donna fatta nella sua bellezza & nell'orgoglio della sua voce. & gli applausi & le ovazioni come una cascata - cos fragorosi! Non aveva pensato allora: Nessuno di loro batterebbe le mani per me in questo modo. Nessuno di loro batterebbe le mani per me in nessun caso. Perch anche lui stava battendo le mani & doveva aver fatto molto rumore perch alcuni ragazzi gli avevano dato una gomitata per farlo tacere. & dopo quel momento, nell'aprile del 1976, lui sapeva.

Per passarono sei mesi prima che gli arrivasse la certezza. Perch non sapeva di che cosa si trattava, solo che quella sarebbe stata la ragazza. Non pensava io la amo, perch non c'erano parole per quello che era cos feroce in lui & incrollabile. & si diplom, e lasci la scuola, & divenne un apprendista saldatore, & vedendola per strada avrebbe distolto rapidamente gli occhi da lei non volendo che lei vedesse & capisse & lei era di quelle belle ragazze molto benvolute che sorridono & dicono Ciao! a tutti, anche agli spostati & ai perdenti. Anche a Joseph Gavin, che era grassoccio allora & con i capelli color sabbia sporca & tagliati a spazzola & spesso con la barba di due giorni sulle guance come qualcosa di sudicio & camminava con la testa bassa, & velocemente. & avrebbe scoperto che la ragazza (non poteva tenere fuori dai suoi pensieri il nome di lei: Marcey Mason) aveva degli innamorati & uno in particolare & guardando la coppia persino per strada insieme davanti a tutti potevi giudicare il loro comportamento di quand'erano soli. & cos lui cap che l'angelo era insozzato nella sua anima. E sicuramente anche nella sua biancheria intima. & la bellezza della sua voce di soprano tradita. & la necessit che lei venisse punita per un simile cattivo comportamento doleva in lui come un dente cariato & cos dopo notti insonni permeate dalla puzza della spiaggia che  la puzza della morte dell'oceano depositata sulla battigia perch tutti la guardino lui cap che cosa doveva fare.

CANTA PER ME, le comand. & lei era terrorizzata & tremante & non poteva cantare.

CANTA PER ME, le comand. & lei s'inginocchi a pregare & lui le disse che avrebbe pregato con lei, da dietro, in piedi sopra di lei & lui non temeva che lei scappasse, perch le caviglie erano legate col fil di ferro, & i polsi, & in ogni modo lui poteva prenderla tanto facilmente quanto un cane prende un coniglio in fuga nelle sue fauci.

Perch lui aveva le chiavi del furgone per le consegne del suo datore di lavoro & nessuno l'avrebbe saputo. & era stato via a lungo & tuttavia sua madre aveva creduto che lui non fosse affatto stato via & disse la verit perch ci credeva davvero, & non riuscirono a smuoverla dalla sua idea quando la polizia la interrog, & interrog lui & le sue risposte erano brevi & spaventate come un ragazzo sarebbe stato spaventato & confuso come un ragazzo sarebbe stato confuso. & lui era un saldatore & un lavoratore affidabile. & ce n'erano tanti altri, di ragazzi & di uomini, & lo stesso innamorato della ragazza, da interrogare. & la cosa pi creduta era che fosse stato un uomo di fuori citt. Un forestiero di passaggio. Perch nessuno di Forked River avrebbe desiderato far del male a quella ragazza cos popolare & bella & la sua famiglia molto benvoluta. & passavano i giorni mentre aspettavano una richiesta di riscatto & c'erano state molte telefonate, comprese quelle che pretendevano di sapere dov'era la ragazza & chiedevano una ricompensa. & avrebbe telefonato, anche lui, per spiegare perch la ragazza era stata presa - non era a scopo di riscatto che lui avrebbe disprezzato! & tutto questo gli era passato per la testa come un torrente impetuoso. Come un film guardato troppo da vicino & col volume assordante. & in mezzo a tutto questo, non aveva difficolt a continuare la sua vita come sempre. Perch lavorava otto ore, cinque giorni alla settimana & guadagnava un buono stipendio per un diciannovenne. & vivendo a casa, & una vita tranquilla. & era la sua visione segreta di come lei aveva cantato per lui alla fine. Le aveva promesso di liberarla & lei aveva promesso che non l'avrebbe raccontato a nessuno (perch lei lo conosceva naturalmente, era per quello che era andata da lui quando l'aveva chiamata per farsi aiutare con voce ferita & sorpresa) & aveva proprio cantato per lui, o cercato di cantare, l'Ave Maria. Non era la voce pura di soprano che lui ricordava ma una vocina di gola, la voce di una ragazza impaurita & non una vera musica. CANTA PER ME, le comand, & una fiamma fusa gli attravers il cervello mentre lei cantava & in piedi dietro di lei lui form un cappio col fil di ferro e lo avvolse attorno ai capelli & alla testa & al pallido collo & le sue dita forti strinsero, strinsero.

& COS AVVENNE, COM'ERA DECRETATO.

& NON ERA MAI STATO TANTO FELICE IN VITA SUA FINO AD ALLORA, N AVEVA AVUTO ALCUNA PROMESSA DI COSA POTESSE ESSERE LA FELICIT.



14

"... Matt, mi stai ascoltando? Maledizione, stavo parlando con te."

"Certo, tesoro. Di cosa?"

Tess lo fissava e lui vide che le tremava la bocca, per la voglia di dire qualcosa che lascia il segno, che fa male. Era una donna gelosa, incerta dell'oggetto della propria gelosia: di sicuro non della ragazza scomparsa.

Avevano guardato il telegiornale delle ventitr trasmesso da Newark. Una cronista con il microfono in mano, i capelli rossobruni scompigliati dal vento, era in onda da un esterno invernale, con i massi rigati dal ghiaccio alle sue spalle, le scure acque impetuose del fiume Delaware dietro di lei. Era il luogo battuto dal vento, a circa un chilometro e mezzo a sud del Water Gap, dove uno scialle bianco di cachemire, lacero e macchiato di sangue, che si credeva appartenesse a Duana Zwolle, era stato trovato parzialmente nascosto fra i blocchi di ghiaccio sulla riva del fiume dalla parte del Jersey. Era il primo nuovo indizio dopo che da tempo non si sapeva pi niente, e i mezzi d'informazione locali gli stavano dando un enorme rilievo. Lo scialle, naturalmente, non lo avevano mostrato. Avevano fatto vedere la squadra di polizia, ma da una certa distanza. Il filmato era stato preso alcune ore dopo la scoperta, quando l'azione era finita da tempo; la telecamera faceva una carrellata sull'ampio fiume luccicante, gelato sulle sponde, che al suo passaggio risuonava come una cascata di fragile ghiaccio che si spezza. Matt, con gli occhi sgranati, rabbrivid.

Tess insistette: "C' un'altra donna? Puoi dirmelo, sai."

"No, Tess. Non c' nessun'altra donna."

Il viso di Matt bruciava, come se Tess lo avesse schiaffeggiato. Vide il risentimento negli occhi di sua moglie, per essersi lasciata sfuggire una domanda cos avvilente, come una bambina caparbia che non  riuscita a resistere a comportarsi in modo da ferire se stessa e un altro.

Lei disse: "Non sei mai con me, non pi. La tua mente  altrove."

Il tuo cuore  altrove, avrebbe potuto dire.

Matt non riusc a pensare a una risposta. Non si fidava della sua risposta. Entrambi frustrati, si concentrarono di nuovo sul telegiornale. Un "nuovo indizio, cruciale" nel caso della residente di Lismore, Duana Zwolle, di ventisei anni, l'artista free lance scomparsa... gli investigatori di Weymouth stavano collaborando con la polizia del New Jersey per indagare su questo nuovo indizio, come la cronista, con voce eccitata, stava dicendo al pubblico televisivo: "Ma per il momento la polizia non  in grado di fornire ulteriori ragguagli."

Tess disse: "Ma perch non lo dicono chiaro e tondo: probabilmente  morta. Uno scialle, coperto di sangue. Cos'altro vogliono?"

Matt prov una fitta di odio, nel sentire Tess parlare in quel modo. Anche se aveva sicuramente ragione.

"Non vogliono far perdere la speranza.  una cosa naturale. La ragazza ha una famiglia, Tess. Pensa a come ti sentiresti se..."

"Ma cos  peggio!  sadico."

La scoperta dello scialle insanguinato era avvenuta trentasei ore dopo che Matt aveva mandato alla polizia di Weymouth il biglietto anonimo. Si chiese se ci fosse un collegamento. Era una scoperta lugubre in tutti i casi. Tess aveva ragione, la ragazza scomparsa doveva essere morta. Se il suo corpo era stato gettato nel Delaware subito sotto il Water Gap, la corrente l'avrebbe trasportato a valle a chilometri di distanza.

Probabilmente il corpo era stato zavorrato con qualcosa, e si era inabissato nel fondo sotto le onde. Non l'avrebbero mai trovato in quella vasta distesa di acqua scura e impetuosa

A differenza di Marcey Mason. Chiunque avesse ucciso Marcey aveva voluto che il suo corpo spezzato venisse scoperto perch era stato nascosto in modo approssimativo, vicino a un sentiero per le escursioni.

Tess improvvisamente si alz dal divano, e and al piano di sopra, a letto. Matt si attard, passando da un canale all'altro. Rete, cavo... Come se, da qualche parte nella notte, ci fossero altre notizie su Duana Zwolle, che avrebbero potuto far riposare la sua mente in modo che lui potesse dormire.



La mattina dopo, in auto, per andare al lavoro, armeggiando con le stazioni del giornale radio, Matt venne a sapere che un'amica di Duana Zwolle aveva identificato lo scialle: era un regalo che la giovane donna aveva ricevuto di recente per Natale. "Da un innamorato di Duana, ma non ha voluto dirmi il suo nome."

Matt pens con calma: Adesso mi arresteranno.

Eppure non lo fecero mai.



Durante tutta la sua vita di adolescente e di adulto Matt aveva sofferto, in modo intermittente, di insonnia. Da giovane non se n'era quasi accorto, perch rimanere alzato fino a tardi, a bere, a chiacchierare con gli amici, era stato parte integrante della sua vita. Adesso era troppo irrequieto per dormire anche quand'era esausto. I giorni passati a impersonare un ambizioso giovane socio della Krell Associates, trascinato in pensieri sotterranei sulla ragazza scomparsa che lui credeva di dover trovare, ma non ci riusciva, lo lasciavano esausto eppure incapace di dormire. In passato aveva usato quel tempo per lavorare nella camera oscura sul retro della casa, a sviluppare le stampe di Nighthawk. Sempre un'attivit notturna, come se i negativi emergessero dalla notte, e non dal giorno. Ma da quando era tornato dalla Florida, da quando era scomparsa Duana Zwolle, Matt aveva preso l'abitudine di guardare la TV fino alle prime ore del mattino, in cerca di... di che cosa?

Non la troverete,  mia. Finch io non rinuncer a lei voi non la troverete.

In momenti come questi Matt poteva quasi "udire" - quasi "vedere" - il suo avversario. Le dita piegate, i pugni serrati, col desiderio di usare violenza.

"Se almeno, lo scorso ottobre, fossi entrato in casa con lei..."

Duana Zwolle aveva desiderato Matt, e lui nella sua codardia si era tirato indietro. Era cos semplice e chiaro.

Qualche volta nella programmazione notturna, su un canale via cavo del Jersey, Matt scopriva un servizio speciale su Duana Zwolle. Niente di nuovo, naturalmente; con ogni probabilit l'aveva gi visto, pi di una volta. Eppure stava seduto a guardare con gli occhi sbarrati, affascinato. La vita che continuiamo ad avere in un film, nell'immaginazione degli altri, persino dopo che siamo morti. Matt era intrigato nel vedere il filmato di Lismore, della facciata del loft di Duana Zwolle, da quando aveva sviluppato le proprie fotografie. Due rullini, ventiquattro scatti. Non aveva detto a Tess delle foto, e non aveva intenzione di farlo. Alcune gli sembravano notevoli. In una si vedeva la porta d'ingresso e, da un angolo, la finestra sul davanti con le persiane chiuse - sul vetro si riflettevano le immagini del cielo, del fiume, degli alberi come in un sogno di dissoluzione incombente. Un'altra era una semplice inquadratura della scala esterna malamente rovinata dalle intemperie vista dal di sotto, una fotografia che era un puzzle finch non si aveva la chiave: era una scala.

La scala da cui la ragazza scomparsa era stata obbligata a scendere, o da cui era stata trascinata gi, dal suo sequestratore sconosciuto.

Matt aveva nascosto tutte le nuove fotografie di Nighthawk, tranne una; per il momento le aveva nascoste tra i documenti del fisco, nel suo ufficio di casa. Sarebbe stato troppo difficile darne una spiegazione a Tess, o a chiunque altro.

N Matt voleva condividerle con qualcuno.



15

Nighthawk non aveva mai fotografato la ragazza nella palude. A quell'epoca, ventun anni prima, Nighthawk non esisteva.

Non aveva mai visto una fotografia della ragazza nella palude. Dovevano esserci delle foto della polizia, del medico legale, ma naturalmente lui non le aveva mai viste.

Matt McBride aveva cominciato a fare fotografie al liceo, anche se non molto seriamente. Era troppo impegnato in altre attivit, nelle squadre di football e di nuoto e nei lavori dopo la scuola. Per essere un buon fotografo devi avere occhio. Per avere occhio devi saper stare solo. Anche in mezzo agli altri, devi sapere stare solo. L'occhio di Dio. Nessun desiderio e nessuna misericordia. Guardando qualsiasi cosa, nel cielo e nell'inferno, con equanimit.

Una delle sue mansioni per il giornale della scuola era fare le foto di gruppo. Gli era permesso usare una pesante macchina fotografica col flash, una Nikon, di propriet del club del giornalismo. Aveva fatto una foto del Coro delle Ragazze per il giornale. Non si era reso del tutto conto che Marcey Mason era nel coro, a quell'epoca. Questo accadeva dodici giorni prima che fosse rapita, mutilata e uccisa. Prima che sui giornali e alla

TV i primi piani della ragazza scomparsa soppiantassero qualsiasi altra sua immagine.

Ma eccola l: nella prima fila delle ragazze sorridenti, quasi al centro del gruppo. Ventidue ragazze su tre file di gradini. Per l'occasione indossavano camicette bianche e gonne scure. Marcey Mason sorrideva fiduciosa al flash della macchina fotografica sapendo che l'avrebbe trattata gentilmente. Capelli lucidi all'altezza delle spalle, un viso a forma di cuore. La ragazza scomparsa prima che il fato la sopraffacesse.

Se Matt McBride, a quell'epoca al secondo anno, avesse notato Marcey Mason, lei sarebbe stata per lui un'altra delle popolari e radiosamente belle ragazze dell'ultimo anno del Liceo di Forked River. Tanto distante da lui e un oggetto di desiderio tanto irraggiungibile quanto qualsiasi donna adulta.



16

Matt avrebbe pensato, dopo:  stata una fortuna.

Che ai suoi figli venisse risparmiato lo spettacolo di vedere la loro casa invasa dalla polizia di Weymouth. Risparmiato lo spettacolo di vedere il loro adorato pap cos disarmato, umiliato.



Il mandato di perquisizione alla fine era stato notificato. Matt era stato sul chi vive, e non era accaduto; e un sabato mattina, in cui non pensava alla ragazza scomparsa, ma ai suoi figli Davey e Graeme che aveva portato in citt perch andavano a trovare degli amici (due fratelli della loro et, sette e cinque anni, i cui genitori, simpatici e socievoli, erano anche loro amici dei McBride dello Stony Brook Tennis Club), il mandato era stato notificato.

Era una giornata invernale con un sole accecante. Matt McBride aveva gli occhiali scuri, un giubbotto di pelle, stivali da escursione. Un tipo sportivo di periferia, che appariva giovane per la sua et. Accompagnando i bambini in macchina dagli Holtzmann, non aveva acceso la radio. Era sabato mattina, il momento delle commissioni con la famiglia, un momento di innocenza. Si era preso una pausa dalla sua colpevole ossessione di ascoltare le notizie. Davey di fianco a lui, Graeme sul sedile posteriore, i suoi figli, i suoi figli che sapeva di non meritare, loro tre che chiacchieravano e ridevano, si era sentito bene; si era sentito fortunato. Talvolta l'amore per i suoi figli era cos forte che lo lasciava quasi intontito, come se avesse fissato il sole troppo a lungo.

Il suo matrimonio con Tess era in difficolt, lo sapeva. Ma la cosa non riguardava il suo amore per i bambini.

Guidando verso casa, Matt fu tentato di accendere la radio... Come la tentazione di fumare quando hai smesso: una bramosia quasi fisica. Aveva pensato a - aveva fatto un sogno su? - quello scialle bianco di cachemire. Lo vedeva imbrattato, indurito dal sangue. In realt Matt non aveva mai visto quello scialle, eppure eccolo l, vivido nell'occhio della sua mente, una macchia di bianco abbagliante che risaltava fra le ombre dei massi coperti di ghiaccio. Lungo quel tratto del fiume Delaware le scogliere scoscese precipitavano nel fiume; le rive erano in ombra per gran parte del giorno, soprattutto d'inverno. A Matt sembrava quasi di essere stato l...

C' un'altra donna? Puoi dirmelo.

Naturalmente Matt non poteva dirglielo. Non a sua moglie, non a Tess. L'offesa, il dolore, la rabbia l'avrebbero distrutta. Era poco probabile che capisse.

Non sei mai con me, non pi. La tua mente ...

Matt stava diventando inquieto, nel formulare quei pensieri. No: non avrebbe acceso la radio. Sapeva che la sua ossessione per la ragazza scomparsa era morbosa, non ci sarebbe pi ricaduto. Stava attraversando Weymouth, perch si era dimenticato di prendere una strada secondaria. Il traffico del sabato mattina bloccava Main Street, dove chi andava a far spese prendeva d'assalto il Weymouth Food Mart, l'English Shoppe, la Village Pharmacy, la Boutique Du Jour, il Seabury's Women's Shop, il Pantry, la Jameson Gallery, Swank's, le Reinhart Stationery & Office Supplies, Peck's Shoes, Ann Taylor, Gap, Banana Republic, Starbucks, i Country Kitchen Gourmet Foods & Gifts. La musica segreta di Weymouth era il suono delle monete d'oro che cadevano a cascata, una cascata del Niagara della ricchezza. E quello che si poteva vedere era solo la punta dell'iceberg del denaro, come amava dire Sidney Krell.

"Odio questo posto. Non ho la pi fottuta idea del perch sono qui."

Si erano trasferiti a Weymouth perch Tess si era innamorata della zona, ma era ingiusto biasimare Tess, perch anche Matt ne era entusiasta. All'inizio. Avevano comprato casa nell'"esclusivo quartiere residenziale" chiamato Weymouth West Villas; l'avevano pagata cara, e il valore della casa era gi salito in modo consistente. La popolazione di Weymouth era raddoppiata nel giro di pochi anni. Sarebbe raddoppiata ancora, forse ancora pi rapidamente. Questa parte del Garden State, diceva Krell, era ancora vergine, e pronta per essere seminata. Krell aveva l'abitudine di sfregarsi le mani energicamente, allegramente. Eppure c'era un'aria di rimpianto quando parlava pi seriamente. "Certo, mi rattrista vedere quello che stiamo facendo. Vivo qui anch'io. Mi ricordo com'era una volta. Ma non sono uno stupido: se non costruissi io qui, lo farebbe qualche altro bastardo senza scrupoli." E Krell rideva, mostrando le gengive. La cosa sgradevole di Krell era che, dopo averti indotto a essere d'accordo con lui, ti avrebbe riso cordialmente in faccia.

Krell ha brigato in modo che io la incontrassi. Come aveva brigato con sua moglie.  cos?

Krell. Il grasso ragno con le fossette al centro della ragnatela di Weymouth.

A Matt sarebbe piaciuto odiare quel tizio, ma non era cos facile.

A Krell piaceva vantarsi di sapere tutto quello che succedeva a Weymouth, ma non aveva saputo della relazione di Matt con una donna del luogo. Una donna che Krell conosceva bene, la moglie di un importante banchiere di Weymouth. Un amico di Krell del golf, infatti.

Fuori del paese, nella zona collinosa a ovest della cittadina, Matt pass per una tortuosa strada di ghiaia, Fox Hollow Lane, e pens a quella donna. Prov un'istantanea inquietudine sessuale, una fitta di rimpianto. Anche se non un senso di colpa.

Tess non l'aveva mai saputo, nemmeno sospettato. Non significava nulla.

Certo, Matt si era sentito lusingato sessualmente. Per qualsiasi uomo sarebbe stato cos. Una specie di radiosit adolescenziale aveva brillato su di lui, per un intenso periodo di cinque mesi. Dal momento che Tess non l'avrebbe mai saputo, era il ragionamento di Matt, non poteva esserne ferita; se non veniva ferita, che importanza aveva quello che faceva lui? Tutti i mariti devono avere delle vite private, delle vite sessuali, alle quali le loro mogli non hanno accesso. La relazione non era sembrata un adulterio a Matt, nel vecchio senso biblico della parola. Era stata troppo casuale per essere peccaminosa. Una semplice relazione. Meglio ancora, una serie di eventi. Di incontri sessuali. Senza molta conversazione. Matt non aveva mai creduto che la donna lo amasse, o che si aspettasse che lui l'amasse. Non era la moglie di un suo amico, perci non stava tradendo un amico. (Quello, Matt giurava, non l'avrebbe mai fatto. Tess forse, ma non un amico!) C'era stata un'aura simile a un sogno nell'interludio, perch la relazione era cominciata improvvisamente, con una manovra da parte della donna, che, a un ricevimento, aveva passato la mano lungo il braccio di Matt lentamente, in modo suggestivo, fissando il suo sguardo truccato con maestria su quello di lui per un lungo, inequivocabile momento - "'Nighthawk'. Sei tu quello." La relazione era finita in maniera altrettanto improvvisa: la donna era andata a trovare dei ricchi parenti a San Diego e non era tornata per dieci settimane, senza telefonare a Matt prima di partire, n mentre era via. Quando infine Matt era riuscito a parlarle, le aveva detto, cercando di sembrare solo superficialmente critico: " un modo un po' merdoso di trattare un amico, no?" La donna aveva risposto, stupita, ma del resto impassibile: "Davvero? Mi dispiace."

Per via di quella donna, Matt non era stato nella disposizione d'animo di avere un rapporto con Duana Zwolle. Quando lei gli aveva parlato, quando aveva fatto la sua richiesta. I suoi occhi avevano cercato quelli di Matt e come uno stupido lui aveva distolto i suoi, imbarazzato.

No. Non puoi esistere per me, Duana.

Non c'era nulla che rimpiangesse di pi, adesso. Di essere stato cos accecato, cos illuso. Aveva avuto un'occasione di salvare Duana Zwolle dalla terribile cosa che le era accaduta, e aveva fallito.

Matt avrebbe voluto conoscere Ricci abbastanza bene per parlargli da uomo a uomo. In modo non ufficiale. Ricci era un bel tipo, un italiano, le donne dovevano essere attratte anche da lui; Matt aveva notato un anello matrimoniale sulla mano di Ricci, era sposato. Un padre di famiglia, come Matt. Tutto quello che era necessario dire a Ricci era la verit: all'epoca in cui Matt era sospettato di essere l'amante di Duana Zwolle, Matt aveva una relazione con un'altra donna di Weymouth. Non ne vado fiero, ma  una cosa che non ha fatto del male a nessuno. Ma non ne posso parlare, capisce?

Ricci avrebbe capito, no? In modo non ufficiale?



Ecco la casa costosa, ipotecata, di Matt McBride: finto mattone bianco, vetro e stucco e finiture di legno di sequoia, su un poggio naturale pianificato a parco con molto buon gusto, fra gli appezzamenti di circa diecimila metri quadrati coperti di alberi delle West Weymouth Villas. Una casa che a Forked River sarebbe sembrata un castello ma a Weymouth non risaltava molto. Matt non la guardava mai senza provare un senso di orgoglio e di panico contemporaneamente. Svoltando nel viale d'accesso, Matt ebbe una visione di puro panico: tre macchine della polizia di Weymouth erano parcheggiate davanti al suo garage.

Era accaduto. Erano venuti. Avevano un mandato di perquisizione.

La porta d'ingresso era aperta. Matt entr, come un uomo che entra in una casa che brucia. Tess corse fra le sue braccia, aggrappandosi a lui. Il volto pallido e gli occhi colmi di lacrime di paura e di indignazione. "Matt, dicono di avere un mandato di perquisizione! Matt, falli smettere!"

C'erano sei o sette agenti. Chi era il capo? L'investigatore pi anziano, Phelan, con gli occhiali dalla montatura di plastica nera, inform Matt nel suo modo freddo e cortese che avevano un mandato di perquisizione: "Lo legga da cima a fondo, signor McBride. E non cerchi di ostacolare gli agenti."

Matt fiss il documento, senza capire. Che cosa ci si aspettava che facesse? "Non ho niente da nascondere, avrei potuto mostrarvi tutto io. Questo non  necessario..." Nessuno ascoltava. Tess singhiozzava. Phelan si era allontanato e stava aiutando nella perquisizione, come se Matt non ci fosse. L'ira del mondo, pens Matt. Te l'aspetti tutta la vita, ma quando arriva ti rifiuti di crederci.

"Matt, non capisco! Matt, perch sono qui? Che cosa ha a che fare quella Zwolle con te?"

Matt cerc di consolare Tess, come si pu consolare la vittima di un incidente. Stava sull'uscio a guardare degli estranei che frugavano con perizia la sua casa. Cassetti, credenze, armadi. I suoi file del computer venivano "confiscati" - ma "non si preoccupi" lo rassicurarono, gli avrebbero dato una ricevuta. Avrebbe potuto essere comico: persino l'interno del frigorifero, del forno, del microonde veniva esaminato. Sollevarono e ispezionarono i cuscini del divano, le fessure e gli interstizi dei mobili. I costosi tappeti venivano rovesciati senza nessun garbo, lasciando apparire strisce di polvere e persino di sporcizia. Tess singhiozz pi forte. "Che cosa state facendo! Smettetela! Dannazione a voi!" Matt avrebbe ricordato dopo quanto fosse giusta l'indignazione di Tess, in confronto alla propria reazione pi sottomessa: per il senso di colpa, la vergogna.

I bei mobili costosi che Tess aveva scelto con cura squisita venivano scostati dai muri senza tanti riguardi. Ispezionarono il retro degli specchi e dei quadri, lasciandoli pendere storti alle pareti. I materassi furono sollevati dalle reti, persino nella camera dei bambini. Le camere. La camera dei bambini! Il viso di Matt bruciava per la vergogna. Le dita contratte. Se Davey e Graeme avessero assistito a tutto questo... "Non potete lasciar stare almeno questa stanza? Non avete nessuna decenza?" s'infuri Tess. C'erano due agenti donne, non meno energiche ed efficienti degli agenti maschi e per nulla complimentose neanche loro. Erano come una forza della natura, che non poteva essere fermata. Matt ebbe una visione di se stesso, un ventenne dalla testa calda, che lottava con i poliziotti, si avvinghiava e veniva domato con la forza, ammanettato. Forse si aspettavano che lui li aggredisse, adesso: forse lo stavano sorvegliando, forse ci speravano. Ma no, bisognava capire che quegli agenti stavano facendo il loro lavoro; in altre circostanze Matt avrebbe potuto ammirarli; Nighthawk avrebbe potuto fotografarli.

Nessuna parte dell'elegante casa e dell'annesso garage con tre posti macchina dei McBride sarebbe stata risparmiata. Il capanno degli attrezzi da giardinaggio. La palestra all'aperto e le altalene dei bambini. I giocattoli dei bambini. Il seminterrato, la soffitta. I vari bagni, compreso quello sfavillante degli ospiti al primo piano con gli asciugamani di lino irlandese ricamati a mano e il sapone profumato al limone e le scintillanti mattonelle di onice: gli armadietti dei medicinali furono perquisiti, e persino i serbatoi del gabinetto. Matt si rendeva conto di quanto fossero controllati gli sbirri di Weymouth: se fosse stata una famiglia di neri nel ghetto, se fossero stati degli sbirri di citt, si sarebbero lasciati dietro la devastazione. Qui sembrava che fosse entrato un forte vento nella casa, mettendo le cose fuori posto, sbilanciandole. La cosa pi destabilizzante era che la perquisizione veniva condotta simultaneamente in varie stanze, cos Matt si precipitava dall'una all'altra, come un povero disgraziato in una farsa. "No! Aspettate. Posso aprirvelo io quello" e "Ehi: non c' niente l dentro, lo giuro." Cercava disperatamente di proteggere la camera oscura di Nighthawk in cui quegli estranei stavano frugando meccanicamente nei cassetti, nell'archivio, esaminando le attrezzature fotografiche come se fossero materiali per fabbricare bombe, facendo scivolare pile di stampe, di lastre e di negativi di Nighthawk dentro a scatoloni con la stampigliatura: DIP. POL. DI WEYMOUTH. Phelan stava dicendo a Matt che sarebbe stato tutto "etichettato" e "restituito"; non sarebbe andato perduto niente; erano degli esperti, non c'era da preoccuparsi. "Cerchiamo delle prove che riguardano Duana Zwolle, nessun altro e nient'altro. Capisce?" Forse Phelan voleva consolare Matt? Se aveva imbrogliato sulla dichiarazione dei redditi, per esempio. Se stava tramando una truffa qui nella sua camera oscura, sotto l'alter ego Nighthawk.

"Avrei voluto che parlaste con me prima," disse Matt con rabbia. "Avrei desiderato che mia moglie venisse risparmiata. Lei non ha niente a che vedere con tutto questo."

Phelan si strinse nelle spalle. Come per dire: S invece,  tua moglie.

Nell'ufficio di Matt c'erano quel bastardo di Ricci e un altro sbirro che gettavano carte, documenti, schedari del fisco dei McBride nelle scatole di cartone. Il cuore di Matt pulsava in modo allarmante. Non avrebbe mai dimenticato quell'umiliazione. Il costoso tappeto marocchino capovolto, il contenuto del cestino di Matt, le sedie, il tavolo, la scrivania rovesciati... Alla centrale avrebbero scoperto le foto di Nighthawk che Matt aveva nascosto fra le denunce dei redditi. Quelle foto segrete dell'abitazione di Duana Zwolle scattate da Matt. Non aveva voluto che Tess le vedesse e adesso le avrebbe viste la polizia e le avrebbe considerate una prova. Ma non significano nulla. Non sono colpevole. Ricci guard Matt con freddezza, solo un minimo cenno di riconoscimento, quell'uomo che aveva detto di ammirare le foto di Nighthawk. Tradendo Matt come un fratello malvagio. A un certo momento Matt stava fissando l'investigatore, con un sorriso feroce che gli alterava il viso, il momento successivo Matt fece un passo avanti per prendere una cartella dalla mano di Ricci, e in un battibaleno, come una porta sbattutagli in faccia, Matt fu trascinato via, con le braccia abilmente immobilizzate dietro la schiena. "Signor McBride, per di qui. Aspetti qui, prego." Lott, gemendo e imprecando per il dolore. Le pulsazioni gli battevano sulla fronte quasi a scoppiare. Avrebbe sentito gli effetti fisici dell'aggressione per giorni e giorni in seguito, nei muscoli delle braccia e delle spalle. Come se fosse stato afferrato dagli artigli di un'aquila. Sollevato in alto, e lasciato cadere. Mentre sua moglie guardava inorridita.

Ricci stava dicendo: "Vada a parlare con la signora McBride, ok? Si prenda cura di lei."

Matt port Tess da parte, in un angolo della cucina. Era isterica, cosa che rendeva lui calmo; perlomeno pi calmo. Non c' niente come uno sforzo fisico per rendere calmo un uomo. Umile. "Senti, Tess. Loro pensano che io possa aver avuto qualcosa a che fare con la... donna scomparsa: Duana Zwolle.  di questo che si tratta, tesoro." Tess disse: "S, dicevano... 'Zwolle'. Ma noi non la conosciamo, gliel'ho detto. Matt, gliel'ho detto." Matt, stringendo le spalle di Tess, disse: "Lo so, tesoro. Ma pensano che io avessi... una relazione con lei." Tess, sbattendo le palpebre, disse: "Una relazione con...? Come?"

Ci fu un attimo di tentazione, forte come uno stimolo fisico, in cui Matt avrebbe potuto mentire. Perch Tess, guardandolo fisso in faccia con gli occhi pieni di lacrime, voleva che lui le mentisse.

Matt disse a Tess, velocemente e in modo sconnesso, mentre per tutto il tempo le accarezzava le braccia, quello che sapeva. Del "presunto diario". Dello scialle. Di un testimone, o una testimone, oculare che asseriva di averli visti insieme. E di quello che gli aveva detto Sid Krell.

Matt insistette: "Non c'era niente fra di noi, Tess. Davvero. La conoscevo appena. Non capisco perch sono stato tirato dentro questo caso. Ti prego di credermi."

Tess ebbe solo un attimo di esitazione. Avrebbe creduto, avrebbe deciso di credere a suo marito in apparenza colpevole. Matt vide l'espressione risoluta di Tess sul suo viso tirato. E sent l'orgoglio ferreo dell'animo di lei. Stringendogli forte le mani, lei disse: "Chiameremo Sid. Ci pu consigliare un avvocato."

Matt rispose: "Lo ha gi fatto."



Ma l'assedio non era finito. Gli investigatori avevano un mandato per perquisire anche l'ufficio di Matt alla Krell Associates.

Rapido Matt disse: "Vi accompagner. Collaborer. Non ho niente da nascondere."

Lo fecero salire sul sedile posteriore di una delle automobili della squadra, con Ricci al volante e Phelan sul sedile del passeggero. Ebbe l'impulso di coprirsi il viso con le mani: e se un vicino lo avesse visto? Il mondo esterno gli pass davanti in modo indistinto. Era intontito, bastonato. Il flusso di adrenalina era diminuito e il dolore nella parte superiore del corpo pulsava. Avrebbe ricordato a lungo quell'umiliazione.

Lo sguardo negli occhi di Tess. Quel momento di consapevolezza. Mi hai tradito. Non ti perdoner mai.

Qualche volta, nei fine settimana, per zelo o per paura, gli impiegati della Krell andavano in ufficio per "mettersi in pari" col lavoro. Qualche volta arrivava lo stesso Sid Krell. Un drogato del lavoro, per sua stessa ammissione, Krell incoraggiava i suoi soci pi giovani: "Non devi diventare matto per sfondare nel nostro campo, ma aiuta." Matt, che aveva degli arretrati da sbrigare, aveva progettato di fare un salto in ufficio quel pomeriggio. Da gennaio era insofferente per il tempo che doveva passare alla Krell Associates e, contemporaneamente, desiderava starci di pi, per dimostrare a Sid Krell che la sua fiducia in Matt McBride non era malriposta. Eppure aveva la sensazione nauseante, angosciante, di essere lasciato indietro, come un nuotatore che perde le forze.

"Scusatemi, investigatori.  legale entrare alla Krell Associates? Non  di mia propriet, sapete. Sid Krell potrebbe farvi causa." Parlava educatamente, aveva ripreso fiato. Nello specchio retrovisore gli occhi di Ricci si spostarono per osservarlo.

"S,  legale, signor McBride. Il mandato  stato firmato da un giudice."

Phelan aggiunse: "Lasci che ci occupiamo noi di questo, signor McB. Lei fornisca solo le chiavi."

Il parcheggio della Krell Associates era vuoto. Che sollievo!

Matt apr una porta chiusa a chiave sul retro dell'edificio, fece entrare gli investigatori e li accompagn lungo un corridoio che portava al suo ufficio. Com'era innaturalmente silenzioso l'edificio a quell'ora. Armeggi con la chiave per aprire il suo ufficio. Temeva che uno degli investigatori gliela portasse via. Aveva capito che solo gli investigatori si sarebbero occupati della perquisizione, non quegli altri, il che forse era un buon segno. (Come si aggrappava ai "buoni segni" Matt. Vogliamo credere con tutte le nostre forze che le persone ci amino, che si fidino di noi.) Dentro, Matt apr i cassetti della sua scrivania, tir fuori i cassetti scorrevoli del suo casellario, identificando documenti, contratti, corrispondenza, dischetti del computer. Accese il computer, entr nel sistema. Stava tremando di rabbia e di odio nei confronti di quegli uomini, e dell'autorit che rappresentavano, ma non lo si sarebbe indovinato vedendolo "collaborare".

Phelan e Ricci portarono via relativamente poco dall'ufficio di Matt, soprattutto dischetti del computer e appunti scritti a mano su fogli gialli di un blocco intestato. "Lettere d'amore, pensate?" chiese Matt. Ma gli investigatori evitarono di rispondere. Erano metodici, stavano facendo semplicemente il loro lavoro. Matt dovette riconoscere che sapevano quel che facevano: frugando in quei posti ingegnosi in cui si pensa di nascondere qualcosa, un pacchetto di lettere d'amore o delle foto, per esempio dentro una cartella di documenti e di contratti legali, o appiccicati col nastro adesivo sulla parte inferiore di un cassetto, o sotto il casellario; tutto veniva perquisito con destrezza. Con l'aiuto di Matt sollevarono il pesante tappeto, e ne esaminarono la parte inferiore priva di interesse. Determinato a rimettere le cose a posto il pi accuratamente possibile, di modo che non restasse traccia di quella perquisizione, Matt li aiut a togliere dagli scaffali i libri di consultazione dell'immobiliare, testi di diritto, mappe del New Jersey e tabulati della contea. Quei fascicoli venivano scrollati uno per uno e non un biglietto, non un appunto, non un'istantanea ne uscirono per incriminare Matt McBride. Matt sent se stesso dire: "Se un individuo che ha sequestrato una donna, e probabilmente l'ha assassinata,  abbastanza furbo da non farsi prendere, perch dovrebbe nascondere delle prove incriminanti in un posto che di sicuro verr perquisito?" La domanda era sospesa nell'aria, era una frecciata, ma gli investigatori continuarono la loro perquisizione. Forse il viso di Ricci era diventato rosso, in modo appena percettibile. Matt disse: "Naturalmente voi state solo facendo il vostro lavoro. State 'indagando' su un probabile crimine. Dovrei essere grato, come cittadino. Potreste fare altrettanto per me, un giorno. Se fossi 'vittima' di un crimine."

Il telefono sulla scrivania di Matt inizi a suonare. Doveva essere Tess. Matt sent una fitta di colpa, ma non si mosse.

"Non vuole rispondere, signor McB.?  probabile che sia sua moglie."

Signor McB.! Gli sarebbe piaciuto dare un pugno in faccia all'investigatore pi anziano compiaciuto di se stesso.

"No."

Il telefono squill ancora quattro volte. Se Tess lasciava un messaggio, sarebbe stato nella segreteria di Matt.

Matt disse: "Niente si rimetter pi a posto. Nel mio matrimonio."

A questo, gli investigatori non risposero.

"C' un'infinit di posti per nascondere qualcosa, sapete. Perch dovrei nascondere qualcosa qui? Sceglierei qualche posto desolato in campagna, nella Contea di Hunterdon, o meglio ancora gi nei Pine Barrens. Sono cresciuto vicino ai Pine Barrens. Si diceva sempre che i corpi venivano scaricati l, e mai trovati... Naturalmente, qualche volta un assassino ha voluto che il corpo della sua vittima fosse ritrovato, dopo un po'. Ma questo lo sapete, immagino."

Ricci disse: "La ragazza  l? Nei Pine Barrens?"

"Stavo facendo delle congetture. Stavo ponendo una domanda."

"I Pine Barrens sono molto estesi, per. Una ricerca approfondita prenderebbe molto tempo."

" quello che voglio dire io: c' un'infinit di posti per nascondere quello che si vuole tenere nascosto."

"Ma noi troviamo moltissime cose, signor McBride. Rimarrebbe sorpreso. Proprio nelle case della gente, nelle loro camere da letto. Nei file dei loro computer."

Ricci stava togliendo le foto di Nighthawk dalle pareti, esaminandole una per una, davanti e dietro. Matt temeva che l'investigatore le strappasse dalla cornice; ma Ricci riusciva ad accertarsi che non fosse stato infilato niente fra la foto e il retrostante sostegno di cartone. Man mano che finiva con una foto, Matt gliela prendeva svelto, per rimetterla al suo posto sulla parete. Anche queste sono state svilite. Profanate. Ricci aveva aggrottato le sopracciglia guardando una delle foto, tenendola in mano. "Questa non era qui la volta scorsa, vero?" Matt rimase sbalordito dall'occhio acuto dell'investigatore. Dalla sua memoria per i dettagli visivi. Non aveva posto una domanda, era un'affermazione. Matt disse che s, quella era una stampa recente. "L'ho fatta a Lismore solo qualche giorno fa." Ma la foto non aveva nessun collegamento con Duana Zwolle, non c'era nulla di Mill Row l. L'interesse della foto era puramente compositivo: un fiume lontano avvolto nella nebbia come in un sudario, e un bagliore simile a un occhio attraverso la nebbia di un sole situato in una strana posizione; quel sole infatti era riflesso sulla superficie plumbea, simile a uno specchio, dell'acqua. In primo piano c'erano gli alberi invernali spogli che sembravano figure umane leggermente deformate... Quella foto era diversa dalla maggior parte dell'opera di Nighthawk, essendo una natura morta; Matt era sicuro che non ci fosse nulla che la collegasse a Lismore e alla ragazza scomparsa. Perch l'avesse fatta, e perch l'avesse portata nel suo ufficio per metterla sulla parete dove, quando alzava lo sguardo dalla scrivania, i suoi occhi ne erano immediatamente catturati, Matt non avrebbe potuto spiegarlo a nessuno, e sicuramente non all'investigatore Ricci che lo stava fissando. Ricci disse: "Le altre foto hanno la data, ma questa no. Perch?"

Matt disse: "Non ho avuto il tempo."

" stata fatta a Lismore? Dove esattamente?"

Sulla riva del fiume vicino alla fabbrica trasformata in abitazione di Duana Zwolle. Guardando fuori. Un panorama che lei doveva aver visto, spesso. Un modo di vedere che cosa aveva visto quotidianamente Duana Zwolle. Anche le altre, nello schedario del fisco, sarebbero state trovate. Matt disse, irritato: "Dove? Pu vedere dove, se conosce il posto. Sul fiume Weymouth.  quella che si definirebbe un'istantanea della natura.  generica, potrebbe essere ovunque."

"Ma l'interessante per Nighthawk  che non  ovunque,  Lismore."

Ricci mise la foto nello scatolone contrassegnato POLIZIA DI WEYMOUTH. Matt sent di nuovo l'impulso di strappargliela, e di provocare la reazione fisica di cui sapeva che quegli uomini erano capaci. Il dolore che potevano infliggere. Phelan era di mezza et, e con una grossa pancia, ma ovviamente era uno tosto, con muscoli grossi come prosciutti che non aveva avuto motivo di usare da un po' di tempo. E Ricci era un tipo che si teneva in allenamento, di sicuro. Il lavoro di polizia di quelle zone doveva essere di una noia mortifera per lui, probabilmente erano anni che non estraeva la pistola, e chiss da quanto non la usava.

La perquisizione dell'ufficio di Matt alla Krell Associates era finita. Vedendo l'espressione sul viso di Matt, che poteva apparire allarmata, l'investigatore pi anziano disse: "Lei non  in arresto, signor McBride. Pu parlare liberamente con noi in qualsiasi momento, non ha bisogno di un avvocato."

"Che cosa vuol dire... 'parlare liberamente'?"

"Ci pu aiutare nell'indagine e quello che ci dice non pu essere usato contro di lei."

"Finch non vengo arrestato? Allora tutto cambia?"

"Perch pensa che verr arrestato? Stiamo solo raccogliendo delle prove."

Matt rise, e accompagn gli investigatori alla porta sul retro dell'edificio. Avrebbe telefonato a Tess per farsi portare a casa. Col cavolo che sarebbe salito in una macchina della polizia di Weymouth un'altra volta, a meno di non avere le manette, e in quel caso comunque non senza lottare. Lo giur.



17

Matt e Tess non avrebbero mai pi pronunciato il nome di Duana Zwolle in presenza l'uno dell'altra.



Matt era quasi tentato di credere che Tess lo avesse perdonato. Con grande slancio, lei aveva detto: "Ti credo, caro. Ti amo. Naturalmente quella ragazza mentiva. Non c' dubbio che mentisse."

Proprio in quel periodo di assedio Tess fu una grande sorpresa per Matt. Si era aspettato una reazione molto diversa da parte di sua moglie, e invece, come la temeraria polena scolpita a prua di una vecchia nave che s'immerge in un mare in tempesta, lei riusc a mostrarsi all'altezza della situazione, e si sarebbe attenuta alla sua ferrea decisione. Sarebbe stata fiera, coraggiosa, intransigente. Era la figlia di un chirurgo di Rye, nel Connecticut, un uomo influente abituato a dare ordini e a essere ubbidito, e, in quel momento di tensione matrimoniale, Tess si rivel figlia di suo padre, non lasciando trapelare tutti i suoi dubbi, mostrandosi fiduciosa e sicura di s in pubblico. A Weymouth si sparse rapidamente la voce che Matt McBride avesse "una qualche relazione" con Duana Zwolle; Tess controbatteva dicendo, con calma adamantina, che non c'era "niente di vero, assolutamente niente" in quelle dicerie. Come la moglie assediata di un uomo politico minacciato dallo scandalo, tutto sommato, a Tess McBride quel ruolo non dispiaceva. Avrebbero presentato un fronte unito, i McBride.

"Nessuno distrugger questo matrimonio," disse risoluta a Matt. "Non con insinuazioni e menzogne. Neppure dalla tomba! Mai."



Dopo che gli investigatori erano usciti dal suo ufficio, Matt cerc di telefonare a Tess, ma la linea era sempre occupata. Chiam un taxi, invece, per farsi portare a casa, e quando entr in quella casa, che gli sarebbe apparsa per sempre mutata come se fosse stata infangata dalle impronte di estranei, ud la voce alta, incalzante, di sua moglie al telefono. In un primo momento pens che stesse parlando con suo padre; c'era lo stesso tono di aspettativa intima, supplichevole e infantile. Ma fu presto chiaro che Tess stava parlando con Sid Krell in un modo che sorprese Matt, perch non l'aveva mai sentita rivolgersi a Krell con quel tono. "Non intendo i soldi, naturalmente, Sid! No. Stiamo bene. Voglio dire, ce la caviamo bene. Intendo un sostegno emotivo. E il tuo consiglio. E il tuo aiuto, capisci, per spiegare la situazione alla gente di qui, perch tutti chiederanno a te. Sai com' Weymouth."

Matt si chiese: Com'era Weymouth? E perch a Tess sembrava importare cos tanto?

"Oh, Sid! Grazie. Grazie." La voce gutturale di Tess fu colta dall'emozione. Sembrava sincera. Se lei e Krell non fossero stati al telefono, lei avrebbe incorniciato il florido viso del vecchio con le mani e lo avrebbe baciato lievemente, audacemente, sulle labbra. "Matt te ne sar molto grato."

Matt fece finta di non aver sentito la conversazione. Preferiva che Tess gliela riassumesse, pi tardi.

Tess aveva gi telefonato a Jules Cliffe. Conosceva Cliffe come il "difficile, capriccioso ma brillante" avvocato, marito di un'amica di Weymouth. Matt e Cliffe si dovevano incontrare urgentemente quella sera a casa di Cliffe, a pochi chilometri di distanza.

"Non ti accompagner," disse Tess. "Cos potrai parlare apertamente a Jules Cliffe. Puoi dirgli tutto."

In un frenetico impeto era riuscita a rimettere in ordine gran parte della casa dopo la perquisizione. Salvo i mobili pi pesanti che erano stati scostati dalle pareti, e le cose sparse nell'ufficio e nella camera oscura di Matt. Soprattutto, Tess aveva deciso di sistemare la camera dei bambini, cos non avrebbero mai sospettato che vi erano entrati degli estranei, a prescindere dal perch. Tutta orgogliosa port Matt a vedere la stanza: "Caso mai," disse ridendo, "sembra troppo in ordine." Sgualc appena un po' il copriletto di Davey. La camera aveva una carta da parati con un motivo nautico blu marino con copriletti di velluto a coste in tinta; i ragazzi avevano il loro televisore, con scaffali pieni di video. Tess li aveva rimessi a posto, e adesso li risistem un po'. Matt voleva afferrare le mani frenetiche di sua moglie, e tenerle strette. Era febbrile, euforica. Pens che fosse una forma che aveva preso la sua isteria; fortunatamente per lei, e per lui. Per era innaturale, e non poteva durare. Tess parl di cogliere l'occasione per vuotare e ripulire i cassetti e gli armadi come aveva avuto intenzione di fare da anni; sbarazzandosi dei suoi vecchi vestiti, "che non indosser mai pi in vita mia". Gli occhi iniettati di sangue per il pianto adesso brillavano, le guance erano accaldate e rosee. Era una donna attraente all'inizio della mezza et, ansimante ed eccitata come dopo un energico esercizio fisico, nuoto, tennis, sesso. Il genere di sesso che i McBride raramente facevano ancora, dopo l'arrivo dei bambini.

"Ehi: ti amo," le disse Matt. Riusc a prenderle le mani agitate, e a tenerle ferme, per un istante. "Tutto questo si risolver, vedrai."

"Certo che lo vedr," disse Tess, con fermezza. " quello che sto facendo."

Il telefono stava suonando. Tess si stacc da lui, e corse a rispondere.

"Pap! Ciao."



Due giorni dopo, verso sera. Matt era seduto sui gradini del soggiorno, che portavano al piano inferiore dalla cucina. La stanza era semibuia. Non c'era nessuno in giro. Matt nei suoi costosi abiti sportivi indossati al lavoro quel giorno, la cravatta allentata. Come se fosse stato sopraffatto dalla stanchezza e si fosse seduto l, pesantemente. Dove altrimenti non si sedeva mai. La testa fra le mani come un pap della TV. Gli occhi chiusi stretti, perch la vista gli turbinava. Non aveva bevuto. Non aveva osato. Krell gli aveva offerto da bere nel suo ufficio, e Matt aveva subito rifiutato.

"No, Sid. Non posso."

Graeme, che aveva cinque anni, sbirci il pap da dietro l'angolo. Era un gioco? Al pap piaceva giocare ed era bravo a fare i giochi; c'erano giochi che s'inventava, che nessun altro pap, a parte il suo, conosceva; ma non sempre si capiva se stava facendo uno dei suoi giochi o se era "serio". Graeme avanz furtivo dietro il padre per dargli un colpetto sulla spalla, ridacchiando. (Il pap si ritrasse, e trattenne un gemito. I muscoli delle braccia e delle spalle gli facevano un male cane dal giorno in cui era stato strapazzato.) "Pap? Ehi!"

Matt si gir per agguantare il piccolo, e lo abbracci. Graeme chiese al suo pap cosa c'era che non andava e lui disse niente, solo un brutto mal di testa, niente di cui Graeme si dovesse preoccupare. Ma Graeme, che era un apprensivo, mise le sue manine calde sugli occhi del pap e disse, in una promessa solenne di bambino: "Pap, ti guarir tutto."

La voce di Graeme tremava di paura.



18

NOME SCONOSCIUTO. Quell'inizio del nuovo anno se lo sarebbe ricordato. Quando finalmente inizi a librarsi di sua spontanea volont. Senza aver sempre bisogno di aspettare la visione. Un angelo dell'ira poteva toccargli la spalla con la punta delle dita fiammeggianti, e lui si sarebbe voltato e avrebbe visto solo l'ombra che svaniva. Ma quello era tutto ci di cui NOME SCONOSCIUTO aveva bisogno: un'ombra che svaniva.

Sagace nella sua strategia. Portando lo scialle bianco di cachemire macchiato del sangue & del sudiciume della femmina sulla riva rocciosa del fiume Delaware dove sarebbe stato trovato. E riferito alla TV, e nei giornali (che lui sdegnava di leggere tranne qualche volta nel 7-Eleven in paese, quando fissava sorridendo i titoli grossolani & le foto riprodotte di continuo di DZ).

Perch aveva trasportato anche questa sui Pine Barrens, come aveva trasportato MT da Trenton e MM che aveva amato tanto tempo fa a Forked River prima di scoprire la sua disonest. Le aveva portate lass, alla confluenza dei fiumi Batsto & Mullica dove c'era una vecchia strada di sabbia che conduceva al deserto formando una croce naturale con un'altra strada di sabbia, e alle rovine di una chiesa crollata con una croce ossidata ancora parzialmente in piedi che aveva scoperto tre autunni prima e non aveva dimenticato, sapendo che un giorno avrebbe avuto importanza. Quella visione era incisa a fuoco nella sua anima. Era la sua strategia mettere lo scialle lontano dal luogo sacrificale per confondere i suoi inseguitori. Le colline settentrionali del New Jersey erano cos diverse dal Jersey meridionale. A valle della strada secondaria dove aveva lasciato l'automobile di DZ perch la ritrovassero. Dov'era pi ghiacciato, un vero inverno. Con lo scialle in tasca avvolto nel cellophane (perch, se gli avessero preso la giacca? esaminato le tasche? avrebbero potuto trovare tracce della lana di cachemire, persino del sangue di lei), era sceso gi aggrappandosi alle rocce ghiacciate ansimando e tremando e ridendo per l'eccitazione. Un passo falso, e sarebbe scivolato nel nero fiume gelato. Con gli stivali con la suola di gomma comprati da Sears, della misura pi grande disponibile & con le dita dei piedi imbottite di stracci per riempire la calzata, visto che lui portava solo un 42. Misura che quei bastardi del Liceo di Forked River avevano deriso, dicendo che era quella di una ragazza.

Nessuno rideva di NOME SCONOSCIUTO adesso che era un adulto, e mai davanti a lui.

C'era voluto del tempo per sistemare lo scialle sul bordo estremo di una roccia in parte sommersa dall'acqua. Doveva sembrare che non fosse stato lasciato cadere dalla riva del fiume cinque metri pi in su. Perch altrimenti se ne sarebbero accorti. Doveva sembrare che si fosse impigliato su un bordo affilato della roccia, trasportato dalla corrente. E bisognava stare attenti che lo scialle non si slegasse e venisse trascinato via.

Perch anche questa era un'opera d'arte. NOME SCONOSCIUTO era un artista della perfezione. Come le bellissime figure scolpite & modellate del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno erano le forme perfezionate delle femmine in carne e ossa, disoneste e incrostate di sozzura.



Lo scialle bianco di cachemire. Sfoggiava un'etichetta di Inverness, Scozia. L'aveva scoperto sui sedili posteriori di un'automobile parcheggiata dietro una delle vecchie fabbriche trasformate in gallerie d'arte & in negozi sul fiume Weymouth. Indovinando che un giorno gli sarebbe servito. Quando, o come, avrebbe aspettato di scoprirlo.

Quello che adesso si  verificato, un tempo era solo immaginato.

Lo scialle bianco di cachemire che aveva lasciato per DZ, in regalo. A Natale. Eppure era stato anche quello un segno. Se lei lo porta a casa, se lo accetta e lo indossa. Lui lo aveva avvolto con cura in una carta natalizia argentata & aveva scritto a mano, su un cartoncino bianco: PER DUANA CON AMORE. Lasciandolo fuori della sua porta dipinta di un brillante rosso lacca. Lei si sarebbe chiesta quale dei suoi innamorati poteva aver lasciato un simile dono in quel modo, per nel suo essere femmina sarebbe stata lusingata, come NOME SCONOSCIUTO aveva previsto. Cos, dopo aver raccolto il pacchetto, sarebbe entrata in casa e avrebbe strappato in gran fretta la carta argentata (lui si era immaginato che lei facesse cos, seduto nascosto al volante del suo pickup Ford parcheggiato a Mill Row al buio). Era questo il suo destino funesto! La risata di lui non era amara ma giusta. Perch lui avrebbe desiderato amarla. Per il suo amore non era stato ricambiato. Perch ogni femmina in mezzo alle cosce  sicuramente una puttana, come dentro alle sue budella non pu esserci altro che sozzura.

Lui non era nemico di DZ. Non era nemico di nessuno, n uomo n donna.

Ma era stata lei a farlo diventare suo nemico rubando sfacciatamente le idee di NOME SCONOSCIUTO senza alcun riconoscimento o gratitudine. Le croci dorate nei suoi brutti "collage" e le silhouette volanti degli angeli dell'ira che lei dichiarava fossero falchi & aquile, e la cera plasmata con le mani, scintillante di mica. E queste che incorniciavano una miriade di foto-immagini, di foto stampate su carta patinata & vecchie cartoline che lui credeva fossero anch'esse in sottile derisione del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno, che in un modo o nell'altro lei doveva aver visto anche se sosteneva di no. (Perch lui non aveva ancora esposto quelle figure. Nessuna galleria le voleva esporre anche se avrebbero messo in mostra i suoi uccelli & i suoi animali intagliati rapidamente perch erano facili da vendere.) Sorridente per. Con quello sguardo di compassione. Voglio essere tua amica, Joseph. Lui s'interrogava sulla sua pelle scura che, sotto una certa luce, sembrava sporca. Perch non era una caucasica pura, vero? E quei capelli scuri che le germogliavano in testa erano quelli di una mulatta. Era stata Oriana a dirgli che DZ faceva del volontariato ogni domenica in una missione per i senzatetto di Newark, lei non ne avrebbe parlato, come se la cosa la imbarazzasse. In fondo al cuore lei era destinata a essere una sorellasposa di NOME SCONOSCIUTO. Lui lo sapeva dalla prima volta che l'aveva vista nella galleria. Con quegli occhi splendenti e il viso ispirato. Lei mi conosce! Mi riconosce? Osservandola durante tutta l'estate, e nell'autunno inoltrato. Da lontano, come si pu osservare una creatura selvatica che si spaventa facilmente. Perch NOME SCONOSCIUTO riusciva a stare assolutamente immobile come se fosse in trance. Dove hai la testa, Joey? Suo zio rideva sempre, facendogli schioccare le dita davanti agli occhi. Sua zia avrebbe rimproverato lo zio, come le aveva sentito fare lui dopo: Joey  semplice, ma buono. Ed  innocuo. E una notte la loro casa avrebbe preso fuoco e sarebbe stata avvolta da ribollenti nuvole di fumo nero e i pompieri di Forked River avrebbero salvato solo la carcassa sventrata. Era cos accorto & guardingo nella sua sorveglianza, che nessuno di loro ci avrebbe fatto caso, tranne un nero che pescava sul fiume al largo di Mill Row, che vide NOME SCONOSCIUTO pi di una volta, forse pi di due o tre volte, accovacciato sulla riva del fiume a gettare croste di pane alle oche & alle anatre mentre osservava con la coda dell'occhio la porta rosso lacca finch si apriva, e lei scendeva i traballanti gradini di legno e saliva sulla sua Volvo passandogli accanto, passando davanti alla sua schiena chinata, lungo il viottolo di ghiaia dissestato, senza vederlo, ne era sicuro, ma il nero (di Trenton, com'era saltato fuori) gli aveva sorriso & gli aveva parlato & lui non aveva avuto altra scelta se non sorridere & parlare a sua volta perch non era razzista, in fondo al cuore pensava che gli uomini fossero tutti uguali agli occhi del Signore, anche se non agli occhi crudeli degli uomini. E poi aveva evitato quel tratto della riva del fiume. Perch c'era molto altro da fare, e NOME SCONOSCIUTO l'avrebbe fatto.



Eppure lei avrebbe pregato per lui. Come le altre, anche lei vedeva nel volto di lui una promessa di bont. Di sicuro lei aveva creduto, come ci avevano creduto le altre, che lui fosse un tipo semplice tanto di testa come di cuore, & innocuo. Anche se intuendo (lui l'avrebbe intuito) che non era uno stupido, vista la circospezione con cui era entrato nella sua vita come un'ombra incorporea. Perch una volta che NOME SCONOSCIUTO aveva avuto la visione, NOME SCONOSCIUTO non poteva essere fermato. L'avrebbe colta di sorpresa, alle spalle. Lei, che l'aveva invitato nel suo loft per compassione, & sorprendendola lui sarebbe andato da lei con l'animo a pezzi in quel periodo di vacanze. Le avrebbe detto qualche verit perch sempre c' verit nelle parole di lui. Parlandole della promessa che aveva fatto a sua madre di provvedere alla sua infermit, ma lui era povero, cosa di cui era imbarazzato, perch la sua arte non vendeva, n i proprietari delle gallerie la volevano esporre. DZ avrebbe detto che doveva continuare ad avere fede in se stesso, anche lei spesso dubitava di se stessa, del suo valore come artista & della propria vita, confrontandosi con sua sorella gemella (lei gli avrebbe mostrato quel viso & quell'aspetto infantili nelle fotografie sparse in mezzo ai collage che lui aveva creduto fossero l'immagine di lei) che non aveva la cupa visione della vita che lei invece aveva dalla nascita, anche se apparentemente erano gemelle nei minimi particolari del corpo. Alcuni sono nati per un soave diletto, altri sono nati per una notte perenne:1 cos si era espresso pacatamente NOME SCONOSCIUTO. DZ aveva annuito in sorridente, tacito assenso, ma non sembrava aver riconosciuto la fonte di quella verit. Lui aveva visto lo scialle bianco di cachemire di traverso sulla trapunta che era il suo copriletto nella camera attigua. Allora aveva saputo che era la rete con cui l'avrebbe catturata, come si pu sorprendere & sopraffare una creatura selvatica intrappolandole le gambe o le ali nella propria stretta.

Cos lei avrebbe dovuto saperlo. Che NOME SCONOSCIUTO non era semplice, ma astuto come Dio  astuto, & altrettanto imprevedibile. I guanti di pelle non se li sarebbe tolti nel loft, dicendo che aveva le mani ricoperte da un brutto eczema e bisognava che una pomata penetrasse nelle parti infette, e l'aderente berretto di pelle con la visiera non se lo tolse nel loft, i capelli avvolti a spirale all'interno in modo che non ne cadesse nemmeno uno & che poi venisse scoperto. E il brutto disegno l'avrebbe lasciato sul cuscino di lei, nello sgraziato stile di un artista con cui, era venuto a sapere, DZ aveva vissuto a New York, i cui quadri di obese femmine nude che mostravano seni flaccidi e genitali messi a nudo come quelli di una scimmia, erano conosciuti & apprezzati nell'ignorante mondo dell'arte. Mentre Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno non era visto n conosciuto.

NOME SCONOSCIUTO diventava talmente furioso quando pensava a una simile ingiustizia da sentire che la fiamma dell'angelo dell'ira lo consumava. E tutto quello che lui toccava veniva a sua volta consumato.

Eppure lei aveva osato pregare per lui! Quando lei rinvenne, lui le inumid le labbra che si erano seccate & screpolate cos rapidamente, e inginocchiatosi sopra di lei sent stupefatto che lei sussurrava: Dio abbia piet di te, Joseph! Poi, riprendendo fiato, con gli occhi dilatati dallo sfinimento & dal terrore: Oh Dio, abbi piet di tutti e due. Per questo lui la benedisse con il bacio dell'ira. Che lei pregasse per lui: per NOME SCONOSCIUTO! Che credeva non nella piet di Dio ma nella giustizia di Dio. Mordendole le labbra, con i denti conficcati nella carne, improvvisamente mordendo e strappando. E che deliziosa quella carne, & quant'era affamato senza saperlo. E un caldo zampillo di sangue mentre lei cominci a gridare e a lottare. E il suo cazzo si riemp fino a scoppiare di sangue & del prezioso fluido dei suoi lombi sempre molto pi potente di quanto lui ricordasse.



Questo accadeva al declinare dell'anno vecchio. Adesso era l'anno nuovo. Nel fienile pieno di correnti d'aria riscaldato da semplici caloriferi portatili, si perse nella contemplazione della sesta figura del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno.



La caccia



19

Finalmente erano soli insieme. In un'automobile che lui non riconosceva e che correva lungo la strada provinciale per Lismore. Il panorama era offuscato come in un sogno. Eppure lui aveva un'impressione di colline, terre coltivate, campi di grano velati di foschia nel sole declinante. Era ottobre inoltrato. Gli alberi decidui erano mutati. Le loro foglie erano rosso ruggine, giallo pallido e dorato con una punta di melanconia. La ragazza a cui si era rotta la bicicletta e che era andata da lui per chiedergli audacemente se l'accompagnava a casa non aveva pi aperto bocca. Lui sentiva il profumo dei suoi capelli che era un po' oleoso, e un odore pi penetrante che poteva essere di pittura o di trementina. Aveva notato le sue mani infantili, con le unghie irregolari non molto pulite. Aveva notato la sottigliezza nodosa dei suoi polsi. Che lui avrebbe potuto facilmente cingere con il pollice e l'indice. Era protesa stranamente in avanti sul sedile del passeggero, coi gomiti sulle ginocchia e le punte delle dita premute contro gli occhi. I lunghi capelli arruffati le cadevano sul viso. Indossava un informe pullover scuro e dei pantaloni marrone di velluto a coste molto stinti. Ai piedi aveva delle scarpe da corsa macchiate d'umidit, talmente sbiadite che non avevano un colore definibile. Le scarpe avevano la misura di quelle di un bambino, i suoi piedi erano davvero piccoli. Lui stava pensando a come avrebbe potuto tenere facilmente in mano a coppa quei piedini, baciarne gli alluci. Ti voglio amare, credimi! Ti voglio salvare da quello che accadr. Capiva che era rischioso distogliere gli occhi dalla strada che correva veloce sotto l'automobile. Capiva di dover tenere stretto il volante con entrambe le mani. Perch aveva piovuto da poco, e la strada era sdrucciolevole per le foglie umide. All'orizzonte il sole era una palla di cera rossa che si scioglieva. Lui era un uomo che si comportava schiettamente, addirittura bruscamente - non era un uomo profondo, e qualche volta credeva di essere nato senza la coscienza. Cristo santo, lo sapeva che aveva ferito sua moglie e aveva ferito altre donne, e che talvolta era stato un uomo violento, perch c'era stato quell'episodio, a Fairbanks, in Alaska, in cui in un posteggio di una locanda aveva picchiato selvaggiamente un tale che stava insultando e minacciando una donna, gli aveva rotto il naso e allentato qualche dente e perch nessuno avesse chiamato gli sbirri per farlo arrestare non l'avrebbe mai saputo, o, se li avevano chiamati, nessuno sbirro si era fatto vivo. Era accaduto undici anni prima e non era pi fiero di quel comportamento, anche se forse lo era, solo un po'; con un pretesto qualsiasi l'avrebbe raccontato alla ragazza, e lei avrebbe scosso la testa disapprovandolo e lui avrebbe detto: Be', sai... ero giovane, ero una testa calda come il mio vecchio, soprattutto quando avevo bevuto. E avrebbero riso insieme pensando a quel ragazzo dalla testa calda che era stato, ma non era pi.

Voglio. Voglio provare. Per favore credimi!

Impulsivamente allung la mano e afferr la manina gelida della ragazza. Subito le dita di lei afferrarono le sue, erano dita forti. Era scioccato dal potente impeto di forza dell'anima di lei. Si gir verso di lui sorridendo. La sua pelle era di un pallore olivastro, eppure i lineamenti erano talmente radiosi che lui non li poteva vedere chiaramente. Sapendo che lei era bellissima, la donna pi bella che avesse mai visto. Posso amare abbastanza per tutti e due, disse lei.



20

Avvenne ci che Sidney Krell nella sua sinistra saggezza da ragno aveva previsto: una volta ingaggiato un avvocato come Jules Cliffe, la polizia non aveva altra scelta se non battere in ritirata.

"Questi sbirri campagnoli," disse Cliffe indignato. "Sono come quei luridi ratti troppo cresciuti che talvolta di notte si aggirano in cerca di preda qui attorno... gli opossum. Sono duri di comprendonio e semiciechi e agiscono in base al fiuto e a qualche strano senso radar che met delle volte non funziona. Ma hanno denti affilati, e probabilmente trasmettono la rabbia, e non si vorrebbe che quei brutti piccoli bastardi ci mordessero. Mi liberer di loro, fidati." Come il suo amico Sid Krell, Jules Cliffe parlava con una franca spavalderia da uomo a uomo e aveva un debole per un gergo che rivelava la sua et, resa altrettanto palese dai suoi capelli bianchissimi, scolpiti meticolosamente, e dai suoi modi dignitosi anche se maliziosi. A Matt faceva venire in mente un vecchio, saggio statista di qualche amministrazione presidenziale di tanto tempo prima - Eisenhower, forse. Aveva poco pi di sessant'anni, e il suo bel viso finemente grinzoso sembrava sistemato con cura come se lo avesse modellato con le dita prima di aver invitato Matt a entrare nel suo ufficio.

Era al telefono e gridava contro le autorit della contea. Conosceva tutti, e tutti lo conoscevano. Matt ascoltava meravigliato il suo aristocratico avvocato bostoniano parlare con il capo degli investigatori, col comandante della polizia della contea, e con l'aiuto procuratore distrettuale, che era un suo amico, chiedendo di sapere su quali basi gli investigatori avevano perquisito la casa e l'ufficio del suo cliente Mathias McBride; chiam persino il giudice che aveva firmato il mandato, chiamandolo "Hank" e dicendogliene di tutti i colori.

Aveva chiesto che gli fosse mandata una copia di quelle parti del diario di Duana Zwolle che a quanto si diceva coinvolgevano il suo cliente. Aveva chiesto di venir informato dei "progressi, sempre che ce ne fossero" dell'indagine della polizia sulla scomparsa della ragazza.

Matt era l'unico spettatore ammirato di Jules Cliffe. Che bisogno abbiamo di recitare l'uno con l'altro per sapere che esistiamo! Ma quella era una recita straordinariamente buona.

Anche se Cliffe stava parlando al telefono, Matt not il modo in cui gesticolava eloquentemente con le dita della mano destra, come se fosse in un'aula di tribunale. Le dita erano sottili e ben modellate e le unghie sembravano curate da una manicure. A differenza di Sid Krell, i cui costosi abiti fatti su misura apparivano invariabilmente spiegazzati e si adattavano goffamente al suo corpo, Cliffe era impeccabile, e il suo abito gessato di lana grigio-colomba gli stava a pennello. Si era voltato sulla sedia girevole cos Matt lo vedeva di lato, un profilo su una moneta d'oro.

Con un grugnito d'indignazione, Cliffe mise gi il telefono. Cos'era stato deciso? Qualcosa di cruciale? Quasi quasi a Matt non dispiaceva la sensazione, come quando ci si lascia andare sotto l'effetto di un anestetico, di scaricare la propria responsabilit su un altro individuo, pi abile e pi furbo.

Con un gesto di grande effetto, Cliffe si volt di nuovo sulla sedia girevole per trovarsi di fronte a Matt, e gli chiese di punto in bianco se "aveva avuto una storia in corso" con la ragazza scomparsa. Matt, che aveva gi spiegato profusamente quanto poco conoscesse Duana Zwolle, avendo parlato con lei non pi di due o tre volte, si sent offeso. "No, signor Cliffe."

"Figliolo, ti credo," afferm Cliffe, sorridendo e mostrando dei larghi denti bianchi lucidi di saliva, anche se gli occhi color zinco osservavano Matt con freddezza. "Ma parlamene lo stesso. E chiamami Jules."

La gente sa pi di quanto pensa di sapere. Matt iniziava ad apprezzarla in pieno, quell'osservazione.

Ogni volta che ricordava la sua conoscenza con Duana Zwolle - per quanto frammentaria e breve fosse stata - gli veniva in mente qualcosa di pi. (O se lo stava inventando? Immaginando?) Come la vittima di un trauma che torna sulla scena dell'incubo. Ci si vuole liberare dell'incubo, eppure se ne  attratti: affascinati. Matt vide che Jules Cliffe lo guardava con interesse. Da uomo a uomo.

"Era davvero un tipo strano, eh? Peccato che io non l'abbia conosciuta."

C'era una lieve enfasi sulla parola "io". Come a indicare che lui, Jules Cliffe, avrebbe saputo com'era meglio affrontare la misteriosa Duana Zwolle.

Matt aveva dato al suo spavaldo avvocato una copia del resoconto che aveva scritto per Phelan e Ricci. (I poliziotti non l'avevano mai commentato. Non gli avevano mai nemmeno detto grazie.) La brevit del resoconto sembrava inadeguata, forse sospetta. Verso la fine di giugno/primi di luglio 1997 mi sono recato in una piccola galleria di Weymouth, in Front Street. Per puro caso ho visto una mostra di scultura-collage (credo che si chiami cos) di un'artista locale il cui nome era nuovo per me. Mentre ero l, la proprietaria mi ha presentato all'artista - Duana Zwolle, che casualmente si trovava nella galleria. Possiamo aver parlato per qualche minuto. Probabilmente le ho detto che mi piacevano i collage. Non penso che sapesse che ero un fotografo, non vi ha accennato minimamente. Non abbiamo parlato a lungo. Era vero? In realt, Matt era andato alla Tomato Factory Gallery il 17 giugno (aveva controllato la data) con la precisa intenzione di vedere Un giardino di delizie terrene e ultraterrene della giovane artista Duana Zwolle; non era stato per caso.

(Nel giornale locale, una breve, fredda recensione aveva giudicato l'opera della Zwolle "oscura" e "deliberatamente nebulosa" ma "drammatica". Matt aveva voluto andare a vedere coi propri occhi.) Ma in effetti era andato alla mostra perch aveva incontrato la giovane artista esotica qualche settimana prima, alla Krell Associates. Perlomeno, credeva di aver incontrato la giovane artista; Krell non gli aveva detto il suo nome. Questo era stato l'incontro casuale: verso le sette di sera di un giorno feriale, in cui il resto del personale era andato a casa, Matt stava lasciando il suo ufficio quando aveva incontrato Sid Krell in compagnia di una sconosciuta, dai capelli scuri, che Sid stava facendo entrare per prima nel suo ufficio mentre Matt passava in corridoio. Matt aveva scorto, nel viso grinzoso del suo datore di lavoro, uno sguardo di furore represso. Maledizione! Visto con quella ragazza, quando aveva motivo di credere che nessun altro fosse nell'edificio. Krell aveva detto con disinvoltura, alla ragazza: "Questo  Matt McBride, 'socio' numero uno," in un modo tra l'affettuoso e il condiscendente. La ragazza aveva guardato Matt con un lieve sorriso, e non aveva detto niente. Per un attimo i loro occhi erano rimasti avvinti, in reciproca alleanza contro l'uomo pi vecchio; era puro istinto, un residuo adolescenziale; quella corrente sotterranea ribelle e sessuale dell'adolescenza. Noi siamo giovani, lui  vecchio:  uno sciocco! Era villano da parte di Krell non presentare la ragazza, ma quelle erano le maniere di Krell. Matt si era accorto che era molto bella anche se minuscola, e timida: occhi a mandorla, lineamenti delicati, scuri, sopracciglia severe e lunghi capelli scuri tagliati male simili a una criniera; indossava dei jeans sbiancati con la candeggina, sandali infradito, una tunica verde di mussola indiana; le dita erano macchiate di pittura e le unghie irregolari; alta non pi di un metro e sessanta, pesava forse poco pi di quaranta chili. Matt si era immaginato che la ragazza fosse uno degli artisti amici di Krell; soprattutto donne, che Krell si sentiva in dovere di "proteggere" per i propri fini. Matt si sarebbe fermato per stringere la mano della ragazza, ma era chiaro che Krell non voleva che l'incontro si prolungasse. "Lavori fino a tardi, eh, Mattie? Bravo!"

Matt aveva sorriso al suo datore di lavoro e alla misteriosa ragazza senza nome, e aveva lasciato l'edificio con un vago cenno della mano.

Era rimasto colpito dalla villania del vecchio. Era rimasto intrigato dalla ragazza senza nome.

Ora, nell'ufficio di Jules Cliffe, Matt si sent obbligato a citare quel primo incontro. Se lo si poteva chiamare un incontro. "Ho avuto l'impressione che Sid stesse offrendo a quella donna un incarico perch facesse un murale per uno degli ingressi dei suoi edifici. Lo sai, a Sid piace incoraggiare gli artisti locali..."

Cliffe rise come se Matt avesse detto una cosa spiritosa. "Esatto! Questo  il nostro Sid. Un filantropo."

Matt si chiese quanto ne sapesse Cliffe. Forse quei ricchi potenti vecchi bastardi si passavano le ragazze fra di loro? Se riuscivano a far s che le ragazze cooperassero.

Che sia Krell l'uomo? L'uomo che  responsabile? Perlomeno, lui potrebbe sapere che cos' successo a Duana.

Krell non avrebbe mai "sequestrato" nessuna donna, di persona. Ma era il tipo da assoldare qualcun altro per fare il lavoro al posto suo.

Matt stava pensando alla collezione di armi di Krell. Il revolver che gli aveva mostrato furtivamente, temerariamente, come un ragazzino che mostra a un altro un gioco proibito. Krell aveva accarezzato la canna, il liscio metallo azzurro-nero, spiegando che un'arma deve essere pulita spesso, con cura. Non ti preoccupare, Mattie, ho il permesso di tenerla. Di portarmela addosso. Matt ricordava un fremito sessuale nella voce roca dell'uomo pi anziano.

Cliffe stava dicendo, brusco: "Cosa c', Matt? Sembra che tu abbia visto un fantasma. A cosa stai pensando?"

Matt si sfreg gli occhi con forza. "Niente," disse, "non sto pensando a niente."

"Non pensare a niente  un buon trucco, come un'erezione. Devi solo cercare di mantenerla, per." Cliffe rise di cuore e senza allegria.

Matt era leggermente scioccato da quell'osservazione, dalla sua volgarit gratuita e dalla sua irrilevanza. Che cosa significava? Quel bastardo pensava che lui mentisse?

Esitando, Matt continu il suo resoconto di quanto brevi fossero stati gli incontri con Duana Zwolle, di quanto poco lui sapesse di lei. Sentiva la propria voce, di solito cos composta nel parlare coi clienti, e al telefono cos abilmente modulata, adesso tremolante per l'indecisione, il rimpianto, la colpa. Perch do l'impressione di essere un uomo colpevole? Non lo sono! Sapeva che Jules Cliffe non poteva credere sul serio che lui, Matt McBride, avesse avuto qualcosa a che fare con la scomparsa di Duana Zwolle, eppure poteva vedere che Cliffe iniziava a essere sconcertato dalla testimonianza di Matt. Un avvocato penalista avrebbe dovuto decifrare, dal resoconto di un cliente, non solo che cosa poteva essere vero e che cosa poteva essere falso ma anche cosa avrebbe potuto essere presentato in modo convincente come "vero"; e questa "verit" avrebbe potuto essere solo relativa, perch un'udienza davanti a un unico giudice sarebbe stata molto diversa da un processo davanti a una giuria. Matt stava riferendo l'incontro con Duana Zwolle nella galleria d'arte in modo rapido e poco coerente. Era vero che probabilmente le aveva detto che ammirava i suoi collage, perch Matt era il genere di persona che non poteva fare a meno di lodare gli altri come si loderebbero i propri bambini, per renderli felici, per farli sorridere - "Una grande opera! Davvero magnifica." In realt era rimasto scosso da Un giardino di delizie terrene e ultraterrene e non aveva saputo cosa dire alla ragazza che era apparsa silenziosamente accanto a lui nello spazio angusto, dal soffitto basso, della galleria. C'era un odore di muffa, di ragnatele; la vecchia fabbrica di inscatolamento aveva antiche fondamenta di pietra, e la cantina aveva sicuramente il pavimento in terra battuta. La Tomato Factory Gallery, aperta solo da pochi anni, era stata dipinta dai suoi proprietariartisti con colori brillanti e coraggiosi, giallo, blu, verde, rosso, per suggerire una semplicit e un'audacia infantili, e perch la galleria sperava di farsi un nome con la sua arte "sperimentale". Eppure quei collage di Duana Zwolle, di cui ciascuno misurava circa due metri per uno, in parte composti da oggetti tridimensionali, erano soverchianti nello spazio esiguo, e Matt McBride aveva avuto una reazione quasi viscerale. Nighthawk! Questo   Nighthawk in un'altra epoca della sua vita.

Non che l'artista "Duana Zwolle" - solo un nome, e un nome strano fino a quel momento per Matt - avesse plagiato alcune immagini di Nighthawk nelle istantanee e nelle vecchie fotografie che aveva usato nei collage. (S, Matt aveva controllato. Aveva passato quaranta minuti a esaminare le complesse, labirintiche superfici di Un giardino di delizie terrene e ultraterrene in cerca delle tracce di Nighthawk, o forse, pur sapendo che la ricerca era assurda, stava cercando la propria immagine nei visi in miniatura di quegli estranei?) E l accanto a lui, spuntata dal nulla, era apparsa la ragazza che aveva visto di sfuggita per la prima volta, o credeva di aver visto di sfuggita, con il suo datore di lavoro Sidney Krell in uno strano incontro; Matt, perplesso, davanti alle forme di cera plasmate con le mani e appese a frammenti di cielo di ceramica azzurra, non l'aveva sentita avvicinarsi, e si era accorto di lei solo quando aveva guardato di sfuggita di lato. Gli arrivava a malapena alla spalla. Era una bambina, senza fianchi e senza seno, e quella zazzera di capelli crespi, arruffati, con la loro lucentezza oleosa! Il suo primo impulso era stato di sorridere di scherno. Che cosa ne sai di arte? Tu!

Stava aspettando che lui parlasse? Stava zitta, ma era cos tirata che lui poteva sentire i suoi nervi tesi al massimo come le corde di uno strumento musicale che vibra leggermente prima di essere toccato. E quel lieve odore che proveniva da lei, da quei capelli, da quei vestiti informi, di qualcosa che sapeva di lievito e di selvatico e di ansia. Eppure, in un modo o nell'altro, lui aveva capito chi era lei. Prima che la proprietaria della galleria annunciasse, civettuola e invadente: "Eccola qui l'artista! Stia attento a quello che dice." A quel commento, Duana Zwolle era indietreggiata, si era voltata, ed era uscita velocemente dalla porta proprio mentre Matt cercava goffamente di attirare la sua attenzione per farla ritornare: "Senta... questa  una grande opera. Davvero magnifica. Dico sul serio. Non assomiglia a nient'altro che io abbia mai..." Le parole gli morirono sulle labbra, si sent un idiota.

Lui aveva voluto solo spezzare l'incantesimo dell'intensit di lei. Ma non voleva farla scappare.

(In mezzo ai collage aveva notato un viso come quello di Duana Zwolle, ripetuto una mezza dozzina di volte come altre facce, altre figure e immagini umane, erano ripetute in modelli asimmetrici simili a un sogno. Sarebbe venuto a sapere molto tempo dopo che quel viso non era in realt quello di Duana Zwolle ma quello della sorella gemella, Rue.)

Adesso Matt era da solo nella galleria dal pavimento inclinato, sconnesso, e il soffitto sgradevolmente basso. In quello spazio angusto i sei vividi collage di Un giardino di delizie terrene e ultraterrene incombevano su di lui come pensieri ossessivi; non poteva arretrare di un passo per allontanarsi a sufficienza e vedere com'erano strutturati. Troppi dettagli, che gli affollavano la testa. La proprietaria della galleria era tornata dicendo: " una donna misteriosa, la nostra 'Duana Zwolle'. Non ha detto pi di una dozzina di parole a me o al mio socio, giuro. Sembra che abbia sedici anni, vero? Ma non giovane. Lo sguardo, intendo. Ha notato i suoi occhi?"

La donna sembrava desiderosa di chiacchierare. Sola, in quella galleria che poche persone visitavano tranne nei fine settimana. E aveva riconosciuto Matt quando era entrato, come marito di Tess McBride.

Matt disse freddamente: "No. Non credo."

Ma questi dettagli non erano significativi nella sua testimonianza per Jules Cliffe, e Matt ci pass sopra velocemente. Decise di non dire niente delle varie volte in cui aveva visto, o di cui si era reso conto di aver visto - senza una parola, senza un cenno di saluto - Duana Zwolle a Weymouth o nei paraggi nelle settimane e nei mesi successivi; era naturale, in una cittadina cos piccola, che le persone si vedessero spesso, da vicino, senza parlarsi. (Forse, ripensandoci, era pi di una coincidenza? Un osservatore scettico, un investigatore della polizia, per esempio, l'avrebbe pensato. Ma non la stavo seguendo! Lo giuro.) Matt raccont a Cliffe con maggiori dettagli e pi emozione dell'unica volta che aveva accompagnato Duana Zwolle a casa a Lismore, mesi dopo l'incontro nella galleria; era il 25 ottobre 1997; affermando di aver ricavato la data dal diario della ragazza, gli investigatori di Weymouth insistevano che fosse stato il 25 ottobre, e Matt supponeva che fosse cos. Il pomeriggio era soleggiato e quasi caldo ma i campi di grano fuori citt erano spelacchiati e le foglie erano cambiate, e si ricordava di come il vento increspasse il fiume Weymouth mentre lui scendeva per quella lunga collina poco ripida che portava a Lismore, di come il fiume assomigliasse al tardo autunno. Il cuore trafitto, tutta quella bellezza. Anche se lui non se n'era lasciato commuovere di proposito.

Ricordava la ragazza accanto a lui, in automobile. Il profumo dei suoi capelli. Del suo corpo, dentro i vestiti. Strano che fosse stato sessualmente eccitato, se non la trovava attraente. Se l'aveva a mala pena guardata. Se non l'aveva voluta guardare.

Anche quella volta in cui il loro incontro era avvenuto in modo cos strano, Matt era stato colto di sorpresa. Era andato alla biblioteca pubblica di Weymouth in Main Street, e quando era uscito c'era una figura, che in un primo momento aveva creduto fosse una liceale, che lo avvicinava come per chiedergli l'elemosina. In quel modo in cui la gente timida pu essere aggressiva. All'improvviso, l di fronte a lui. In una macchia di chiara luce di un sole autunnale che faceva luccicare i suoi capelli oleosi e coloriva la sua pelle pallida, olivastra. "Mi scusi?..." Aveva parlato cos piano che Matt non era sicuro di aver sentito. Portava una sacca da viaggio di tela molto sporca buttata sulla spalla e lei sembrava tutta in disordine, scompigliata dal vento. Indossava un informe maglione scuro che le arrivava ai fianchi e dei pantaloni di velluto a coste marrone stinti e scarpe da corsa macchiate. I capelli erano pi lunghi e pi arruffati di quanto lui ricordasse e c'era una vitalit ansiosa in lei, una fame primitiva, infantile, nei suoi occhi, e ancor prima che lei parlasse lui si era corazzato. No, senti. Non posso. Sarebbe potuto accadere, ma non si pu. Non sono io quello. Non ora. Lasciami in pace! Per Matt era troppo educato per far finta di non averla vista, e di non averla udita. I loro occhi s'incrociarono, lui non poteva scappare. Lei parlava velocemente, in modo quasi inudibile, raccontandogli una storia in cui diceva che aveva bisogno di un passaggio a casa, a Lismore, e che doveva tornare entro un'ora e non aveva nessun mezzo - la sua bicicletta si era rotta. La sua bicicletta! Be', Matt doveva prenderlo per buono. Immaginava che fosse vero, in un certo senso. Ma perch io? Perch rivolgersi a me? Le chiavi della macchina le aveva gi in mano, la macchina era parcheggiata a meno di dieci metri di distanza.

Perci aveva detto che, certo, naturalmente le avrebbe dato un passaggio a casa. Non immaginando mai quale errore sarebbe stato. Ma come faceva a immaginarlo? Che quella strana donna sola lo amava, lo desiderava?

(E qualcuno li aveva visti? Un testimone sospettoso dalla vista acuta che aveva parlato con la polizia? Duana Zwolle che saliva nell'auto di Matt McBride assieme a lui, i due da soli insieme nel tardo pomeriggio del 25 ottobre 1997? Incontrandosi in Main Street sotto gli occhi di tutti, un uomo sposato e una donna non sposata "artistoide" gi in rapporti cos intimi da non aver bisogno di rispettare le formalit sociali dei saluti, delle strette di mano?)

Una volta che furono nell'automobile di Matt, uno splendido nuovo modello dell'Acura con sedili anatomici, cruscotto di tek e una morbida tappezzeria beige pallido, una volta che furono soli insieme, a distanza cos ravvicinata, Matt aveva iniziato a innervosirsi. Aveva iniziato a parlare, troppo. Perch quello era il nuovo stile di Matt McBride: nascondere il silenzio dentro le parole. Pi lui e Tess si parlavano, ridevano e scherzavano come una coppia innamorata, solo un po' competitiva, pi lui riusciva a nascondere il suo silenzio, e a salvaguardarlo. E pensare che era diventato uno dei venditori di maggior successo della Krell Associates perch sapeva parlare, sapeva parlare e sapeva affascinare . E cos in presenza di quella strana, conturbante giovane donna - di quella ragazza - che lui non voleva riconoscere come l'artista dei collage di Un giardino di delizie terrene e ultraterrene su cui rimuginava da mesi, ma che, resistendo alla tentazione, non era tornato a rivedere nella galleria. Perch Duana Zwolle era dotata, aveva talento. Nighthawk si riconosceva in lei, erano affini. Cos parlava nervosamente, sulla strada per Lismore quel pomeriggio di ottobre, e forse non prestava molta attenzione a quello che diceva, difendendosi dall'intensit di Duana Zwolle, da quella franca, primitiva, muta fame nello sguardo di lei che sembrava esprimere: Siamo simili, siamo predestinati, tu e io. E tu lo sai. Duana Zwolle sedeva in silenzio. Era chiaro che era tesa, impacciata; fisicamente a disagio. A differenza delle donne ciarliere, socialmente padrone di s di Weymouth, e delle colleghe di Matt alla Krell Associates, che erano aggressive e loquaci quanto gli uomini. A differenza delle donne con cui Matt McBride era intimo. All'inizio del tragitto lo aveva guardato timidamente, dicendo sottovoce: "Grazie.  stato molto gentile." E dopo, mentre si stavano avvicinando a Lismore, Duana Zwolle aveva sussurrato che ammirava le sue fotografie - "L'opera che fa come Nighthawk." Matt la guard sorpreso. "Lei sa chi sono? Be'." Era commosso. Era contento. Era eccitato. Con la voglia di chiedere: Da quanto tempo mi conosce, da quanto tempo sa di me?

Sembrava che Duana Zwolle volesse aggiungere qualcosa, ma non lo fece.

N Matt pot risolversi a fare quella domanda, o qualche altra, su cosa pensasse la giovane artista delle sue fotografie.

Perch eccolo l, intento a guidare la sua nuova costosa automobile di gran classe. Lui era Mathias McBride: marito e padre e agente immobiliare di successo in un campo notoriamente competitivo. Il cuore gli batteva pi rapidamente di quanto battesse quando era in procinto di chiudere un affare da milioni di dollari, o in procinto di fare l'amore con qualsiasi donna. Forse era contrariato per questo, per la sua stessa eccitazione. Com'era diventato simile a un sogno non desiderato quel pomeriggio, un'improvvisa gita in macchina attraverso una campagna collinosa, autunnale; attraverso un paesaggio di campi mietuti, file di steli di grano secchi, di boschi sparsi qua e l. Da solo insieme a una donna, qualsiasi donna, cosa poteva succedere? Non lo voglio! Non me lo sono cercato.

Aveva gi avuto la sua vita avventurosa, fatta di vagabondaggi, di incontri fortuiti, di storie d'amore che s'infiammavano all'improvviso come fiammiferi sfregati e che si spegnevano altrettanto all'improvviso, quand'era pi giovane; all'Ovest e in Alaska soprattutto, aveva condotto una vita sregolata, autodistruttiva, bevendo, assumendo droghe, anfetamine; aveva rischiato di farsi male, di farsi arrestare, persino di morire. Com'ero felice! Gli sarebbe piaciuto spiegarlo a Duana Zwolle perch sapeva che lei avrebbe capito, mentre non avrebbe neppure desiderato che Tess capisse, anche se Tess fosse stata capace di tale comprensione. Gli sarebbe piaciuto spiegare Nighthawk a Duana Zwolle. Ma no! Non una parola. E se la tocchi, McBride, non sarai pi capace di ritrarre la mano.

Cos Matt, mortificato, non disse nient'altro. E Duana Zwolle, seduta rigidamente accanto a lui, guardando dritto davanti a s, non disse nient'altro nemmeno lei.

Esattamente come aveva detto agli investigatori, e stava ora dicendo a Jules Cliffe, aveva accompagnato la giovane artista a casa nella vecchia fabbrica rozzamente ristrutturata sul fiume, a Lismore; aveva guidato per circa mezzo chilometro lungo la dissestata, ghiaiosa Mill Row, e l'aveva fatta scendere alla fine della strada, dove, gli aveva detto, aveva preso in affitto un "appartamento-loft" al secondo piano. Matt aveva avuto solo una vaga impressione dell'edificio: un negozio di ceramiche, un antiquario, un negozio di lane. Nel complesso, il luogo sembrava vuoto. I cartelli VENDESI e AFFITTASI bene in vista, con il nome di un agente immobiliare di Weymouth, un concorrente della Krell Associates. Non ricordo nessuna conversazione significativa fra noi. Non mi ha invitato a entrare, e non avrei accettato l'invito se l'avesse fatto. Non l'ho pi vista dopo quella volta. Non avrebbe accennato di aver distrattamente notato la sua automobile, una Volvo che sembrava in cattivo stato, parcheggiata in un posteggio di ghiaia infestato dalle erbacce; n di non averla voluta guardare di proposito mentre si affrettava sulla scala esterna, con la sacca da viaggio di tela buttata sulla spalla, sapendo che a sua volta lei non avrebbe ricambiato il suo sguardo. Aveva ferito il suo orgoglio di donna, forse in modo pi crudele di quanto avesse ferito il suo orgoglio di collega-artista.

L'hai rinnegata. Tu, bastardo presuntuoso.

N avrebbe menzionato a Jules Cliffe, sebbene il ricordo visivo gli stesse riaffiorando proprio adesso, di quanto lo avesse colpito il posto solitario, appena sbozzato in cui viveva Duana Zwolle. Un campo incolto al di l dell'edificio di pietra rovinato dalle intemperie e, ancora oltre, un fitto bosco di pini e di alberi decidui; la strada senza uscita di Mill Row, in un pantano di fango solcato profondamente e di ghiaia sparpagliata. Complessivamente Mill Row era lunga circa un chilometro, e non era una vera strada; una volta era stata una strada di servizio che univa vari edifici commerciali alla pi ampia strada maestra. L'argine lungo Mill Row era un pendio ripido, roccioso, cosparso di detriti, anche se la vista del fiume era "pittoresca". Matt aveva cercato di catturare l'atmosfera dello scenario nelle sue fotografie, e credeva di esserci riuscito, in una certa misura. (Non aveva ancora parlato delle fotografie a Jules Cliffe. Francamente, non era sicuro di saperle spiegare, non solo perch le aveva fatte in un momento cos difficile della sua vita, ma non era sicuro di riuscire a rendere plausibili le sue ragioni a Cliffe.) Quel pomeriggio, gli era capitato di notare diversi uomini che pescavano dall'argine, due o tre sembravano neri, e c'era un bianco, anche se probabilmente il bianco non stava pescando, stava solo accovacciato sull'argine a guardare il fiume. Tornando sulla strada maestra, Matt era passato davanti a quegli uomini una seconda volta, e mentre gli passava davanti, l'uomo bianco si era girato a guardarlo fisso da sotto la visiera di un berretto giallo di pelle. Lo conosco? Ma dove l'ho conosciuto? Era stato solo un pensiero fugace. L'Acura ben messa a punto stava sobbalzando sulla strada piena di buche, e lui doveva prestare attenzione alla guida. Ma si allontan con l'impressione di un viso stranamente etereo, un viso pallidissimo, in parte nascosto dal berretto giallo di pelle e dai capelli argentei scarmigliati, sottili come quelli di una donna, che gli scendevano fino alle spalle; l'uomo aveva una barbetta sottile mossa dal vento ma non i baffi, cos la barba sembrava fluttuare da sotto il mento, e a Matt sembrava di sapere che era un mento sfuggente. L'uomo, probabilmente dell'et di Matt, era di media statura. Uno strano personaggio, in tuta da lavoro con la pettorina e con una sciarpa rossa sporca annodata alla gola, che a Matt ricordava quei tipi che si potevano vedere all'interno dei Pine Barrens, quei nativi della regione soprannominati "pinoli". Ma probabilmente  un artista. Che ostenta l'aspetto di un pinolo. Matt si chiese se Duana Zwolle conoscesse quel tizio, se vivesse anche lui nella vecchia fabbrica e avesse uno studio l e se fosse un insopportabile imitatore di Cristo, come suggeriva il suo aspetto. Un'ondata di ripugnanza maschile assal Matt ma svan immediatamente, e dimentic subito quel personaggio, nel suo rimuginare su Duana Zwolle.

Non avrebbe detto a Tess di quell'incontro. N l'avrebbe detto alla sua amante Abigail.



Cliffe disse aspro: "Ma non sei salito con lei, vero? N quella volta n nessun'altra."

Matt esit. Certo che no, era questo il punto della sua lunga testimonianza, ma le parole, il diniego irato, gli restavano conficcati in gola. Cliffe lo stava fissando, picchiettando impazientemente una penna contro la scrivania di vetro.

Matt disse: "No. Ma la polizia, o qualcun altro, dice di s. Che avevamo una storia d'amore. Sembra che sia scritto nel suo diario. Io-"

Cliffe lo interruppe. "Lascia perdere quel dannato diario. Ne verr in possesso, se esiste.  solo la versione della ragazza, in ogni caso. Ci vorranno delle conferme perch la cosa stia in piedi, sappiamo che le femmine malate d'amore si fanno delle fantasie." Rise con asprezza, e di nuovo senza allegria. "Te lo chiedo da uomo a uomo, e ricordati che abbiamo un rapporto privilegiato avvocato-cliente, qualsiasi tuo segreto  assolutamente al sicuro con me: non sei mai andato a letto con questa Duana Zwolle, non le hai mai fatto delle avances sessuali, non sei mai stato 'intimo' con lei? Vero?"

Matt, sfregandosi gli occhi, stava vedendo di nuovo, all'improvviso, vividamente, lo sguardo di desiderio e di richiamo sessuale sul viso di Duana Zwolle quando lo aveva avvicinato davanti alla biblioteca; quando lo aveva guardato timidamente dicendogli che ammirava le sue fotografie; il modo rigido, ferito, in cui si era allontanata dall'automobile, la sacca da viaggio di tela buttata sulla spalla, per salire i gradini esterni che portavano al suo loft. Il fatto che quei gradini fossero di legno, traballanti e marciti dalla pioggia accresceva l'umiliazione di Duana Zwolle. Non si era mai chiesto, fino a quel momento, quanto doveva esserle costato, a una persona timida, un individuo orgoglioso e integro come lei, aver rischiato cos tanto. Improvvisamente fu preso dal disgusto di se stesso, una specie di nausea. "Senti, sono responsabile di quello che  accaduto a Duana Zwolle. Anche se non ho avuto nulla a che fare con tutto ci, ho permesso che accadesse, maledizione, non l'ho aiutata quando aveva bisogno. E adesso..."

Jules Cliffe fece un grugnito di derisione. La sua chiosa fu rapida e and diritta al sodo: "Stronzate, amico mio. Stron-za-te."

Butt in malo modo la sua costosa penna stilografica nera sulla scrivania. Era la fine del colloquio di quel giorno.



21

NIGHTHAWK. Posso rubare, sono un maestro del furto. Posso depredare le vite degli altri. Ma sono anche uno che ama. Era quello il potere che Nighthawk esercitava, con la bella macchina fotografica nelle sue mani che non tremavano mai, mentre le mani di Matt McBride potevano tremare.

Ma Nighthawk non aveva mai fotografato Duana Zwolle, e quell'omissione bruciava. Era come avere il cuore in fiamme. Nella sua automobile, quel pomeriggio di ottobre, avrebbe potuto deviare dalla strada maestra e fermarsi in un viottolo di campagna - uno di quei viottoli che portano in un campo di contadini - , avrebbe potuto incorniciare gentilmente nelle sue mani il viso delicato, speranzoso di lei, avrebbe potuto spiegarle: S posso amarti, Duana, ma non adesso. Non in questo momento della mia vita. Ma un giorno o l'altro. E lei avrebbe capito. Lui lo sapeva. Gli occhi profondamente incavati di lei che erano intelligenti e non accusatori. Saremo amici, allora? Ti prego. Sono cos sola. Lei avrebbe parlato senza sotterfugi. Avrebbe aperto il suo cuore. E Matt avrebbe detto subito: S. Saremo amici.

Ma quelle parole non erano state dette. Non aveva fermato la macchina in un viottolo di campagna, non le aveva incorniciato il viso nelle sue mani, non le aveva aperto il suo cuore, n lei a lui. Niente di tutto questo era accaduto. E lui non aveva nessuna immagine privata di lei, che gli sorrideva, da contrapporre all'immagine pubblica, a quella tragica della ragazza scomparsa dei media e dei manifesti in cui si offriva una RICOMPENSA DI 50.000 DOLLARI.

"Ci dica esattamente, signor McBride, Nighthawk. Perch ha fatto due dozzine di foto dell'abitazione di Duana Zwolle a Lismore e nella zona circostante?"

Matt rimase a lungo in silenzio, con la testa fra le mani. Si poteva sentire il suo respiro. Quella mattina si era sbarbato in fretta e sbadatamente, e un taglietto sulla guancia continuava a riempirsi e a inumidirsi di sangue. Eppure si era presentato spontaneamente, col suo costoso avvocato, per un colloquio alla centrale di polizia di Weymouth per aiutare gli investigatori nell'indagine sulla scomparsa di Duana Zwolle.

Erano passati ventotto giorni da quando era sparita. Nel suo stato di turbamento Matt si chiese se potesse significare qualcosa: ventotto. Dato che era sparita il 28 dicembre.

Pi giorni passano dalla sua scomparsa, pi  improbabile che venga ritrovata.

Nauseato dal senso di colpa, Matt era seduto a un tavolo rettangolare di una "stanza-colloqui" senza finestre della centrale. Fissando l'involucro aperto con le stampe lucide, le stampe di Nighthawk, sparse sul tavolo davanti a lui come prova incriminante. C'era anche la foto incorniciata che gli investigatori avevano preso nel suo ufficio alla Krell Associates. Cerc di concentrarsi sulla domanda che gli aveva fatto Phelan. Lo distraeva vedere Jules Cliffe esaminare le foto, guardandole con attenzione una alla volta, con la fronte molto aggrottata. Perch? Perch erano state fatte quelle foto? Perch Nighthawk aveva bisogno di farle. Matt disse sommessamente: "Non sono sicuro."

L'investigatore pi giovane, Ricci, per cui sembrava un punto d'onore fissare il taglietto sanguinante sulla guancia di Matt, chiese gelido: "E perch proprio in quel momento? Lei sostiene che  stato due settimane dopo che Duana Zwolle era scomparsa."

Matt disse: "Anche questo non lo so. Un giorno avevo la mia macchina fotografica, stavo guidando lungo il fiume, mi sono trovato a... Lismore." Esit per far notare agli investigatori che era ovvio che aveva fatto le foto dopo che Duana Zwolle era sparita, perch si vedevano le persiane chiuse della finestra sul davanti. Non voleva dare l'impressione di difendersi strenuamente, come un uomo colpevole.

Anche gli investigatori dovevano aver notato le persiane. Il tempo delle foto non poteva essere una questione seria.

Phelan stava chiedendo, con crudele cortesia: "E allora perch ha cercato di nasconderle, signor McBride? Tra i suoi schedari del fisco?"

Perch io sono uno stupido, e tu sei un figlio di puttana. Ho commesso un errore.

Jules Cliffe intervenne, com'era intervenuto varie volte in precedenza, e l'interrogatorio fu sviato prima che Matt potesse rispondere. Matt si sarebbe dovuto chiedere non perch avesse nascosto le stampe, ma perch non le avesse nascoste in un posto migliore.

Strano: Tess non aveva chiesto a Matt delle foto di Lismore. Sapeva che la polizia le aveva requisite perch glielo aveva raccontato lui; ma le aveva raccontato solo lo stretto necessario. Lei aveva detto che gli credeva che non ci fosse stato niente fra lui e Duana Zwolle. (Ci credeva davvero? Quel che era sicuro  che Tess voleva crederci.) Era Nighthawk che metteva a disagio Tess. Nighthawk, l'altra vita di Matt, quella notturna. Una vita che non aveva nulla a che vedere con lei. Tess dichiarava di ammirare le foto, o diceva di ammirarle; ma perch - Tess chiedeva a Matt - i soggetti di quelle foto erano sempre delle persone cos "brutte"? Sempre dei "perdenti"? "Non  che nel New Jersey manchino delle persone anche molto attraenti," scherzava Tess.

Non tollerava Nighthawk. Quello non era suo marito.

Jules Cliffe e gli investigatori di Weymouth erano in disaccordo sull'impiego dei termini "nascondere" e "nascosto". Cliffe ne contestava l'uso agli investigatori nel loro interrogatorio, e gli investigatori lo difendevano. Matt not che, in presenza dell'avvocato, i suoi vecchi amici Phelan e Ricci erano uomini diversi, sminuiti. Gli abiti dozzinali, il taglio dei capelli, il loro aspetto complessivo. Si schiarivano la gola pi spesso, s'impappinavano sulle parole. La loro grammatica era incerta. Erano come abili pugili relegati in una gabbia: non potevano colpire con le loro combinazioni ben assestate, letali, non potevano usare il loro fantasioso gioco di gambe. Erano impacciati, e avevano l'aspetto dei poveri sbirri del Jersey. Covavano risentimento nei confronti di Cliffe, che conoscevano di fama, e lo disprezzavano. Era vero, sembrava che Cliffe sprigionasse energia. Erano le dieci e quarantacinque di mattina di un giorno feriale a Weymouth, e Cliffe indossava un abito da un migliaio di dollari, fatto su misura, che gli stava a pennello. La cravatta era di seta italiana, la camicia era magnifica, con dei gemelli d'oro col monogramma. I capelli bianchi scolpiti, i modi da aristocratico bostoniano. Cliffe era un cane di razza compiaciuto di se stesso e dell'ammirazione degli altri, al cui confronto gli investigatori del Jersey erano dei poveri cani bastardi. Un bastardo pu essere addestrato e coraggioso e furbo come il diavolo, ma rimane sempre un bastardo e lo sa. Matt provava compassione per Phelan e Ricci. Ma era felicissimo che Cliffe stesse dalla sua parte.

Cliffe stava parlando speditamente, rivolgendosi al registratore sul tavolo come se Phelan e Ricci fossero dei semplici tirapiedi che l'avevano acceso. Anche se Cliffe probabilmente stava improvvisando, dalle sue labbra usc un discorso notevole, come se fosse stato preparato: "Il mio cliente, Mathias McBride, il cui nome professionale  'Nighthawk',  un fotografo famoso e molto stimato la cui opera  apparsa nelle pubblicazioni del New Jersey nel corso degli ultimi sei anni. Come 'Nighthawk', il signor McBride ha una fama di integrit artistica. Non  un fotografo commerciale o un fotoreporter. Un fotografo serio segue la sua visione come fa un artista. Se Mathias McBride vuole fare delle fotografie di Lismore,  un suo diritto. Molti fotografi, molte troupe televisive e altri ancora sono stati a Lismore. Lo sapete. La polizia di Weymouth non ha alcun fondamento per tormentare Mathias McBride. Non avete prove che lo colleghino alla scomparsa di Duana Zwolle e non avete motivi per coinvolgerlo ulteriormente nella vostra indagine. A proposito, quando ricever una copia del diario della giovane donna? La mia pazienza, signori,  stata messa duramente alla prova."

Il colloquio era finito. Le fotografie, i dischetti del computer, le lettere e gli altri articoli sparsi di Matt Nighthawk presi durante la perquisizione della polizia gli furono restituiti da un impiegato. Ogni voce etichettata McBride.

Matt sent una pugnalata di vergogna. Com'era sordido tutto ci, senza che fosse emersa una sola "prova".



22

NOME SCONOSCIUTO. Una feroce visione infuocata gli aveva rivelato all'improvviso: Devi tornare, i tuoi nemici noteranno l'assenza di NOME SCONOSCIUTO se stai via ancora a lungo. Anche se aveva ripreso il lavoro come saldatore faticando venti ore alla settimana in un'officina meccanica a Newark. In cui era Joseph Gavin, e veniva pagato con un assegno settimanale con le detrazioni per le tasse e la previdenza sociale a cui nessun americano pu sfuggire. Avendo bisogno di soldi per nutrire il se stesso che la societ capitalista avrebbe lasciato morire di fame come un cane se non si fosse venduto all'industria.

Perch l'Arte & la Bellezza non hanno nessun valore sul mercato. Era una sgradevole verit che NOME SCONOSCIUTO aveva imparato fin da quando aveva diciannove anni; non gli suscitava pi n sorpresa n amarezza.



Guidando quindi verso Weymouth per la prima volta dal giorno in cui era successo: il 28 dicembre.

Quel ricco paese che lui detestava, perch vi si adoravano le cose materiali. Una falsa bellezza che si beffava di quella vera.

Eppure sorrideva con eccitazione infantile nel vedere tutti quei manifesti nelle vetrine dei negozi. Come urla di dolore, di allarme, di paura.



50.000 DOLLARI DI RICOMPENSA 
PER DUANA ZWOLLE 
VISTA L'ULTIMA VOLTA IL 28 DICEMBRE

NOME SCONOSCIUTO abbass rapido la testa sorridendo perch dubitava che gli avrebbero dato la ricompensa di 50.000 dollari se li avesse portati dalla ragazza scomparsa nei lontani Pine Barrens innevati. Era stata una sepoltura nella neve. La terra era troppo gelata per scavare. Dopo il primo disgelo, lui sarebbe potuto tornare. Oppure no. Un corpo morto non vendica le offese.

C'erano solo due gallerie a Weymouth in cui NOME SCONOSCIUTO era stato accolto decentemente come un collega artista. E persino in quelle aveva motivo di credere che i proprietari sorridessero di lui dietro le sue spalle. Oggi aveva solo un'unica nuova scultura di legno da consegnare, uno scoiattolo con un pennacchio di coda sollevata. Era l'unico genere di opera di NOME SCONOSCIUTO che i proprietari delle gallerie avrebbero esposto. Non avevano mai proposto una mostra per l'opera pi importante di NOME SCONOSCIUTO. Per stava attento a non far trapelare che era ferito & offeso. Sorrideva soltanto, come Ges avrebbe sorriso in presenza dei suoi nemici & schernitori. O voi di poca fede, state attenti! Dicendo che s, lo capiva, le sculture a grandezza naturale del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno non erano per tutti i gusti. Anche se oggi sembrava che neppure la sua scultura di animali fosse ben accetta in entrambe le gallerie. Alla Jameson Gallery, in Main Street, la scultura fu respinta perch non  il nostro genere, ci dispiace; & alla Tomato Factory Gallery la proprietaria femmina spieg, aspirando rumorosamente col naso, che non poteva prenderla perch non c'era spazio. E anche perch gli affari erano scarsi dopo le vacanze. NOME SCONOSCIUTO nascose le mani che gli tremavano. Le sue dita forti, come l'acciaio. Le sue dita che desideravano ardentemente la bella sensazione del fil di ferro. Un cappio di fil di ferro.

Eppure nascose di essere ferito & offeso. Sbirciava sorridendo lo stesso spazio in cui l'estate precedente si era nauseato nello scoprire i brutti collage di DZ sfacciatamente in mostra. Un giardino di delizie terrene e ultraterrene: persino il titolo aveva rubato a NOME SCONOSCIUTO.

Cos era giusto & decretato, che NOME SCONOSCIUTO rubasse alla femmina a sua volta. NOME SCONOSCIUTO aveva desiderato appropriarsi dei suoi occhi, cos belli. Ma era una visione che non si sarebbe realizzata. Gli scintillanti occhi gelatinosi aveva cercato di inserirli nelle orbite di cera di un angelo femmina, ma aveva visto l'inutilit del tentativo. Perch gli occhi umani sarebbero marciti. Per tali effetti le biglie di vetro sono superiori.

Le corde vocali di MM e i tendini delle gambe di LR & di VJ: aveva cercato di usare anche quelli ma aveva presto rinunciato. Era stata una sconfitta.

Questa femmina coi capelli tinti color ottone che si credeva un'artista non chiese a NOME SCONOSCIUTO dov'era stato in quelle cinque settimane. Non sembrava aver sentito la mancanza di NOME SCONOSCIUTO. E adesso il suo vago sorriso forzato mentre cercava di essere educata, ma chiaramente aspettando che lui se ne andasse. & se ritorner far terra bruciata di questo posto.

Suon il telefono. Lei desiderava che lui se ne andasse. Lui indugi per ascoltare.

La femmina stava dicendo con una risata di stanchezza: Dopo Duana sono distrutta. Mi sveglio una dozzina di volte ogni notte. Guardo questa roba sulle pareti compresi i miei stessi quadri e penso: Che diavolo? Ci proviamo con tanta fatica, e perch? Per che cosa? Per salvarci l'anima?

NOME SCONOSCIUTO si dilegu silenziosamente. Tenendo la sua scultura di legno sotto il braccio come se fosse una creatura viva.



Soltanto con VJ, la brutta ragazza nera dalla faccia feroce, nella cava di Catonsville, Maryland, dove non sarebbe mai stata trovata & i suoi vestiti puzzolenti di sudore bruciati con la benzina, NOME SCONOSCIUTO era stato tentato di andare a cercare i poliziotti per parlare con loro, & questo solo allo scopo di metterli alla prova. (VJ era un'atleta olimpionica di corsa nella succursale dello State College, & la sua foto appariva anche troppe volte sui giornali.) & adesso a Weymouth lo aveva sopraffatto uno strano bisogno di ridere in faccia ai poliziotti. Passando con grande prudenza davanti all'edificio del DIPARTIMENTO DI POLIZIA DELLA CONTEA, WEYMOUTH. Con lo sguardo fisso e attento. Chiedendosi se non fosse naturale che lui, un amico della ragazza scomparsa e un collega artista, s'informasse dell'indagine. Perch gli investigatori erano andati nella sua roulotte a Clinton Falls per interrogarlo. E non si erano fatti pi sentire. Nella tasca della giacca aveva i loro biglietti da visita: Investigatore Michael Phelan, Investigatore Arturo Ricci. Gli avevano chiesto di telefonare se aveva ulteriori informazioni su DZ, ma lui non lo aveva fatto. (Al suo posto, & seguendo le sue istruzioni, aveva telefonato la donna Brough. Ma loro questo non lo sapevano.) Pensando adesso: Ma sarebbe naturale, no?

Nel suo pickup Ford arrugginito passando davanti all'edificio municipale a trenta chilometri all'ora. Aggrottando le sopracciglia e guardando con grande concentrazione. Se era destino che entrasse in quell'edificio avrebbe ricevuto un segno. Fece inversione di marcia, & pass davanti una seconda volta. Il cuore cominci a battere pi forte. S? No? S? No? No. Emise un profondo respiro. Non era destino che andasse a cercare la polizia di Weymouth, quegli investigatori coi loro piccoli occhi sospettosi, perlomeno non questa volta.

Invece, si diresse a Lismore.



Oh, Joseph Gavin. Ci-ao.

Ma la voce della donna, di solito cos effervescente & insinuante, era spenta. N i suoi occhi indugiarono carezzevoli su di lui, sui suoi capelli sottili sulle spalle che lei una volta aveva lodato, sulla sua barba & sul suo corpo, come in passato. Oriana, i capelli tirati indietro dal viso come con un rastrello, teneva un fazzoletto di carta gualcita sul naso le cui narici erano infiammate per un forte raffreddore. Sorpreso, vide che Oriana era pi vecchia di quanto ricordasse. Sent una fitta di euforia per il fatto che NOME SCONOSCIUTO avesse un tale potere su quelle femmine. Perch Oriana era l'amica di DZ che era stata intervistata su di lei pi spesso alla TV, pi ancora dei membri della famiglia Z. Alla TV, la voce di Oriana era forte & sicura & gli occhi con un teatrale contorno nero risplendevano di una fanatica certezza. Certo che credo che la mia cara amica Duana sia viva! Mi rifiuto di perdere la speranza! Ma quello avveniva nei primi giorni delle ricerche.

Da quando si era trasferito nel New Jersey centrale, NOME SCONOSCIUTO era andato spesso a Lismore a trovare Oriana nella sua galleria-studio, che si chiamava, semplicemente, ORIANA. Questo accadeva prima di venire a sapere di DZ & di conoscere che cosa bisognava fare di lei. Perch fra i molti artisti della zona, era Oriana che conosceva tutti & accoglieva tutti. Era lei che organizzava il Festival d'Arte di Lismore & la Fiera dell'Arte sul Lungofiume. Lei che era una figlia spirituale degli anni sessanta, come si vantava di essere. Di dove fosse effettivamente Oriana, si raccontavano molte storie. NOME SCONOSCIUTO considerava la donna una bugiarda e non provava interesse per le sue lusinghe & le sue finzioni, come non era interessato ai suoi occhi lascivi che gli carezzavano le membra. Gli occhi di lei erano verde-terra e i capelli di un biondo bianco ossigenato, secchi come la paglia. Li aveva toccati una volta, nel benedirla; & aveva fatto tutto quello che poteva per resistere alla tentazione di ritirare la mano per repulsione. Perch c'erano una sfrontatezza & una derisione in Oriana di cui nessun uomo si poteva fidare; & di cui nessun artista si poteva fidare; anche se NOME SCONOSCIUTO nascondeva la sua antipatia, perch spesso la donna l'avrebbe nutrito come nutriva gli altri se sembrava affamato & bisognoso. La sua minestra pi deliziosa era una densa, ricca minestra di lenticchie che rimaneva a bollire sul fuoco per ore.

Oriana viveva da sola a Lismore, 700 abitanti, in una stalla trasformata in una piccola abitazione che serviva anche da studio e da galleria, aperta ai clienti in determinate ore. Il vecchio edificio con la struttura di legno e stucco era stato dipinto da Oriana - come lei si vantava - in un verde-mela brillante con un bordo rosso. Persino d'inverno, nelle aiuole che delimitavano il vialetto d'accesso, c'erano vivide cime color crema e porpora di cavoli fioriti. NOME SCONOSCIUTO parcheggi il suo pickup Ford accostando al cordolo del marciapiede & con gli occhi bassi entr bussando alla porta di Oriana, facendo risuonare un campanello. Perch avrebbero condiviso il dolore per la mancanza di DZ in quelle settimane.

Cos, sfiorando con lo sguardo NOME SCONOSCIUTO, Oriana sussurr il suo saluto spento. Lui non sent il benvenuto nella voce di lei come si sarebbe aspettato. Pur disprezzandola, pensava che lei lo ammirasse & lo concupisse. Per non c'era nessun guizzo nei suoi occhi. Nessun delizioso odore di minestra saporita a bollire sulla grande cucina di ferro sul retro. Ah, Joseph.  un po' che non ci si vede. Soffiandosi con forza il naso, i suoi occhi verde-fango indifferenti su di lui. C'era un'altra persona, un'altra femmina, in fondo al negozio, seduta sul bordo di un banco da lavoro. NOME SCONOSCIUTO prov una fitta di disgusto per quelle femmine che istintivamente sapeva che erano lesbiche, & non naturali.

A lungo si era chiesto se DZ fosse della loro stessa specie.

Un altro motivo per punire DZ & per toglierle il dono artistico di cui non era stata degna.

Forse era stato un errore venire qui, & anche venire a Lismore? Forse Oriana non aveva sentito la sua mancanza? E vedendolo adesso, si sarebbe insospettita? Non avrebbe desiderato uccidere anche questa femmina. Non ci aveva proprio mai pensato. Dicendo rapido, tirandosi la barba:  stato il brutto tempo, Oriana. Il ghiaccio mi ha tenuto lontano. E il mio pickup si  rotto. E sto lavorando di nuovo a Newark. Oriana sembrava a malapena ascoltarlo mentre una volta lei, e DZ, se fosse stata presente, avrebbero simpatizzato con lui; un collega artista costretto a vendersi sul mercato. Sulle pareti della galleria di Oriana c'erano grandi quadri rettangolari di carnosi nudi femminili dentro a dei giardini fra bulbosi frutti & vegetali con la consistenza della carne anch'essi, un'arte oscena offensiva per la purezza di NOME SCONOSCIUTO. Anche se lui, generoso di cuore come sempre, non lasciava trasparire la sua repulsione.

Strano che Oriana avesse cos poco da dirgli. Aspettando chiaramente che lui se ne andasse. Timidamente lui accenn alla figura pi recente che stava prendendo forma sotto le sue dita: sarebbe stata la sesta nella serie del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Complessivamente ci sarebbero state nove di quelle figure. In onore della nostra amica che  scomparsa. Anche se l'ho iniziata l'estate scorsa. Vide che Oriana rabbrivid a quelle parole. Lui parl con pi gentilezza, per nascondere la rabbia crescente. Non ci sono notizie di lei, Oriana? Nessuna speranza? Oriana si soffi il naso infiammato & alz le spalle. Indossava un maglione nero, sporco e sformato, & dei jeans sudici troppo stretti per le sue natiche. Il suo sguardo vag verso il retro dello spazio ingombro e in disordine dove l'aspettava la sua amica. Probabilmente Oriana era provata dall'attesa di DZ: aveva contribuito a fare i manifesti e a distribuire i volantini, e alla TV aveva fatto un appello a chiunque sapesse qualcosa della ragazza scomparsa, & NOME SCONOSCIUTO aveva motivo di credere che avesse passato del tempo anche con la famiglia Z, ma era probabile che adesso stesse iniziando a perdere la speranza. NOME SCONOSCIUTO si morse le labbra perch non voleva ridere in faccia alla femmina. A quella sua nuova pesantezza, una donna di trent'anni suonati, come minimo, & alla lucentezza sfiorita della sua pelle. Lei stava dicendo, rabbrividendo: Oh Joseph,  un incubo, e non finisce. Se  viva  probabile che stia soffrendo. Prego per lei che la trovino. Per mettere fine a questo... orrore. NOME SCONOSCIUTO sent che gli occhi gli bruciavano per le lacrime perch era come un bambino nella sua compassione, cosa che era risaputa di lui & ammirata in lui. E Oriana se ne accorse, ma sospir & disse: Non credo di volerne parlare proprio adesso, Joseph, ti prego. Perci lui sapeva che ci si aspettava che se ne andasse. Anche se lo stomaco gli brontolava per la fame non ci sarebbe stato da mangiare per NOME SCONOSCIUTO quella sera alla tavola di Oriana.

Avrebbe voluto chiedere di pregare insieme per DZ, ma sapeva che Oriana nel suo stato d'animo egoista non avrebbe accettato. Perch la donna voleva che NOME SCONOSCIUTO andasse via, per poter stare sola con la sua amante femmina.

NOME SCONOSCIUTO aveva troppo orgoglio & rispetto di s per indugiare. Rapido se ne and & allontanandosi sent i loro occhi sulla sua schiena, & i loro sorrisi di scherno.



La decisione allora gli giunse che non sarebbe tornato a casa di DZ & sul fiume Weymouth. Non sarebbe tornato nel luogo da cui aveva trasportato la femmina che lottava per la sua vita spregevole. Perch l'istinto lo aveva avvertito: Hai fatto gi abbastanza, & forse hai fatto pi che abbastanza.



23

Matt McBride si era immaginato il diario di Duana Zwolle per talmente tanti giorni e tante notti di quel nuovo anno, con tale impazienza e timore, che per lui fu uno shock ricevere dallo studio di Cliffe un pacchetto che conteneva solo alcuni fogli di carta, recapitatogli da un fattorino un pomeriggio di febbraio. Mathias McBride. Riservato. Consegna a mano. Le pagine erano fotocopie del diario in cui evidentemente compariva Matt; il misterioso diario incriminante; il diario che aveva portato gli investigatori di Weymouth da lui, e mutato il corso della sua vita; ma la maggior parte delle pagine era stata pesantemente censurata, di modo che i brani fluttuavano in uno spazio vuoto come poesia sconvolta. Erano tutti scritti a mano con un pennarello nero, in bei caratteri, insolitamente grandi.

La calligrafia di Duana Zwolle, che lui non aveva mai visto prima.

Il pacchetto fu consegnato a Matt in un pomeriggio dei primi di febbraio, nel suo ufficio alla Krell Associates. Firm la ricevuta, cercando di restare calmo. Non appena il fattorino lasci il suo ufficio apr il pacchetto, con dita tremanti estrasse le pagine - meno di dieci? cos poche? - e inizi a leggere avidamente.

Questa prima annotazione portava la data del 17 giugno 1997, il giorno in cui Matt aveva incontrato Duana Zwolle alla Tomato Factory Gallery.

Gli occhi di Matt si velarono, non riusciva a vedere. Un telefono stava suonando alla periferia della coscienza, lacerandogli i nervi. Bruscamente (e avventatamente: avrebbe dovuto fare un salto nell'ufficio di Sidney Krell per una breve consultazione su una perizia immobiliare che sarebbe stata redatta pi tardi, nel pomeriggio) decise di prendersi il resto del giorno libero, per scappare da Weymouth, andare con l'automobile in campagna e leggere il diario in solitudine.

Adesso sapr! Finalmente.



Fu una delle pi forti esperienze emotive della vita di Matt McBride. Quando torn a Weymouth la sera presto, gli parve di essere un altro uomo. E vide la sua casa, la sua famiglia, come un viandante che  stato via per molto tempo.

Il suo Davey, di otto anni, sentendo che il pap entrava con la macchina in garage, corse in cucina per andarlo a salutare, perch il padre sarebbe entrato in casa da quella porta sul retro. Per sembrava che il pap rimanesse seduto in automobile, per un po', prima di uscire e di avvicinarsi ai gradini. Davey aveva aperto la porta, aspettandolo impaziente. Chiam: "Pap? Cosa c' che non va?" Matt entr nella cucina eccessivamente illuminata e si chin per baciare suo figlio, barcollando leggermente. O forse era la stanza che ondeggiava.

Davey disse: "Pap, ti  successo qualcosa agli occhi?"



24

Eccolo finalmente, il diario della ragazza scomparsa.

Matt lo leggeva senza sapere se lo affascinava, o lo disgustava. Se Duana Zwolle era squilibrata, o semplicemente innamorata di lui: cio innamorata di Nighthawk.

Una cosa era certa: nessuna donna si era mai interessata tanto a lui, aveva rimuginato su di lui, era stata ossessionata da lui come Duana Zwolle. Adesso che era troppo tardi, iniziava a capire che cosa avesse perso nella vita.

Sono cos felice che potrei morire anche adesso.

E poi: 

Nighthawk. Un giorno staremo insieme, lo so.



Da questa parte della tomba. 
O dall'altra.

Il diario era perlopi composto di brani come questi, poetici nella forma anche se espliciti nell'esposizione. La prima annotazione del materiale consegnato a Matt era del giugno 1997, l'ultima, della vigilia di Natale di quell'anno. Matt non aveva mai letto il diario personale di un altro essere umano, e trov quell'esperienza sconvolgente. "Non abbiamo il diritto. Nessuno di noi ce l'ha. Di violarla. Adesso che lei ... adesso che non  qui per proteggersi."

Nighthawk. Non voltarmi le spalle, non ridere di me con disprezzo. 
Molto prima che nascessimo, i nostri destini erano intrecciati. 
Eppure nella galleria oggi ti sei comportato come se lo ignorassi. "Mathias McBride." 
Negando Nighthawk & il nostro amore.

Era vero! Matt si ricord: quel giorno nella Tomato Factory Gallery. Era stato a guardare a lungo i collage di Duana Zwolle, non tanto per pensare, ma perch si era perso nella contemplazione, nello stupore. E poi si era voltato per scoprire l'artista accanto a s come se fosse apparsa dal nulla, chiamata dal desiderio di lui.

Non era stato all'altezza della situazione.

Non era stato all'altezza di Duana Zwolle.

La vedeva adesso, con chiarezza, com'era nel giorno di quell'annotazione sul diario: una giovane donna intensa, minuta, aggraziata, scura; con un temperamento melanconico, molto diversa dalla donna che aveva sposato. Era rimasto colpito dai suoi occhi. Dai suoi bellissimi occhi infossati. Eppure lui aveva reagito sentendosi a disagio, facendo resistenza. La proprietaria della galleria li aveva presentati e Matt aveva solo sorriso cordialmente, con la sua allenata voce pubblica, lodando l'artista per la sua opera: "interessante", "insolita". Lo sguardo di Duana Zwolle su di lui, la sua reazione senza sorriso a quelle stronzate.

Affrontalo: Matt aveva avuto paura di lei. Di quell'intensit. Di quella notevole volont.

La rete lanciata sopra di me & sopra di te.

La lunga estate che  seguita. La tua cecit.

Che ti nascondi da me: marito, padre.

Vigliacco.

In una pagina datata 9 agosto, Duana Zwolle analizzava dettagliatamente e con ammirazione una delle fotografie di Nighthawk, intitolata Notturno, che era stata pubblicata nella New Jersey Life di quel mese. Raffigurava una coppia, non giovane ma molto affascinante, che si baciava, tutti e due che ridevano mentre si baciavano, stretti l'uno contro l'altra sotto la tenda di un negozio di liquori chiuso, a Hoboken, aspettando che smettesse di piovere; il marciapiede di fronte a loro era pieno di pozzanghere e luccicante, la luce di un lampione cadeva sui loro visi vividamente illuminati. Avrebbe potuto essere un fotogramma di un film: l'uomo era molto bello, con la carnagione scura; la donna era molto truccata, con le labbra scurite, come un'attrice del cinema degli anni quaranta. Matt passava di l in automobile, aveva visto gli innamorati e aveva preso la rapida decisione di fotografarli, indovinando che a loro non sarebbe importato, che non se ne sarebbero nemmeno accorti. Aveva avuto ragione.

NOTTURNO. Il nostro amore custodito gelosamente.

In agosto, Duana Zwolle aveva scritto: 

Scompari da Weymouth. 
Sono da sola.



Da sola non sola. 
Sto aspettando.

L'estate precedente, Tess e i bambini avevano passato quasi tutto il mese di agosto a Martha's Vineyard, nel "cottage" di assi di legno dei genitori di Tess sull'oceano; Matt ci era andato in aereo una o due volte per il fine settimana, e aveva passato l l'ultimo fine settimana dell'estate, provando i soliti sentimenti ambivalenti per quelle vacanze in famiglia. Naturalmente, amava la sua famiglia. E, in genere, andava d'accordo con i suoi suoceri e con gli altri parenti di Tess. Adesso si chiedeva: com'era stato considerato il suo comportamento, il suo ruolo di marito, di padre da Duana Zwolle? Era stata una fuga da lei, si era davvero comportato da vigliacco?

Pens: avrei potuto telefonarle.

Avrei potuto andare a Lismore a trovarla.

In data 25 ottobre c'era una lunga annotazione, nella calligrafia intensa, frettolosa di Duana Zwolle: 

Oggi un altro giorno la rete lanciata sopra di me! 
Infiammando & lacerando la mia carne 
Come quelle letali "vesti scintillanti" 
date da Medea alla giovane 
sposa innocente di Giasone.

Era il giorno in cui Matt aveva accompagnato Duana a casa da Weymouth; il giorno in cui lo aveva avvicinato in strada per chiedere un favore. La sua versione del passaggio in automobile lasci Matt stupefatto.

Presi nella rete cos vicini. Nella tua automobile. & le parole non dette fra di noi, NIGHTHAWK



Vedendo nei tuoi occhi i miei



Sei stato gentile, hai detto "s"-
saresti stato "felice di accompagnarmi a casa" 
(Io ridevo. Vedevo che avevi paura di me.) 
(Eppure  vero, Matt: la mia bicicletta si era rotta, 
eppure  anche vero che ti ho braccato come un 
cacciatore.)



Con gli occhi mi hai detto: tutto quello che sapevo.

Anche la tua vigliaccheria mi sembrava il nostro destino perci come potrei biasimarti marito, padre

Era vero, pens Matt. Durante il viaggio era accaduto... qualcosa fra di loro. Non parole, ma... qualcosa. Una tensione palpabile. Ansia. Matt era stato dolorosamente consapevole della giovane donna accanto a lui nella sua automobile, e anche se non le aveva certamente mostrato niente di quello che provava, lui era consapevole di averlo provato; e anche lei se n'era accorta. Cos, stranamente, in modo accusatorio, lei aveva scritto: 

S hai confessato, Nighthawk TU MI AMI. 
Guidando lontano da Weymouth 
Guidandoci nelle colline 
Guidandoci nel FUTURO

Era per questo che gli investigatori avevano sospettato di Matt? Avevano tirato a indovinare, con l'intenzione di minacciarlo e intimidirlo perch confessasse, eppure nella loro ignoranza avevano ragione. Lui si era confessato a Duana Zwolle, a suo modo.



Nei mesi di novembre e dicembre c'erano annotazioni sparse. Matt pens che le poteva confrontare con specifici episodi della sua vita - ma non ne era sicuro. La voce ardente di Duana Zwolle cominciava a ipnotizzarlo nella sua insistenza, nella sua sicurezza. E forse l'amore  proprio questo, pens Matt: la realizzazione della propria anima in un altro.

Nighthawk/Matt mi hai reso cos felice 
qui in questo posto/in questo letto 
odio dividerti con un'altra/altre 
per qualche volta penso-
di essere al di l del desiderio



Al di l del desiderio come nella Luce Chiara del Vuoto

Un'annotazione dell'11 dicembre: 

Non essere arrabbiato Nighthawk/Matt 
ho vegliato nel nostro posto/sotto la pioggia di dicembre 
sapevo che non saresti venuto/l'avevi spiegato



Non m'importa di essere ferita da te/se la ferita  amore.

Matt cerc di ricordare che cos'era accaduto l'11 dicembre. Avrebbe controllato nell'agenda ma... ma naturalmente quell'annotazione non era vera alla lettera.

Eppure, com'era convincente.

Quasi quasi, Matt stava iniziando a crederci.

L'ultima annotazione, del 24 dicembre, la vigilia di Natale. La lesse con esitazione, con timore. L'annotazione finale della vita di Duana Zwolle, probabilmente. E che sorpresa conteneva: 

Questo bellissimo regalo, grazie! 
Uno scialle bianco di cachemire lavorato a maglia 
A DUANA CON AMORE 
(Spero che non sia "la veste scintillante" di Medea a legarci)



Ma dove c' dolore & angoscia-c' il nostro amore.



Nighthawk lo sa. 
Nel Nuovo Anno, ci dichiareremo. 
Questa segretezza finir consumata come la fiamma



Nel Nuovo Anno-

Ma l'annotazione s'interrompeva non conclusa. Come se a Duana Zwolle fosse stato impedito di proseguire. Da lui. Dal sequestratore. Da quello che puniva il cattivo comportamento.

La cosa pi misteriosa di quell'annotazione, naturalmente, era che Matt non aveva dato a Duana Zwolle uno scialle di cachemire bianco. Lui non le aveva mai fatto un regalo. Era chiaro che in questo si era sbagliata. Si sarebbe potuto dire che si era illusa, tranne che, evidentemente, lei possedeva davvero quello scialle di cachemire, che un giorno sarebbe saltato fuori lacero e insanguinato su una riva rocciosa del fiume Delaware.

Doveva averglielo dato qualcun altro. Ma chi?

Il sequestratore. Quell'Altro senza volto e senza nome.

Duana aveva erroneamente creduto che lo scialle fosse di Matt/Nighthawk. Era chiaro. La sua illusione era comprensibile, nel contesto delle annotazioni del diario. Per quell'illusione era stata fatale. Perch se fosse stato Matt a dare lo scialle a Duana, molto probabilmente lei adesso sarebbe stata viva.



25

C'era la voce di Duana Zwolle, nella solitudine, nei sogni.

C'era la voce di Tess, e i suoi occhi vigili che affrontavano quelli di lui.

"Matt. Dimmi,  successo qualcosa?"

"Cosa? No."

"Me lo diresti... se fosse successo qualcosa?"

"Certamente, tesoro. Lo sai."

Era met marzo. Una stagione di giornate prematuramente calde, un disgelo primaverile venuto presto. Una luce del sole innaturale, e i bucaneve, i crochi, persino i boccioli della forsizia sul punto di fiorire. La neve e il ghiaccio di appena una settimana prima, sciolti.

Non era la prima volta che Tess affrontava Matt, dall'infame perquisizione della polizia in gennaio. Dalla sua fervente dichiarazione che credeva a Matt, che credeva a suo marito, che amava suo marito e non avrebbe preso in considerazione nemmeno per un attimo che lui avesse potuto avere una relazione con... quella ragazza scomparsa il cui nome lei non aveva pi pronunciato dal giorno della perquisizione. Matt non aveva idea di che cosa avrebbe potuto provocare in lei, se davvero ci fosse stato qualcosa fra lui e Duana Zwolle. Sembrava che lui non pensasse mai a Tess tranne quando era davanti a lui esigendo la sua attenzione o, nel loro letto, premendo il suo corpo caldo contro quello di lui sia per accusarlo sia per desiderio. Non  che lui l'avesse dimenticata - perch come fa, in fin dei conti, un uomo a dimenticare la donna con cui vive? - ma, in un modo o nell'altro, lui non pensava pi a lei. Il suo atteggiamento verso di lei era immancabilmente affettuoso, il sorriso caldo e immediato.

" che sembri cos... distratto ultimamente. E distante. Anche quando sei a casa con noi."

Anche quando sei a casa con noi. Ecco, l'accusa.

Matt McBride non era un uomo a cui piaceva essere accusato di qualcosa, come non era un uomo a cui piaceva difendersi. Ma, annodandosi la cravatta, corrugando la fronte davanti allo specchio del bureau della loro camera da letto, disse: "Pu darsi, Tess. Dovresti sapere che ho un mucchio di cose per la testa."

"Ma pensavo che con Jules Cliffe le cose sarebbero cambiate, Matt; e che la polizia non ti tormentasse pi adesso."

Rapido, Matt disse: "Esatto. Con Cliffe le cose sono cambiate. E per quanto ne so, i poliziotti hanno allentato la presa su Mathias McBride. Per il momento, almeno."

Ci fu una pausa. Le palpebre di Tess fremettero. Ce la metteva tutta, per rimanere neutrale, padrona di s. Non era una donna abituata a implorare nessun uomo, neppure suo marito che lei amava moltissimo, pi di quanto il suo orgoglio avesse desiderato, ma di cui non era mai stata, sin dai primi giorni del loro amore, del tutto sicura. Quanto le bruciava nell'orgoglio di poter sembrare a quell'uomo una moglie gelosa, ansiosa, che lo interrogava, le bruciava come un tessuto ruvido a contatto con la sua pelle sensibile. E frugava ancora fra le sue cose, di nascosto? Controllandogli le tasche, l'agenda, il nastro della segreteria telefonica?

Le pagine fotocopiate del diario, scritto a mano da Duana Zwolle, Matt le aveva nascoste al sicuro lontano da casa, in uno dei suoi schedari alla Krell Associates.

"'Per il momento, almeno'? Ma perch non dovrebbero lasciarti in pace? Pensavo che avessimo superato tutto questo."

"S. L'abbiamo superato."

"C' qualcos'altro, qualcosa di nuovo che dovrei sapere?"

"No, Tess. Non c' nulla."

"Hai trascurato anche i bambini. Sentono la tua mancanza."

A questo, Matt non replic. Immaginava che fosse vero, e gli dispiaceva.

E intendeva porvi rimedio. Al pi presto.

Tess stava dicendo, con calma: "Da quello che ho sentito dire, la polizia di Weymouth non ha fatto molti progressi nell'indagine. La gente pensa che il fiume dovrebbe essere setacciato molto pi a fondo. Immagina la famiglia della ragazza. Quei poveri genitori! Sempre in attesa ancora e ancora. Cos' questo... il terzo mese? Se chi l'ha fatto  un serial killer, come si pensa che sia, sembra che si aspettino solo che torni a colpire. Siamo tutti cos vulnerabili. Quando sei via, e i bambini e io siamo soli insieme..." Tess fece una pausa, e segu un'altra pista. "Voglio dire... ovunque lei sia, chiunque l'abbia presa... qualsiasi cosa le sia accaduto..." Tess stava parlando rapidamente adesso, gli occhi che cercavano quelli di Matt nello specchio, anche mentre, con dita impazienti, maldestre, Matt si slacciava la cravatta e cercava di rifare il nodo, ed evitava di guardare Tess. "Oh Matt, e se non fosse mai risolto? Leggevo nello Star-Ledger di altre ragazze, di altre donne nel New Jersey e in Pennsylvania, nel Maryland, nel Delaware... che sono state sequestrate, alcune di loro non sono mai state ritrovate, sebbene siano passati molti anni. C' qualcosa d'insopportabile in ognuno di questi casi quando non viene risolto. O forse penso all'ingiustizia...  cos difficile da accettare."

Matt voleva chiudere la discussione, prima di farsi prendere dall'emotivit. E voleva uscire di casa: aveva un appuntamento. (Non di affari, come aveva lasciato credere a Tess. Anche se non le aveva veramente mentito.) Disse: "Il fatto , Tess, che in un certo senso ogni 'mistero'  risolto. Ci pu essere ingiustizia, certo. Ma da qualche parte, qualcuno conosce la soluzione di un 'mistero'. Anche se non siamo noi."



26

Matt a questo ci credeva. Che il mistero di quello che era accaduto, o che stava ancora accadendo a Duana Zwolle, avesse una soluzione. Qualcuno sapeva. Forse pi di una persona sapeva. E lui, Matt McBride, aveva intenzione di scoprirlo.



La prima volta che Matt era andato a Lismore, a gennaio, per visitare la galleria-studio dell'artista che si chiamava ORIANA, sembrava che fosse arrivato solo qualche minuto dopo che lei aveva affisso il cartello CHIUSO all'ingresso. "Maledizione." Buss, ma nessuno rispose. Si ripar gli occhi per scrutare dentro, gli parve di vedere delle figure sul retro, ma nessuno rispose. Eppure mancavano quaranta minuti alle 17.00, l'ora di chiusura, com'era indicato su un cartello accanto alla porta, e proprio mentre accostava per parcheggiare, aveva visto qualcuno lasciare l'edificio, salire su un pickup Ford dall'aspetto malandato e andare via.

Nel suo stato d'animo nervoso, irritabile, Matt McBride notava cose, e persone, che non avrebbe mai notato in tempi normali. Prendendo nota per esempio di quel veicolo, del colore sbiadito della lamiera, con targhe del Jersey, guidato da un uomo con la barba e i capelli lunghi, che colp Matt per il suo aspetto familiare. In testa un berretto giallo di pelle con la visiera, una giacca a vento malridotta. Un viso asciutto e stretto, pallido-mastice. Chi ? Quello lo conosco.

L'uomo che aveva visto accovacciato sulla riva del fiume Weymouth, a circa trecento metri dall'abitazione di Duana Zwolle, quel pomeriggio di ottobre in cui l'aveva accompagnata a casa. Il tipo con i capelli lunghi e la barba che Matt immaginava fosse un artista locale, un eccentrico del luogo che ostentava l'abbigliamento di un "pinolo". Questa volta l'uomo non aveva notato Matt accostare, camminava rapido e a scatti, facendo smorfie fra s e s, fissando il vuoto. Come se avesse litigato con qualcuno dentro la galleria verde-mela chiamata ORIANA.

Se, quel giorno, Oriana avesse risposto alla porta e lasciato entrare Matt, Matt avrebbe potuto chiederle chi era l'uomo barbuto con il berretto giallo di pelle; ma Oriana non aveva risposto, e Matt era andato via frustrato.

La seconda volta che era andato a Lismore, a febbraio, era stato dopo aver ricevuto le pagine fotocopiate del diario di Duana Zwolle, e aveva pensato che forse Oriana, che nelle interviste si era descritta come una "sorella-artista" e un'"amica intima" di Duana Zwolle, avesse visto anche lei parti del diario che la riguardavano, e desiderasse confrontarle con Matt. Considerando l'interesse di Duana Zwolle per Nighthawk, era possibile che si fosse confidata con Oriana su di lui. Matt aveva molte domande da fare a Oriana! Ma quella volta, come la prima, se n'era andato frustrato: quand'era arrivato alla galleria-studio di Oriana, la statuaria bionda, alta circa un metro e ottanta, era nella galleria, ma restia a incontrare Matt perch aveva una visita - "Forse un'altra volta, signor McBride? Adesso non posso proprio parlare." La sua voce abbassata in un eccitato sussurro: "Ho un visitatore... Nicholas Roche." Dentro la galleria c'era un uomo dall'aspetto petulante di circa l'et di Matt che, fumando impazientemente un sigaro, camminava avanti e indietro. Era pallido, coi capelli scuri rasati all'ultima moda, piccoli occhi rapaci con le palpebre pesanti, un'aria intorno a lui che diceva vantandosene: artista. Indossava un costoso cappotto di pelle lungo fino alle caviglie e stivali di pelle di lucertola. Questa volta, al cordolo del marciapiede di fronte, era parcheggiata un'elegante Jaguar nera, con le targhe di New York.

Un artista di successo, pens Matt.

Anche quel giorno era ritornato a Weymouth. Sentendosi come un corteggiatore respinto.

Matt ricord le occasioni in cui aveva visto Sidney Krell in compagnia della bionda e alta Oriana, la pittrice-ceramista che indossava chimoni di seta dai colori chiari, tuniche e caffetani tessuti a mano e sottane da contadina, turbanti, foulard da mettere sulla testa, scialli e gioielli d'argento e di piume fatti a mano da lei. Oriana, truccatissima, era sgargiante come pu esserlo un manifesto: sgranavi gli occhi, venivi abbagliato, non potevi far altro che ammirare. Oriana emanava un'energia sessuale che si poteva quasi sentire, come calore radioso. Accanto a lei, Sidney Krell era basso, attempato, troppo entusiasta, imbarazzante nelle sue attenzioni verso una donna che non era sua moglie e cos palesemente non il suo tipo; agli amici dichiarava di essere infatuato di Oriana e disposto a diventare lo zimbello di chiunque per amor suo - "Per amore dell'Arte!" Per, non potendo smettere di essere se stesso, Sid Krell continuava a essere sardonico, sarcastico, e non era lo zimbello di nessuno. La coppia litigava in pubblico, scambiandosi insulti e oscenit e persino qualche sberla. Erano "i piccioncini" locali; Krell si beava di ricevere tante attenzioni; poi, quando tornava sobrio, nel malessere dei postumi della sbornia, si pentiva e si vergognava profondamente di se stesso. C'era stata una vera relazione amorosa fra loro? Una tresca sessuale, di qualche tipo? O soltanto un'amicizia romantica? Pur essendo fra quelli che avrebbero potuto saperlo, Matt non lo sapeva, e non voleva saperlo. Perch aveva la sensazione che quelle persone pi giovani che venivano incoraggiate a essere confidenti di Sid Krell poi se ne pentissero.

Era risaputo che Krell aveva dato migliaia di dollari a Oriana per una serie di vasi, di urne e figure scolpite, e che le avesse commissionato un' "opera pi importante"; quando avevano smesso di essere amici, lui aveva chiesto indietro gran parte del denaro e aveva minacciato di fare causa a Oriana - "per rovinarla". Ma Oriana non si era lasciata intimidire. Si rifiutava di ingaggiare un avvocato, dichiar, ma si sarebbe appellata alla "corte dell'opinione pubblica", ai media. Come artista, Oriana pensava che la pubblicit negativa non esistesse. Scopo dell'artista  di essere visibile, in modo che la sua opera possa essere vista, e comprata.

Alla fine, Sid Krell aveva lasciato perdere. Aveva incontrato la sua degna rivale, ammise. Quella era una donna che cercava l'occhio del pubblico ancor pi di lui, e che non andava tanto per il sottile pur di farsi pubblicit. Essendo presumibilmente l'ultima persona ad aver visto Duana Zwolle la sera del 28 dicembre, a parte il suo sequestratore, e una delle poche persone legate a Duana Zwolle sempre disposta a farsi intervistare, sembrava che Oriana fosse perversamente rifiorita dopo la scomparsa dell'amica. Per un po' di tempo, ogni volta che Matt accendeva la TV, c'era il viso raggiante di Oriana. Coi biondi capelli nordici sciolti sulle spalle, o raccolti in trecce e crocchie scolpite intorno alla testa; enormi orecchini d'argento e di piume che le pendevano dai lobi delle orecchie, le lunghe braccia carnose e muscolose ornate di braccialetti tintinnanti. Oriana aveva fianchi generosi, seni generosi, un viso da luna piena che dominava lo schermo della TV. Persino le intervistatrici pi scafate, belle donne telegeniche, sparivano accanto a lei. Mentre la famiglia Zwolle rifiutava di concedere interviste tranne in pochissimi casi e molto brevi, e la polizia di Weymouth teneva la bocca chiusa ed era restia a collaborare, c'era Oriana pronta a raccogliere la sfida. Matt aveva visto pi di una volta un filmato sulla sua galleria-studio a Lismore, con i suoi vasi, le urne e le figure scolpite, e i suoi grandi quadri pi appariscenti nello stile falso-primitivo di Henri Rousseau; era affascinato dalla sua voce roca e seducente, dai suoi occhi pesantemente truccati e dai suoi modi gravi eppure esuberanti. Come se la scomparsa e la probabile morte della sua amica e sorella-artista Duana Zwolle fosse un evento che aveva davvero scosso il mondo, un mistero avvincente non solo per il New Jersey centrale ma per l'intera nazione, e come se lei, Oriana, priva di cognome, un'icona dell'attesa ansiosa, vegliasse per il ritorno di Duana Zwolle sana e salva. Ansimando eccitata, Oriana avrebbe dichiarato: "Come tutti gli artisti di genio, Duana Zwolle  una che vive sul filo... dell'immaginazione, e della vita. Io, Oriana, mi sto preparando per un finale trionfante di questo incubo, ma, siccome sono figlia del mio tempo e del mio luogo, mi sto preparando anche per... una tragedia."

L'intervista finiva con delle inquadrature sulla nuova opera di Oriana, una grande tela dai colori sgargianti che lei dichiarava fosse un' "esplorazione del concetto metafisico di suspense" che stava dipingendo mentre aspettava il ritorno di Duana Zwolle.


Era un'intervista notevole. Nel bel mezzo della quale Matt aveva deciso che quella donna non la poteva sopportare, quella donna sfrontata, sfruttatrice, e che si autoincensava, anche se, come uomo, era attratto da lei, in un modo tanto pi esplicito e non complicato di quanto uno potesse essere attratto da Duana Zwolle. Perch l'una era i colori primari, in un'esplosione di luce meridiana; l'altra i colori tenui, incerti, di una penombra notturna. E comunque Matt aveva registrato l'intervista, concessa a una stazione locale di Newark. A notte fonda, adesso che le notizie della ragazza scomparsa venivano trasmesse raramente, Matt poteva rivedere l'intervista con Oriana, assieme ad altre cassette; a notte fonda, quando la sua famiglia dormiva da tempo (perlomeno, Matt presumeva che Tess dormisse), e lui veniva afferrato dalla solitudine come se un blocco di ghiaccio gli cingesse il cuore.



Staremo insieme, lo so.

Da questa parte della tomba.

O dall'altra.



Era il 18 marzo, di sera presto, quando Matt McBride finalmente incontr la sfavillante artista che si faceva chiamare Oriana, nella sua galleria-studio a Lismore. Si era assicurato che Oriana fosse disponibile per lui: aveva chiamato per prendere un appuntamento. Presentandosi al telefono come un "collezionista dilettante di arte americana" (che forse era vero; Matt aveva acquistato varie stampe fotografiche negli anni e, chiss, avrebbe potuto comprare anche qualcosa di Oriana). Per non aveva intenzione di ingannarla: diede a Oriana il suo vero nome, Mathias McBride. Aveva accennato di aver conosciuto, superficialmente, Duana Zwolle e di averla stimata come artista.

A queste ultime parole, Oriana aveva taciuto. Matt si era sentito impercettibilmente respinto, persino al telefono. Si domand se aveva gi fatto un errore tattico.

Quel giorno, avvicinandosi al paesino di Lismore, scendendo verso il fiume dalla lunga collina sinuosa, Matt si ricord di essere passato di l con Duana Zwolle; la tensione fra di loro, le parole appassionate non pronunciate. Cominci ad avvertire degli strani strattoni, quasi tangibili, al volante dell'Acura in direzione di Mill Row e del fiume. Con quale intensit voleva dirigersi l, per vedere ancora una volta la nuda facciata di pietra dell'edificio in cui Duana Zwolle aveva vissuto e lavorato, la finestra chiusa dalle persiane e i gradini esterni rovinati dalle intemperie! Un fantasma affamato che vaga bramoso - questo era diventato? Ma si rifiut di cedere a quel fortissimo desiderio. Era diretto a Bank Street, e non al fiume.

Aveva portato con s parte dell'equipaggiamento di Nighthawk, per, sul sedile posteriore dell'automobile. Un fotografo serio non  mai impreparato, come un amante serio.

L, per la terza volta, vide l'abitazione di Oriana con le sue opere esposte, su una stretta strada secondaria dello storico paesino. ORIANA, annunciava un cartello color crema, scricchiolando al vento. Il posto sembrava una stalla o un deposito per carrozze riattato: un edificio abbastanza piccolo con la struttura di legno, dipinto di un allegro verde-mela con ornamenti di viticci rossi come in un'illustrazione di un libro di favole per bambini. Accanto al vialetto di lastre di pietra vecchio stile c'era una bordura di quelle piante simili a cavoli che Matt non riusc a identificare, con le foglie color porpora intenso. Come fiori esotici che stranamente fiorivano d'inverno.

Il cartello APERTO era ancora ben in vista sulla finestra. All'interno, la galleria era illuminata. Matt sent il battito del cuore accelerare, tale era la sua aspettativa. Sarebbe stata un'avventura! Perch probabilmente Oriana sapeva di pi su Duana Zwolle di quanto avesse detto alla polizia; probabilmente sapeva persino dov'era Duana Zwolle. Le parole profetiche dell'investigatore risuonavano come un mantra nel cervello di Matt da settimane: La gente sa pi di quello che pensa di sapere.

Quella verit Matt McBride era stato obbligato a riconoscerla, nel banco di prova dell'anno nuovo.

Matt entr nella galleria. Un campanello tintinn invitante sopra la testa, e un pungente odore d'incenso gli assal le narici. Non un buon segno. Oriana, che non passava di certo inosservata, era arrivata piombando sul suo visitatore in un'iridescente tunica di seta color magenta e pantaloni di lana color crema, i capelli biondissimi intrecciati stretti come quelli di una gigantesca bambola e il viso da luna piena talmente lucido da essere di uno splendore accecante. La sua bocca larga, sorridente di un rosa luminescente, gli occhi esoticamente contornati di nero e azzurro-pavone. Oriana era quasi della statura di Matt con indosso i rumorosi zatteroni. Lui sent un istantaneo panico puramente maschile, di un genere che non provava dall'adolescenza: venire inghiottito dalla Donna, voluttuosa, carnale, venir schiacciato nel suo abbraccio profumato.

Oriana gli afferr la mano in una stretta risoluta, forte. "Mathias McBride? Tu eri un amico di Duana?"

Non mi crede?  cos improbabile?

In modo evasivo, Matt disse: "Mi conosceva come Nighthawk. Come fotografo."

"Nighthawk... s. S," disse Oriana, annuendo vigorosamente.

"Anch'io ti conosco. Voglio dire, conosco le tue fotografie. Lavori con Sid Krell, vero? Ci siamo gi incontrati, mi pare."

"S. Un incontro breve."

"In quell'altro mondo, a Weymouth." La bocca espressiva di Oriana si pieg ironicamente in gi. Come se, dalla prospettiva di due colleghi-artisti, il ricco, alto-borghese paese di Weymouth fosse un luogo estraneo, non molto credibile.

Oriana invit Matt a entrare, gli prese il giaccone e gli offr da bere: "Ho intenzione di chiudere per oggi.  stata una giornata maledettamente lunga di una stagione maledettamente lunga di ci che i buddisti chiamano samsara, la Rete dell'Illusione. Vino rosso va bene?" Oriana mise il cartello CHIUSO su un vetro della finestra dell'ingresso. Matt andava in giro per lo spazio illuminato della galleria, che era un'unica stanza rettangolare di circa cinquanta metri quadrati; qui, l'arte di Oriana, le ceramiche e i dipinti, erano in vendita. Matt ammir le ceramiche, le urne e le figure scolpite lavorate abilmente; i grandi quadri aggressivi, che da vicino erano molto pi nello stile di Rubens che in quello di Rousseau, di carnosi nudi femminili in giardini lussureggianti, gli piacevano meno. In quanto Nighthawk, il colore non gli piaceva molto; di sicuro non gli piacevano i colori fluorescenti; in quanto uomo che aveva una certa esperienza con le donne, disapprovava che quei quadri fuori misura fossero una specie di autoritratto dell'artista in quanto Donna, l'esibizione che Oriana faceva della sua femminilit obbligando lo spettatore al voyeurismo. Un uomo voleva davvero vedere i seni bulbosi, il ventre tondeggiante e i genitali maliziosamente ombreggiati di un'estranea, che incombeva estatica su di lui da una parete? Matt concentr l'attenzione sulle ceramiche, che gli sembravano molto superiori ai suoi quadri. Osservandolo, Oriana chiacchierava nervosamente di Weymouth, degli "amici comuni", di Sid Krell - "come sta?" Il tono di Oriana era guardingo, e il tono di Matt, di rimando, fu piuttosto vago, anche se cortese: "Il nostro  un rapporto prevalentemente d'affari, ultimamente. Ma gli affari alla Krell Associates vanno a gonfie vele, credo." Oriana rise amaramente. "Se non hai una coscienza, se non hai un' anima, allora s, probabilmente gli affari possono andare a gonfie vele." L'implicazione era che Oriana, che era tutta coscienza, tutta anima, non era una brava donna d'affari e doveva essere compatita. E le sue produzioni dovevano essere acquistate.

Sebbene Matt fosse impaziente di parlare con lei della ragazza scomparsa, si costrinse a non avere fretta; a contemplare l'opera di Oriana come avrebbe fatto un collezionista serio, persino chiedere di vedere quali altri pezzi avesse nello studio; sapeva che Oriana era sulle spine, e diffidava di lui, perch Mathias McBride, evidentemente, non era un nome o un individuo citato da Duana Zwolle. Era logico, naturalmente: Nighthawk era il segreto di Duana Zwolle, come Duana Zwolle era il segreto di Nighthawk.


Dopo dieci minuti di riflessione e contemplazione, Matt scelse due ceramiche: una graziosa urna cilindrica con i ricchi colori della terra, simile a una di quelle urne che Oriana aveva permanentemente in mostra nel foyer della Krell Associates, che a Matt era sempre piaciuta; e una casseruola da due litri di terracotta smaltata con striature rosse e porpora, per Tess. Era da tanto che non comprava qualcosa per Tess d'impulso. "Mio Dio, come sono belle! Posso acquistarle?" L'ammirazione di Matt era sincera, anche se il prezzo che Oriana chiedeva era piuttosto esagerato: 480 dollari per l'urna, 210 per la casseruola. Ma ne valeva la pena, per guadagnarsi la fiducia di Oriana.

Matt pag con la Visa, e insistette per pagare il prezzo di listino. Anche se Oriana cercava di vendergliele con lo sconto: "Fra artisti, Matt! Ti prego." Ma lui non volle saperne. Gli piaceva la sensazione di essere generoso, caritatevole; gli piaceva anche Oriana, nonostante tutta la sua auto-drammatizzazione. Era una donna di buon cuore, pens. E come doveva essere difficile per un'artista indipendente cercare di mantenersi con la propria arte.

Persino Duana Zwolle, che aveva un'integrit superiore a Oriana, aveva dovuto accettare degli incarichi commerciali di tanto in tanto.

Comprare le ceramiche era stato un atto ispirato. Rossa in viso per la soddisfazione, Oriana le mise con cura dentro a delle scatole di cartone imbottite di trucioli, e diede un umido bacio a Matt sulla guancia. "Grazie, Nighthawk! Hai riscattato questa giornata deprimente. Spero, a breve, di poterti comprare anch'io."



Lo sbaglio, Matt l'avrebbe riconosciuto dopo, era stato il vino rosso.

Oriana spense le luci nella galleria, e port Matt, mano nella mano, nel suo studio ingombro e in disordine sul retro, che dava su una zona giorno con banchi da lavoro, cuscini sul pavimento, mobili di vimini sparsi qua e l e alti ficus spinosi in anfore di terracotta. In quello spazio privato c'erano altri nudi carnosi, alcuni molto biondi ma altri non modellati in modo riconoscibile sull'artista; Matt guard rapidamente in giro, e prov un senso di sollievo nel vedere che non c'era nessuna immagine di Duana Zwolle. Le tele variavano di misura, da quella piuttosto piccola all'enorme - la pi grande, in omaggio fin troppo esplicito alla famosa Olympia di Manet, doveva misurare un metro e cinquanta per un metro. Pendeva l, incombendo sopra la spalla di Matt, anche mentre l'artista e modella, adesso coi capelli senza trecce, che le cascavano sciolti sul viso arrossato, era chinata in avanti verso di lui dall'altra parte di un tavolo. Era chiaro che Oriana aveva cominciato a bere prima dell'arrivo di Matt. I suoi modi con lui erano stati immediatamente confidenziali, persino intimi. "C' un motivo per cui sei venuto da me, Nighthawk, lo so! Anche tu eri innamorato di lei?"

"Io... ero innamorato di lei? Io..."

"Io ero innamorata di lei." Oriana vers dell'altro vino nel bicchiere di Matt, e nel suo. "Voglio dire, lo sono ancora. Duana non avrebbe voluto che lo dicessi. Non era quel genere di persona. Raramente parlava di emozioni. Una volta mi ha detto: 'La bellezza mi rende felice.'  stata una confessione improvvisa. Stava guardando delle incisioni giapponesi su legno, e l'osservazione le era sgorgata dal cuore. Ma non parlava mai delle persone in termini emotivi. Poteva avere amato te - poteva avere amato me - ma non ce l'avrebbe detto. E so che non voleva essere amata se non poteva ricambiare l'amore. Era cos buona, cos... spirituale.  una parola abusata. Involgarita, svilita. Mi sono lasciata trascinare e l'ho usata anch'io in alcune interviste, e me ne rammarico, adesso. Perch gli Zwolle sono arrabbiati con me. Se non arrabbiati, disapprovano. Sono delusi. Li conosci? No? Questa cosa naturalmente li ha distrutti. Non hanno mai capito Duana, e si ha l'impressione, io certamente ce l'ho, che loro credano che Duana se la sia voluta, a causa della sua arte, della sua vita, del suo star da sola e isolata e a causa di quella che il padre chiama la sua 'stranezza'. Come se la 'stranezza' fosse una colpa! Rue, la sorella gemella, non assomiglia molto a Duana; perlomeno, ho visto solo una somiglianza superficiale. Non  affatto religiosa, tanto per cominciare, e Duana era molto religiosa. Quando le ho detto che ero stata la pi intima amica di Duana, perlomeno negli ultimi tre anni, da quando Duana e Nicholas Roche si erano lasciati ed era venuta a vivere nel New Jersey, lei mi ha risposto: 'Ma Duana con me non ti ha mai nominata.' Come se mettesse in dubbio la mia affermazione! Come se credesse che mentissi! Matt, ho aiutato gli Zwolle pi che ho potuto, ho passato ore con loro, voglio dire giorni, con loro, e con gli investigatori di Weymouth, sono riuscita persino a ottenere che Sid desse loro i soldi per aumentare la somma della ricompensa, ma adesso mi hanno esclusa, perch 'disapprovano'. La sorella pensa che io 'sfruttassi' Duana. Mio Dio! Che cosa non darei, per avere indietro Duana!" Oriana fece una pausa, mentre un telefono iniziava a suonare l vicino. Matt sper che non rispondesse; era sinceramente affascinato da lei, riscaldata dal vino, e forse attratta da Matt McBride, e dal suo modo di parlare cos aperto, senza sotterfugi. Aveva amato Duana Zwolle, anche lei. Un legame fra estranei. "Oh, all'inferno. Che suoni. Non ho nemmeno inserito la segreteria.  tutto samsara! Ho avuto quarantadue anni di samsara! Se la povera Duana ne  fuori, forse non  una cosa cos terribile, cos tragica. Era una mistica, penso - una vera mistica - voglio dire,  una vera mistica. La sua arte  la sua 'disciplina'. Sembrava credere veramente nella purezza dello spirito umano. E che non ci sono casi fortuiti. E che le persone possono essere 'destinate' le une alle altre, prima della loro nascita. Non era una buddista praticante, si dava da fare nella Missione di San Patrizio a Newark ma non era cattolica, era la persona pi naturalmente, pi istintivamente religiosa che io abbia mai conosciuto - e penso che sia questo ad aver attirato il suo sequestratore, o i suoi sequestratori. E penso che, visto com'era fatta lei, e quindi totalmente priva della percezione del male, Duana fosse vulnerabile in un modo in cui nessuna di noi, di sicuro non io, poteva esserlo."

La prima bottiglia di vino era vuota. Oriana, barcollando leggermente, ne tir subito fuori un'altra. "Dalla a me, Oriana, lascia che te la apra io," disse Matt, alzandosi dalla sedia. Era un uomo a cui piaceva aprire le bottiglie di vino, e le apriva con perizia. Si era gi tolto il caldo blazer di lana e aveva allentato la cravatta. Tenendo ferma la bottiglia sul tavolo di vimini, le dita di Oriana e di Matt si sfiorarono. Matt chiese: "Che cos' 'La Chiara Luce del Vuoto'? Duana ne parlava qualche volta.  buddista, immagino?"

"Suppongo. Una visione a cui aspiri. Nei suoi collage, diceva, se lavorava molto intensamente, per dieci, dodici ore di fila, poteva aprire un varco nella 'ragnatela del s' ed entrare in quel regno di 'luce chiara'. Cercava di insegnarmi: 

'Vi  un Non-divenuto, Non-nato, Non-fatto, Non-formato; se non ci fosse questo Non-divenuto, Non-nato, Non-fatto, Non-formato, non ci sarebbe via d'uscita per quello che  divenuto, nato, fatto, e formato; ma dato che c' un Non-divenuto, Non-nato, Non-fatto, Non-formato, c' scampo per quello che  divenuto, nato, fatto e formato.'"

Matt disse, rabbrividendo: "A me sembra troppo definitivo."

"Be', anche a me. Ma rispettavo - voglio dire, rispetto - le credenze di Duana. Questo non significava che non fosse una persona emotiva, naturalmente; significava solo che le sue emozioni scorrevano in profondit e in Duana niente era superficiale. C' solo un'altra persona che ho incontrato nella mia vita, un artista del New Jersey, infatti, che si potrebbe definire un vero 'mistico'.

Si fa chiamare 'NOME SCONOSCIUTO': ne hai mai sentito parlare? Be', immagino di no.  una specie di William Blake regionale; dolce, semplice, dedito all'arte, anche se, secondo me, non ha molto talento. Alcune di noi, compresa Duana, sono diventate sue amiche perch sembra cos solo e cos buono. Ma quello che mi ha veramente indignato..."

"Scusa?" Matt interruppe. "Questo NOME SCONOSCIUTO ha un vero nome?"

"S, certo. Joseph Gavin. Ma-"

"Joseph Gavin?" Il nome era familiare a Matt: aveva conosciuto una famiglia Gavin tra i vicini della sua famiglia, a Forked River; i figli dei Gavin andavano nella stessa scuola di Matt.

"-ma non  sospettato, rassicurati. Non solo il povero NOME SCONOSCIUTO  la bont in persona, cos noioso che praticamente ti addormenti mentre ti parla, ma ha un alibi, me l'hanno detto gli investigatori. Hanno controllato chiunque avesse anche una possibilit remota di aver sequestrato Duana. Dunque, quello che mi ha veramente indignata, ed  per questo che evito Weymouth pi che posso, sono alcune voci che ho sentito l, e quegli articoli indecenti, maligni, della stampa scandalistica come il Jersey Citizen, che Duana facesse uso di droga - cocaina hanno detto - e vivesse nella 'promiscuit sessuale', qualsiasi cavolata questo significhi. Menzogne assolute! Calunnie! Fra tante persone, proprio Duana Zwolle! Duana ha lasciato New York perch voleva allontanarsi da quell'ambiente, anche se lei non ne era coinvolta personalmente; non ha mai preso droghe, e non ha mai bevuto; tranne qualche volta in cui l'ho convinta a dividere un po' di vino con me, quando veniva a cena. Duana lavorava ed esponeva la sua arte nel New Jersey anche se avrebbe potuto avere una galleria a SoHo perch le cose mondane non significavano niente per lei. Queste dicerie, queste menzogne belle e buone, mi danno la nausea."

Matt ascoltava, solidale. Ma intanto vedeva Joseph Gavin con l'occhio della mente. Un ragazzo tarchiato, scontroso, di due o tre anni avanti a Matt nel Liceo di Forked River. Era la stessa persona, vent'anni dopo? Diventato un artista - "NOME SCONOSCIUTO"? Matt chiese: "Questo Gavin, dove vive?" Oriana rispose, sbrigativa: "Da qualche parte sopra Clinton Falls. Una casa mobile, la chiama lui. Senti, Joseph Gavin non  uno che si possa sospettare seriamente, Matt, credimi.  un bambino. Ancora vergine - sono sicura! Il genere di uomo che non saprebbe cosa fare con una donna nuda. Joseph  l'unico artista che io abbia mai incontrato, a parte Duana naturalmente, che non sia consumato dall'invidia e dalla gelosia del successo degli altri. Se vuoi scoprire chi ha portato via Duana - presumendo che  per questo che sei qui, e non solo per comprare arte - ti posso dire, come ho detto alla polizia, i nomi di dozzine di altri candidati pi probabili; e forse era uno che non la conosceva affatto, forse  stato solo un assassinio casuale, insensato - quello che si definisce opera di un 'serial killer'. Uno psicopatico."

Cos parlava Oriana. Matt ascoltava le sue parole divaganti e appassionate. Lui credeva, come probabilmente avevano creduto gli investigatori di Weymouth, che questa donna sapesse pi di quello che credeva di sapere; era necessario lasciarla parlare, e non interromperla. Matt not le sue mani espressive: le unghie luminose e smaltate anche se scheggiate e irregolari, i numerosi anelli sulle dita, la forza evidente di quelle dita. Era una ceramista, impastava l'argilla. Oriana stessa poteva aver sequestrato Duana Zwolle. Poteva averla strangolata. A Matt sarebbe piaciuto afferrare le mani di Oriana per consolarla, e calmarla. Le persone nervose lo rendevano nervoso. Soprattutto, reagiva alle donne nervose. C'era una corrente sessuale sotterranea l, alimentata dal vino, che Matt aveva difficolt a far finta di non riconoscere. Nella luce obliqua che cadeva dall'alto da una lampada di vetro colorato, il viso pieno, arrossato di Oriana mostrava i segni sottili dell'et; delle rughe appena percettibili mettevano tra parentesi la sua bocca e i suoi occhi affascinanti, e c'erano delle occhiaie simili a macchie sotto gli occhi. Per istinto o per abitudine, Oriana era piegata verso Matt, mettendo il suo corpo ben fatto in modo tale da mostrarne le curve nella luce migliore, ma c'era un'aria di disperazione sottostante. Con un sospiro disse: "Duana era innamorata di qualcuno, ne sono certa. Dall'estate scorsa. Ho detto agli investigatori di Weymouth che sinceramente non avevo idea di chi fosse, ma non credo che mi abbiano creduto. Adesso mi chiedo, Nighthawk, forse eri tu?" Matt corrug la fronte, a disagio. Oriana continu, riflettendo ad alta voce come se non avesse notato lo sguardo di lui: "Chiunque fosse, le ha dato un bellissimo scialle bianco di cachemire per Natale. Perlomeno, dev'essere stato lui. Lei mi ha mostrato lo scialle; lo indossava l'ultima volta che l'ho vista, la sera del 28 dicembre. Sono passata un momento da lei, avevo pensato che si stesse preparando per andare nel Maine a trovare la famiglia, ma non era ancora partita, e si comportava in un modo piuttosto reticente. Per Duana, voglio dire. Probabilmente questo lo sai, era sui giornali, Duana era stata molto ferita da un uomo con cui aveva vissuto per parecchi anni a New York, il pittore Nicholas Roche - l'avrai sentito nominare.  famoso. Voglio dire nella cerchia degli artisti di New York. Il suo agente  Leo Castelli;  sulla cresta dell'onda, anche se ha meno talento, secondo me, dello stesso povero NOME SCONOSCIUTO. Di sicuro ha molto meno talento di Duana Zwolle, a cui ha rubato molte idee. Era innamorato di lei all'inizio, poi ha cominciato a trattarla male, era cocainomane, questo non  un segreto, e alla fine l'ha costretta ad andarsene, e lei  scappata qui.  da allora che siamo diventate amiche: Duana sembrava cos sola, e cos vulnerabile. Volevo proteggerla anche dai predatori locali - come Sidney Krell, e alcuni suoi amici facoltosi. Gli investigatori mi hanno chiesto un parere da artista su quel brutto disegno osceno che hanno trovato nel loft di Duana, sul suo letto, in mezzo alla devastazione, e io l'ho identificato immediatamente come lo stile di Roche, una caricatura misogina camuffata da 'arte'. Disgustoso!" Oriana abilmente disegn, su un foglio di carta, una vignetta di un nudo femminile, grottescamente alterato; i genitali come tumori fra le gambe scarne. Matt trasal, e desider non averlo visto. "Avrebbe dovuto essere Duana. Cos brutto. Cos crudele. Poteva averlo fatto solo un uomo che disprezza e teme le donne. Ho detto agli investigatori: 'Questo  Roche. Lo riconosco.' Ero sconvolta. Volevo fare a pezzi il disegno. Ma  una prova, naturalmente. L'hanno tenuto segreto. Nessuno deve sapere che esiste. Gli investigatori hanno detto che significava che il delitto era premeditato, e riguardava proprio Duana Zwolle; non era casuale o accidentale. Era un 'segno' che doveva trovare chiunque avesse scoperto che lei era scomparsa, non un 'segno' per Duana. Sono andati a New York a interrogare Roche ma  saltato fuori che il bastardo se n'era andato - era stato a Londra. In Inghilterra per parecchi giorni. A prendere accordi con la sua galleria di l. Perci aveva un alibi, e ottimo. Ho detto alla polizia: 'Roche avrebbe potuto pagare qualcuno per farlo al posto suo. Sarebbe capace di farlo -  fisicamente e moralmente pigro.' Non credo che mi abbiano preso sul serio. Gli uomini proteggono gli uomini; gli investigatori maschi inconsciamente si identificano con i sospettati maschi. E Roche  cos affascinante, adesso che  al massimo della carriera..."

"Hai il suo indirizzo? Di Nicholas Roche?"

"Ha uno studio a SoHo. In Green Street. Senti, per amor di Dio, Matt, non andare l a dirgli che ti ho mandato io. Potrebbe non essere stato lui a portare via davvero Duana, ma  sicuramente uno psicopatico. Qualche settimana fa  venuto qui - letteralmente qui!, a casa mia! - e mi ha minacciato nel suo modo tortuoso. Perlomeno, penso che sia per questo che Roche  venuto qui. Fingendo di essere preoccupato per Duana - 'L'unica donna che ho mai amato veramente, ma con cui non potevo vivere' - ma in realt il bastardo deve essersi immaginato che fossi stata io, Oriana, l''esperta d'arte' a identificare il disegno e a mandargli la polizia. Naturalmente, ho negato. Non voglio che Nicholas Roche mi uccida." Oriana fece una pausa, respirando velocemente. La sua emozione sembrava sincera. Ma poi non resistette ad aggiungere, con uno scaltro, simulato, sbattere di palpebre: "Duana non l'ha mai saputo, ma io e Nick siamo stati amanti, per un po'. Voglio dire per poco. Dopo che avevano rotto fra loro naturalmente, e che Duana era riuscita a fuggire. Quell'uomo  un porco, tanto per essere chiari."

La disapprovazione di Matt doveva essere evidente sul suo viso, perch Oriana esclam: "Oh, non fare il moralista, Mathias McBride! Siamo tutti adulti qui." Fece una pausa, irritata e sulla difensiva. Avvamp. "Infatti, capita che io sappia - quasi per certo - che Nick Roche ha avuto una storia anche con la sorella di Duana. La sfuggente Rue."

Matt, per, non era interessato alla sorella di Duana. E non voleva nemmeno indagare troppo esplicitamente su Nicholas Roche. "E Sid Krell?" chiese, e Oriana si scald subito, dicendo con veemenza: "Povero, caro Sid! Avrebbe potuto diventare un essere umano davvero crudele, se avesse avuto pi immaginazione e pi fegato. Ha quell'assurda collezione di armi - l'hai vista? Fucili, carabine, che costano un mucchio di soldi. Una rivoltella calibro .35 che si porta addosso qualche volta. Come se avesse bisogno di proteggersi! Un tipo davvero tosto, Sid. Be'... anche lui avrebbe potuto assoldare qualcuno per fare del male a Duana. Dubito che l'avrebbe fatto lui stesso,  un uomo pignolo, schizzinoso. E guai toccarlo! Quando Duana ha rifiutato la sua commissione le ha offerto 12.000 dollari, che erano parecchie migliaia di pi di quanto quel bastardo avesse offerto a me, e quando ha visto che non la poteva comprare, l'ha praticamente pedinata per sei, sette mesi. Non mostrarti cos sorpreso! Questi attempati ricchi libidinosi sono i peggiori. Telefonava a Duana, andava alla sua casa sul fiume, parcheggiava e aspettava che lei uscisse. Ho detto a Duana di non sottovalutarlo, e di denunciarlo alla polizia, ma Duana, essendo Duana, diceva che lui le faceva pena. 'La sua visione  offuscata. Lui vede il suo stesso riflesso in me.' Le ho detto che non avevo la pi pallida idea di cosa intendesse dire. Capivo lui, perch capisco gli uomini meschini, vendicativi. Ma Duana non voleva ascoltare. Non era cattolica, ma a Newark, alla Missione di San Patrizio, andava a messa con i fedeli e addirittura pregava per l'anima di Krell. C'era da ridere, se non fosse stato cos patetico." Oriana fece una pausa, e sembr sul punto di ridere, ma il riso si mut in un breve accesso di tosse. Si asciug gli occhi, e disse: "Con me Sid si vantava di tormentare Duana, come se fosse un segno di virilit. Un segno d'onore. Mi ha addirittura chiesto consiglio su come poteva 'ferire quella ragazza in modo da farla soffrire' - come se io avessi potuto essere solidale con lui! Le ha mandato un regalo-beffa: un uccello di cristallo di Steuben da seicento dollari comprato da Tiffany che lui aveva rotto apposta. T'immagini: spendere seicento dollari per una cattiveria! E ciononostante l'uccello era bellissimo, una colomba in lutto, credo. Sid mi scherniva: 'Oriana, devi essere gelosa di Duana Zwolle,  un'artista superiore e ha quindici anni meno di te.' Sperando di mettere zizzania fra di noi. Come se tutte le donne fossero delle rivali sessuali nei confronti di tutti gli uomini. Gli ho detto: 'Sid, va all'inferno. Alla mia amicizia con Duana ci tengo pi che a te, in qualsiasi stramaledetto momento.' Gli ho detto-"

Matt la interruppe: "Pensi che Sid avrebbe potuto assoldare qualcuno per far del male a Duana? Sul serio?"

Oriana si calm, pensierosa. "Non... non lo so. Non ho parlato molto di Sid con gli investigatori quindi forse dovremmo cambiare argomento. Ho bevuto troppo." Ma alz il bicchiere ancora una volta, e bevve.

Matt pens: C' l'ex amante Roche, c' Krell, c' quello che vive a Clinton Falls - Gavin. E chiss quanti altri, conosciuti, e sconosciuti.

Per la prima volta stava cominciando a cogliere l'immensit di un' "indagine criminale" come poteva essere condotta da un investigatore. Se c'erano poche prove, se non sembravano esserci dei diretti sospettati, come procedere? Lui, Matt McBride, aveva accesso a relativamente poche informazioni sul caso, e assolutamente a nessuna prova; era come un cieco che avanza barcollando e a tentoni, colpendo o mancando il bersaglio. Eppure sentiva un pungolo di eccitazione. Il gusto del proibito. Forse, lui stesso era in pericolo. Avrebbe dovuto agire d'istinto, e sperare nella fortuna.

Oriana, avvertendo che l'interesse di Matt scemava, prosegu rapidamente facendo altri nomi. Erano soprattutto nomi di Weymouth, alcuni conosciuti da Matt e altri no; nomi che Oriana affermava di aver fornito agli investigatori di Weymouth - "Con la garanzia dell'anonimato, naturalmente. Non vorrei essere citata in giudizio." Matt si chiese quanto fossero attendibili quei nomi; probabilmente erano uomini che avevano avuto una relazione con la stessa Oriana, che lei sperava di incastrare in un'imbarazzante indagine della polizia. Lui esitava a chiederle del diario di Duana. Forse non lo sa? Forse lei non c' nel diario?

Oriana continu a parlare del lavoro di volontariato che Duana aveva svolto negli ultimi due anni alla Missione di San Patrizio a Newark, aiutando a preparare i pasti per i senzatetto: "C'era un padre Justin che lei ammirava, ma non mi diceva molto di lui, o del lavoro che svolgeva alla missione. Volevo accompagnarla - avevo intenzione di farlo, attorno a Natale - ma per una ragione o per l'altra non  mai accaduto. Duana parlava raramente di s, le sembrava vanit, credo." Oriana disse che c'erano degli artisti grafici a Weymouth con cui Duana aveva lavorato su alcuni progetti, che affermavano che fosse impossibile riuscire a conoscerla; c'era qualcosa di "misterioso" in lei. Sembrava sola, eppure inavvicinabile. Tutti pensavano che era strano che Duana fosse una perfezionista persino nella sua arte commerciale, che nessuno prendeva sul serio; come se lei credesse, vendendo il suo tempo in cambio di denaro, di dover lavorare altrettanto coscienziosamente di quanto lavorasse per la sua arte privata. "Un giardino di delizie terrene e ultraterrene era un'opera brillante, penso," disse Oriana, "anche se un po' cruda, e incompleta. Era potente, e visionaria. Non come quella che si definirebbe arte innocua o graziosa - non come la mia! Non era vendibile. Eppure due dei collage della mostra dell'estate scorsa sono stati venduti: al Museo di Stato di Trenton, e al Museo d'Arte di Princeton il cui curatore ha occhio per le nuove opere audaci, originali. Il resto non  stato venduto, ed  stato distrutto nel suo studio. Io volevo comprare uno dei collage pi piccoli, ma Duana insisteva che me l'avrebbe dato quando sarebbe stato finito; ma non  mai stato finito. Mio Dio, mi viene la nausea a pensare all'arte di Duana profanata. Chiunque abbia sfregiato e fatto a pezzi i collage deve essersi sentito minacciato da loro, non credi?" Oriana rabbrivid e si strinse in un abbraccio, schiacciandosi i seni fra gli avambracci. Chiuse gli occhi, e per un attimo sembr sinceramente scossa. "Quando penso a come apparivano lo studio di Duana, e il suo appartamento, che aveva ammobiliato con tanta cura-"

"L'hai visto? Eri l?"

"Perch sembri cos sorpreso? Andavo spesso da Duana, e lei era spesso qui. Gli investigatori mi hanno portato a Mill Row il giorno dopo che era stata denunciata la sua scomparsa, per aiutarli a stabilire che cosa poteva essere stato rubato, distrutto o cambiato di posto. Camminavo su un telone di plastica sul pavimento. Non mi era consentito toccare niente, naturalmente. Ero in uno stato di shock, avevo preso dei tranquillanti. Era da un bel po' che gli Zwolle non andavano a trovare Duana, e della sua vita ne sapevano meno di quanto ne sapessi io. Sono riuscita a identificare le cose rotte. Agli investigatori sono riuscita a dare un'impressione della vita quotidiana di Duana... chi conosceva e chi poteva star frequentando. C'era la polizia scientifica, ma era un lavoro lento, straziante; gli ci vollero giorni e giorni per raccogliere delle prove, compresi i calchi delle impronte degli pneumatici fuori nel fango, e non hanno mai stabilito con certezza che l fosse stato commesso un delitto, voglio dire che Duana fosse stata picchiata, o violentata, o fatta sanguinare - non hanno mai trovato macchie di sangue. Hanno trovato molte impronte, ma neanche da questo sembra che sia venuto fuori niente. Gli investigatori sono giunti alla conclusione che Duana probabilmente conosceva il suo assalitore, lo aveva fatto entrare, e lui l'aveva sopraffatta in qualche modo, e pu averla trasportata fuori, gi per le scale e dentro alla sua automobile. Poteva essere arrivato a piedi o aver avuto un complice. Ma tutto era ipotetico, incerto. C'erano delle volte in cui gridavo contro di loro: 'Fate qualcosa! Trovatela! Salvatela!' Era tutto cos lento, cos metodico e intanto le ore e i giorni passavano, e Duana non c'era pi, e poteva essere ancora viva, e ci aspettava.  per questo che ho accettato tutte quelle interviste. Ero ansiosa di far conoscere la situazione di Duana. In che modo possa essere stato frainteso come sfruttamento dalla sua famiglia, e da altri, maledizione se lo capisco."

Volendo consolare la donna scossa, Matt disse: "Oriana, hai fatto quello che potevi. Forse sei stata d'aiuto."

"Ma Duana non  tornata, vero? Sono passate dodici settimane."

Oriana indic una tela macchiata, sfregiata, appoggiata a una parete. " tutto quello che rimane della mia Esplorazione del concetto metafisico di suspense - un gran pasticcio. Ho imparato che non si pu fare arte dalle emozioni reali mentre le si vive. Sono ancora troppo fresche, troppo intense, e in un certo senso ordinarie. Anche il dolore  ordinario. Persino il terrore. Sono dodici settimane che aspetto un segno. Un segnale. Da Duana. In un sogno o in una visione. Non ho mai creduto nella telepatia o nelle percezioni extrasensoriali ma ci potrei credere, adesso! Sono talmente disperata. Penseresti che quelli di noi che hanno amato - che amano - Duana potrebbero almeno sapere se  viva o morta. Perch nel fondo del nostro cuore lo dovremmo sapere. Ma persino sua sorella Rue sta solo aspettando. E nel frattempo non c'..." con un gesto drammatico Oriana allarg le dita con le unghie dipinte, "...niente."

Matt avrebbe voluto protestare. Quello che Nighthawk aveva provato e stava provando in quel nuovo anno non si poteva ridurre tanto facilmente a niente.

Oriana si alz barcollando dal tavolo di vimini. Matt l'afferr, e lei recuper l'equilibrio; and a uno scrittoio in stile della comunit Shaker appoggiato a una parete, e mormor a Matt: "Non andare via, non ancora! Voglio mostrarti una cosa." Stava rovistando nel cassetto pi alto.

Matt disse risoluto: "Non vado da nessuna parte, Oriana. Sono qui."

Non aveva pensato al tempo da quando era arrivato. Da quando beveva quell'eccellente vino rosso, anche se piuttosto dolce, con Oriana. (Tess lo stava aspettando, avrebbe dovuto cenare a casa quella sera? O aveva detto a Tess che aveva un impegno di lavoro?)

Oriana tolse un involucro di carta da pacchi dal cassetto e ne tir fuori una fotografia che porse a Matt cerimoniosamente. Matt sussurr: "Mio Dio." Era un'immagine notevole: il viso di Duana Zwolle pi vicino al suo di quanto l'avesse mai visto, a solo pochi centimetri dall'obbiettivo della macchina fotografica e da chi guardava: la ragazza teneva la tempia sinistra appoggiata a uno specchio cosicch il suo viso in ombra si rifletteva, non proprio simmetricamente, nello specchio. Era un bellissimo viso simile a un sogno, con spesse sopracciglia scure, ben delineate, e un neo all'attaccatura dei capelli, e degli zigomi pi pronunciati di quanto Matt ricordasse. Matt deglut a fatica, e guard meravigliato. Si chiese quanti anni avesse Duana l: diciannove? Oriana era china sopra Matt e lo osservava attentamente: "Bella, vero?"

Matt non rispose.

Oriana disse, con voce eccitata: "Quando ho incontrato Duana la prima volta, ho pensato che avesse sangue orientale, dell'India. E potrebbe essere vero. Ma ci sono degli antenati ebrei portoghesi nella famiglia di sua madre, ho saputo. Quegli occhi!"

Matt esaminava gli occhi di Duana Zwolle che sembravano fissarlo.

Sono cos felice, che potrei morire anche adesso.

Oriana disse, mettendo una mano sulla spalla di Matt: "Sento che  viva, Matt - tu no? E che sta pensando a noi."

"S." Per Matt parlava con incertezza.

"Noti qualcosa di strano, Matt? Nella fotografia?"

"S, in effetti. I visi non combaciano."

Non c'era uno specchio! Duana Zwolle evidentemente si era fotografata in due momenti diversi, usando l'autoscatto. Era cos?

Oriana rise sfrenatamente, puntando un indice provocante fra le nocche di Matt, per indicare i visi accoppiati. Disse: "I visi non 'combaciano' perch anche i gemelli identici non sono 'identici'. La fotografia ti induce a immaginare che stai vedendo un unico viso rispecchiato ma quel che vedi realmente sono due visi separati. Duana e sua sorella Rue. Ingegnoso, vero?"

Matt spalanc gli occhi. "Ma... qual  Duana?"

"Ma non lo sai? Eppure l'ami!"

Matt guard prima un volto, giovane, scuro, esotico, poi l'altro, e avrebbe potuto giurare che non aveva mai visto n l'uno n l'altro in vita sua. Il viso gli bruciava di rammarico. E di rabbia, per essere stato vittima di un trucco. "Duana  quella... sulla destra?"

"Sei sicuro?" scherz Oriana.

No, Matt non era sicuro. Ma si sentiva un idiota totale ad ammetterlo.

Oriana disse: "A dire la verit, non lo so nemmeno io! Duana non ha voluto dirmelo. La sua arte  piena di giochi d'identit, pensava che l''identit' fosse puro samsara - una Rete d'Illusioni. Quando le ho chiesto quale dei due visi fosse il suo ha riso di me, dicendo: 'Che importanza ha? Un viso  solo un viso. La pelle  pelle. Rue e io non ci assomigliamo in niente - o ci assomigliamo in tutto. Un gemello  una costruzione immaginaria.'"

"Duana ha detto cos? Cosa intendeva dire?"

Non gli era venuto in mente, fino a quel momento, che se fosse stato l'amante di Duana Zwolle, avrebbe potuto essere lui in svantaggio nel loro rapporto. Duana Zwolle avrebbe potuto sconcertarlo, e sgomentarlo per via del suo maggior talento e della sua immaginazione. Avrebbe potuto essere geloso di lei. Possessivo. Mentre il diario lo aveva cullato nell'illusione di credere che l'amore di Duana Zwolle per Nighthawk fosse senza riserve, come se lui fosse superiore a lei.

Matt disse: "Posso avere questa fotografia, Oriana? Significherebbe molto per me."

"Temo di non potervi rinunciare, Matt. Per posso fartene fare una copia."

"Grazie! Te ne sarei molto grato."

Era ora che Matt andasse via. Lo sapeva, e lo sapeva anche Oriana. Eppure quando Matt si alz dal tavolo di vimini, pervaso dall'emozione, con la gola troppo serrata per parlare, Oriana si infil fra le sue braccia, non del tutto consenzienti, con un grido tenero, implorante, di arrendevolezza femminile. Adesso siamo andati oltre le parole. Adesso siamo davvero uniti. La bocca di Oriana era umida e andava in cerca di quella di Matt, non cos calda come lui si sarebbe aspettato ma energica ed esigente. La bocca di Matt era intorpidita dal vino. Sent come un boato nelle orecchie. Rapide, le sue mani si mossero sul corpo della donna, non per attrarla a s ma per tenerla ferma. Quando Oriana fece scivolare le sue forti braccia flessuose sui reni di Matt, lui si sent quasi sopraffare. Non aveva mai abbracciato una donna di proporzioni cos statuarie e con una fame cos evidente. Oriana stava mormorando quasi in stato d'ipnosi: "Tu la ami, lo so. Io la amo. Lei  con noi adesso." Rapida, Oriana tir per un braccio Matt che la segu come un cieco, incespicando in una stanza buia al di l della cucina. And a sbattere contro lo spigolo di qualcosa - un cassettone, un comodino. Un letto grande, quadrato, stranamente basso e stranamente soffice su cui erano stati messi numerosi cuscini e guanciali, come macigni. Lo voglio? Di cosa si tratta? La bocca avida di Oriana succhiava quella di Matt, le sue dita gli afferravano e strappavano i vestiti. Rinvigorito dal vino, Matt si trov a baciare la donna a sua volta, con la lingua, premendo la bocca contro il suo collo caldo, umido, i suoi seni, il suo ventre rotondo. Come se stesse cadendo da una grande altezza; sprofondando nel sonno; un sonno sensuale, assolutamente soddisfacente; un sonno infantile; un sonno che gli spegneva il cervello in un'estasi di oblio. Ogni identit  una costruzione immaginaria? Ha importanza chi siamo, o tutto quello che importa  quello che facciamo? O che cosa viene fatto attraverso noi?

Nella confusione del momento Matt McBride non avrebbe pensato a com'era strano, a com'era ironico, che la ragazza scomparsa lo portasse a questo: nel letto di un'estranea.

In una specie di delirio Oriana mormorava: "Mi ami? Mi ami? Mi ami?" Matt ebbe l'impressione che lei non si ricordasse pi come si chiamava lui. Giaceva con lei sopra, sul letto soffice, tenendole il corpo tra le sue forti braccia stupite. Una corrente d'aria, come un respiro, gli tocc la nuca. Che posto  questo? Perch sono qui? Era eccitatissimo sessualmente mentre Oriana gli baciava e gli succhiava il petto, gli passava la lingua sui capezzoli; eppure il vano della porta e la stanza illuminata dall'altra parte lo distraevano, come se una figura indistinta stesse per passare di l. Con la coda dell'occhio gli parve di vedere... cosa? E se lui e Oriana non fossero stati soli? Quella che teneva fra le braccia era la donna sbagliata, i seni troppo grandi, il corpo, che si dimenava sotto il suo, troppo in carne. Adesso Nighthawk si  impadronito della mia anima, e io di quella di lui.

Matt si stacc dalla donna, ansimando. Improvvisamente era tornato lucidissimo. "Mi dispiace. Non posso."

Oriana si sollev sui gomiti per fissarlo nella penombra. Anche lei ansimava, e il suo corpo luccicava a chiazze. Con una voce infantile, ferita, disse: "Non puoi... o non vuoi?"

Matt era in piedi, cercando di rivestirsi pi presto che poteva. Che idiota! In un attimo aveva perso qualsiasi desiderio sessuale per quella donna. E per quel posto che non era pi romantico ma sapeva di incenso stantio, lenzuola umide, carne femminile lievitata. Mi dispiace, mi dispiace, Ges mi dispiace, mormorava, mentre Oriana cominci a rimproverarlo, ferita, furiosa e indignata. Lo sgridava con la stessa voce di sua madre di tanto tempo prima, che lo aveva cacciato di casa pi di una volta chiamandolo Satana! Andando a tastoni in cerca dei suoi vestiti, Matt avrebbe voluto accendere una luce ma un simile gesto, in quelle circostanze, sembrava troppo invadente; Oriana, nuda, fra le lenzuola sgualcite, sarebbe stata esposta. Per anche mentre lui sperava di proteggere la donna, lei stava dicendo con amarezza: "'Mi dispiace! ' Ma lascia perdere il 'mi dispiace'! Vattene al diavolo, Nighthawk! Scusati del tuo cazzo invece, che non vale un cazzo."

Come una figura araldica infuriata Oriana si alz sulle ginocchia, coi lunghi capelli pallidi che le fluttuavano intorno al viso largo. Qualcosa vol sopra la testa di Matt e ruzzol sul pavimento: un cuscino ricamato a mano.

Matt McBride fugg.

Nauseato dalla vergogna, dall'imbarazzo, dalla mortificazione virile, Matt McBride fugg.



Fuori, sotto una pioggia gelida, armeggiando per sbloccare la serratura dell'automobile, Matt si rese vagamente conto di un veicolo poco distante da l, sul lato opposto della strada stretta, con le luci anteriori e posteriori spente, che si allontanava lentamente. Una coincidenza?

Si rese conto troppo tardi di aver lasciato l'urna e la casseruola di terracotta, che Oriana aveva messo nelle scatole per lui, appoggiate sul bancone. Bei pezzi, e cari. Si era immaginato quanto Tess li avrebbe apprezzati, quanto sarebbe stata grata di ricevere dei doni inaspettati da parte di Matt. Nei primi tempi del loro matrimonio, spesso si sorprendevano l'un l'altra con dei regali. Tess era risentita per il fatto che Matt non l'amasse come una volta, e quelle ceramiche di Oriana l'avrebbero potuta consolare, eppure Matt non poteva risolversi a rischiare di tornare. Mai! Mai pi.

Correva veloce verso Weymouth, sudato, pieno di prurito e di una profonda vergogna. Con gli striduli singhiozzi irati di una donna nelle orecchie. Che si erano gi confusi nel ricordo con i singhiozzi di sua moglie. Quale donna?



27

NOME SCONOSCIUTO. La sua mente era inquieta, non sapeva perch. Stava lavorando sodo. Riceveva una busta paga. Ogni settimana. Soldi che avrebbe diviso con la donna Brough e il figlio di lei che guardava NOME SCONOSCIUTO con occhi di radiosa speranza. Non sono tuo padre ma far le sue veci. Per quando la donna lo toccava qualche volta le sue dita erano come il lardo e il suo fiato sapeva di sugna & era disgustoso & lui la spingeva via. Donna, sta' attenta! Ma lei lo venerava come JOSEPH GAVIN. Lei gli serviva, & lui pensava che gli sarebbe servita ancora di pi in futuro.

La sua mente era inquieta, non sapeva perch. Gli investigatori non erano tornati per interrogarlo. N lui pensava che lo stessero spiando. Eppure il suo cuore era pesante. In quelle mattine del tardo inverno, con un cielo plumbeo & un odore (che non poteva essere quello, lui lo sapeva) della putredine della spiaggia & dei Pine Barrens. Moriva dalla voglia di rivisitare il luogo del sacrificio. Della sepoltura nella neve. (Ormai, la neve doveva essersi sciolta. E gli uccelli marini coi loro crudeli becchi affilati avrebbero banchettato.) Era scappato via lungo il fiume Batsto come un ragazzino di dodici anni. C'era una barca a remi che aveva trovato, & un unico remo. La barca rigurgitava d'acqua perci non aveva potuto usarla veramente. Per poteva far finta di usarla, era la sua barca & poteva viaggiare a suo piacimento. C'erano i cedri bianchi dell'Atlantico, migliaia & migliaia di pini. Gli acquitrini di mirtilli palustri & i contadini da cui lui si nascondeva, perch, forse, non lo avrebbero accolto bene. Lui era di Forked River a sedici chilometri dai Barrens, un ragazzo di citt, ai loro occhi. A loro non poteva spiegare che i Barrens erano la sua terra natia, dove non sarebbe stato giudicato. Pi tardi, aveva portato la ragazza sull'Isola dei Daini. Non aveva avuto tempo di scegliere accuratamente il luogo quella prima volta. Allora non sapeva perch aveva portato la ragazza nei Pine Barrens per sapeva che era il posto giusto. Come nel tardo inverno del 1993 avrebbe portato MT quasi nello stesso posto, da Cherry Hill, New Jersey, sull'Isola dei Daini dove non sarebbe stata mai trovata. Scomparsa fino a oggi.

MT era stata una "personaggio" della TV di fama locale. NOME SCONOSCIUTO si sarebbe vergognato di essere in adorazione di tale bassezza, di tale vanit. Lei non aveva avuto un vero talento da donare. Il sacrificio non era servito a nulla. Se l'era lasciato alle spalle ormai, raramente ci pensava. Anche se MT era stata sicuramente la pi bella agli occhi del mondo.

Nonostante gli anni trascorsi, nella sua memoria era pi vivida MM, perch era stata il suo primo sacrificio. Quant'era giovane, allora, e ignorante. Senza aver prima pianificato nulla. Affidandosi al caso. E in quel luogo chiamato Wading che era a un crocicchio, con un emporio & una stazione di benzina, aveva parcheggiato il furgone preso in prestito alla ricerca disperata di calmare la sua sete & aveva comprato due Pepsi-Cola da un distributore automatico all'aperto rischiando di essere visto. Strano che quando la polizia era andata in quel crocicchio, come negli altri piccoli insediamenti dei Barrens, nessuno dell'emporio o della stazione di benzina si fosse ricordato di aver visto lui, o il furgone.

Tu sei avvolto nel mantello dell'Invisibile. E del tuo NOME SCONOSCIUTO.

Un violento furore lo prese, negli anni successivi. Che il cattivo comportamento si potesse scoprire in una ragazza cos giovane come MM (che era stata, a diciassette anni, il sacrificio pi giovane, come DZ a ventisei anni era una delle due pi vecchie). Da quel giorno, NOME SCONOSCIUTO non aveva avuto illusioni. Perch MM era stata un angelo nell'aspetto & nel suo sorriso & nel dono della sua pura voce di soprano. Eppure lei aveva insozzato quel dono, & non si poteva concederle di vivere. Lui solo lo sapeva, & aveva avuto il coraggio di agire.

Come avrebbe scoperto che anche le sue mutandine erano sporche. Lui le avrebbe annusate, disgustato.

L'aveva amata, eppure lui lo sapeva. Non c'era alternativa. CANTA PER ME, le aveva comandato. (Per nel suo terrore lei non ci riusciva.) Capisci, l'applauso che riempiva l'auditorio & i lascivi baci succhianti del suo ragazzo non avevano potuto salvarla. La bellezza della sua voce era passata nelle forti, abili dita di NOME SCONOSCIUTO. (Che qualche volta sua madre stessa avrebbe guardato meravigliata, le mani del suo Joseph erano cos grandi, eppure sembravano timide in presenza di lei, come implumi creature addormentate.)

E cos avvenne che la voce di MM, di cui lei non era degna, era passata nelle dita del ragazzo allora noto al mondo semplicemente come Joseph Gavin.

Perch il destino di NOME SCONOSCIUTO sarebbe stato quello dell'Artista, nella pienezza dei tempi.



Per adesso erano trascorsi molti anni. La sua mente batteva come la risacca contro la spiaggia, inquieta per tutta la notte. Cerc di ricordare la storia segreta di NOME SCONOSCIUTO che quasi sempre lo pervadeva di felicit & della certezza & della giustizia di quello che lui andava cercando. Eppure, l'inquietudine rimaneva. Lui non sapeva perch. Il sacrificio era stato invano?

La donna Brough & suo figlio Randy erano malati, influenza, alla TV c'erano interviste con il personale medico del New Jersey sull'influenza, forse Joseph Gavin era stato colpito anche lui ma sinceramente ne dubitava: era raro che si ammalasse, perch si autodisciplinava e mangiava (soprattutto frutta & verdura) con parsimonia. Eppure la nuova figura nata dal sacrificio di DZ non riusciva a prendere vita nelle sue mani. La sesta figura del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Di altezza un po' inferiore & di grandezza un po' minore delle sue sorelle. Incisa & scolpita con pezzetti di legno di ciliegio presi da un deposito di legname di Clinton Falls, cera dipinta, limatura di rame & argilla. Il viso gli sembrava quello della Purezza eppure rimaneva inespressivo, insipido. Un viso informe che aveva realizzato alla luce cruda di quella mattina. E gli altri visi: non sono anche loro informi? Il vero viso di DZ era stato insozzato come se fosse stato sbavato con una gomma sporca perch l'anima della femmina era sozza, eppure era stato un viso che si poteva guardare & guardare mentre questo, il vero viso della Purezza, non aveva vita.

Sorridendo compiaciuto di s, l'investigatore gli aveva chiesto dove prendeva le sue idee. Mentre l'altro con indosso la sciarpa azzurra era andato sfacciatamente in giro scrutando in tutti gli angoli alla ricerca di prove. Come se NOME SCONOSCIUTO fosse uno sprovveduto ritardato mentale, che non sa come nascondere le proprie azioni segrete & il suo io segreto. Come se NOME SCONOSCIUTO non avesse molte volte, in ventun anni, fatto questo gioco eccitante con degli estranei, & vinto.

Non sono colui che vai cercando, perch lui non c' pi.  risorto, e se ne  andato.

Anche DZ aveva riso di lui. Lui lo sapeva. Non in faccia, ma lui possedeva una tale conoscenza. Da quando avevano installato le telecamere di vigilanza in cos tanti posti pubblici, nei 7-Eleven, nelle stazioni di servizio, nei supermercati alimentari & nelle banche, che, in anni recenti NOME SCONOSCIUTO aveva notato con i suoi occhi acuti, gli era parso di possedere, anche lui, i poteri dell'obiettivo di una telecamera, a volte; non sempre, ma a volte; & poteva vedere, & udire, le persone che parlavano di NOME SCONOSCIUTO quando lui non era vicino da nessuna parte, & loro credevano di essere sole! Cos DZ, Oriana & altre ancora, compresi gli uomini, parlavano in modo beffardo di lui & della sua arte. Lui lo sapeva.

Adesso s che DZ poteva sorridere di lui, sbeffeggiandolo. Per l'amaro fatto che NOME SCONOSCIUTO non aveva osato inserire quegli occhi di stupefacente bellezza ma che per paura & precauzione aveva eliminato (in un cassonetto del paese, avvolti come spazzatura fra scarti di pizza puzzolente) & al loro posto c'erano questi occhi ricavati dalle biglie dei bambini, che sembravano irreali, incollati in orbite di legno. Vetro senza vita.

Vetro senza vita! E cos sorridevano di NOME SCONOSCIUTO compiaciuti di se stessi. Sbeffeggiandolo dietro le sue spalle & persino, a volte, crudelmente in faccia.

Era una magra consolazione allora, gongolare ricordando gli occhi gonfi di Oriana & la sua voce che gli raschiava la pelle come una benda ruvida. Credeva che lui fosse suo amico! & amico della ragazza scomparsa! La bocca le si torceva quasi piangendo: Oh Joseph  un incubo, e non finisce. Se  viva  probabile che stia soffrendo. Prego per lei che la ritrovino. Per mettere fine a questo... orrore. Avrebbe voluto riderle in faccia a quella brutta femmina perch si rendesse conto del POTERE DI NOME SCONOSCIUTO. Che agli occhi di lei sembrava contare poco, qualcuno che poteva mandare via senza averlo nutrito come un cane indesiderato alla porta.



Che stagione era? N inverno, n primavera. Perci l'anima di NOME SCONOSCIUTO era indefinita. Svegliandosi una mattina col nevischio crepitante contro il tetto di metallo della roulotte, e la mattina dopo, con un implacabile sole accecante che sembrava in qualche modo sbeffeggiare & rendere ridicole le sue amate figure nel fienile. Questo nuovo anno che era iniziato con un'esplosione di trombe adesso si era fatto silente. E non c'erano nemmeno pi titoli sui giornali che riguardavano la ragazza scomparsa. E i manifesti del suo viso nelle vetrine dei negozi erano diventati cos familiari, che adesso nessuno li vedeva. & NOME SCONOSCIUTO li guardava di sfuggita passando. Doveva lavorare per guadagnarsi il pane. Come saldatore nell'officina meccanica. Dove gli altri sorridevano vedendo il modo in cui lui si legava dietro i ciuffi della barba. Interrogandosi sul suo silenzio, mentre loro chiacchieravano & ridevano forte insieme. Qualche volta rabbrividiva pensando a come quei beffardi occhi ignoranti avrebbero potuto posarsi sulle sacre figure del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno senza simpatia o comprensione. Perch loro sono il mondo, non ancora redento. Sapeva che Ges Cristo aveva preso sulle Sue spalle la redenzione di questo mondo, ma adesso vedeva che era un peso simile a una grande montagna di ghiaccio: non lo potevi portare sulle tue spalle perch avresti incespicato e saresti rimasto schiacciato sotto quel peso.

Forse Ges Cristo si era sbagliato nel Suo cuore? Forse non c'era nessuna vera redenzione? Nel sole accecante c' il vuoto.

Vetro senza vita!

Come un cacciatore insegue furtivamente la sua preda da vicino, cos lui aveva dato la caccia a DZ per tutta la tarda estate, l'autunno & l'inverno. Fino alla sera del 28 dicembre, quando era accaduto. Sempre lui era invisibile. Per poteva esserci una ragione perch NOME SCONOSCIUTO fosse a Lismore. Perch anche NOME SCONOSCIUTO era un artista. & NOME SCONOSCIUTO era un amico. Avrebbe potuto amare DZ perch questa femmina era minuta & con un carattere simile al suo. Di poche parole in compagnia. Occhi timidi. O timidi in apparenza. Sul sentiero sopra il fiume dove lei veniva qualche volta a camminare inquieta, lui era l in meditazione in assoluto silenzio. Questo avveniva dopo l'inaugurazione della mostra di collage di DZ nella Tomato Factory Gallery a Weymouth & NOME SCONOSCIUTO stava aspettando un segno della colpa & del pentimento da parte di lei, che aveva rubato da NOME SCONOSCIUTO certe idee & il titolo stesso Un giardino di delizie terrene e ultraterrene. Glielo chiedeva solo con gli occhi perch lui non era esigente. Persino allora avrei potuto perdonarla. Ho questo potere. Ma lei parlava poco, in modo cos timido che lui quasi non la udiva. Del fiume che  tutti i fiumi come quest'ora del giorno  tutti i giorni dall'inizio dei Tempi fino a ora. Mi spaventa qualche volta, tutto continuer dopo che io sar scomparsa, come se non fossi mai esistita. Queste parole erano quelle di una ragazza, pronunciate con sorpresa & rammarico; & NOME SCONOSCIUTO le aveva lanciato un'occhiata furtiva, perch quelle parole gli avevano trafitto il cuore. Come se le avesse dette lui stesso. Per lui non poteva rispondere, non aveva le parole per rispondere.

Lui desiderava amare DZ? No. Perch lei rideva di lui in segreto. La sua pelle scura era lo specchio della sua anima sporca.



Il 18 marzo fu preso da un'inquietudine. Aveva diritto di sapere! Compose il numero di collegamento diretto col giornale scandalistico Jersey Citizen da un telefono pubblico di Newark. Che notizie c'erano della ragazza scomparsa? Perch se ne parlava cos poco adesso? Perch non c'era stato nessun arresto? Era vero che il corpo era stato ripescato nel fiume Delaware e la scoperta tenuta segreta? Che l'atto era stato commesso dalla sorella gemella di DZ per rivalit per un'amante lesbica?

Rapido, aveva sbattuto gi la cornetta prima che la telefonata potesse essere rintracciata.



Delle sei figure del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno quella che lo eccitava era la seconda, una ballerina. NOME SCONOSCIUTO aveva capito di non dover intrecciare nemmeno uno dei capelli veri della ragazza ai capelli ispidi rosso castani della figura femmina, e nemmeno una particella della sua carne lentigginosa; ma con i pezzetti delle unghie dei piedi & delle mani che aveva tagliato & bruciato & mescolato all'argilla aveva fatto una polvere, il cui odore era ancora gradevole per le sue narici dopo quasi diciassette anni.

Tanto tempo prima a Mountainhome, Pennsylvania. Era stato felice. Non riusciva a farsi venire in mente il nome adesso, solo le iniziali si era concesso di ricordare: LR. Aveva una pelle pallida lievemente spruzzata di efelidi. Ma cos pallide che da vicino non si vedevano. Solo per caso aveva notato che lei si esercitava & si allenava nel suo programma quotidiano di danza sulla pedana di legno di sequoia di un padiglione sul lago di Mountainhome. Nel suo logoro body nero, a piedi nudi. I suoi lunghi capelli castani striati di rosso. I suoi seni erano piccoli & sodi & la gabbia toracica sporgeva attraverso l'aderente tessuto nero. Le gambe di LR erano pi lunghe delle sue, sottili con muscoli forti. Vedendola aveva desiderato ardentemente cesellare un'immagine che le somigliasse! Le dita gli si erano contratte nel loro autonomo desiderio di mettere il filo di una lama affilata come un rasoio sul legno e tagliare, e tagliare, e tagliare! Mai aveva osservato un corpo umano in simile movimento. Talmente bello che era caduto in ginocchio con la bocca aperta nell'erba alta. Non poteva distogliere gli occhi nemmeno per un attimo. Il sordo battito! battito! della sua musica registrata gli penetrava fin nel midollo delle ossa. Quante ore quell'estate era rimasto disteso sul ventre, sul tetto di un capanno abbandonato nel campo vicino. C'era una siepe di alberi stentati a nasconderlo. E lui stava immobile senza quasi bisogno di respirare. Era un luogo collinoso sulle montagne Poconos con villini estivi & dimore pi vecchie che iniziavano a essere vendute & rase al suolo & sostituite da costose abitazioni per le vacanze. Avrebbe saputo dalla TV che LR & il suo compagno (lui era un musicista) vivevano a Philadelphia. Non erano sposati; una volta vide l'uomo avvicinarsi alla ballerina, & credendosi soli audacemente giacere sulla pedana & baciarsi & leccarsi con la lingua, & copulare come bestie facendo inorridire i suoi occhi. Tanto la ballerina  la Bellezza, tanto la femmina  la sozzura.

In quel periodo lui era Joseph Gavin che aveva preso in affitto una baita fuori del paese di Mountainhome. Aveva lasciato Forked River appena non era stato pi pericoloso per lui andare via. La polizia non sospettava di lui, non pi di quanto sospettasse di una dozzina di altri uomini & di altri ragazzi, lui aveva i suoi buoni motivi per crederlo. Aveva ventidue anni. La ragazza scomparsa era stata trovata sull'Isola dei Daini tre anni prima & pochi parlavano di lei adesso. Nemmeno lui pensava a lei adesso. Aveva litigato con la propria famiglia, & se n'era andato. Avrebbe fatto dei lavoretti estivi & avrebbe fatto il saldatore & guadagnato bene. Ma quell'estate viveva da solo in una baita con un tetto putrido su un fianco della montagna. Avrebbe presto iniziato la prima delle nove figure del Matrimonio del Cielo e dell'Inferno ma aspettava solo una visione. E UNA VISIONE CHE VENISSE PRESTO.

Al Festival Estivo di Mountainhome, in agosto, la vide danzare! Soltanto quella sera seppe come si chiamava, dal programma stampato. Non aveva capito che anche gli altri conoscevano la ballerina dai capelli rossi; che non ballava solo sulla pedana del padiglione, ma con una compagnia di altri ballerini; non aveva capito che lui avrebbe dovuto dividerla nella sua adorazione con altre migliaia. Da solo, al suo posto in mezzo al pubblico, sedeva teso & con gli occhi sbarrati. Gli occhi gli dolevano di desiderio irato. Come fiamme gemelle nelle loro orbite. Sapeva di essere stato tradito, come quando l'uomo era andato da lei per giacere sopra di lei & intrecciare le sue membra con quelle di lei & copulare all'aria aperta spudoratamente. Perch c'era un ballerino flessuoso che la sollevava, che l'abbracciava lascivamente al ritmo della musica. Per lui aveva occhi solo per lei: LR. La danza pi straordinaria era La Farfalla, che lui avrebbe ricordato a lungo. La musica che pulsava come le ali della farfalla. Gli estatici salti e giravolte dei ballerini. Il corpo smanioso di lei in un costume giallo che mostrava ogni muscolo & ogni osso, i capezzoli & le fessure dell'inguine. Il suo corpo che era simile al legno vivo cesellato & dotato di vita. Mentre lui guardava, proteso in avanti dal suo posto, coi lunghi capelli appiccicati al collo sudato, le dita che si contraevano per modellare & accarezzare il legno. Ecco!  lei. Lo assal come una visione. Lui l'avrebbe resa perfetta con la sua arte, come avrebbe reso perfetta MM che era stata il suo primo sacrificio. Ancor prima che l'applauso scoppiasse nell'anfiteatro all'aperto in mezzo ai pini, l'aveva saputo: Devo averla.

La figura che era La Farfalla, sotto forma umana.



Balla per me!, le ordin.

Ma lei non ci riusciva, non pi di una ragazza malaticcia o zoppa. Col terrore negli occhi & la puzza delle sue budella. La farfalla! Che beffa crudele.



Era vero, Joseph Gavin sarebbe stato interrogato. Dai vicesceriffi di Mountainhome. Per non avevano particolari sospetti su di lui, & nessuna prova che collegasse Joseph Gavin alla ballerina scomparsa. Come lui aveva constatato.

L'aveva presa con precisione & pazienza. Di mattina, molto presto, non erano ancora le otto. Quella era la sua routine: esercizi yoga nel suo logoro body nero. E quella mattina l'uomo non c'era. Nemmeno la sua automobile. Non c'era nessuno tranne la ballerina dai capelli rossi. La farfalla. Svelto come un ragno eretto balz su di lei arrampicandosi sulla pedana con il volto mascherato da una sciarpa di seta nera & le mani in guanti di lattice & i piedi in scarpe da ginnastica con la suola di gomma di due misure pi grandi. Non l'avrebbe tenuta a lungo come qualcun'altra, non pi di due ore. Sarebbe stata sepolta in una fossa a una profondit di un metro, in un inghiottitoio che aveva scoperto nei boschi. Ardeva dal desiderio di trasportarla sull'Isola dei Daini ma non era una cosa pratica, lo sapeva. A soli quattrocento metri dalla strada di ghiaia ma in mezzo agli alberi, in un terreno paludoso. Il corpo l'avrebbero scoperto solo venticinque giorni dopo. Alla fine dell'estate, dopo il Labor Day, & non c'era nessun motivo per Joseph Gavin come per molti altri di restare a Mountainhome. Per allora sarebbe stato nel Delaware. Non ci sarebbe stata nessun'altra prova che collegasse il corpo di lei a lui. Non lo avrebbero pi interrogato. Eccitato, vide al telegiornale che avevano trovato LR dopo lunghe ricerche. I polsi e le caviglie sottili legati con il fil di ferro, il fil di ferro affondato tutto attorno al collo, & i lunghi capelli non pi belli ma flosci e sporchi nella fossa. Alla TV e sui giornali le fotografie di LR erano solo quelle della ballerina sorridente e con le braccia alzate come per sollecitare gli applausi. Non c'erano le foto di un corpo in avanzato stato di decomposizione.

Dov'era il talento di LR adesso? Dove le sue membra sottili & gli occhi splendenti? Era piegata, spezzata. Era quello il potere di NOME SCONOSCIUTO. Come le ali di una farfalla si spezzano in un attimo. Nella fossa le spalle erano ingobbite, le ginocchia spinte su fino al petto, la testa chinata in una posa di abbietta preghiera.

Hai visto! Tu che credevi di poterti librare in volo al di sopra degli altri, di noi che ti adoriamo.



La sua mente era inquieta, cominci a comprendere perch.

Non gli venivano visioni, n c'era una promessa di visioni.

In questo tardo inverno del nuovo anno che era iniziato con un tale trionfo.

Lentamente stava prendendo forma nella sua mente COME UN DOVERE, non che ne avesse una gran voglia, che l'impudica femmina bionda Oriana che aveva esibito il suo corpo & pianto alla TV per la sua amica che era stata portata via, dovesse essere portata via anche lei; perch NOME SCONOSCIUTO aveva motivo di credere che lei avesse parlato con la polizia, & lui non si fidava di lei. Non aveva guardato NOME SCONOSCIUTO negli occhi. Non gli aveva dato da mangiare. Scacciandolo come un cane indesiderato indegno della sua concupiscenza di femmina.

NOME SCONOSCIUTO aspetta un segno. Alla finestra del suo fienile preso in affitto, lo sguardo fisso in direzione del viale d'accesso & della strada provinciale pi oltre. Passano lunghi minuti in quella fuga & non sta lavorando, nemmeno pensando; non  NOME SCONOSCIUTO in quel momento di paralisi, ma il giovane Joseph Gavin che qualcuno aveva desiderato credere fosse lento di comprendonio. Uno di loro verr a cercarmi? E io lo riconoscer?

Si sarebbe aspettato gli investigatori di Weymouth. Ma chi and da lui non era stato previsto.



28

Sparire, sparizione, sparita.

A novembre dell'anno precedente, uno dei compagni di classe di Davey era rimasto ucciso in un insolito incidente, una caduta da una rampa di scale di cemento in un parco di divertimenti della Florida. Davey era amicissimo del bambino ma, dopo la sua morte, restava stranamente indifferente quando parlava di lui; questo curioso comportamento sconcertante era stato notato anche dai genitori degli altri bambini che erano stati amici del bambino morto. Tess disse: " come se rimproverassero Mark! Come se non lo volessero pi riconoscere. Come se lui li imbarazzasse. Si rifiutano di parlare di lui." Matt, ricordandosi della morte di suo padre, e di come lui si fosse rifiutato di parlarne per molto tempo e di quanto si scaldasse in modo irragionevole quando qualcuno, soprattutto una donna, cercava di partecipare al suo dolore, disse: "Senti, questi bambini hanno otto anni. Sono spaventati. Sanno che cos' la 'morte' ormai, ma non vogliono saperne di pi.  cos. Dovremmo incitare Davey ad ammetterlo e farlo piangere, o lasciarlo in pace, povero bambino? Quando avr voglia di parlarne, ne parler. E se non lo far, sar una sua scelta. I bambini cos piccoli devono dimenticare.  quello che fa la 'natura': dimentica." Tess disse: "Sembra cos duro. Cos freddo." E a questo Matt non aveva niente da rispondere.

E qualche settimana dopo c'era stata la ragazza scomparsa.

Matt strinse i denti, e azzard una spiegazione. Dicendo ai bambini: "Dovete sapere che la 'ragazza scomparsa' di cui tutti parlano non  proprio una ragazza.  una donna adulta. Non ha cinque anni come te, Graeme; o otto come te, Davey. Probabilmente  stato qualcuno che lei conosceva a portarla via, e se voi non conoscete questa persona, e di sicuro non la conoscete, n l'uno n l'altro, non vi porter via. D'accordo?" Era perfettamente logico. Questa era la saggezza del pap, infatti. Ma i bambini guardarono Matt con gli occhi spalancati, perch quello che avevano sentito dire da Tess e dai loro insegnanti era tutto il contrario: se era scomparsa una ragazza, potevano essere portati via anche loro; dovevano stare molto, molto attenti; non dovevano mai fidarsi degli estranei, n degli adulti che conoscevano poco. Dovevano essere vigili in ogni momento. Davey disse in tono accusatorio: "Ci avevi detto, pap, che di solito dovevi essere vecchio per morire, che era qualcosa che accadeva ai vecchi, ma non  vero, pap, no? Pu succedere anche adesso. Pu succedere a chiunque anche adesso."

"S, Davey. Immagino di s. Ci pu sempre essere un incendio, o un terremoto. Lo vedi alla TV. E Mark  caduto su dei gradini duri, di cemento. Ma di solito ci sono meno probabilit che ti succeda qualcosa di brutto quando sei giovane. E tu e Graeme resterete giovani per molto tempo." Davey ci rimugin su, dubbioso. Matt cerc di parlare con autorevolezza, per senza quella urtante sicumera che lui detestava negli adulti quand'era piccolo. Davey domand: "Quanti anni avete tu e la mamma, pap?" Matt, vedendo dove andava a parare, disse: "La mamma e io siamo ancora giovani. Non quanto te e Graeme ma, sicuramente, giovani." Davey, sorridendo compiaciuto di se stesso, disse: "Ma la ragazza scomparsa  pi giovane di te, pap! Ha ventisei anni, c'era scritto sul giornale. Tu sei un bel po' pi vecchio di cos." Matt, cercando di sorridere come se quello non fosse stato un colpo basso, rispose: "D'accordo, sono pi vecchio di dieci anni. Ma anche cos, non sono vecchio."

In quel momento Tess li aveva chiamati a cena, salvando il pap ancora una volta, e i bambini erano corsi rumorosamente in cucina.

Povero pap: sgomento di fronte all'enormit del mondo che ci si aspettava che lui esaminasse a fondo per i suoi figli. Non bastava che i bambini pretendessero amore, ogni grammo d'amore che gli potevi dare, questo l'aveva pi o meno saputo, e l'aveva gi spaventato non poco, ma oltre all'amore i bambini pretendevano che i genitori fornissero loro una mappa, affidabile, del mondo.

E il pap stava passando un momento maledettamente difficile per cercare la sua strada, senza mappa e senza fiducia nelle sue capacit di trovarne una.



La voce di Graeme era seria, con una sfumatura di ansia. E il suo fiato caldo e umido nell'orecchio del pap.

"Pap? Dove vai quando scompa-risci?"

"Volevi dire 'sparisci', Graeme?"

"S, pap!" grid il bambino. "Dove vai?"

Gli occhi color nocciola di Graeme si dilatarono per l'apprensione. Urtando le gambe del pap, si era arrampicato in grembo del pap. Cinque anni e maldestramente affettuoso come un cucciolo; adorava cogliere il pap di sorpresa arrampicandoglisi in grembo e strofinando la testa contro la spalla del pap. Come faceva da quando aveva mosso i primi passi. Graeme stava diventando un po' troppo grande per comportarsi cos, e Davey disapprovava beffardo. Ma dalla scomparsa della ragazza, senza che ne avessero parlato in sua presenza, Graeme era diventato pi ansioso, e ripetitivo nelle sue domande.

"Pap, allora dove vai?"

"Be'. Non vai da nessuna parte, di preciso. 'Sparisci'." Matt cerc di scherzare, facendo schioccare le dita. Graeme allo schiocco sobbalz, ma non rise.

"Si, pap, ma dove? Dove vai quando sparisci?"

Era una variante di: Dove vanno le persone quando muoiono? Che entrambi i bambini avevano chiesto ai loro genitori, a turno. Prima Davey e poi Graeme. Tess aveva detto ai bambini che quando una persona muore, va "in un nuovo posto che qualcuno chiama Cielo"; Matt aveva detto loro francamente che "dove vadano le persone quando muoiono,  un mistero per la scienza al momento attuale". (A Matt piaceva l'ottimismo americano di "al momento attuale".)

Graeme ripet la domanda e il pap cerc di ricordarsi se aveva gi risposto. In uno sforzo di onest disse: "Non sempre si sa dove vanno le persone che scompaiono. Se tu andassi di sopra, Graeme, e ti nascondessi nel tuo armadio, sarebbe dove andresti, ma per me qui gi  come se tu fossi sparito. Capito?" Ma Graeme stava ostinatamente scuotendo la testa. Prima che potesse rifare la domanda, il pap disse rapido: "Le persone vanno in ogni genere di posto! Come... vedi?" Con il telecomando Matt spense la TV, che nessuno guardava. Immediatamente lo schermo divenne grigio, vuoto.

Graeme fece una risatina nervosa, ma non era soddisfatto.

"Ma pap: le persone vere, dove vanno?"

"Le persone della TV sono vere. Non vanno da nessuna parte, stanno dove sono. Ma noi non le vediamo."

Graeme era stufo dei miseri misteri della TV, anche se potevano sembrare miracolosi. Dava assolutamente per scontata la scatola elettronica, e non ne era impressionato. "Se sparisco, dove vado?" Fece un segno verso la finestra, intendendo fuori di casa; intendendo che non sarebbe stato semplicemente nel suo armadio.

Matt sospir, e cerc di spiegare, seriamente, che le varie persone, credute "scomparse", vanno in posti diversi. Se ti sono sfuggite e non sai dove sono, potresti concludere che sono scomparse: "Ma in realt non lo sono."

"Allora dove sono, pap?"

"Te l'ho detto, Graeme, in vari posti. Non c' un unico posto."

Graeme si sarebbe messo a succhiarsi il dito, meditando su quella risposta, se il pap non gli avesse gentilmente tolto il dito di bocca. Per Matt, la risposta era assolutamente logica. Eppure...

Il problema era linguistico. Sparire era una parola sola. Non la si poteva applicare ragionevolmente a un'infinit di eventi.

Gli occhi di Graeme si strinsero in una paura infantile. I suoi soffici capelli ondeggiavano intorno al visino dandogli un aspetto allarmato, vulnerabile. Era un minuscolo uccellino, con enormi occhi e il becco aperto che chiedeva di essere nutrito, nutrito, nutrito. Il suo bisogno della mamma e del pap era enorme. Matt si riconosceva poco nel bambino, anche se i capelli di Graeme avevano il colore di quelli di Matt quand'era piccolo; durante l'adolescenza, i capelli di Matt erano diventati ruvidi e si erano scuriti, e verso i trent'anni avevano assunto un curioso color grigio metallico uguale a quello che aveva adesso, ed erano folti e ispidi come la lana di una pecora. Matt baci Graeme, dicendo: "Graeme, non ti devi preoccupare, d'accordo? Tu non sparirai, te lo prometto."

Ma Graeme strofin la testa cos forte contro la mascella di Matt, che il pap trasal dal dolore. "Ma pap, dico di tu!" disse, regredendo al linguaggio infantile. "Tu non devi scompa-riscere!"



E per tutto il tempo, quella sera come tutte le altre, Matt era consapevole che Tess, nell'altra stanza, stava ad ascoltare.

Se lui era al telefono nel suo studio, lei, con ogni probabilit, origliava dietro la porta o all'altro telefono.

Sotto sorveglianza in casa propria. Ami un'altra donna, Matt,  cos? Ti prego dimmelo.

Se lei glielo avesse chiesto, lui avrebbe negato.

Nessuna. Nessuna viva, lo giuro.

Qualche volta di notte, in quelle notti in cui Matt andava di sopra a letto ma per non chiudere occhio, Tess si aggrappava a lui, senza parlare. Quella era l'intimit: la pi profonda, nuda intimit fra un uomo e una donna. Per un'intimit solo fisica, in fin dei conti. I nostri destini in una "nuvola d'ignoto" si sono intrecciati prima che nascessimo. Nighthawk adesso si  impadronito della mia anima, & io della sua. Come poteva Tess, povera Tess, competere con questa seducente voce notturna?

Come poteva Matt chiudere le orecchie a quella voce, una volta che l'aveva udita?

Anche quando Matt faceva l'amore con Tess, o cercava di fare l'amore con Tess, la sua mente sembrava staccarsi dagli sforzi del suo corpo come un falco che spicca il volo. Di nuovo stava lasciando con Duana Zwolle la strada maestra per andare nel loro luogo segreto in mezzo ai campi di grano. In una ventosa giornata d'autunno, col cielo azzurro e le nuvole alte che correvano veloci e il fruscio degli steli di grano secchi. Era con Duana Zwolle sulla riva del fiume Weymouth, e le metteva lo scialle bianco di cachemire sulle spalle, guardando insieme a lei il fiume misterioso avvolto nella nebbia. Finalmente le aveva preso la mano tenendola stretta. E le dita calde di lei, sorprendentemente forti, avevano stretto quelle di lui. Il bagliore dei suoi occhi scuri, del suo sorriso. Nel nuovo anno, ci dichiareremo. Nel nuovo anno, non avremo pi paura.

Ma c'era Tess, e Matt amava Tess. C'era Tess, in carne e ossa. E non c'era Duana Zwolle.

No! Non amo un'altra donna.

Perch, con una parte del suo cervello, Matt McBride capiva la follia della sua infatuazione per la ragazza scomparsa. Prima ancora del diario aveva capito le radici di quell'attrazione morbosa. Duana Zwolle era una recrudescenza della sua vecchia, ossessiva infatuazione per Marcey Mason, come una malattia nell'et adulta pu essere la recrudescenza di una malattia o di un trauma infantili. Non sono innamorato di una ragazza morta! Non sono innamorato di una donna che non ho mai conosciuto.

Si sarebbe difeso cos.

Cos avrebbe sostenuto fermamente.

Perch c'era Tess, e lui viveva con Tess; e Duana Zwolle non c'era, ed era probabile che lui non l'avrebbe pi vista. Devi stare coi piedi per terra. Non sei Nighthawk, sei un individuo distinto da lui. Era arrivato ad ammirare Tess pi che mai, dopo lo shock e l'umiliazione della perquisizione della polizia. Dopo l'invasione del loro focolare da parte di quegli estranei. (Davey e Graeme avevano intuito che era accaduto qualcosa quel giorno? Che c'era qualcosa che non andava fra la mamma e il pap?) A Weymouth, nella cerchia dei McBride, si mormorava - ovviamente. (Anche se non venivano mai fatte domande dirette n a Tess n a Matt, perch Weymouth era troppo civile per un comportamento indiscreto.) Per non erano frutto dell'immaginazione di Matt McBride gli sguardi interrogativi dei colleghi della Krell Associates e i loro improvvisi silenzi quando lui si avvicinava mentre chiacchieravano fra di loro. Non era frutto della sua immaginazione che Sidney Krell lo evitasse, che gli inviti a pranzo o a bere qualcosa fossero bruscamente cessati. (Non sarebbe arrivata come una sorpresa che la nomina dei McBride a soci del Weymouth Country Club sarebbe caduta nel dimenticatoio.) Non era frutto della sua immaginazione la tensione sempre pi forte fra lui e Tess. Tensione che lui sembrava incapace di controllare.

Cosa c', Matt? Perch non parli con me, non ti confidi con me? Perch questo incubo deve capitare proprio a noi?

Non c'era da meravigliarsi allora, che, quando Matt era via, Tess tornasse a frugare nelle tasche dei suoi vestiti, nei cassetti del bureau e della scrivania, nella rubrica con gli indirizzi, nell'agenda. Lui si accorgeva che la sua vecchia rubrica consunta si trovava a sinistra e non a destra, nel primo cassetto della scrivania dove la teneva sempre. Notava che la smisurata agenda da tavolo, carica di fronzoli, un regalo per Natale dei suoi suoceri, era fuori posto in modo appena percettibile accanto al computer. E c'erano prove che Tess apriva i file del suo computer, e ascoltava i suoi messaggi telefonici. Ma il diario era nascosto in salvo lontano da l, nell'ufficio di Matt. Tess non l'avrebbe mai visto.

La sera in cui Matt era andato a trovare Oriana a Lismore, ed era tornato a casa tardi, col fiato che sapeva di vino rosso dolce, quando finalmente era arrivato, Tess aveva detto solo, con un sorriso ansioso, irato: "Se hai intenzione di lavorare fino a tardi, e cenare fuori, potresti anche avvisarmi, sai. Anche se francamente non mi aspetto pi che tu lo faccia."

Matt aveva avuto intenzione di scusarsi ma sent se stesso dire, con una punta di belligeranza nella voce: "Ho perso la nozione del tempo. Avevo altro a cui pensare. Stavo facendo delle foto sul fiume Weymouth. Scusami."

Era vero. Dopo aver lasciato la casa di Oriana, Matt era troppo irrequieto per tornare direttamente a casa. Aveva considerato un trionfo morale non aver ceduto all'impulso di guidare lungo Mill Row, di aggirarsi furtivo come un fantasma affamato, malato d'amore, attorno all'abitazione con le persiane chiuse della ragazza scomparsa. Invece si era diretto lungo il fiume, verso Clinton Falls, parcheggiando la macchina molte volte per fotografare; si era fermato a bere una sola volta in una locanda di campagna, e poi era tornato a casa. Ma, caparbiamente, non si sarebbe spiegato con Tess. Quale ironia che, dopo aver rifiutato una richiesta sessuale di una donna, fosse giudicato male da sua moglie come un adultero.

Matt esit sulle scale, e Tess lo guard con gli occhi pieni di lacrime, e improvvisamente si abbracciarono, con una specie di disperazione. Tess sussurr: "Basta, Matt. Non farti coinvolgere da questo pi a fondo di cos. Di qualsiasi cosa si tratti. Ti prego."

Matt disse: "D'accordo, Tess."

"Promesso?"

"Promesso."



29

"Lei  Joseph Gavin?... Lo scultore?"

"S, sono... uno scultore. E lei chi ?"

Senza scomporsi, l'uomo barbuto stava sul vano della porta della malconcia casa mobile su blocchi di cemento. Le sue labbra verme pallido erano tirate in un sorriso ostile. Matt, sorridendo con la sicurezza di un giovane americano dirigente di un'azienda di successo, tese la mano in un gesto diretto, cordiale: "Sono Mathias McBride. Vivo dall'altra parte, a Weymouth. Colleziono arte americana contemporanea e sono io stesso un fotografo dilettante."

L'uomo con la barba, fissando Matt, non gli diede la mano. I suoi occhi erano inespressivi e lucidi come il metallo, profondamente e stranamente incavati nelle orbite. Nella cruda luce del mattino, la sua pelle color mastice sembrava butterata, con sottili cicatrici di una vecchia acne. Visto da lontano, Gavin, se quello era il suo nome, poteva essere una figura eccentrica, attraente, con i capelli argentei lunghi fino alle spalle tipo Cristo, e una barba ariosa, ondeggiante, che gli arrivava a met del petto. Era giovanile senza essere giovane, e la sua tuta con la pettorina era striata di pittura e di argilla come il grembiule macchiato di un bambino. Visto da vicino, sembrava leggermente deforme, con un viso asimmetrico come se fosse stato schiacciato e rilasciato, il petto e le spalle stretti ma irrobustiti da muscoli vigorosi, i capelli fluenti e la barba innaturali, come se fossero stati decolorati con l'acido. La barba, soprattutto, suscitava il disprezzo di Matt: una cosa patetica a ciuffi, che a malapena copriva il mento inconsistente, sfuggente di quell'uomo. Matt aveva una voglia tremenda di afferrarla, e tirarla.

Figlio di puttana. Pezzo di merda ambulante. Testa di cazzo. Sei tu quello?

"E cos... mi stavo chiedendo: ho sentito parlare molto di lei e delle sue sculture, e, siccome sono un collezionista, mi piacerebbe molto vedere la sua-"

"Chi le ha parlato di me?"

"Una donna molto simpatica che  la proprietaria, credo, della Tomato Factory Gallery. E... altre persone."

Gavin, se quello era il suo nome, si tirava nervosamente i ciuffi della barba. I suoi occhi erano gli occhi di un cobra, pens Matt. Per anche un cobra pu essere spaventato e non essere solo infido. Era compito di Matt togliere la paura a quell'individuo "sospetto". Disse, con voce suadente, la voce di un uomo ragionevole, assolutamente cordiale: "Spero di non essere venuto nel posto sbagliato? Sono stato a far spese folli per la mia collezione 'Americana' e ho avuto l'incarico di fare un servizio sui 'Nuovi Talenti del Nuovo Secolo' per l'American Art -  per questo che ho il mio equipaggiamento fotografico l in automobile. Lei  Joseph Gavin? Lo scultore?"

"Io sono... NOME SCONOSCIUTO."

Le labbra verme pallido si mossero timide. C'era uno scintillio di orgoglio stupito nei suoi occhi. Quelle compunte parole ridicole - "Io sono NOME SCONOSCIUTO" - assunsero una specie di dignit; malgrado la ripugnanza che provava per quell'individuo, Matt dovette riconoscergli una certa forza. Non si era ancora mosso dalla sua posizione guardinga, leggermente rannicchiata nel vano della porta, n aveva intenzione di stringere la mano a Matt, ma parlava pi volentieri adesso e sembrava credere alla storia di Matt. "S, sono uno scultore. Ma la mia opera non  in vendita in questo momento."

"Non  in vendita? Ma perch?"

" un'opera... di grandi dimensioni. Non ancora finita."

"Ma la posso vedere? Da quello che mi  stato detto dell'opera di NOME SCONOSCIUTO, mi piacerebbe moltissimo vederla."

Matt parlava con un entusiasmo ingenuo. Di nuovo pass il lampo color rame dell'orgoglio, dell'euforia, della rivendicazione stupita negli occhi dell'uomo barbuto. Lo sapevo! Lo sapevo di essere un genio! Non c'era bisogno che qualcuno me lo dicesse. Lo sapevo anche da solo. Matt prov quasi compassione per quell'uomo. Forse era innocente? Forse non aveva niente a che fare con Duana Zwolle, non pi dello stesso Matt? Matt prov un attimo di sgomento all'idea che probabilmente Joseph Gavin non era un sequestratore, n un assassino, solo un altro perdente.

In questa America di vincitori tanto pubblicizzati, essere un perdente  riconoscersi spregevoli, detestabili. Per: un assassino?

Vedendo il sorriso allarmato di Gavin, una rapida apparizione di denti storti, grigi, al di sopra di quel mento sfuggente, Matt stent a credere che quel tizio fosse capace di progettare qualche atto violento, e tantomeno di eseguirlo.

"Non... non vorrei che le mie figure fossero fotografate. Non per il momento."

"Ma no, naturalmente, signor... NOME SCONOSCIUTO. Rispetto i suoi desideri."

Gli occhi luccicanti, la pelle color mastice arrossata dal piacere, l'uomo con la barba port Matt a un fienile cadente, rovinato dalle intemperie, oltre l'appezzamento coperto di erbacce. Gli uomini camminavano su tavole sprofondate nel fango. Era un giorno ventoso di fine inverno. Una bianca luce uniforme veniva da tutte le direzioni. Gavin viveva in una circoscrizione semirurale coperta di arbusti stentati, al margine di un crocicchio chiamato Clinton Falls e in un'area di case mobili, "ranch" costruiti in economia e vecchie fattorie rozzamente ristrutturate. Era una zona povera del New Jersey poco conosciuta dagli abitanti di Weymouth; qui i valori degli immobili erano bassissimi da decenni, e le societ immobiliari come la Krell Associates sconosciute. Le stazioni di servizio, i fast food, i minimarket aperti ventiquattro ore sparsi lungo la strada provinciale sarebbero stati un romantico richiamo notturno per Nighthawk e la sua macchina fotografica; ma adesso era met mattina, mancava molto alla notte.


Era da molto che Matt si pregustava quel momento: essere solo con Joseph Gavin. Lui, Matt McBride, che non sapeva nulla delle procedure di polizia tranne il vago insieme di tecniche e atteggiamenti che aveva appreso dalla TV e dai film. Capiva che quello che stava tentando di fare era rischioso, probabilmente inutile. Cercare giustizia. E forse vendetta. E se Gavin lo avesse riconosciuto? Era convinto che quell'uomo fosse di Forked River, e che probabilmente Gavin avesse visto Matt a Lismore quel pomeriggio in cui era andato l. Eppure Gavin sembrava fidarsi di lui. Non sembrava sospettoso nei suoi confronti.

Vuole credermi.  disperato.

Mentre veniva accompagnato al fienile in rovina, facendo attenzione a non mettere un piede nel fango, Matt si sentiva euforico. Se Phelan e Ricci lo avessero visto adesso! Mentre gli investigatori di Weymouth erano agenti dello Stato con cui pochissime persone, persino quelle innocenti, avrebbero desiderato parlare francamente, e verso cui molti avrebbero provato ostilit, lui, Matt McBride, era solo un altro civile.

Poteva andare dove la polizia non poteva, e di lui si sarebbero fidati mentre della polizia non si sarebbero mai fidati. Quello era il suo vantaggio, ma era anche un rischio.

(Soltanto dopo Matt si sarebbe reso conto della gravit di quel rischio. Avrebbe potuto uccidermi e liberarsi del mio corpo, chi l'avrebbe saputo?)

Non era stato facile trovare Gavin. Oriana era stata vaga su dove viveva NOME SCONOSCIUTO, e Matt aveva dovuto fare mezza dozzina di domande a Clinton Falls, presentandosi come un collezionista d'arte in cerca di uno "scultore del luogo, di talento, un eccentrico... un uomo con i capelli lunghi e la barba". Matt aveva visto l'espressione sorpresa, perplessa, nei visi della gente. Pensano che io sia un idiota, un boccalone. Meglio! Un meccanico del garage che revisionava il pickup di Gavin indirizz Matt alla casa mobile sulla strada provinciale; c'era una cassetta delle lettere all'inizio del viale d'accesso, ma senza nome. La "casa mobile" sembrava un grande contenitore di latta, in parte nascosta dalla strada provinciale da un filare di alberi stentati e da un cartellone pubblicitario di McDonald. I "vicini" pi vicini a Gavin erano a quasi un chilometro di distanza. Mentre Matt percorreva il viale sconnesso fece questa considerazione: la differenza fondamentale fra i civili e i poliziotti era che i poliziotti sono armati. Apparve la malridotta propriet presa in affitto da Gavin. La scena del delitto. Dove sono stati trovati i corpi.

Matt non aveva detto a nessuno dove si stava recando. Come faceva a dirlo? Non lo sapeva nemmeno lui, e non aveva affari l. Quando aveva lasciato l'ufficio aveva detto alla sua segretaria che aveva un appuntamento con un potenziale cliente a Fair Hills, e avrebbe chiamato dopo per sapere chi l'aveva cercato.

Adesso stava dicendo, con un sorriso nervoso: "Le deve piacere star qui in campagna, signor... NOME SCONOSCIUTO?  tranquillo, e appartato." Stava per dire che era bello, ma quello stentato paesaggio rurale, col traffico che passava sfrecciando sulla strada provinciale, non era molto bello. "Pu stare... solo col suo lavoro."

Gavin non rispose. Come se, impersonando il genio, non avesse pazienza per le chiacchiere sociali. Spalanc una porta del fienile e indic a Matt di seguirlo all'interno. Voglio farlo? Ormai sono in ballo. Matt sentiva un'allerta animalesca, viscerale; la stanchezza di un organismo che vuole semplicemente sopravvivere. Un gelido odore stantio, chimico, gli serr le narici. Dovette reprimere un conato di vomito. Qui, nel fienile, c'era un odore di qualcosa di morto, anzi, pi che morto. C'era un silenzio sinistro interrotto solo dal rumore dei massicci autotreni sulla strada provinciale. Matt vide che Gavin lo stava guardando con la coda dell'occhio, quasi con timidezza, con i suoi piccoli occhi da cobra che fremevano. Nella sua sudicia tuta da lavoro con la pettorina, i capelli argentei sparpagliati intorno alla testa, l'uomo con la barba assomigliava a uno sgraziato ragazzo cresciuto troppo che si camuffava da Messia, desideroso dell'approvazione di un adulto. C'era qualcosa di repellente eppure anche di patetico in questo, pens Matt.

"Notevoli!" disse Matt.

Stava guardando cinque, o erano sei, figure scolpite. Figure umanoidi. Rappresentavano, nelle intenzioni, delle bambole a grandezza naturale, o dei manichini; femmine, eppure asessuate come i tronchi degli alberi, con minimi accenni di seni, di fianchi. Avrebbero potuto essere state eseguite da un bambino dotato ma maldestro. Anche se non davano l'impressione della vita provocarono in Matt quella sensazione di inquietudine che aveva provato spesso, soprattutto da bambino, davanti a un manichino dei negozi.  vivo? No! La figura pi piccola, che non era finita, aveva un viso nudo, insignificante, e occhi di vetro mal assortiti quasi comici; i suoi capelli, o una parrucca, giacevano su una panca l vicino, un groviglio di riccioli sintetici castani. Doveva rappresentare la ragazza scomparsa? Era, in qualche modo, Duana Zwolle? Ma la figura sgraziata assomigliava poco a un individuo qualsiasi perch, come le altre, era insignificante, idealizzata. Non aveva nessuna scintilla di vita, niente di quella elusiva magia che appartiene all'arte; che ci fa credere, anche in qualcosa di artificiale.

"Molto interessante. Molto... originale."

Matt era nervoso. C'era qualcosa che non andava. Un cos grande sforzo da parte dell'artista era stato incanalato su... cosa? Aliene figure umanoidi non convincenti. Rozzamente foggiate con scarti di legno, metallo, plastica, cera modellata e terracotta colorata. Ognuna era stata dipinta con grande diligenza anche se non molto abilmente. Su alcune figure la pittura aveva iniziato a coprirsi di bolle e a scrostarsi; l'artista non aveva preparato bene i suoi materiali. Due figure erano calve, con teste lisce, dipinte, color carne; altre erano state provviste di ciuffi e strisce di capelli che andavano dal convincente (erano capelli veri, umani?) allo smaccatamente artificiale. Tutte le figure erano state dotate di occhi di vetro. Era difficile stabilire se fossero state pensate nude, o vestite: i loro corpi simili a tronchi erano coperti da piccolissimi segni zodiacali, disegni di animali e di uccelli primitivi, e striscioline di metallo luccicante.

Matt deglut a fatica. L'impressione opprimente delle figure affollate nell'interno umido del vecchio fienile marcescente coperto di ragnatele era di melanconica cattivit.

Queste sono donne morte. Le ha collezionate: sono le sue spose.

Lo scultore disse con fare riverente: "Queste sono... Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno." La sua voce era roca, tremante di emozione. Con le dita tirava la sua barba striminzita come se fosse una cosa viva che doveva essere calmata. "Ognuna ha un nome segreto, capisce. Che non posso rivelare."

Matt cerc di mostrarsi allegro, entusiasta. Un collezionista d'arte desideroso di rimanere colpito. " un'opera insolita. Diversa da qualsiasi altra che io abbia mai visto."

Gavin guard Matt come se fosse un deficiente.

"S. Certo. Ovvio che  'diversa'."

Matt riprov, con ancora pi entusiasmo. "Dove... trova la sua ispirazione?"

Gavin disse: "L'ispirazione viene dal di dentro.  un fuoco che, in alcuni, non si estingue mai. Ci sto lavorando da vent'anni. Sono incomplete, come pu vedere. E ce ne saranno ancora tre."

Ancora tre. Donne?

"Vent'anni! Deve avere una... missione."

"Una visione. S."

Eccitato, lo scultore raccolse uno scalpello di legno, se lo accarezz contro il petto, e lo rimise gi. "I miei angeli. In forma umana. Perch l'angelo pu prendere una forma umana, qualche volta. Se hai occhi per vedere. Se non sei accecato dall'ignoranza. 'Gli Occhi dell'Uomo che spaziano contemplando le profondit di mondi meravigliosi' - se non siamo vigliacchi, per colpire con i nostri martelli."

Martelli? Matt vide un martello a coda di rondine su un tavolo da lavoro in mezzo a un'accozzaglia di utensili e di rottami. Era macchiato di scuro.

"Era Blake? Ha appena citato... William Blake?"

Lo scultore con la barba lanci un'occhiata a Matt, sorpreso. Per un attimo, quasi sorrise.

Nei successivi quaranta minuti Gavin parl a Matt solennemente della sua "visione"; dei suoi materiali e della sua tecnica; del suo stoicismo nel non essere acclamato attualmente ma della sua fiducia che, nel ventunesimo secolo, la sua opera sarebbe stata universalmente venerata. "Bisogna solo continuare, e non scoraggiarsi," disse Gavin. Questo era un uomo solitario, in apparenza timido, che si animava per la presenza di Matt, affamato di simpatia e triste per la mancanza di un amico. Matt cercava di ascoltare. La sensazione di nausea andava e veniva, ma si mitigava se riusciva a inclinare la testa vicino a una finestra e a inalare l'aria pura, fresca. C'era un rompicapo qui, che lo guardava fisso in faccia. I ridicoli manichini con i loro rozzi occhi di vetro, ciechi; eppure lo guardavano fisso in faccia. Aiutaci! Salvaci!

Matt immagin che Phelan e Ricci, i suoi amiconi, fossero stati qui, anche loro; che avessero visto lo studio di Gavin, sgranato gli occhi davanti alle strane figure, cercando di frenare i conati di vomito. Che cosa avevano pensato? Avevano avuto dei sospetti? Oriana aveva detto che avevano interrogato Joseph Gavin, come pure altri uomini che lei aveva nominato, ma evidentemente non avevano trovato nulla per incriminarlo. Ciononostante, dovevano aver indagato sui precedenti di Gavin. Disponevano di molte pi informazioni di quante ne avesse Matt.

Forse Gavin aveva un alibi per la notte del sequestro di Duana Zwolle?

Forse qualcuno era disposto a mentire per lui?

Matt sentiva una simpatia imbarazzata per NOME SCONOSCIUTO anche mentre poteva a fatica sopportare di continuare a guardare l'opera dell'uomo. Perch quella era, semplicemente, cattiva arte; piena di speranze e ambiziosa, ma cattiva arte; a cui mancava persino il fascino imprevedibile, goffo, della primitiva arte "alternativa".

Eppure la sua vanit  tale che non sarebbe geloso di un altro artista - o s? Era difficile immaginare NOME SCONOSCIUTO concentrarsi su Duana Zwolle, o su qualcos'altro che non fosse Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno, con l'intenzione di fare del male.

Mentre Gavin parlava, attorcigliando le dita nella barba, Matt si accorse di quanto fosse sporco. Non i capelli e la barba fluenti, che chiaramente spazzolava, ma le mani, le unghie, il collo. Il corpo di quell'uomo doveva essere coperto di sudiciume: sporcizia santa? La sua tuta con la pettorina gli stava larga ed era rigida per la sporcizia. La tuta da lavoro con la pettorina era un'affettazione che Matt McBride detestava in modo particolare. Sotto, Gavin portava una camicia di flanella rossa a scacchi, lercia.

Su un davanzale l vicino c'era il berretto di pelle gialla con la visiera.

Matt disse, interrompendo: "Mi scusi... lei si fa chiamare NOME SCONOSCIUTO. Ma qual  il suo nome? Mi hanno detto che  Joseph-"

"Gliel'ho detto: io sono NOME SCONOSCIUTO."

"Non  il nome che le hanno dato alla nascita, o quello ufficiale, no?"

"Noi siamo corpo e anima. I nostri corpi hanno dei 'nomi', le nostre anime no. Se lei  un artista, capir."

"S! Capisco perfettamente. Sono solo... curioso. Mi hanno detto che-"

"Chi? Chi gliel'ha detto?"

"Le proprietarie delle gallerie che le ho nominato, e-"

Lo scultore con la barba si rivolse a Matt con sorprendente animosit. Chiudeva e apriva i pugni, e i suoi inespressivi occhi metallici brillavano gialli. Attraverso i ciuffi della barba, Matt poteva vedere il mento inconsistente, sfuggente. Io lo conosco!

"Che cos'hanno detto di NOME SCONOSCIUTO? Quelle femmine? Quelle femmine ignoranti? Non sanno niente di NOME SCONOSCIUTO."

"Hanno... parlato di lei con molta considerazione. Ammirano la sua arte. Loro-"

"Loro non hanno mai visto la mia arte! Non la mia vera arte."

"Mi hanno suggerito di venirla a cercare, perch..."

Matt si accorse di stare involontariamente scimmiottando lo scultore nel proprio modo di parlare. L'adrenalina gli corse per le vene, preparandolo alla lotta; anche mentre continuava a sorridere - un uomo cordiale e ragionevole, un collezionista d'arte -, cercando di restare calmo. Per gli odori nel fienile - di pittura, di marciume chimico, organico - gli davano la nausea.

Gavin disse: "Una di quelle femmine era Oriana, vero?" "Chi? Oriana? Non sono sicuro. Non mi pare."

"Oriana...  un Giuda. La sua arte  brutta e il suo letto  un porcile. L'hai scoperto, vero?" Gavin rise sprezzante. Era in piedi di fronte a Matt, quasi della stessa statura di Matt, le mani sui fianchi. Matt era sgradevolmente consapevole del corpo sottile e resistente come il fil di ferro di quell'uomo; i muscoli fibrosi delle spalle e della parte superiore delle braccia. Gavin era uno di quegli uomini molto pi forti e pi pericolosi di quanto non appaiano perch il suo aspetto era effeminato, ma il suo corpo, nascosto dentro ai suoi abiti larghi, era quello di un uomo.

Un serpente eretto. Un cobra. Mortifero.

Irritato, Matt disse: "No. Non l'ho scoperto."

"S! Tu - che ti chiami McBride - l'hai scoperto anche tu." Figurarsi se Matt McBride aveva intenzione di rimangiarsi quello che aveva detto. Forse per l'agitazione e l'eccitazione, si era dimenticato che stava parlando con un uomo che aveva motivo di sospettare che fosse violento; aveva cominciato a reagire come se quella fosse una discussione qualunque, un disaccordo da uomo a uomo. Era in gioco il suo orgoglio! "Non sai niente della mia vita privata, NOME SCONOSCIUTO, perci lascia perdere queste cagate. E io credo che tu sia Joseph Gavin - immagino che te ne sia dimenticato, che siamo andati a scuola insieme? Su a Forked River? Eri un anno o due avanti a me, giusto?"

Lo scultore barbuto fiss Matt con gli occhi sgranati. Era pi sorpreso che allarmato; gli ci volle un attimo per recuperare il suo sangue freddo.

"No. Non ho nessun ricordo di Forked River."

"Basta dir cagate, Gavin. Ti sei diplomato nel '75 o nel '76, giusto? Vivevi l vicino, in paese. Vivevo - la mia famiglia viveva - a un paio di caseggiati dalla spiaggia, a Bayside..."

Lo scultore barbuto si ritrasse, scuotendo violentemente la testa. "Gliel'ho detto: non ho nessun ricordo di Forked River. Voglio che lei se ne vada adesso."

Matt disse: "All'epoca in cui Marcey Mason  stata uccisa.  impossibile che non ti ricordi."

Gavin scosse la testa. No. Non ricordava.

"Era il '76. L'autunno e l'inverno. Nessuno di Forked River se lo dimenticherebbe."

"Vada via, adesso. Non ha il diritto."

"Come Duana Zwolle, forse? Entrambe portate via, nascoste lontano, e... che cosa  capitato a loro? Forse tu lo sai, NOME

SCONOSCIUTO?"

Respirando rumorosamente, Gavin continuava a fissare Matt come se non riuscisse ad assorbire del tutto quello che gli stava dicendo. Le sue dita andarono a tastoni sul banco di lavoro in cerca di qualcosa - lo scalpello di legno, il martello a coda di rondine; Matt se ne accorse, preparandosi a colpirlo per farglielo cadere di mano.

Ma Gavin balbett solo: "Vada via. Adesso! Non ha il diritto." Il cuore di Matt pulsava violentemente nel petto. Voleva fare a pugni. Era pronto.

Invece, Matt riusc a ricomporsi. Indietreggi, alzando le mani in un gesto per indicare che stava andandosene. "Ci rivediamo, NOME SCONOSCIUTO."

Lasci lo scultore che lo seguiva con lo sguardo fisso, tirandosi i ciuffi della barba.



30

Staremo insieme, lo so. Da questa parte della tomba. O dall'altra.



Allora lui decise di andare a Forked River. Centotrenta chilometri a est e a sud attraverso il New Jersey, fino all'Oceano Atlantico.

Con grande urgenza. In uno stato febbrile.

Non che ne avesse avuta l'intenzione - almeno non oggi! E neanche a quell'ora. Ma doveva sapere. Al di l del frastuono e del mormorio del traffico intenso sull'Interstatale 287 a sud fino all'Autostrada del Garden State, il paesaggio che avrebbe dovuto essergli familiare passava indistinto, e la voce della ragazza scomparsa si alzava verso di lui in un lamento. Aiutami! Aiutami! Se mi ami, aiutami!

Era da molti anni che Matt McBride non tornava a Forked River. N all'Isola dei Daini o nei Pine Barrens della sua adolescenza. Quella parte della sua vita era finita. Non ci pensava mai. Suo padre era morto. I suoi fratelli vivevano in altri Stati. Sua madre e la sorella mentalmente ritardata si erano trasferite a Tampa, Florida, dove facevano parte della Chiesa Pentecostale di Ges Cristo Crocifisso. Era venuto a sapere che la Chiesa Pentecostale della Florida si stava espandendo pi in fretta di tutte. Nella "visione del risveglio" di sua madre, (come la chiamava lei, dopo aver partecipato a un battesimo rituale per essere ammessa nella Chiesa), Matt McBride era uno della trib di Satana, probabilmente non un agente attivo - come supponeva il ministro del culto di sua madre - ma uno dei tanti gonzi di Satana che eseguiva i suoi desideri inconsapevolmente. Forse lei pensava la stessa cosa degli altri figli; per Matt questo non lo sapeva: non comunicava granch coi suoi fratelli. Aveva ascoltato le accuse eccitate di sua madre molte volte al telefono, stoicamente e rinunciando a difendersi. Quattro volte all'anno mandava un assegno con una considerevole somma di denaro (che continuava a salire costantemente, per l'inflazione). L'assegno era intestato alle Ville di Riposo dell'Isola del Golfo, Tampa, Florida, dove sua madre e sua sorella erano "residenti a vita"; le Ville di Riposo, in cui erano inclusi i servizi di assistenza infermieristica, erano sotto il patrocinio della Chiesa Pentecostale di Ges Cristo Crocifisso. Qualche volta sua madre gli mandava dei santini per ringraziarlo; il pi delle volte non mandava niente. Matt non si aspettava nessuna risposta da lei, tanto meno dei ringraziamenti. Stava facendo semplicemente il suo dovere di figlio. Non che fosse un ottimo figlio ma non sentiva di doversi scusare. N si sentiva eroico. Pensava che quasi sicuramente la Chiesa lo imbrogliava, spillando soldi alla madre e alla sorella mentalmente instabili, ma che cosa poteva farci? Matt aveva chiesto a un avvocato di Tampa con cui aveva rapporti d'affari di andare a controllare di persona e l'uomo gli aveva riferito che sembrava tutto a posto: l'edificio era appena stato costruito, era discretamente pulito, e la madre e la sorella "affermavano di essere felici. Molto felici".

Matt decise di credere all'avvocato. Si stava comprando l'esonero dalle sue responsabilit di figlio, ma non aveva nessuna intenzione di sentirsi in colpa. Dalla morte di suo padre, quando Matt aveva ventisette anni, gli era difficile pensare a se stesso come al figlio di qualcuno.

A sud di Newark, passando per South Amboy, la punta meridionale di Staten Island, c'era Red Bank, la sede del deposito della Marina degli Stati Uniti. Sulla terraferma, a soli pochi chilometri dall'oceano. Era una cosa sconclusionata, pazzesca quella che stava facendo. Ma doveva sapere. A Eatontown si ferm a fare benzina, con un urgente bisogno di andare in bagno. Il suo stomaco era in subbuglio da quando aveva sentito l'odore del fienile di NOME SCONOSCIUTO. I nudi visi informi e afflitti di quelle figure goffamente scolpite, coi loro ridicoli occhi di vetro. Aiutaci. Aiutaci. Liberaci. Non abbandonarci!

Dio santo, Matt McBride era deciso a non abbandonare nessuno.

Aveva solo una vaga idea di che cosa avesse avuto intenzione di fare, andando a scovare Joseph Gavin come aveva fatto. Sapeva solo che doveva farlo. Solo per vedere la faccia di quell'uomo da vicino. Udire la sua voce. Tramite quel Joseph Gavin trovare una strada che lo portasse alla ragazza scomparsa. Contemporaneamente, aveva avuto la ferma intenzione di tornare alla Krell Associates, subito dopo. Dove stava rimanendo indietro col lavoro, ogni giorno un po' pi indietro; sulla sua scrivania c'erano contratti, documenti, tabulati che Matt McBride aveva bisogno di sbrigare, e c'erano e-mail e messaggi telefonici a cui doveva rispondere, e Sid Krell gli aveva affidato un importante progetto: redigere un imponente contratto di stima di un terreno che coinvolgeva una mezza dozzina di investitori immobiliari, potenzialmente un affare da venticinque milioni di dollari. Dalla sua visita a Oriana, per, Matt aveva delle difficolt alla Krell Associates. Quando vedeva il vecchio sentiva uno spasimo di disgusto, di collera. Ogni volta che doveva scambiare qualche parola con lui sentiva l'impulso di dargli un pugno in faccia. Quel disgustoso figlio di puttana! Tormentare Duana Zwolle come aveva fatto; spaventandola; volendo "ferire quella ragazza in modo da farla soffrire": la vanit sessuale di un vecchio ributtante! Bastardo, pensi che io non lo sappia? Fra Matt McBride e Sid Krell c'era un campo di forze di tensione, anche se mantenevano, in pubblico, rapporti abbastanza affabili. Intuiva che Krell lo sospettasse di essere a conoscenza della relazione di Krell con Duana Zwolle; come in uno specchio di un luna park, specchi che riflettono specchi, deformazioni moltiplicate all'infinito. Quello che Krell si era vantato di essere: il grasso ragno con le fossette al centro segreto di Weymouth.

Eppure - e questa era la cosa di cui vergognarsi - Matt voleva pensare che, malgrado tutto, Sid Krell avesse una preferenza per lui.

Non era forse proprio Matt McBride (che qualche volta Krell chiamava "Mattie") il figlio prediletto del reame, il socio giovane che il boss amava e che un giorno avrebbe promosso socio a pieno titolo?

Dalla loro imbarazzante conversazione dei primi di gennaio, sembrava che Krell evitasse Matt, e Matt capiva il perch, e stava diventando leggermente ansioso. Anche se odiava Krell, dipendeva da lui per il proprio sostentamento. Anche se guadagnava un mucchio di soldi, lui e Tess spendevano un mucchio di soldi, vivendo a Weymouth. Non si trattava solo del fatto che, se Krell lo silurava, Matt sarebbe rimasto senza lavoro, con la necessit di cercarsi un posto in un campo follemente competitivo; ma il vecchio bastardo avrebbe lanciato un anatema contro di lui, si sarebbe sparsa la voce in tutto il New Jersey che Mathias McBride jr. significava guai. Se Matt veniva licenziato e restava disoccupato, anche per un breve periodo di tempo, i ricchi genitori di Tess, da anni in attesa come avvoltoi d'intromettersi nel matrimonio della loro figlia, avrebbero insistito per "dare una mano". Il solo pensiero faceva rabbrividire Matt.

Si stava lavando le mani in un sudicio bagno di una stazione di servizio fuori Eatontown, guardandosi con sospetto allo specchio. Gli occhi sembravano dilatati, la pelle febbricitante e coperta di macchie. Quello era Mathias McBride jr.? Il giorno prima, alla Krell Associates, aveva visto di sfuggita Sid Krell e due soci giovani parlare animatamente mentre stavano uscendo dall'edificio; avevano la ventiquattrore, e Matt supponeva che fossero diretti a una colazione di lavoro in uno dei club di Krell. (In un momento di panico Matt si chiese se era stato invitato anche lui, e se per caso se ne fosse dimenticato.) Scorgendo Matt, che doveva essere rimasto l a fissarli, il vecchio sagace Sid Krell sogghign e fece cenno con la mano nel suo modo spiccio, brusco, continuando a camminare: Ciao figliolo, come va, ho da fare adesso perci non mi seccare, intesi?

Quel che avrei dovuto fare era sgattaiolare nell'ufficio di Krell. Vedere se quel revolver calibro .35 era nel suo cassetto. Qualcosa di cui avrei potuto aver bisogno, andando a trovare NOME SCONOSCIUTO. Qualcosa che mi potrebbe servire nel prossimo futuro.

Come molte cittadine di quella parte del Jersey meridionale, Forked River era cresciuta nell'ultimo decennio, ma non era diventata molto prospera. Lungo un tratto della Route 9, fuori Lanoka Harbor, a pochi chilometri di distanza, si stava costruendo molto - soprattutto motel economici per turisti che non si potevano permettere i motel pi cari di Island Beach, sull'oceano. Entrando a Forked River a met pomeriggio, Matt si corazz per affrontare i vecchi, dolorosi ricordi; ma soprattutto si spazient per il traffico locale che si muoveva lentamente. Aveva fretta! Sull'autostrada del Garden State, aveva corso rischiando al massimo.

Eccolo il Liceo di Forked River, con una nuova ala sul retro e un parcheggio ingrandito, ma per il resto non era molto cambiato dall'ultima volta che Matt l'aveva visto, quand'era tornato per il funerale di suo padre. Nove anni prima. Era una pietra miliare dell'adolescenza di Matt McBride, un luogo allora talmente familiare che avrebbe potuto trovare la strada a occhi chiusi attraverso i corridoi, su e gi per le scale. Di nuovo si aspett un'ondata di emozione che lo sommergesse, ma non arriv. Entrando nella scuola dall'ingresso principale, come da studente non aveva mai fatto, Matt non si concesse il tempo di guardare le bacheche di vetro con le coppe in mostra permanente nell'atrio, le pareti piene di fotografie incorniciate delle squadre di football di Forked River che risalivano a decenni prima. Mathias McBride jr. era stato nella squadra giovanile al ginnasio, nella squadra dei liceali negli anni successivi. Far parte della squadra, indossare la maglia della squadra, per lui allora significava, l'avrebbe ammesso facilmente, pi della vita stessa.

Ma com'era semplice la vita, allora.

In segreteria, Matt si present a una giovane addetta come un diplomato del '79, tornato in visita; poteva dare un'occhiata ad alcuni annuari degli anni precedenti? La richiesta sarebbe potuta sembrare un po' strana ma la giovane donna era cortese, e poco dopo Matt si trov seduto in una stanza attigua, su un divano di pelle, a sfogliare in fretta il Forked River Flame del '77. Non era la sua foto che stava cercando, ma quella di Joseph Gavin.

Ma non la trov. Nella classe dei maturandi c'erano molti che iniziavano per G, ma non Gavin.

All'inizio della sezione dei maturandi, su una pagina dedicata esclusivamente a lei, c'era una grande foto di Marcey Mason. Sarebbe stata la fotografia del diploma della ragazza se fosse vissuta per diplomarsi con la sua classe. Matt sent una fitta di emozione, nel vedere la bellezza convenzionale della ragazza, il suo viso sorridente in modo quasi troppo radioso. Come adulto si chiese se fosse stato opportuno che i redattori dell'annuario avessero scelto un'immagine cos felice della ragazza morta con cui commemorarla. Ma forse in tutte le fotografie Marcey Mason era felice. Sotto la foto c'era la desolata piccola didascalia: In memoria della nostra amata Marcey 1959 - 1976. Attorno alla foto ovale c'era un bordo nero.

Matt fiss la ragazza. NOME SCONOSCIUTO aveva ucciso anche lei?

Matt sfogli il resto dell'annuario, non particolarmente curioso di trovare se stesso. Tanto tempo prima non era pi riuscito a trovare il suo annuario del '79 e non provava nessun sentimentalismo per quella perdita. Quando Marcey Mason era all'ultimo anno del liceo, lui era al secondo. Eccolo, Mathias McBride jr., nell'aula riunioni della signora Farrell; e nella seconda fila della squadra di football. A Matt venne da sorridere nel vedere il suo viso giovane, ghignante. Il taglio di capelli a spazzola lo faceva sembrare un deficiente, ma un deficiente gradevole. Aveva una macchia sulla fronte che doveva essere acne.

Matt rimase colpito dalla qualit dilettantesca dell'annuario. Le pagine patinate, di un intenso verde-militare, le lettere dorate stampate in rilievo, gli erano sembrate allora il colmo della raffinatezza. Com'era stato orgoglioso, di essere citato fra i fotografi dell'annuario. Adesso, non sarebbe riuscito a ricordare quali fra le dozzine di foto del libro fossero le sue.

Nel Forked River Flame del '75, c'era Joseph Gavin fra i maturandi.

" lui."

Eccitato, Matt studi la piccola fotografia ovale da vicino. Era sicuro che fosse l'uomo che adesso si faceva chiamare NOME SCONOSCIUTO: sebbene nel 1975, a circa diciott'anni, Gavin avesse un viso imbronciato, giallastro, grassoccio. Non c'era nulla di minimamente etereo o di simile a Cristo in lui. Gli occhi erano incavati e semichiusi, i capelli tagliati cortissimi. Sembrava al tempo stesso timido e meschino. Sotto la foto non c'erano elenchi di attivit o di sport, solo la didascalia d'identificazione: Joseph Elmore Gavin. Materia di specializzazione: arti industriali.

Matt rimase seduto con l'annuario in mano, fissando per parecchi lunghi minuti Joseph Elmore Gavin. Strano che fosse riuscito a riconoscerlo, dal momento che Gavin aveva un aspetto cos diverso adesso; eppure gli occhi, la struttura ossea facciale, la conformazione della bocca erano inequivocabili. I capelli di Gavin erano stati neri, perci adesso doveva schiarirseli. Aveva perso peso. La sua espressione caratteristica attuale non era imbronciata, anzi, il suo sguardo era come quello di un bambino, di fiducia, di speranza, di fatuo idealismo. Aveva tentato di riconvertirsi in un figlio dei fiori degli anni sessanta, decenni dopo. O era stato colpito da qualche bizzarra conversione psicologica, cos s'immaginava di essere un artista-mistico, come William Blake.

Ma un "artista-mistico" sarebbe stato capace di sequestrare e assassinare delle giovani donne?

Strano anche che Gavin avesse immaginato di poter ingannare Matt McBride cos facilmente. Come se Matt - o chiunque altro - non avesse potuto indagare su di lui qui a Forked River. Come se il nome "Joseph Gavin" non fosse conosciuto a Clinton Falls e altrove.

Matt era sicuro ormai: l'uomo che aveva intravisto sulla riva del fiume Weymouth, l'ottobre scorso, con in testa il berretto giallo di pelle con la visiera, non lontano dall'abitazione di Duana Zwolle, l'uomo che aveva visto andar via dalla galleria di Oriana su un pickup Ford malandato la prima volta che aveva cercato di vederla, a gennaio, e l'uomo che si faceva chiamare NOME SCONOSCIUTO era sempre Joseph Elmore Gavin, diplomato al Liceo di Forked River nel 1975. Era stato un compagno di scuola di qualche anno pi vecchio di Marcey Mason. Era vissuto nella sua stessa zona, che non era lontana dalla casa di Matt McBride.

Lui! Era lui.

L'aveva portata via. L'aveva torturata e uccisa. Aveva tolto qualcosa dal suo corpo. (Di cui nessuno voleva parlare.)

E se aveva fatto cos con Marcey Mason, l'aveva fatto anche con Duana Zwolle.

Matt restitu gli annuari all'addetta della segreteria, la ringrazi educatamente e prima che lei potesse impegnarlo in una conversazione usc dalla scuola in trance. Una campanella suon senza che lui se ne rendesse conto. Bande di adolescenti sciamarono attorno a lui, impazienti di scappare via. Matt li segu nel parcheggio e si sedette per un po' in automobile, a pensare. Aveva gli occhi umidi. Il cervello gli doleva. Che cosa avrebbe dovuto fare di quello che era venuto a sapere? Era qualcosa che gli investigatori di Weymouth sapevano gi? (Aveva spedito loro l'informazione anonima, dopo tutto. Ci andava cauto nel trovarsi coinvolto di nuovo con gli sbirri.)

E perch non potrebbe essere stato lei, McBride? Conosceva entrambe le ragazze. Avrebbe potuto prendere sia Marcey Mason che Duana Zwolle, torturarle e ucciderle. Nascondere i loro corpi spezzati nei Pine Barrens. E adesso  ossessionato da loro.

Matt guidava lentamente, distratto, lungo le strade strette, piene di buche, della sua vecchia citt natale. Pensando che non voleva mai pi mettere piede in una centrale di polizia. Che non voleva mai pi avere un "colloquio" con i poliziotti. Mai pi lo shock e l'umiliazione di una perquisizione. La sua casa, la sua privacy violate: sua moglie costretta a vedere suo marito in una nuova luce, alterata. Mai pi.

Gavin avrebbe potuto essere pi colpevole di un demonio, eppure non ci sarebbe stato nessun arresto, tanto meno un verdetto di colpevolezza, senza una prova. Quella che la polizia chiamava "prova materiale", "prova inconfutabile". Persino una confessione era insufficiente. Se riuscivi a far confessare quel maniaco.

Se, stava pensando Matt, si fosse impossessato di una pistola, avesse puntato la canna contro la testa di Gavin, chiedendogli che cosa ne aveva fatto di Duana Zwolle, e se Gavin fosse crollato e avesse confessato... Senza un prova, la confessione non avrebbe avuto nessun valore.

S, ma il corpo della ragazza scomparsa sarebbe stato una prova. Ma Joseph Gavin non l'avrebbe mai riconsegnato.

Perch c'era la follia in lui. Quello sguardo radioso, di una convinzione assoluta. Perch l'angelo pu assumere una forma umana a volte. Se hai occhi per vedere. Mai Gavin avrebbe ceduto alle minacce di un altro, la volont di quell'uomo era incrollabile.

Perci, se Matt uccideva Gavin, il segreto di dov'era Duana Zwolle, viva o morta, non sarebbe mai stato rivelato.

Svolt da South Main in Harbor Road, e da Harbor in Bayside; a Bayside, passando davanti alla casa in cui Matt aveva vissuto da bambino, ora molto cambiata, con un rivestimento di mattoni color camoscio e, di fianco, quel che sembrava l'aggiunta di un solarium; un garage ristrutturato unito alla casa per allargarne lo spazio limitato. Nella cucina di quella casa, ora territorio di estranei, la madre di Matt una volta l'aveva artigliato e gli aveva gridato: "Tu! Piccolo Satana."

Matt rabbrivid.

C'era una parte di vero in quello?

Matt aspett che l'emozione lo sommergesse. Perlomeno un senso di perdita, di rimpianto. Di dolore.

Niente.

Guid lungo Lebanon Avenue. Con emozione adesso, passando davanti alla casa d'angolo grigia, di assi di legno della ragazza scomparsa. Anche quella casa era stata modificata dal lontano 1970, trasformata in piccoli uffici come la maggior parte delle case di Lebanon Avenue. Dentisti, fotografi. Dall'aspetto non molto florido. Dopo la terribile morte di Marcey Mason, la famiglia Mason era andata via da Forked River. Non solo i genitori, anche altri parenti. Come se il nome "Mason" fosse stato saccheggiato.

Il padre di Matt aveva detto, furibondo: "Se c' un Dio, adesso  la Sua grande occasione per redimersi: prendere e punire l'assassino di quella ragazza."

Ma l'assassino di Marcey Mason non era mai stato preso, e tanto meno punito. Dio rimaneva lontano da Forked River, New Jersey.

C'era stata un'estate nella vita di Matt McBride in cui passava pedalando davanti alla casa dei Mason, rapido, senza indugiare, non volendo essere visto; come se pedalasse lungo Lebanon Avenue per uno scopo preciso. Passando davanti alla casa, Matt l'avrebbe guardata con la coda dell'occhio, quasi sopraffatto dall'eccitazione. Gli avvolgibili di solito erano abbassati nelle finestre sul davanti al piano terra, l'erba nel cortile antistante non veniva tagliata. "Avrei potuto salvarla. Se avessi avuto l'occasione." Era uno scenario da fumetto, una fantasia infantile, eppure dolorosamente reale. Altrettanto reale di qualsiasi emozione della vita adulta di Matt.

Naturalmente era solo una fantasia. Era troppo giovane persino per conoscere la popolare ragazza all'ultimo anno del liceo. Se, qualche volta, Marcey aveva sorriso a Matt nei corridoi della scuola e detto "Ciao!" con la sua radiosa voce di soprano, la sua cordialit non era stata niente di pi che un fenomeno momentaneo, e faceva parte della natura solare, generosa, da brava ragazza cristiana di Marcey. C'erano altre ragazze come Marcey, definite "popolari" - anche se il termine sembrava del tutto inadeguato, per suggerire il potere luminoso del carisma della scuola superiore; quel senso che se Marcey Mason, cheerleader e solista nel coro delle ragazze, la bellissima Marcey Mason si fermava a parlare con te, eri innalzato a un altro livello d'importanza, come il vincitore di una lotteria. Naturalmente, questo non sarebbe accaduto. Lo sguardo felice della ragazza ti trapassava perch tu eri trasparente. Eri un coglione a immaginarti qualcosa di diverso, giusto? Matt McBride lo sapeva.

Ma Joseph Gavin probabilmente no.

Joe Gavin. Quel ragazzo tarchiato, imbronciato, che parlava raramente e quando parlava bofonchiava, come se avesse un difetto di pronuncia, muovendo a malapena la bocca. Non sorrideva mai. Non aveva amici. Persino i suoi sprezzanti fratelli maggiori non lo consideravano e lo definivano "strano". Eppure aveva un talento inaspettato nel disegnare le vignette, imitando i personaggi dei fumetti che erano riconoscibilissimi. Annoiandosi in classe, copriva pagine e pagine del quaderno che dopo avrebbe strappato, accartocciato e gettato via, come se stimasse poco la sua stessa dote. Uno della specializzazione AI - Arti Industriali. (Molte battute sulle "arti" industriali.) Una di quelle persone nell'ombra che non si notano mai molto, n a scuola, n nel vicinato, n nella vita. L'ultimo dei tuoi pensieri era a che cosa stesse pensando Joe Gavin dietro quella faccia imbronciata.

Matt adesso stava passando per Delahunt, davanti a un caseggiato in rovina. Gli sembrava che i Gavin vivessero l. In quella casa, con la veranda inclinata? Il marciapiede a pezzi? Matt pensava di s. Naturalmente, la famiglia non abitava pi l, probabilmente. Non c'era nessun Gavin l adesso.

Nessun Joseph Gavin. NOME SCONOSCIUTO.

Matt si chiese: la polizia doveva aver sospettato di Gavin? Come mai se l'erano lasciati sfuggire dalla rete?

Quando aveva quindici anni, Matt era stato interrogato dalla polizia di Forked River, insieme a un gruppo di ragazzi del liceo, di ragazzi vicini di casa di Marcey. Matt non era stato trattenuto per un interrogatorio separato, ovviamente. Dopo, si era unito a una squadra di ricerca per perlustrare le case e gli appezzamenti vuoti di Forked River, i campi, i condotti sotterranei e le zone deserte della spiaggia. Avevano scarpinato per chilometri sotto una gelida pioggia di novembre guidati da un insegnante del liceo. Non avevano trovato Marcey Mason, che sarebbe stata trovata solo dopo molti giorni, ma avevano continuato a cercare finch avevano barcollato per la stanchezza.

Certo che l'amavo. L'amavamo tutti.

La ragazza scomparsa.

All'incrocio di Ocean Avenue con Main Street c'era la vecchia chiesa luterana di mattoni rossi in cui lo aveva portato sua madre. Che shock vederla ancora l. L'aspetto solido, anche se tetro. Un cartello che annunciava l'orario delle lezioni di catechismo della domenica era ben in vista vicino all'ingresso principale. Quante ore aveva passato Matt prigioniero di quell'edificio, cercando di ripararsi dalle prediche, dai versetti della Bibbia, dal canto di gola, ragliante, della congregazione! A lui erano sembrate, persino da bambino, una trappola e un'illusione. Non aveva avuto le parole per dirlo, ma il concetto gli era chiaro. Non aveva avuto neppure bisogno dello scetticismo di suo padre per nutrire il proprio. Tu! Piccolo Satana.

Da Oriana aveva saputo della Missione di San Patrizio a Newark. Duana Zwolle, pur non essendo cattolica, aveva offerto volontariamente il suo tempo in cucina. Elargendo cibo, aiutando a prepararlo e scodellandolo ai senzatetto, uomini, donne e bambini. Matt McBride non avrebbe approvato, come suo amante. Non era rischioso, per una giovane donna attraente come Duana Zwolle, stare in un luogo simile? Anche se lui l'avrebbe potuta accompagnare, e proteggere. E, in quanto Nighthawk, avrebbe potuto fotografare il refettorio della chiesa illuminata di sera, le lunghe file dei senzatetto e dei poveri che strascicavano i piedi, e in mezzo a loro il viso radioso, rapito, di Duana Zwolle. Perch non l'ho fatto? Perch sono stato un tale codardo? A un certo punto non si era esclusa la possibilit che il sequestratore di Duana Zwolle facesse parte della Missione di San Patrizio, anche se adesso sembrava improbabile. Matt aveva programmato di andare a Newark per parlare con il prete a capo della missione; gli aveva persino telefonato il giorno prima, presentandosi come un "amico intimo di Duana Zwolle". Padre Justin Carey, dall'altra parte della linea, aveva detto cautamente che aveva gi dato informazioni alla polizia di Weymouth e alla polizia dello Stato varie volte; la sua testimonianza era stata registrata su nastro, e non aveva nient'altro da aggiungere. Era distrutto dalla scomparsa di Duana ma non ne sapeva niente, e non voleva parlarne. Matt disse: "Lo capisco, Padre Carey. Ma le potrebbe venire in mente qualcosa parlando con me, a cui non ha pensato parlando con la polizia. Le persone sanno sempre pi di quello che pensano di sapere." Padre Carey doveva essere in qualche ufficio della comunit; si sentivano voci di sottofondo. Disse a Matt che gli dispiaceva molto ma non credeva che sarebbe stato utile che s'incontrassero. "Preghiamo tutti per Duana qui, e stiamo tutti ancora sperando. Ma  stato molto difficile." Era un'affermazione ambigua. Matt non sapeva come interpretarla. Sommessamente disse: "Anche per me, Padre,  stato difficile. L'amavo... la amo. Ero il suo amante, Padre." Ci fu un breve silenzio. Padre Carey non rispose, ma le voci di sottofondo divennero pi forti. Matt disse, disperato, tenendo stretta la cornetta: "Nessuno lo sapeva. Non sono stato abbastanza forte da dichiararlo apertamente che era mia. E adesso  troppo tardi. Temo che sia troppo tardi. La... rivoglio indietro con tutto me stesso, Padre!" Il prete disse: "Sembra turbato, signor... il nome  McBride? Non sono sicuro di poter fare qualcosa per lei, ma se le fa piacere venirmi a trovare, immagino che potremmo parlare." Matt disse rapido: "Mi piacerebbe, Padre. Da quando Duana  scomparsa, sono cos solo. Non ho nessuno con cui parlare. Sento di aver fallito con lei, il suo amore era una prova cruciale che ho fallito. In fondo al cuore so che dev'essere morta ormai, ma... non riesco ad accettarlo. Mio Dio..." Padre Carey disse che non c'era nessuna ragione per credere che Duana fosse morta; era gi abbastanza doloroso che non si trovasse, e la polizia stava indagando sulla sua scomparsa; le cose potevano risolversi bene dopo tutto: "Dobbiamo solo non perdere la fede." "S! Non dobbiamo perdere la fede," convenne Matt, asciugandosi gli occhi. "Non sono cattolico ma... qualche volta desidererei esserlo." Padre Carey disse: "La gente me lo dice spesso, e immagino di sapere che cosa significhi. Ma che cosa significa per lei, signor McBride?" Matt disse: "Significa... che non sarei cos disperato, forse. Non sarei cos combattuto. Avrei potuto salvarla." Il prete disse con simpatia: "Lei pensa che essere 'cattolici' significhi questo? S, sar meglio che mi venga a trovare. Domani?" Parlarono ancora un po' ma chiusero la comunicazione senza essersi dati un appuntamento preciso. L'indomani mattina, sarebbe stato Joseph Gavin che sarebbe andato a cercare.

Aveva bevuto prima di chiamare Padre Carey, per armarsi di coraggio. Forse questo spiegava tutto.



E stava bevendo adesso, nell'Oceanside Inn sulla Route 9, a nord di Forked River. Stava bevendo adesso anche se aveva avuto tutte le intenzioni di tornare a Weymouth se non in tempo per fare un salto in ufficio, in tempo per la cena con la sua famiglia. Stava bevendo adesso in una di quelle locande sul bordo della strada che si vedono spesso nel Jersey meridionale, e nei Pine Barrens: locali dalla struttura di legno con le finestre coperte da un foglio di alluminio per tener fuori, d'estate, il calore scorticante del sole. Un bagliore di tubi al neon da pochi soldi che pubblicizzava la birra e, all'interno, un odore di birra, di fumo di sigarette, di lozione per capelli da uomo e di corpi maschili. Matt ricordava l'Oceanside dai giorni del liceo. Cercando di farsi servire con i suoi amici del cuore. Non avresti mai portato una ragazza in un posto simile. E adesso, entrando, sperava che qualcuno lo chiamasse a voce alta: "Matt? Matt McBride? Ge-s! Sei tu?" Ma nessuno lo chiam, erano passati vent'anni.

Da tre mesi Matt portava con s, nel cassetto portaoggetti dell'Acura, vari volantini e il manifesto con la fotografia di Duana Zwolle, e ne port alcuni nella locanda per farli passare in giro al barista e alla mezza dozzina di uomini seduti al banco. Matt si rendeva realisticamente conto che era improbabile che qualcuno di quella parte del Jersey potesse riconoscere la ragazza scomparsa, ma sentiva di doverci provare lo stesso. Gli uomini furono subito comprensivi, solidali. Passarono il materiale in giro, tenendolo alla luce ed esaminandolo da vicino. DUANA ZWOLLE, 26 ANNI. SCOMPARSA DAL 28 DICEMBRE LISMORE, NEW JERSEY, 50.000 DOLLARI DI RICOMPENSA PER INFORMAZIONI CHE PORTINO AL SUO RITORNO. Uno degli uomini, lisciandosi la barba corta, pareggiata, disse che gli sembrava di aver visto quella ragazza: "O forse era alla TV? Un po' di tempo fa?" Un altro disse che c'era stata una ragazza che assomigliava a questa, di passaggio l'estate scorsa, che viveva a Toms River con un tizio, o alcuni tizi, dei motociclisti; non si vedeva da molto tempo, da quel che ne sapeva lui. Il barista, un tipo giovane, grassoccio, con le basette e gli occhiali scuri anche alla luce fioca, aggrott la fronte davanti alla foto di Duana Zwolle, dicendo cupamente: "Dannazione, ce n' un mucchio di ragazze sparite come questa. La mia stessa sorellastra, tanto per dirne una. Scappano di casa, e qualche bastardo malato se le prende. A loro non riesci a spiegarglielo, per. Chiedono un passaggio, per esempio, ai camionisti. I camionisti! Finiscono in qualche palude della Florida, e nessuno sa chi cazzo sono." Le parole del barista rimasero sospese nell'aria. Gli uomini forse si erano accorti che Matt McBride era trasalito. Un uomo pi anziano disse rapido: "Vorrei poterti aiutare, figliolo, ma questa povera ragazza non assomiglia a nessuno che conosco. Sembra indiana o qualcosa di simile? Intendo non indiana d'America ma dell'India." Un altro chiese, dubbioso: "Dov' Lismore? Nell'interno?" Quando Matt spieg che Lismore era a circa settanta chilometri a nord e a ovest di Newark, a met strada circa fra il fiume Delaware e la Citt di New York, gli uomini cominciarono a scuotere la testa come se si trovassero di fronte a un complicato problema di matematica. Il Jersey settentrionale era un luogo lontano. Uno disse, facendo un fischio sommesso: "50.000 dollari! Mi piacerebbe poterla aiutare, capo." Matt decise di rinunciare. O forse avrebbe provato da un'altra parte. Le mani gli tremavano. Stava bevendo adesso, ed era una decisione deliberata anche se non voleva perdere il controllo. Un paio degli uomini videro il suo sguardo malato, ferito, e chiesero tardivamente che legame avesse con la ragazza scomparsa e Matt si strinse nelle spalle e rispose evasivo che conosceva la famiglia di lei, era una cosa terribile e lui voleva aiutare in tutti i modi che poteva. Il barista, alle parole di Matt, con voce esasperata, disse: " come le ho detto io, capo: queste giovani ragazze, alcune di loro, non gli puoi dire un cazzo di niente. Capisco che ce ne sono alcune che non  colpa loro, qualche bastardo malato se le prende, ma altre s. Se la cercano. Fanno tutto quel cavolo che gli pare e tu non ci puoi fare niente,  cos che la penso io."

Matt fin la sua birra, ringrazi gli uomini e usc dal bar. Gli gridarono dietro, senza ironia: "Buona fortuna!"

Ormai erano le 21.09.

A un telefono pubblico nel posto successivo in cui Matt si ferm, da qualche parte sulla Route 36 vicino a Sea Girt, fece il numero di casa. Stava bevendo adesso, ma era deciso a non essere irresponsabile. Davey rispose al primo squillo, chiedendo al pap dov'era, se stava bene, e Tess prese il telefono al bambino, la voce rapida e ansiosa. Matt si scus dicendo che era stato trattenuto in una riunione con Sid Krell e altri; aveva avuto intenzione di chiamare prima, per spiegare che non sarebbe andato a cena, ma il tempo gli era volato. Matt pensava di parlare con un sincero rammarico, ma senza sembrare colpevole. Anche se avrebbe voluto implorare quella donna, sua moglie. Ti amo, perdonami, lasciami andare. Tess era stranamente silenziosa. L vicino, Davey e Graeme stavano facendo un bel po' di baccano. Non era gi passata l'ora in cui andavano a letto di solito? Matt poteva sentire "Pap! Pa-p!" A disagio, Matt chiese: "Cosa c' che non va, Tess?" e Tess disse, fredda: " buffo che tu abbia nominato Sid, Matt.  appena stato qui, e stava parlando proprio di te.  appena andato via."



31

Anche nel suo stato febbrile, disperato, di voler andare a Forked River per sapere, Matt McBride si era portato l'equipaggiamento fotografico.

Nighthawk si era portato l'equipaggiamento fotografico.

Indovinando in anticipo che poteva essere una delle sue notti.

Ges, se era eccitato! Come nelle vecchie notti su di giri per le anfetamine. Stava bevendo adesso, ma sembrava naturale. Un prolungamento del suo stato d'animo. Tutto sotto controllo. Soprattutto camminando con passo pesante nel vigoroso vento freddo-umido che soffiava verso occidente dall'Atlantico, frustando le onde fino alla frenesia e facendogli lacrimare gli occhi, Nighthawk era allerta e vivo e padrone di s. E felice.

Pi felice di quanto non fosse da un tempo immemorabile.

Da quando aveva fatto le foto a Lismore, le fotografie del lutto, Nighthawk era in cerca di preda. Quel nuovo anno non era stato un buon periodo per lui. Malato d'amore per la ragazza scomparsa. E malato di senso di colpa. E la testa che gli risuonava non sapendo che cosa fare di tutto ci, o della sua stessa vita. Era arrivato a credere che il diario della ragazza scomparsa fosse un documento che diceva la verit. Se non la verit di fatto, la verit del cuore. La verit dell'anima. I nostri destini in una "nuvola d'ignoto" si sono intrecciati prima che nascessimo. "Il Falco della Notte" aveva perso Duana Zwolle. "Il Falco della Notte" avrebbe trovato Duana Zwolle. Avrebbe trovato la ragazza scomparsa anche se avesse dovuto torturare Joseph Gavin per farlo confessare. Anche se avesse dovuto uccidere Joseph Gavin! Credeva di essere capace di un'azione simile, in quanto Nighthawk.

Che meschina, che limitata e codarda la sua vita diurna. Mathias McBride jr.! La Krell Associates! Era stato un errore sposarsi, probabilmente era stato un errore, ma adesso aveva dei figli e li amava, e amava anche la loro madre. Voleva amarli, voleva essere un marito e un padre bravo e rispettabile. Perdonami, lasciami libero! Non riesco a respirare!

Ma era un fatto che non poteva negare: con in mano la macchina fotografica preferita di Nighthawk, camminando con passo pesante lungo la spiaggia battuta dal vento di Sea Girt, con onde alte un metro schiumanti di bianco e, dietro di lui, in lontananza, le luci tremule delle case e delle attivit commerciali sul bordo della strada - poteva finalmente respirare. Fin un rullino, e ne fece un secondo. E ancora a Bradley Beach, e a Beach Isle. Era tardi adesso, aveva perso la nozione del tempo. Nighthawk provava solo disprezzo per il tempo. Un chiaro di luna agitato dalle raffiche di vento a Beach Isle, che non vedeva da vent'anni, o pi. Cercando la preda sulla passerella in riva al mare, fotografando i fast food, i negozi di souvenir e di caramelle sbarrati. C'era l'altissima sedia vuota del bagnino simile a un trono; molto tempo prima, a Forked River, Matt McBride aveva fatto il bagnino e gli erano piaciuti la sensazione, la responsabilit e il potere e fortunatamente per lui non aveva dovuto salvare nessuno dall'annegamento; gli ritorn in mente adesso all'improvviso mentre fotografava la sedia del bagnino, la spiaggia vuota, cumuli di detriti spinti come cadaveri imbevuti d'acqua contro una staccionata per la neve. Predando la notte. Nessun'altra felicit simile a questa.

Da bambino aveva scoperto per la prima volta che si poteva "vedere" attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica. E quello che vide fu come un lampo nella sua mente. Cos selvaggio, e cos bello. Avevi bisogno di libert per questo, per. Avevi bisogno di spazio, e di tempo. Non potevi essere tenuto al guinzaglio da qualcuno. Non poteva importartene di deludere qualcuno. Non potevi amare qualcuno tranne una donna simile a te.

Era una continua sorpresa per Nighthawk che qualsiasi visione lui conservasse nella memoria apparisse fiacca, opaca, anemica, confrontata coi negativi che strappava alla notte. E alle stampe che poteva sviluppare da quei negativi. Come se l'occhio vedesse solo le superfici, e la macchina fotografica vedesse sia le superfici sia sotto le superfici. Quelle ore di Nighthawk "seduto di guardia", come l'aveva definito lui, lungo la Turnpike, nei parcheggi delle stazioni di servizio e dei ristoranti aperti 24 ore su 24, fuori dalle stazioni degli autobus, di quelle ferroviarie. Primi piani di cameriere, che aveva conosciuto, a cui lui piaceva, e che si fidavano di lui. Primi piani di camionisti. Del turno di notte nel panificio di Hoboken. Fra le prime foto di Nighthawk pubblicate, che avevano suscitato un bel po' di commenti, c'era una sequenza intitolata Alla ricerca: gli era stato permesso di seguire, a breve distanza, una pattuglia della polizia in perlustrazione vicino al George Washington Bridge, dalla parte del New Jersey, consumando tutti i rullini mentre un giorno di novembre, coperto di nuvole temporalesche, s'inabissava nel crepuscolo. Le figure degli uomini con gli impermeabili, i volti nascosti. Con loro c'era un fotografo della polizia e Nighthawk aveva fotografato anche lui. Si vedeva che quegli uomini stavano cercando qualcosa - ma cosa? (Alla fine, avevano trovato quello che cercavano, il corpo di una donna buttato contro le rocce e finito sulla spiaggia.) Nighthawk non aveva fotografato quello che cercavano gli uomini, solo la loro ricerca. Perch siamo tutti alla ricerca di qualcosa. Nella notte.

Si doveva considerare bello il mondo cos com', e misterioso. Non si poteva giudicare. Non stava a Nighthawk giudicare.

Ad Asbury Park si ferm in un 7-Eleven per prendere una tazza di caff. Ricordando quelle notti in cui aveva dormito in automobile e, quando si svegliava all'alba, non sempre ricordava dov'era. Il cielo urbano granuloso, il selciato bagnato dalla pioggia. Ma non voleva scivolare nel sonno in automobile quella sera, sarebbe stato un disastro per il suo collo. Nighthawk non era pi un ragazzino. Avrebbe potuto essere a Weymouth per le due e dormire nel suo letto, ma la prospettiva era poco attraente. Non se la sentiva di affrontare Tess un'altra volta quella sera. Perci un motel forse? C'erano un mucchio di motel da pochi soldi lungo la strada. Budget Inn, a Day's End. Uno di quegli anonimi edifici di stucco a due piani con l'insegna luminosa POSTI LIBERI. Anni prima Nighthawk aveva fotografato i motel come questi e i loro clienti, lungo la Route 1 fuori Jersey City. Aveva fotografato le stanze. E le donne che venivano date insieme alle stanze. Prostitute che erano state felici di posare per Nighthawk, purch lui le pagasse, e lui le aveva sempre pagate generosamente.

Nel posteggio del 7-Eleven era seduto al volante della sua automobile sorseggiando un caff nero da una tazza di plastica, e gli piaceva che il caff fosse abbastanza bollente da bruciargli la bocca, odiava il caff tiepido, e in quel momento gli capit di notare una figura che lasciava in fretta il minimarket e attraversava il posteggio, una giovane donna coi jeans e una giacca di tela porpora di una taglia troppo grande, i capelli scuri frustati dal vento e il viso girato verso di lui per un fugace attimo stuzzicante. Era... lei? Duana Zwolle?

Matt fiss la ragazza mentre attraversava uno spiazzo vuoto coperto di spazzatura diretta a un pickup o a un'utilitaria sportiva parcheggiata su una strada parallela, coi fari anteriori accesi. Anche lei aveva in mano una tazza fumante. Il cuore di Matt aveva iniziato a battere violentemente. In quel momento, i suoi sensi si animarono tutti. Goffamente mise da parte il caff, versandone un po' sul sedile, afferr la macchina fotografica, e and all'inseguimento.

Per era cauto per non allarmarla. La chiam, esitante: "Scusi? Lei ... Duana? Duana Zwolle?"

La ragazza non lo ud. Matt la segu fino al veicolo posteggiato, dove qualcuno, una figura in ombra, stava aspettando. Strinse la macchina fotografica contro il petto; era completamente intontito, confuso. "Scusi?" ripet, "... Duana?"

Questa volta, la ragazza si volt a guardarlo, con la fronte aggrottata. Nel bagliore indistinto dei fari anteriori era una sconosciuta. Una donna bassa, esile, agile, di circa trent'anni, con la carnagione scura, lineamenti marcati; occhi spaventati e una bocca in collera. "Vattene al diavolo, tipo!" grid. "Io non ti conosco." Matt rimase a fissarla. Balbett: "Mi scusi. Credevo... che lei fosse una persona che conosco." "Be', non sono io. Perci 'fanculo," disse la donna, salendo nel veicolo dalla parte del passeggero. Il guidatore fece retromarcia sgommando, e se ne and a gran velocit sollevando la ghiaia come per derisione.

Nighthawk fotograf il veicolo che si allontanava rapidamente, i fanalini di coda rossi, e pi oltre i lampioni della strada. Le luci dell'Asbury Diner. I fari anteriori sul lungomare che portava a Long Branch. Se ne sarebbe andato con un memento di quell'incontro, e ne avrebbe ricavato un'immagine di sgargiante bellezza e crepacuore. Quella era la consolazione di Nighthawk. Quella era la dote di Nighthawk. Il mondo era samsara - "La Rete dell'Illusione". Ma l'illusione era maledettamente meglio di niente, se era tutto quello che si poteva avere.



La resa dei conti



32

NOME SCONOSCIUTO. Adesso che i suoi nemici si erano dichiarati, sent nascere in lui una nuova forza & una nuova certezza di propositi. Del proprio volto sofferente cre un calco di gesso, del bianco pi puro. Per il semplice fatto che il Joseph Gavin che viveva in una malandata roulotte fuori Clinton Falls, New Jersey, non era il suo vero io, che era NOME SCONOSCIUTO.

La maschera, una delle creazioni pi stupefacenti di NOME SCONOSCIUTO. Una maschera della Crocifissione & della Bellezza. Non aveva considerato se stesso come un angelo dell'ira ma vedendo gli occhi come ciechi bulbi trafitti dall'interno, e la bocca nella sua smorfia (perch aveva dovuto lasciare una canaletta nel gesso, per poter respirare), vide che era cos.

Il volto, attaccato a una testa di gesso. E sottili capelli d'oro e d'argento per ornare la testa & il mento.

IL REGNO DELL'IRA  DENTRO DI NOI.

Sarebbe andato via. Per non lontano. Sarebbe diventato ancora una volta INVISIBILE. Perch Dio, che  il Dio degli Esseri Invisibili l'avrebbe sempre benedetto, & avrebbe riso con lui dell'ignoranza dei suoi nemici.

Dove la fiamma cammina eretta scivolando veloce lungo la Terra come un'ombra che nessun uomo comune osa TOCCARE.

Per questa volta non era in grado di portare con s le sacre figure. Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Per queste, sarebbe tornato un giorno non lontano, & avrebbe confidato nell'INVISIBILIT che lo avrebbe coperto con un mantello.

Non ricordava il nome dichiarato dal suo nemico. NOME SCONOSCIUTO non era uno che onorasse i nomi. Che sono semplici soffi, senza sostanza. Per aveva motivo di credere che quel nemico fosse un investigatore in borghese, come gli altri due che erano venuti nella sua roulotte settimane prima, a perseguitare NOME SCONOSCIUTO, solo ancora pi subdolo. Sono un collezionista di arte americana contemporanea. E lui, NOME SCONOSCIUTO, ci aveva creduto!

Se mai avesse visto questo nemico di nuovo, uscendo dall'INVISI-BILIT avrebbe colpito, per uccidere. Aveva il suo scalpello, il suo martello & un grosso coltello ben affilato. Non aveva mai ucciso un uomo prima, perch mai nessun uomo aveva suscitato l'ira di NOME SCONOSCIUTO a tal punto. Ma c'era il detto dei saggi: Un corpo morto non vendica le offese.



Dai suoi lavori di saldatura aveva risparmiato dei soldi, & dalla donna ne avrebbe ricevuti degli altri se glieli avesse chiesti. La donna Brough che era aiutoinfermiera a Hopatcong. A quella donna NOME SCONOSCIUTO parl con forza, gli occhi fiammeggianti davanti a cui lei si era fatta piccola piccola. Tu non tradirai NOME SCONOSCIUTO, vero? Perch Giuda che trad il Cristo vivente si  impiccato, & gli uccelli che si cibano di carogne hanno banchettato con la sua carne putrida. Con gli occhi iniettati di sangue e pieni di paura & il viso gonfio che tremava per l'ansia, la donna contemplava NOME SCONOSCIUTO. Perch lei aveva solo trentaquattro anni ma ne dimostrava cinquanta. Perch era tozza & senza fiato; l'alito stantio per il fumo delle sigarette disubbidendo a NOME SCONOSCIUTO che lei adorava & suo futuro marito di cui andava tanto fiera. Dichiarando che lei non poteva farne a meno, che aveva bisogno delle sigarette, facendolo arrabbiare. Facendogli contrarre le dita che avevano un'indicibile smania di seppellirsi nelle grasse pieghe del collo di lei & STRINGERE, & STRINGERE. Perch una tale debolezza faceva infuriare lui che aveva vinto la propria debolezza da ragazzo. Per c'era il figlio della donna, Randy, che adorava NOME SCONOSCIUTO come il padre che non aveva avuto. Lento di comprendonio & diabetico, per uno dei divini angeli-bambini della semplicit. E quando veniva preso da quelle strane convulsioni, & gridava, & dava calci, & si mordeva le labbra & la lingua fino a farle sanguinare, & gli occhi si arrovesciavano dentro la testa, era NOME SCONOSCIUTO che lo teneva stretto nel suo forte abbraccio dicendogli parole rasserenanti, & calmandolo. Se fosse capitata una disgrazia alla donna Brough, l'anima di quel bambino sarebbe stata lacerata.

Non mi tradirai, Shirley, vero? afferrando il viso di lardo con le sue dita che erano le possenti dita-artigli di uno scultore & potevano scarnificarle il viso. E la donna gridava: Perch dovrei tradirti, Joseph? Io ti amo. E i singhiozzi le squassavano il petto, & uno spargimento di lacrime usciva dai suoi occhi luccicanti.

Fissandola poi con gli occhi inaspettati della gentilezza, & della benedizione di NOME SCONOSCIUTO che lo pervadevano in quei momenti, imprevisti & involontari come la grazia. Placando la paura di lei: Ti creder, allora. Ti permetter di amarmi, & ti creder. E a te & al bambino non accadr nulla di male, finch sar cos. Su questo patto d'alleanza NOME SCONOSCIUTO lo giurer.



Prima di sparire nell'INVISIBILIT, compr da un cugino della donna Brough una doppietta a canne mozze calibro .410 per assicurarsi un'ampia scarica letale ravvicinata di pallettoni. Anche un'altra volta, a Salem, New Jersey, NOME SCONOSCIUTO era stato obbligato a proteggersi contro i suoi nemici disponendo una trappola esplosiva nella sua abitazione, trappola che non era scattata. Anche questa volta sperava che non scattasse, mettendo nei guai lo stesso NOME SCONOSCIUTO. Per doveva proteggersi. Non aveva scelta. Caric la doppietta con due cartucce & la colloc dentro la sua roulotte, legata a una sedia & puntata sulla porta anteriore a circa l'altezza del torso di un uomo, & pass lo spago attraverso il grilletto e lo fiss al pomello della porta, cos se la porta veniva aperta avrebbe provocato la scarica del fucile. Come una ragnatela di spago, era. Una trappola per prendere i suoi nemici.

NOME SCONOSCIUTO era un artista & non un uomo vendicativo. Mai aveva desiderato far del male ad alcun essere umano. Per sperava che il primo investigatore che varcava la soglia, prendendosi l'urto dello sparo in pieno petto, ed esplodendo spezzandosi quasi in due, fosse l'investigatore che aveva ingannato NOME SCONOSCIUTO con la menzogna di manifestare il desiderio di vedere la sua arte; & che poi si era rivelato una spia, parlando di Forked River & del primo dei sacrifici. Lui sa! Lui deve morire.

NOME SCONOSCIUTO poi si contorse per passare attraverso una finestra sul retro della sua roulotte, & non c'era pi.

La finestra era un pertugio talmente stretto che avresti scommesso che non un uomo adulto ma piuttosto un serpente flessuoso e nerboruto fosse riuscito a passare attraverso quell'apertura, per svanire nel folto del bosco.



33

Quello che lui voleva era giustizia.

Giustizia, e vendetta.

Matt torn varie volte a Clinton Falls, alla casa mobile di Joseph Gavin, a cercarlo.  una cosa pericolosa. Ma  lui che dovrebbe avere paura di me. In aprile, una stagione nuova, nella luminosa luce del giorno, Matt condusse temerariamente la sua Acura bianca su per il viale solcato di fango della propriet di Gavin e and a bussare alla porta anteriore della casa mobile. Scosse il pomello della porta, energicamente.

(Vide che il pickup Ford di Gavin non c'era. Indovin che non ci fosse nessuno in casa.)

C'era un'energia maniacale in tutto questo. Una compulsione. Quando era in quello stato, Tess e i suoi figli ci andavano cauti con lui.

Con Graeme, Matt aveva cercato di spiegarsi. "Quando sarai grande, vorrai che le persone vengano trattate con equit.  quella che chiamiamo 'giustizia'. Qualche volta, se non saranno trattate giustamente, tu vorrai mettere le cose a posto. In un modo o nell'altro." Graeme aveva fissato il pap con gli occhi spalancati, non sapendo se mettersi a ridere, o ripetere solennemente quello che gli aveva detto.

"Giu-sti-zia?"

Matt non aveva parlato a suo figlio di vendetta.

Port la sua macchina fotografica a Clinton Falls, e consum molti rullini nella propriet di Gavin. Forse era una violazione della propriet altrui. Forse sarebbe saltata fuori qualche prova. Nighthawk si fidava del proprio istinto viscerale. Anche se lo portava a sbagliare. (Avrebbe potuto essere uno sbaglio fertile - chi poteva dirlo?)

La prima volta che torn, dopo la rivelazione di Forked River, vedendo che in casa non c'era nessuno, sal su un blocco di cemento per scrutare dentro la parte anteriore della roulotte: l, a soli pochi metri di distanza, c'era quella che sembrava la testa di Joseph Gavin, tutta bianca, posata in cima a un tavolo. I vacui occhi bianchi fissavano con beffarda impassibilit Matt McBride.

"Ges!" Matt perse l'equilibrio, lasci cadere la macchina fotografica e per poco non cadde in un mucchio di rifiuti. Se fosse atterrato sulla schiena, avrebbe potuto rompersi la spina dorsale o il cranio.

Che cos'era? Una testa di gesso bianco, una maschera funebre di un volto. Era il viso di NOME SCONOSCIUTO fatto da lui stesso. Quando Matt guard con pi attenzione, vide che gli occhi erano ciechi bulbi vacui e la bocca era impercettibilmente gonfiata, increspata come se il soggetto stesse respirando attraverso una cannuccia. Perch aveva avuto bisogno di respirare attraverso una cannuccia, attraverso un buco nel gesso. In cima alla testa e incollati al mento c'erano dei fili sottili, scintillanti, forse delle lenze da pesca. I capelli e la barba di NOME SCONOSCIUTO.

Matt non pot fare a meno di ammirare quella cosa bizzarra. Era brutta, ma anche ingegnosa. Vuole farci credere di essere pazzo. Sar questa la sua linea di difesa quando verr arrestato.

Nighthawk fotograf la testa di NOME SCONOSCIUTO attraverso la finestra della roulotte. Ventiquattro scatti. Era affascinato, persino mentre provava repulsione e disgusto. L'uomo era il suo nemico, l'uomo era un killer. Eppure, Nighthawk non riusciva a trattenersi.

NOME SCONOSCIUTO: Ritratto di un assassino sarebbe stato il titolo della sequenza. Quella spettrale, misteriosa testa umana bianca, con barba e capelli sintetici e scintillanti, gli occhi ciechi e una bocca beffarda, increspata in modo appena percettibile. Una testa umana, di gesso bianco, in cima a un tavolo. Osservata attraverso una finestra sudicia e una griglia punteggiata di ruggine e piena di ragnatele.

Matt gir intorno alla roulotte, continuando a fare fotografie. Era una violazione della propriet altrui vagare furtivo attorno alla casa di un uomo quando non c'era? Sperava che Gavin saltasse fuori, per affrontarlo.

Si stava chiedendo che cosa avrebbe detto a Gavin, dopo quello che era venuto a sapere di lui.

Ti conosco. So quello che hai fatto. Assassino!

Matt sapeva di aver commesso un errore, scoprendo le sue carte col suo nemico. Era stato una testa calda e un imprudente. Nessun professionista avrebbe commesso un errore cos grossolano come aveva fatto Matt. Aveva rischiato di farsi ferire o uccidere: Gavin avrebbe potuto assalirlo con uno degli utensili per scolpire. Come minimo, Matt aveva indotto il suo nemico a nascondersi. Per quel che ne sapeva lui, Gavin avrebbe potuto starsene rintanato per la paura indefinitamente.

Al fienile, Matt scopr con grande disappunto che entrambe le porte, quella sul davanti e quella sul retro, erano chiuse con un lucchetto, e le poche finestre erano state chiuse con delle assi dall'interno. Cerc di scrutare attraverso, ma vide poco. Si chiese se le goffe figure-bambole fossero ancora dentro; immagin di s, dovevano esserci, era quello il motivo per cui le finestre erano state chiuse con le assi. Avrebbe voluto fotografare Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno attraverso una finestra, con un teleobiettivo.

Gli venne in mente: forse le figure-bambole contenevano qualche parte del corpo delle donne reali, assassinate? Il loro sangue, o i loro capelli? Forse Duana Zwolle era una di loro, trasfigurata nella sgraziata arte di NOME SCONOSCIUTO.

L'unico modo per entrare nel fienile era fracassare una porta con un ariete. Se la polizia avesse avuto un mandato di perquisizione. Con un ariete si poteva penetrare addirittura in una fortezza. Ma avevi assolutamente bisogno di un mandato di perquisizione, la polizia doveva convincere un giudice di essere in possesso di prove sufficienti.

Come facevi a convincere la polizia che un altro era un assassino, se sospettavano di te?

Matt gir intorno al fienile, continuando a fare fotografie. Persino primi piani delle finestre chiuse con le assi. Poteva immaginare le figure femminili all'interno, abbandonate, prese in trappola. I loro visi informi, vacui con quegli stupidi occhi di vetro.

Salvaci. Non abbandonarci.

Ma quelle deboli grida melanconiche erano solo il vento tra gli alberi.

Matt stava iniziando a innervosirsi. Vide, o gli parve di vedere qualcosa muoversi, con la coda dell'occhio. Quando si gir... niente! Solo il traffico sulla strada provinciale, uno stormo di corvi gracchianti in un campo.

NOME SCONOSCIUTO stava guardando? Se s, si teneva a distanza.

Quando Matt era Nighthawk, con la macchina fotografica in mano, diventava molto sensibile a quello che si potrebbe definire il pathos del luogo. Pieno di pathos del luogo qui. La roulotte malconcia di Gavin sui blocchi di cemento, una bombola del gas arrugginita sul retro, spazzatura, cumuli di foglie marce e i detriti dei danni causati dalle bufere invernali. Persino il cielo sembrava impoverito sopra la propriet di Gavin.

In paese, Matt aveva indagato con discrezione e aveva saputo che la terra e il fienile appartenevano a una coppia di pensionati, che adesso vivevano in Florida, che li affittavano e sapevano poco dei loro locatari.

Joseph Gavin si era trasferito l quasi due anni prima. Nessuno sapeva molto di lui tranne che era "tranquillo", "un po' strano" e "stava per conto suo".

Aggirandosi furtivo per la propriet, Matt cercava segni di terra scavata di recente. Ma il bastardo era troppo furbo. Se aveva seppellito Duana Zwolle da qualche parte, sarebbe stato nei Pine Barrens.

Nella vasta, desolata distesa dei Barrens. Cedri bianchi, sabbia sbiancata, paludi a perdita d'occhio. Dove non l'avrebbe mai trovata nessuno, se Gavin non fosse stato costretto a confessare.

Matt ebbe l'impulso d'irrompere nella roulotte di Gavin. Prendere a calci la porta, fracassare la testa di gesso sopra il tavolo. Ma forse lui ha disposto una trappola esplosiva. Una bomba o una doppietta all'interno, congegnata per esplodere se la porta viene forzata.

Fu un pensiero improvviso, ammonitore. Venuto dal nulla. Sarebbe stato quello che avrebbe fatto Nighthawk, al posto di NOME SCONOSCIUTO? Una trappola esplosiva. Per farmi saltare le cervella.



Una volta alla fine di marzo, e due volte ai primi di aprile, Matt fece il viaggio di ottantacinque chilometri per controllare la roulotte di Gavin, e ogni volta non trov nessuno in giro, nessun segno di passaggio recente, nessuna impronta fresca di pneumatici nel viale fangoso. Aveva quasi rinunciato ad aspettarsi di vedere qualcuno, qualche segno di vita. E ogni volta non resisteva a non guardare nella finestra della roulotte per vedere all'interno la spettrale testa bianca e il volto vacuo, beffardo del suo nemico. Che ride di me. Che mi schernisce. Sapendo che sarei tornato.

Jules Cliffe aveva detto a Matt che la ricerca di Duana Zwolle era entrata in una fase di "minor tensione" e non aveva pi la precedenza assoluta neanche per la polizia di Weymouth. Matt non ne fu sorpreso: il caso era stato abbandonato dai media. La polizia locale e statale aveva seguito dozzine di piste ma non avevano portato a nulla o si erano impantanate; c'erano state centinaia di soffiate da presunti informatori che speravano nei 50.000 dollari di ricompensa, ma nemmeno queste avevano portato a nulla. Matt era sollevato nel sentire che praticamente chiunque avesse conosciuto Duana Zwolle pi che occasionalmente era stato indagato, come era stato indagato lui, ma gli indizi non avevano portato da nessuna parte. Matt avrebbe voluto dire a Cliffe che lui sapeva chi era l'assassino, anche se non lo poteva provare! Ma s'immaginava quale sarebbe stata la reazione di Cliffe: l'avvocato avrebbe raccontato alla prima persona che incontrava che cosa aveva detto Matt McBride, e quella persona l'avrebbe raccontato a molte altre, la voce si sarebbe sparsa rapidamente a Weymouth e nei dintorni... a che scopo? Matt aveva imparato a tenere la bocca chiusa.

Era dall'inizio dell'anno nuovo che aveva imparato quali conseguenze potevano avere anche i commenti pi innocenti, per non parlare delle azioni pi innocenti, non premeditate.

Ogni volta che Matt tornava alla propriet di Gavin, controllava, ovviamente, la cassetta delle lettere all'angolo della strada. Giustamente, quella vecchia cassetta malridotta non aveva un nome sui lati. L'unica posta che Gavin riceveva erano le bollette del gas e della luce, e i solleciti per quelle non pagate, e le pubblicit indirizzate all'"inquilino". Ma un pomeriggio di met aprile, Matt scopr sorpreso che la cassetta era vuota.

Perci Gavin, o qualcuno al suo posto, aveva ritirato la posta.

Perci ritorner. Ovvio. Non pu lasciarsi dietro Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno.

Fu allora che Matt pens di assicurarsi l'aiuto del giovane meccanico della stazione di servizio Amoco sulla strada, che inizialmente aveva detto a Matt come trovare la roulotte di Gavin. Era un ragazzo di circa vent'anni, con una barba incolta da motociclista e una borchia d'oro con un teschio nel lobo dell'orecchio sinistro; aveva fatto capire chiaramente a Matt, da uomo a uomo, che per quel tale che lui conosceva come Joseph Gavin provava uno sconcertato disprezzo; lo considerava una specie di "macchietta" locale, che pagava il conto dell'officina in banconote di piccolo taglio e monetine contandole una per una - "Una checca. Con quei capelli." Matt disse al ragazzo, che si chiamava Todd: "Senti, se vedi che Gavin  tornato, mi telefoni? Mi chiamo McBride. Se non sono a casa puoi lasciare un messaggio sulla segreteria."

Todd fiss le quattro banconote da cinquanta dollari che Matt gli aveva messo nella mano sporca di grasso; Matt promise che si sarebbero raddoppiate se, o quando, Gavin tornava, e Matt veniva avvisato. Gli occhi scuri del ragazzo scintillarono di sorpresa e cupidigia infantili. Disse: "Signore, per quattrocento bigliettoni, pedinerei anche il mio vecchio."



34

Non avrebbe toccato niente, promise Matt.

Non avrebbe fatto fotografie. Non avrebbe rubato nessun memento. Sarebbe rimasto solo dieci, quindici minuti. Voleva solo vedere.

"Vedere cosa, signore?"

"Dove viveva."

"E questo cosa significa per lei?"

"Tutto."

Il portiere dell'edificio di Mill Row in cui aveva vissuto Duana Zwolle era un uomo sui sessant'anni con un naso venoso, dilatato, da bevitore, e occhi da segugio. All'inizio era pieno di dubbi. Aveva bisogno di essere convinto. Era preoccupato, disse a Matt McBride, di "dissacrare" il ricordo della giovane donna che lui aveva conosciuto come una "brava ragazza tranquilla", un'"inquilina affidabile", che non aveva fatto orge o spacciato droga come dichiaravano i giornali scandalistici. Matt ascolt rispettosamente. Port l'offerta iniziale di 100 dollari a 200. Alla fine, avrebbe consegnato pi di 250 dollari in contanti.

Con voce funerea, piagnucolosa, il portiere disse: "Va bene. Ma potrei venire licenziato per questo, lo sa? Forse citato in giudizio dagli Zwolle. Per fare un favore a lei, che neppure conosco. Ogni genere di reporter e di gente della TV gironzolava qui attorno pregandomi di lasciarli entrare qualche settimana fa e a tutti ho detto 'nemmeno per idea'. Avevo l'ordine dagli sbirri e dalla famiglia Zwolle. Adesso  pi tranquillo. Come vede. Ci sono altre cose sui giornali. Non viene mai nessuno, tranne qualche volta il padre della signorina Zwolle e una delle sue sorelle. Hanno le chiavi. Non hanno neppure bisogno di disturbarmi. Le cose che erano della ragazza appartengono a loro, sa, in quanto parenti prossimi, e continuano a pagare l'affitto pensando che lei ritorni. Il proprietario avrebbe preferito sgomberare il loft della Zwolle, ridipingerlo, e affittarlo a qualche nuovo inquilino. Ma la madre, la signora Zwolle, non l'avrebbe permesso." Il portiere sospir, scuotendo la testa. "Qualcuno mi ha detto che adesso sta male, la signora Zwolle.  in ospedale su nel Maine. Conosce la famiglia?"

"No. Non conosco la famiglia Zwolle."

"C' una sorella, che assomiglia alla signorina. Ma non si comporta come lei. Il padre l'ha presa malissimo, come c'era da aspettarsi. La madre era proprio... be', in uno stato di shock. Se fosse successo a mia figlia... !" Il portiere sospir di nuovo. Aveva osservato Matt di nascosto come se cercasse di identificarlo. "Lei era uno degli amici-artisti della signorina Zwolle? Il suo viso non mi  del tutto nuovo."

"Io... io ero un amico. Ma non un amico intimo."

"La signorina Zwolle non aveva molti amici. Era difficile, si potrebbe dire. C'erano dei giorni in cui parlava con me, e sorrideva ed era cordiale; degli altri, in cui non mi vedeva nemmeno, come se fosse in un mondo tutto suo.  cos che  un artista, immagino. Ma deve aver avuto un amico di troppo, capisce? Che ha lasciato entrare, quella sera. Io non l'ho mai visto entrare."

Il vecchio parlava assorto, strofinandosi le guance non sbarbate.

Come se volesse far sapere a Matt: Forse era lei, signore. Ma io non lo posso sapere, vero?

Si misero d'accordo che Matt sarebbe andato in un giorno feriale attorno alle diciotto. Era un'ora ideale, quando i vari negozi dell'edificio sarebbero stati chiusi, i loro proprietari e i clienti sarebbero andati via; per non tanto tardi, perch un certo movimento nella parte finale dell'edificio avrebbe potuto attirare l'attenzione. La maggior parte delle sere, il portiere controllava l'immobile a quell'ora, e un'altra volta attorno a mezzanotte. Dalla scomparsa di Duana Zwolle, la vigilanza era aumentata. C'erano potenti luci nuove lungo Mill Row dove prima non ce n'erano affatto. Molti residenti erano stati negligenti nel chiudere a chiave porte e finestre anche di notte. Lismore era sempre stato quel genere di posto. E Duana Zwolle era stata una di quelle persone - "Maledettamente troppo fiduciosa, capisce? Chiunque sia venuto a prenderla, non ha avuto bisogno di fare irruzione, ha detto la polizia. Lo ha fatto entrare lei. O, forse, lui ha semplicemente aperto la porta ed  entrato."

La voce dell'uomo trem impudica. Stava accompagnando Matt su per la scala di legno esterna al loft di Duana Zwolle. Il cuore di Matt aveva iniziato a battere forte. Aspettava quel momento da settimane. Non ero mai stato qui prima d'ora, vero? La porta rosso lacca, persino il pomello, gli sembravano in qualche modo familiari. Prov un momento di vertigine, come un sognatore che incespica sui gradini o sulla soglia di un sogno, e si sveglia.

Solo poche volte prima d'ora nella sua vita aveva dato una bustarella per essere ammesso in luoghi altrimenti inaccessibili per lui; ma non era mai stato portato sulla scena di un crimine. Si chiese se una tale azione non fosse essa stessa un crimine.

La rete  stata lanciata sopra di me, e sopra di te.

Appena il portiere spinse la porta per aprirla, a Matt parve quasi di udire la voce bassa, gutturale di Duana Zwolle.



Poi erano dentro. Il portiere accese una luce centrale abbagliante e chiuse in fretta la porta. Era un uomo corpulento, col fiato corto per via delle scale.

Matt disse con calma, nient'affatto sgarbatamente: "Pu andare adesso, grazie. Chiuder la porta a chiave quando ho finito."

Il portiere protest: "Eh, no...  meglio che resti. Potrei essere licenziato se..."

"La prego vada. Non ho una macchina fotografica, e non porter via niente. Ma vorrei restare solo."

"Ma, signore..."

"Vorrei restare solo."

Vedendo la faccia di Matt, il portiere se ne and, borbottando fra s.

La prima inaspettata impressione di Matt del loft di Duana Zwolle era che assomigliasse di pi a un magazzino che a una stanza in cui aveva vissuto e lavorato una giovane artista. C'era odore di pietra vecchia, umida; l'aria era fredda, stantia, come quella di un frigorifero spento; c'era un lucernario sul soffitto, ma le pareti erano state portate a nudo e mostravano innumerevoli disegni di macchie d'umidit; i vecchi pavimenti di pino erano tutti segnati; i tappeti erano stati arrotolati e trascinati contro una parete. Anche i mobili erano stati spinti di lato. Grandi libri d'arte, alcuni di altissima qualit, erano accatastati in pile su un banco da lavoro, e dappertutto c'erano pile di quello che Matt immaginava fosse il materiale per i collage. Sparse su tutto il pavimento c'erano scatole di cartone riempite solo in parte. Un antico specchio da sarta era stato inclinato all'indietro, e rifletteva solo il soffitto. C'era un vecchio lavello di stagno; rigide fotografie ingiallite incollate su pezzi di cartone sul piano di lavoro. L'attenzione di Matt si spost sui resti brutalmente sfregiati, deturpati, degli straordinari collage che avevano costituito Un giardino di delizie terrene e ultraterrene che lui era rimasto a guardare tanto a lungo nella galleria di Weymouth l'estate precedente. Erano stati disposti su un banco da lavoro alto fino alla vita e sul pavimento circostante, come cadaveri dissezionati. Chiaramente, gli investigatori avevano esaminato tutto quel materiale e loro, o pi probabilmente la famiglia Zwolle, lo avevano risistemato cos. Matt sussult pensando a come sarebbe sembrata quella devastazione a Duana Zwolle se mai l'avesse vista.

Sentendo quanto il suo amore per lei permeasse persino quello spazio violato.

Rapidamente Matt attravers le stanze come un uomo in un sogno, accendendo le luci. In cucina, nel bagno, nella camera da letto. Aveva bisogno di accertarsi che il loft fosse davvero vuoto. Nessuno nascosto. Nessuno in agguato.

Indossava dei guanti: da quando era diventato un sospettato in un'indagine criminale, aveva imparato a essere cauto.

Intravedendo, in un corridoio, dei quadri, delle fotografie incorniciate e altre opere di grafica accatastate contro la parete, vide che una di quelle, sorprendentemente, era una fotografia di Nighthawk. Si accovacci per esaminarla. Non una stampa, ma una fotografia presa da un numero della New Jersey Life di forse due anni prima. Era una foto di cui Matt andava orgoglioso, uno scatto fortunato, crudo ma poetico, che rappresentava la foschia da inferno industriale di Elizabeth, New Jersey: le ciminiere slanciate, a forma di colonna della Con Edison orlate dalle fiamme contro un cielo notturno fosco, una luna lattiginosa, perfettamente rotonda, in equilibrio sopra una delle ciminiere. Duana Zwolle aveva incorniciato quella fotografia con cura, con un bordo di iuta sul vetro. Matt era profondamente commosso. Gli dispiaceva che non fosse una stampa, solo una pagina, lucida e sottile, di una rivista.

Matt si ricordava le circostanze di quando l'aveva scattata: era parcheggiato su una corsia d'emergenza della Turnpike, ipnotizzato dalla bellezza inaspettata, dal bagliore delle luci. Sapevi che avresti dovuto odiare quella desolata zona industriale ma, per l'occhio della macchina fotografica, era la bellezza, ed era arte. L'aria era talmente avvelenata, con un odore di qualcosa come di lievito marcio, che Matt non aveva potuto tenere il finestrino dell'automobile abbassato per pi di qualche minuto.

Conservata, adesso, in questa cornice. Nell'abitazione della ragazza scomparsa che Matt McBride aveva a malapena conosciuto.

Matt torn nella stanza sul davanti, lo studio di Duana Zwolle. Era uno spazio cavernoso, non riscaldato, pieno di correnti d'aria, con un soffitto alto, macchiato di umidit. C'era solo una finestra, che dava sul fiume, chiusa da delle persiane bianche con le stecche. Matt sapeva che la famiglia Zwolle aveva installato quelle persiane per impedire ai fotografi e alle telecamere di violare lo spazio di Duana. "E io - Nighthawk - sono qua. Perdonami!"

Avrebbe avuto il tempo per sentirsi in colpa, pi tardi. Per rimproverarsi di essere uno stronzo. Pi tardi.

Tremando per l'eccitazione, e per un senso di apprensione, Matt esamin lo scempio dello studio. I collage deturpati, l'aspetto complessivo di cose fuori posto. La scena del delitto. Eppure tutto quello che vedeva lo affascinava, perch quelle erano le cose appartenute a Duana Zwolle; in quel luogo, Duana Zwolle aveva vissuto la sua intensa vita segreta. Non ero mai stato qui prima, vero? C'era un enorme libro con la copertina strappata, Tremila anni di arte cinese. Un libro in brossura malridotto, Il libro tibetano dei morti. Meditazioni zen, Acquerelli giapponesi classici, L'arte dell'antichit. In altre pile c'erano Magritte, Le fotografie di Edward Weston, Mondrian, Czanne, Paesaggistica americana del XIX secolo, Edvard Munch, L'arte italiana classica, La scultura di Picasso - l'accumulo mescolato dagli anni di un'ambiziosa studentessa d'arte. Quest'aspetto di Duana Zwolle, sconosciuto a Matt, lo commosse profondamente. Lui non era mai stato granch come studente di storia dell'arte, nemmeno di storia della fotografia. Duana avrebbe potuto insegnargli molte cose.

Era doloroso vedere i collage in quella condizione mutilata. Chiunque li avesse sfregiati - naturalmente, era NOME SCONOSCIUTO - doveva aver agito rapidamente, deliberatamente. Ma perch perdere del tempo? Doveva aver sopraffatto Duana Zwolle, averla legata o colpita facendola svenire, e poi essersi messo al lavoro per distruggere i collage con un coltello, (o uno scalpello) che probabilmente si era portato dietro. Forse li aveva distrutti davanti a Duana Zwolle, per infliggere il massimo di dolore.

Matt si asciug gli occhi. Stava iniziando a sentirsi male. Era sconvolgente da vedere, ed era sconvolgente pensarci. Per mesi la ragazza scomparsa era stata un fenomeno dei media: la sua immagine sui giornali e alla TV; il suo sequestro, e quello "studio-loft a Lismore" un'idea pi che altro. Adesso, era reale. Era brutto, deprimente, e reale. Perch l c'erano i collage, irreparabilmente rovinati. Rompicapi spezzati. Rompicapi che non si potevano risolvere. L'arte del collage  un'arte di attenta selezione e giustapposizione ma adesso quelle tele meticolosamente assemblate erano state ridotte alle loro singole componenti, o quasi. Matt aveva un gran desiderio di riparare i danni pi vistosi, ma non avrebbe saputo da dove cominciare. L'artista aveva costruito un modello con vari materiali, comprese vecchie fotografie color seppia che probabilmente aveva acquistato nei negozi di antiquariato e nei mercatini delle pulci locali; alcune erano di cadaveri messi in posa formalmente, composti in bare elaborate, i loro visi di cera in pace nella morte, scattate nelle imprese di pompe funebri nei primi anni del secolo. Matt si chiese che cosa avessero significato per Duana Zwolle quelle impressionanti ma casuali immagini di estranei. Forse era stata guidata puramente dall'istinto, scegliendo dei visi che l'attraevano. Allo stesso modo in cui lei aveva scelto Nighthawk.

Contemplando le rovine di Un giardino di delizie terrene e ultraterrene, a Matt vennero in mente le goffe figure femminili di Joseph Gavin, i cui corpi massicci erano ornati da una confusione di disegni e di immagini primitive. Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno - le aveva chiamate orgogliosamente Gavin. Ma non era possibile un vero confronto tra l'opera di lui e quella di Duana Zwolle, perch i collage di Duana erano allo stesso tempo profondi e arguti, belli e conturbanti, con il loro stile caratteristico, inconfondibile; mentre l'opera di NOME SCONOSCIUTO era melensa, dilettantesca.

Se fossi NOME SCONOSCIUTO, sarei maledettamente geloso, anch'io.

Forse era semplicemente questo. Gelosia?

Il furore dell'artista mediocre contro quello dotato?

Ma perch concentrarsi su Duana Zwolle, in quel caso? Perch NOME SCONOSCIUTO non poteva non essere consapevole dell'esistenza di molti altri artisti contemporanei che vivevano nell'area New Jersey-New York, pi dotati di lui, e di molto maggior successo. Ci doveva essere un'altra ragione, pi specifica. Era innamorato di lei, di un amore malato, sfibrante. Per liberarsi di quell'amore, doveva ucciderla. Lei era un'artista di talento, e lui aveva voluto quel talento per s. C'erano dei popoli primitivi che mangiavano il cuore dei loro nemici, per acquisirne la forza. E qualche volta il cervello. Era quella la logica di NOME SCONOSCIUTO?

Era per quello che aveva ucciso anche Marcey Mason. La bella ragazza popolare di diciassette anni con una bellissima voce di soprano. Perlomeno, al Liceo di Forked River vent'anni prima, era sembrata bellissima, era sembrata "la" voce. Joe Gavin, lo studente che si specializzava in arti professionali, imbronciato, silenzioso, con gli occhi fissi su quella ragazza di successo dall'oscuro margine della vita liceale, era infatuato di lei, e aveva avuto bisogno di farle del male. Sia Marcey Mason che Duana Zwolle, senza saperlo, erano penetrate a fondo nella coscienza esacerbata di Gavin. Erano state la sua ossessione, lo avevano reso furioso e lui le aveva rapite, per farle sue.

Bastardo malato! Pensi che non lo sappia?

Pensi che non ti conosca?

A Matt vennero in mente i vecchi tempi di Nighthawk, pieni di melanconia e di desideri ardenti dei suoi vent'anni. Un vagabondo, un solitario. A caccia di prede nelle strade cittadine. Nei quartieri residenziali cogliendo di sfuggita, attraverso tendine tirate approssimativamente, scene di vita domestica; vedendo silhouette, ombre umane. Come gli erano sembrate affascinanti. Misteriose, inaccessibili. Attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica venivano valorizzate. Coppie che si baciavano, che si toccavano. Per strada, o in automobili di passaggio. Sulle soglie delle porte. Nei parchi. Sul fiume. Sotto la pioggia. Nella nebbia. Nel ricordo. Nighthawk, un ragazzo ossuto e allampanato, avrebbe provato uno spasimo di desiderio mentre faceva le sue foto, le sue centinaia di foto, anche se in realt, e ne era perfettamente consapevole gi allora, avrebbe potuto avere una vita domestica, sistemata, anche lui, in qualsiasi momento l'avesse voluta seriamente: una donna che lo adorava, e un amore matrimoniale, erotico, tenero. E dei bambini.

Ma Nighthawk non aveva voluto quella vita, non proprio. Era la sofferenza del desiderio che aveva voluto.

Il voyeur non vuole l'oggetto del suo desiderio. Solo il desiderio.

Perch il desiderio  il nutrimento dell'arte. Il desiderio coronato, il nemico dell'arte.

Sembrava probabile a Matt che, data la sua natura, Joseph Gavin avesse fatto altre vittime fra le ragazze e le giovani donne. Ne aveva create sei di quelle figure di manichini e aveva detto che ce ne sarebbero state altre tre. Era diventata una ricerca deliberata. Doveva essere fermato! Ma che la polizia avesse collegato la scomparsa di Duana Zwolle ad altre sparizioni simili in quella parte del paese, in anni recenti, Matt non ne aveva sentito proprio parlare.

Da Jules Cliffe, con cui Matt era ancora in contatto, aveva saputo che la polizia scientifica del New Jersey doveva ancora stabilire se era stato commesso un "crimine" in quel loft la sera del 28 dicembre 1997. Cliffe aveva fatto notare a Matt, con la logica del leguleio, che non si poteva provare che Duana Zwolle stessa non avesse simulato un sequestro. Avrebbe potuto distruggere vandalicamente lei stessa i suoi lavori e mettere a soqquadro le stanze. La sua automobile abbandonata vicino al fiume Delaware e lo scialle di cachemire macchiato del suo sangue non erano a loro volta decisivi. Perch molte persone scomparse non erano in realt scomparse, solo assenti. "Si sono viste cose ancora pi strane," aveva detto Cliffe a Matt, con soddisfazione. " questa la ragione per cui  difficile per lo Stato accusare di assassinio senza un corpo, ed  giusto che sia difficile." Aveva fatto una pausa, sorridendo a Matt. Come se gli avesse dato una gomitata d'intesa nelle costole. Se hai ucciso la ragazza, Matt McBride, e il corpo non viene mai ritrovato, io posso tirartene fuori pulito, probabilmente. Per ti coster.

Era una diceria locale che la ragazza scomparsa avesse potuto inscenare la sua stessa sparizione. Facendola sembrare un "sequestro". L'aveva fatto per vendicarsi di un amante, forse. La diceria, ripetuta da Tess e dalle sue amiche, era stata fatta circolare da Sidney Krell, Matt lo sapeva. Anche se l'astuto vecchio avvoltoio l'aveva attribuita ad altre fonti.

Quando si  in dubbio, incolpate la vittima.

Matt provava un senso di vertigine. Si vedeva come un uomo chino sull'orlo di un abisso. Davanti a lui in quei collage distrutti c'era un grande salto, e la tenebra. I suoi figli erano ansiosi di sapere: Dove vai, pap, quando sparisci? Quando muori?

Il pap non ne aveva la pi pallida idea.

N il pap sapeva che cos'era l'amore, non pi. L'amore di un uomo per una donna. Aveva pensato di saperlo, ma si era sbagliato.

Tess avrebbe liquidato con rabbia l'interessamento di suo marito per la ragazza scomparsa come un'ingerenza di Nighthawk. Tutto ci era "strano", "malsano", "morboso" in Matt. E tutto questo Tess lo temeva e lo detestava.

La fabbrica riconvertita era piena di correnti d'aria. Il vento soffiava dal fiume, e i muri non erano stati isolati adeguatamente. Duana Zwolle aveva vissuto in quello scenario appena sgrossato, in quel posto di romantica bohme, perch non aveva tanti soldi. E non aveva tanti soldi perch aveva l'integrit: si era rifiutata di vendere il suo talento per un introito regolare.

A differenza di Matt che era stato avido, essendo un giovane uomo sposato, di vendere al miglior offerente qualsiasi talento avesse avuto.

Matt si sent rizzare i capelli sulla nuca. C'era qualcuno nella stanza con lui? Subito dietro di lui, le dita di lei che lo toccavano gentilmente? Per consolarlo del suo fallimento. Eppure in qualche modo lei lo amava ancora, aveva fede in lui. Staremo insieme, lo so. Da questa parte della tomba. O dall'altra.

Matt ebbe un improvviso impulso di togliere una delle vecchie foto dai collage e farsela scivolare in tasca. Chi l'avrebbe saputo? Matt, almeno, l'avrebbe serbata nel cuore. Molte foto, che avevano fatto parte di un intricato mosaico, non erano pi attaccate alla tela ed erano state appoggiate arbitrariamente in cima alla tela, forse dalla polizia scientifica. Degli estranei avevano perlustrato ogni centimetro quadrato del loft. Avevano esaminato le fibre del tappeto, ogni superficie spruzzata con la polvere per le impronte digitali, per le impronte dei piedi. Ogni centimetro quadrato della vita della vittima era stato setacciato.

Una foto triste, strappata, color seppia attrasse lo sguardo di Matt. Due ragazze di circa quattordici anni con dei vestiti lunghi, i capelli scuri, gli occhi scuri, sedute insieme su un'altalena all'antica, degli ombrellini uguali sulle spalle. Erano ragazze da lungo tempo diventate donne adulte, e probabilmente non erano nemmeno vive. Ma com'erano vivi i loro occhi! I loro sorrisi timidi! Nessuna delle due assomigliava molto a Duana Zwolle ma c'era una parentela spirituale fra loro, pens Matt.

Prendila! Nessuno lo sapr.

Duana avrebbe voluto che la prendessi.

Ma no, non poteva. L'aveva promesso al portiere. Anche se nessuno ne avrebbe notato la mancanza, Nighthawk non era un ladro.

Matt and alla finestra sul davanti e apr la persiana appena un po'. Pens che avrebbe dovuto spegnere la luce in alto, ma era sicuro che fuori non ci fosse nessuno. Quella estremit di Mill Row era deserta. Stava guardando fuori il fiume Weymouth e la sponda opposta avvolta nella nebbia. Da quando era entrato nel loft, il cielo si era rapidamente oscurato. Il vento si stava alzando. Gli parve di ricordare che una volta era stato l, con Duana, al buio. Dopo aver fatto l'amore, ed erano esausti e in silenzio a guardare fuori il fiume. Questa sera il fiume era leggermente increspato dal vento, che soffiava controcorrente; quella sera, era tumultuoso, con le onde che s'infrangevano contro la sponda rocciosa. Il fiume Weymouth era largo solo un terzo del Delaware, ma la corrente era altrettanto rapida, se non pi rapida. Erano in piedi con le braccia attorno alla vita l'uno dell'altra, nudi, caldi, e Duana aveva detto: Il fiume  cos bello, come il cielo. Mi spaventa qualche volta, che tutto continui dopo che noi non ci saremo pi. Come se non fossimo mai esistiti.

Quelle parole Matt le ud altrettanto distintamente come se Duana fosse accanto a lui adesso, a guardare il fiume.

Contemporaneamente, con la lucidit che gli veniva in quei momenti cos solitari e incauti, Matt McBride sapeva che Duana Zwolle non aveva mai pronunciato quelle parole. Non erano mai stati insieme a quella finestra, e non avevano mai fatto l'amore. Nighthawk non aveva mai toccato la giovane donna, n lei lo aveva toccato, anche se aveva scritto del loro amore nel suo diario. Matt se ne rendeva conto. Perlomeno a intermittenza, se ne rendeva conto. Lui era preda di un incantesimo. Era amore, ma era pi che amore. Come un uomo che  stato galvanizzato dalla fede religiosa, a cui  stata data una nuova vita rigenerante, lui al tempo stesso sapeva e non sapeva che la sua fede era infondata. Non sopportava di sapere. Non sopportava di rinunciare a Duana Zwolle. Credeva che, se lei gli fosse stata miracolosamente restituita, avrebbe lasciato immediatamente la propria famiglia e unito la propria vita a quella di lei.

Da questa parte della tomba. O dall'altra.

Perch il suo matrimonio con Tess si stava avvicinando alla fine. Erano come passeggeri condannati in un'automobile che accelera, che sbanda, un'automobile con nessuno al volante; potevano vedere il disastro incombente eppure nessuno dei due avrebbe allungato la mano per prendere il volante. C'era un accumulo di tensione fra loro, e al tempo stesso una paralisi. Matt rientrava a casa tardi; anche Tess era spesso fuori. I bambini erano a scuola, o con una baby-sitter, o, come aveva fatto due volte nel mese precedente, Tess li aveva portati per il fine settimana nella grande casa a pianta irregolare dei nonni nel Connecticut. Davey e Graeme amavano la nonna e il nonno che li adoravano, come adoravano Tess, la loro splendida e unica figlia. Fin dall'inizio del loro matrimonio, Matt aveva saputo che non poteva competere con i suoi suoceri nell'amore per Tess; era una donna infantile, a volte puerile, che si crogiolava nell'amore e nelle attenzioni che riceveva, come una di quelle rare, raffinate orchidee che appassiscono e muoiono se vengono curate in modo meccanico, ma che, curate in modo speciale, crescono rigogliose. Lo vedi, qualcuno sa come accudirmi teneramente! sembrava annunciare Tess a Matt ogni volta che tornava da casa dei suoi genitori. Matt aveva detto: "Forse dovrei essere io quello che se ne deve andare per qualche giorno. Forse saresti pi felice." Fredda, Tess aveva risposto: "Forse." Ma era finita l.

Matt chiuse rapidamente la persiana.

"Dovrei andarmene.  ora."

Ma il loft di Duana Zwolle lo tratteneva. Se lo era immaginato da cos tanto tempo. Sbirci nella cucina dietro lo studio, una stretta nicchia con un'unica finestra in alto che si affacciava sui pini; quella finestra non aveva le persiane come le altre, presumibilmente perch era cos piccola. Sotto la luce dall'alto, la cucina era tutto uno sfavillare di superfici smaltate. Matt s'immagin che Duana Zwolle avesse posato a mano le piastrelle color terracotta. Poteva quasi vedere la sua minuta figura flessuosa che si profilava contro il muro. La cucina era stata risparmiata dalla devastazione. Qualcuno l'aveva riordinata, aveva messo via le cose. C'era un sottile strato di polvere sulle superfici rivestite di piastrelle ma i fornelli elettrici erano puliti e il lavello di alluminio era immacolato. C'era un mucchio di cibo in scatola negli armadietti, ma niente nel tozzo frigorifero Pullman. Solo quell'odore stantio, di chiuso, di un frigorifero a cui  stata staccata la corrente.

Su una parete vicino alla finestra c'erano vari schizzi ad acquerello del fiume, senza firma. Erano dipinti sottili, delicati, eseguiti con pochi tratti di pennello, in stile giapponese. Matt li studi, dovevano essere opera di Duana Zwolle, ma molto diversi dai collage. Il rispetto di Matt per il talento di Duana aument.

E nella camera da letto, vedendo un vecchio letto di ottone con sopra cuscini e trapunte impilati, un letto il cui materasso, lenzuola e coperte erano stati esaminati dagli addetti della polizia scientifica in cerca di tracce di sangue, di sperma e di peli, Matt prov un'emozione fortissima, da mozzare il fiato. Era amore, ma anche un senso di protezione; un desiderio ardente di mettere le cose a posto, se solo avesse saputo come. Era arrivato troppo tardi nella vita di Duana Zwolle. Si immagin che gli Zwolle avessero rifatto completamente il letto, un vecchio letto incantevole, cambiando la fodera del materasso, facendo lavare e stirare le lenzuola e le coperte, pronte per l'imminente ritorno di Duana. Non volevano perdere la speranza. Matt si chiese che storie si fossero raccontati, i famigliari. Quanto potevano durare quelle storie prima che loro iniziassero a crollare.

La camera da letto, molto piccola, era meno esposta alle correnti d'aria rispetto alla grande stanza sul davanti, con attraenti disegni stampigliati alle pareti, marrone-rossiccio su crema, fatti sicuramente da Duana Zwolle. C'era un lampadario di vetro colorato da mercatino delle pulci. Un bureau in stile Shaker. Un'unica finestra piccola, orizzontale, chiusa con le persiane come la finestra nella stanza sul davanti. Anche qui i libri e le riviste d'arte erano impilati su ogni superficie disponibile. Tutte le cose appese alle pareti erano state tolte e ammassate in un angolo. Matt si ricord che su quel letto l'assalitore di Duana Zwolle aveva lasciato un disegno osceno, eseguito rozzamente. Oriana, premurosa, l'aveva schizzato per Matt, in un modo pi provocatorio di quanto lui avesse voluto. Seni, genitali femminili. Una faccia da scimmia che intendeva sbeffeggiare la pelle scura e i lineamenti minuti della vittima. Se NOME SCONOSCIUTO aveva lasciato quel memento, presumibilmente nello stile del precedente amante di Duana Zwolle, Nicholas Roche, doveva avere pi talento, ed essere pi sagace, di quanto Matt avesse pensato.

Senza rendersene conto, Matt stava facendo scorrere la punta delle dita inguantate su una delle trapunte del letto. Era una trapunta scolorita, con disegni intricati composti da quadrati, triangoli e rettangoli, esplosioni di stelle di un colore luminoso contro uno sfondo blu-notte. Una vecchia trapunta, ammorbidita dai numerosi lavaggi. Nighthawk aveva comprato quella trapunta per la sua amante Duana in un negozio di antiquariato nella Weymouth Valley. Nello stesso posto in cui avevano trovato quel letto d'ottone cos originale. Lei aveva fatto s che lui avesse a cuore cose che prima avrebbe a malapena notato. Lei aveva fatto s che lui riconsiderasse la propria vita. Eccola l che giaceva raggomitolata sotto la trapunta, nuda; i capelli scuri scintillanti sparsi su un cuscino, la fronte leggermente sudata dopo che avevano fatto l'amore. Gli occhi sorridenti alzati verso di lui che si piegava per baciarla. Le sue labbra si muovevano, in un sussurro, Matt per non la poteva udire. In uno specchio sul bureau, in parte nascosto da una pila di libri, il viso angosciato di Matt lo fissava, un viso intrappolato. Gli occhi erano incavati nelle occhiaie e fra le sopracciglia c'era una piega profonda. I capelli, che avevano bisogno di essere tagliati, erano di un'innaturale sfumatura di argento metallico, disposti fitti a spirale come la lanugine di una pecora, e scompigliati dal vento. Anche se quella mattina si era fatto la barba, Matt aveva un urgente bisogno di rifarsela.

Sono io quell'uomo? Sono diventato cos? Ges.

Nessuna donna l'avrebbe potuto pi amare. Era diventato un uomo disperato. Un uomo ossessionato. Quello che Duana aveva definito un fantasma famelico.

Su un tavolo in fondo alla stanza c'erano vari oggetti. Uno di questi, che colp subito l'occhio di Matt, era una colomba di cristallo, quasi a grandezza naturale. Matt lo sollev: s, era pesante. E costoso. Un elegante vetro lavorato di Steuben, ma rovinato da un'incrinatura simile a un verme che lo attraversava tutto. Doveva essere il regalo di Sid Krell a Duana Zwolle. Il goffo tentativo di vendetta di un vecchio amareggiato. Matt sent una fitta di furore verso Krell. Che voleva ferire quella ragazza per farla soffrire! Matt si chiese se Krell, e non Gavin, fosse responsabile della scomparsa di Duana. Lui aveva un motivo pi immediato. Lui avrebbe potuto benissimo assoldare qualcuno per farle del male.

"Maledetto! Ti potrei uccidere."

Fu in quel momento che Matt si rese conto di non essere solo. Sent un debole scricchiolio nelle vecchie assi di legno del pavimento dietro di lui. Gli si rizzarono i capelli e si gir per vedere, sulla soglia... Duana Zwolle, che lo fissava incredula.



Lei balbett: "Che cosa... ci fa qui? Chi  lei?"

Tremava e il suo viso era pallidissimo. Ovviamente era molto agitata. Nella sua mano destra alzata c'era un oggetto che Matt all'inizio credette fosse un'arma di qualche tipo, poi si accorse che era una torcia elettrica con un lungo manico. Lei intendeva usare quella torcia per difendersi, o forse per attaccare. Gli occhi nerissimi, erano minacciosamente dilatati e la bocca era di un rosso-sangue impressionante, come Matt non aveva mai visto prima. E i capelli le arrivavano solo fino alle spalle adesso, spessi, scuri, ispidi e ondulati ma spazzolati lisci, e non oleosi. Il viso era finemente cesellato, un bellissimo viso ma non esotico come lo ricordava lui, un viso pi vecchio e pi tirato, la fronte segnata dalla concentrazione. E i vestiti... costosi ed eleganti, una giacca scura, aderente, di pelle scamosciata, su morbidi pantaloni neri di lana fine, una sciarpa di seta color rame attorno al collo. Siccome Matt rimaneva inchiodato dov'era, fissandola sbalordito, lei ripet arrabbiata, spaventata: "Ho detto: che cosa ci fa qui? Chi  lei?"

Matt pens: non  Duana.

Era sua sorella, naturalmente. La sua gemella. Il cui nome, nello shock del momento, Matt aveva completamente dimenticato.

Disse, cercando di parlare con calma: "Io... io ero un amico di sua sorella. Voglio dire... sono. Sono un amico di Duana." Il cuore di Matt batteva violentemente e lui era zuppo di un sudore freddo, malsano. Rapido disse: "Non abbia paura, non voglio farle del male."

"Non ho paura! Solo... se ne vada da qui."

"S. Certo."

Si stavano fissando. Matt dopo si sarebbe meravigliato dell'avventatezza della sorella di Duana nell'affrontare lui, un estraneo, in quel posto isolato, sola e armata unicamente di una torcia elettrica. Nello stesso posto in cui sua sorella era stata sequestrata.

Lui disse: "Ges, mi dispiace. Non volevo spaventarla. Sentivo solo che avevo bisogno di vedere dove viveva Duana. Non ho preso niente, e non ho toccato niente. Sto male per quello che  accaduto. Lei mi manca... molto."

"Lei le 'manca'! Davvero! Che cosa pensa che proviamo noi, i suoi familiari? Non ha diritto d'introdursi qui. Chi l'ha fatta entrare?"

"Nessuno. Sono entrato da solo."

" entrato con la forza? Maledizione a lei! Come osa! Adesso chiamo la polizia."

Matt disse rapido: "Ascolti, no. Me ne vado. Lo giuro, non ho toccato niente - pu vederlo lei stessa."

Come se, in quello scenario violato e sconvolto, lei avesse potuto vedere se era vero che non aveva toccato niente.

Matt continu a scusarsi. Conosceva l'emotivit femminile, l'isteria femminile. Era come un fiammifero acceso da non avvicinare al materiale infiammabile. Si stava allontanando lentamente dalla sorella di Duana, le mani e le dita allargate per indicare che era inoffensivo. Malgrado avesse bisogno di farsi la barba, malgrado i suoi bizzarri capelli, disposti a spirale e arruffati, si poteva vedere che era un brav'uomo, onesto, sano di mente - vero? Non un ladro, non uno stupratore o un assassino. Non un pazzo. Ripet che era un amico, un amico intimo, di Duana; un amico fotografo che viveva a Weymouth; si erano conosciuti solo l'estate scorsa.

Mentre Matt si allontanava lentamente, la sorella di Duana si stava spostando di lato per lasciarlo passare. Di nuovo pass per la testa di Matt il pensiero di quanto fosse incauta quella giovane donna, che apparentemente non si rendeva conto di stare indietreggiando verso un angolo, cosicch Matt, che pesava almeno trentacinque chili pi di lei, avrebbe potuto facilmente spingerla nell'angolo e sopraffarla. Come faceva a sapere lei che lui stava dicendo la verit? Che era un amico di sua sorella? Non guardando dove metteva i piedi, la giovane donna urt contro una pila di tele, rovesciandone alcune. Le sfugg un piccolo singhiozzo per il male e la rabbia: "Santiddio!"

Matt disse: "Si  fatta male?"

"No! Vada via. Esca di qui."

"S. La prego di perdonarmi, io..."

"Perdonarla! 'Fanculo."

Matt era cos scioccato, che si limit a fissare la donna furiosa. Perch l, miracolosamente ma beffardamente restituitagli, c'era la ragazza scomparsa di cui sognava ossessivamente da mesi, solo non una ragazza, e non la Duana Zwolle del ricordo, ma una persona tesa, sconvolta, frustrata che chiaramente voleva scagliarsi contro di lui. Non aveva mai visto una bocca di donna di un rosso-sangue cos violento, e non era mai passato cos vicino a una sconosciuta sull'orlo di una crisi isterica. Adesso mi assale, pens Matt.

Cerc di calmarla, mormorando mi dispiace! mi dispiace!, parlando pi pacatamente che poteva, viste le circostanze, e con sincerit, diretto alla porta d'ingresso che era aperta. Se riesco a raggiungere quella porta, sono salvo. Nella cavernosa stanza sul davanti la lampada centrale gettava una luce abbagliante su una scena di devastazione: scatole, mobili spinti di lato e tappeti arrotolati, i collage mutilati. Matt cap che la sorella di Duana stava incolpando lui di tutto questo. La furia la rianimava come una corrente elettrica; la bocca aveva degli spasimi, come quella di un animale. Lei non poteva riempire di botte la persona che aveva preso sua sorella ma poteva riempire di botte Matt McBride.

Con la coda dell'occhio, Matt vide qualcosa alzarsi, e oscillare, e come un pugile abbass rapido la testa, e scart di fianco, afferr il polso della donna e le strapp la torcia dalle dita sorprendentemente forti. La torcia cadde con fracasso sul pavimento. Pezzi di vetro schizzarono via. La sorella di Duana inspir per gridare, non per la paura ma per la rabbia, e Matt la spinse indietro contro il muro, immobilizzandole le braccia sottili ma muscolose, e chiudendole la bocca con la mano. Lei lott selvaggiamente, con gli occhi fuori dalle orbite. Cercando di liberarsi dalla presa con uno strattone, girando la testa da una parte all'altra; cercando di liberare la bocca per poter gridare, o affondare i denti nella mano di Matt. Ma lui, disperato, e prudente, la teneva stretta.

Ansimando la implor: "Ehi, no. Non voglio farle del male. Sono un amico, come ho detto... un amico di sua sorella. Voglio solo aiutare. Voglio fare quello che posso. Sto male, sono frustrato... come lei. Amavo Duana. La prego di credermi."

La giovane donna furiosa lottava ancora. Cerc di alzare un ginocchio per spingerlo contro l'inguine di Matt, cerc di dargli calci alle caviglie, mordergli la mano. Matt per era avvantaggiato dalla sua forza superiore, e dall'esperienza: come padre, aveva anni di esperienza nello stringere fra le braccia e domare i suoi figli, in quelle rare occasioni in cui facevano i capricci. Cos lui tenne ferma quella donna che si dimenava, e controll la propria collera. In fondo al suo cuore lui avrebbe voluto afferrare quella cagna per le spalle e sbatterla contro il muro fino a farle battere rumorosamente i denti e farle roteare gli occhi - ma non lo fece. Era una questione di capacit di resistenza, di caparbiet. Lui avrebbe retto pi a lungo di lei.

Erano come una coppia che affogava, aggrappati l'uno all'altra. Entrambi ansimavano e i loro visi erano imperlati di sudore. Matt mormor, il viso vicino a quello di lei: "Senta: se la lascio andare, non si metter a gridare, d'accordo? Non ce n' bisogno." Gli occhi di lei erano ancora sgranati, e lottava contro di lui, anche se pi debolmente. Matt disse: "Mi vergogno, e mi scuso, e me ne andr e non torner mai pi. D'accordo?" Finalmente la donna cominci a calmarsi, o a dare quell'impressione. Forse era soltanto esausta. Cautamente Matt le tolse la mano dalla bocca. Il rossetto aveva imbrattato il viso di lei, e la mano di lui; un rosso violento, una macchia di rosso carico. E un sottile rivolo di sangue le scendeva dalla narice sinistra. Uno strano impulso venne a Matt, quasi troppo rapido, e troppo passeggero, per accorgersene: gli sarebbe piaciuto togliere quel sangue leccandolo; gli sarebbe piaciuto leccare il viso febbrile, sudato della donna. Si stacc da lei facendo un passo indietro, fissandola con sguardo indagatore. Era francamente eccitato; la donna continuava a guardarlo con odio, pulendosi la bocca, adesso, come se il sapore della mano di Matt fosse ripugnante per lei.

Matt mormor: "Buona notte!" Era come indietreggiare davanti a un cane ferito, rabbioso.

Con grande sollievo di Matt, la sorella di Duana non grid. Solo quando lui fu alla porta, e si volt per lanciarle uno sguardo colpevole, lei parl, con una voce bassa, rauca simile a quella che lui conosceva, ma accusatoria. "Lei... io la conosco.  nel diario di Duana. Nighthawk. Il suo amante segreto."

Matt scese precipitosamente la scala di legno rovinata dalle intemperie, col desiderio di scappare. Era ancora eccitato. L'adrenalina gli guizzava nelle vene e una forte pulsazione irata simile a una fiamma gli batteva in testa. Si sarebbe chiesto dopo perch non aveva confermato, o negato, le parole che la sorella di Duana gli aveva gridato dietro.

Aveva dovuto scappare da quella donna. L'aveva voluta cos intensamente. Non c'era tenerezza in questo: avrebbe potuto strapparle la carne con i denti. Per ore, per giorni, non avrebbe pensato a nient'altro, a nessun altro. E questa volta non ricordava nemmeno il suo nome.



35

"Ruellen Zwolle. Ma la chiamano 'Rue'."

"E quanto si ferma, Rue, a Weymouth?"

"Qualche giorno, penso. Ha intenzione d'imballare e spedire alcune opere di sua sorella nella loro casa nel Maine."

" sola?"

"Per quanto ne so io, s. Di solito c' la sua famiglia con lei, o parte della sua famiglia, ma questa volta sembra che sia sola. Noi siamo stati in contatto soprattutto con la signora Zwolle, per preparare i volantini e il video, ma ho saputo che  ricoverata in ospedale, nel Maine, povera donna."

Matt sapeva che stava facendo troppe domande, ma non riusc a resistere a farne un'altra. "Dov' alloggiata Ruellen Zwolle, lo sai?"

"Gli Zwolle sono stati ospitati in molti posti a Weymouth - la gente di qui gli ha aperto la casa. Sid Krell, per esempio. Ma questa volta, credo che Rue stia a..."

Ci fu una pausa. Facendo delle smorfie mentre teneva la cornetta del telefono fra l'orecchio e la spalla, Matt fren l'impulso di rassicurare la donna che non aveva intenzione di disturbare Ruellen Zwolle, avrebbe rispettato la sua privacy.

"... Be', non sono sicura. Potrebbe stare al Weymouth Inn, o in quel bed and breakfast con le assi di legno azzurre, in Bayard Avenue. Questa volta  rimasta per conto suo."

O  probabile che tu non me lo voglia dire,  cos?

Matt disse, comprensivo: "Mio Dio, non la biasimo."

Matt aveva telefonato a una donna di Weymouth che si era data da fare insieme ai volontari che avevano tentato di trovare Duana Zwolle. Con questa donna era in buoni rapporti, amichevoli, erano entrambi soci dello Stony Brook Tennis & Racquet Club, tuttavia Matt immaginava che lei avesse sentito dire che lui era personalmente coinvolto nell'indagine su Duana Zwolle - che sapesse del diario, della perquisizione e dell'interrogatorio della polizia - e questo giustificava una certa circospezione nella voce di lei, non ben mascherata dai suoi cordiali modi sociali. Di sicuro Matt McBride le piaceva, Matt McBride piaceva a tutti quelli che lo conoscevano, ma... giravano delle voci poco rassicuranti che lui "non fosse pi lui" ultimamente.

Una certa intensit nel suo modo di fare. La recente separazione dalla moglie.

Matt continu a insistere nonostante il silenzio imbarazzante: "Be', Linda, grazie! Pura curiosit, nient'altro. Ma questa sorella di Duana, la sua 'gemella identica' ... in realt,  molto diversa da Duana, vero?"

Con freddezza Linda disse: "Be'. Io praticamente Duana non la conoscevo."

"Il suo aspetto, voglio dire. E il modo di comportarsi."

Linda questa volta non rispose. Matt se la poteva immaginare, una donna di circa l'et di Tess, attraente, educata e padrona di s come Tess, che si era irrigidita sentendosi a disagio. L'interesse sessuale di un uomo  inequivocabile, anche quando  tortuoso, anche se non lo si tocca con mano.

Matt la ringrazi di nuovo, e mise gi il telefono. Perch si sentiva euforico? Come se, pur essendo venuto a sapere cos poco di Ruellen Zwolle, fosse venuto a saperne molto?



36

Era vero: Matt McBride si era separato dalla sua famiglia.

A met aprile si era trasferito in un condominio in affitto a East Weymouth, a quindici minuti di automobile dalla sua casa precedente, e a cinque minuti di automobile dalla Krell Associates. Una strana vita da scapolo. Una vita da Nighthawk. Raramente andava da qualche parte senza il suo equipaggiamento fotografico sul sedile dell'automobile accanto a lui. Qualche volta di notte, incapace di dormire, pensando alla ragazza scomparsa, percorrendo lentamente la Turnpike oltre Newark, usciva sulla Route 1 e sulle arterie desolate di Jersey City, Hoboken, The Oranges. Dove nessuno conosce il mio volto, o il mio nome.

Era deciso a non avvicinare la sorella di Duana, Rue. Anche se aveva scoperto, facendo qualche telefonata, dove alloggiava a Weymouth: in un Marriott Inn appena costruito, di lusso e impersonale, fuori citt.

Era deciso a non parlare con lei, per non allarmarla ulteriormente. Anche se avrebbe voluto scusarsi. Senta, dobbiamo parlare. Se pensa di conoscermi dal diario di Duana... dobbiamo parlare. Avrebbe voluto dirle che credeva di sapere chi aveva preso sua sorella; era lui quello che lo sapeva, non la polizia; lui non si fidava della polizia, e sapeva che loro non si fidavano di lui. Non voglio turbarla. Non voglio spaventarla. L'impressione che pu avere avuto di me - dall'altra sera, e dal diario - pu essere sbagliata. Se potessimo parlare solo per qualche minuto.

L'avrebbe chiamata "Rue"? "Ruellen"? Il nome suonava strano sulle sue labbra. Era un nome bello, quanto "Duana", e altrettanto esotico. Ma "Duana" adesso gli era familiare. "Rue", invece, era conturbante.

Era deciso a non parlare con lei. A non imporsi a lei. Dopo lo shock dell'altra sera, lei avrebbe avuto ragione di rivolgersi alla polizia per denunciarlo. Aveva gi minacciato di chiamare la polizia, e Matt dovette ammettere che, al posto suo, lui probabilmente l'avrebbe fatto. Stava iniziando a dimenticare come l'aveva spinta indietro contro il muro, immobilizzata, come le aveva messo la mano sopra la bocca - non proprio per dimenticarlo, perch il suo corpo tratteneva il vivido ricordo del corpo veemente e in lotta della donna contro il suo, ma per ridimensionarlo, come se l'evento cruciale fosse stato che lei l'aveva sorpreso nella camera da letto, e Matt, a sua volta, l'aveva sorpresa e spaventata. Deve aver pensato che fossi io il sequestratore. L'assassino. Che tornava sulla scena del delitto, per godere malignamente. Gli sembrava indispensabile parlarle, semplicemente per spiegarsi con lei. Credeva che, se lei l'avesse conosciuto, se lo avesse visto, per esempio, con Davey e Graeme, avrebbe capito che lui era fondamentalmente una brava persona, sincera. Capirebbe che sono un suo alleato, non un suo avversario.

Sent la propria voce fare le prove: "Rue? Ti prego ascolta. Non giudicarmi prematuramente."

E: "Rue?  perch amo tua sorella, che ho agito sconsideratamente. Non so che cosa mi ha preso."

Era deciso a non parlare con lei. Eppure la sera del giorno successivo al loro incontro a Lismore, circa ventiquattro ore dopo, era l che telefonava al Marriott dal suo ufficio della Krell Associates. Si stup che, alla sua richiesta di parlare con Ruellen Zwolle, non dicessero che era impossibile perch un'ospite con quel nome l da loro non era registrata. Invece il centralinista fece il numero della stanza. Matt si era immaginato che la sorella di Duana Zwolle volesse conservare l'anonimato a Weymouth, ma forse l'anonimato non conta tanto, ottenere informazioni su sua sorella  pi importante. All'altro capo il telefono continuava a squillare. Lei non era in albergo. Matt era salvo. Scatt una segreteria, e Matt esit prima di parlare. Non voleva tormentare quella giovane donna sconvolta; non voleva nemmeno dare l'impressione di tormentarla. Era la sorella della ragazza scomparsa e lui, solo lontanamente, poteva immaginare cosa dovevano essere state quelle quindici settimane per lei, e per i suoi genitori. Stava per lasciare il proprio nome, e dire con calma che la chiamava per scusarsi della sera precedente, quando un senso di pericolo da panico lo sovrast, paralizzandolo.

No! Non farlo. Te ne pentiresti.

Rapido, Matt mise gi il telefono.

Era agitato, scosso. La porta del suo ufficio era stata prudentemente chiusa, e la maggior parte di quelli che lavoravano con lui era andata a casa, tuttavia Matt aveva quasi la sensazione che ci fosse qualcuno nella stanza. Che avanzava verso di lui, alle sue spalle, con un'arma sollevata, in procinto di fargliela cadere sulla testa china e non protetta.



Sfuggente come un sottile filo di ragnatela che passa attraverso la cruna di un ago, gli venne il pensiero: Forse  lei, Rue. Quella che ha ucciso Duana.



Era vero che i McBride si erano separati. "Temporaneamente", come avevano detto agli amici.

Per il fine settimana di Pasqua, Tess avrebbe portato i bambini dai nonni nel Connecticut, e aveva chiesto a Matt di farle il piacere di andar via mentre loro non c'erano. "Sar molto pi semplice per tutti. Sto pensando a Davey e a Graeme soprattutto." Matt disse, un po' stordito: "Via? Nel giro di un unico fine settimana?" Stava sorridendo, come pu sorridere un uomo che  stato colpito con un pugno allo stomaco inaspettatamente. Non si riesce a pensare che quel pugno sia stato dato con l'intenzione di fare male solo perch fa male. "Se ti serve aiuto, puoi chiederlo a uno dei tuoi amici," disse Tess. Intendendo amiche. Allontan la mano di Matt quando lui la tocc, non era dell'umore di lasciarsi toccare.

In tutte quelle settimane, il nome Duana Zwolle non era stato pronunciato fra loro.

Invece Tess aveva scoperto un foglio di carta, sbadatamente lasciato nel cassetto della scrivania di Matt, con su scritto il numero di telefono di Oriana. Senza il nome, solo l'iniziale "O" e il numero con il prefisso di Lismore. Tess aveva chiamato immediatamente quel numero, e Oriana aveva risposto. Naturalmente, Tess sapeva chi era Oriana; e sapeva di quale reputazione godesse Oriana. Tess si era presentata come la moglie di Matt McBride, e aveva chiesto senza giri di parole se lei conosceva suo marito, e Oriana aveva replicato con pari stringatezza dicendo che non erano affari di Tess chi conosceva chi: "Siamo tutti adulti, spero." Tess doveva aver espresso la sua indignazione, e Oriana doveva aver risposto per le rime, perch dopo uno scambio veemente Tess aveva sbattuto gi la cornetta. Oriana l'aveva richiamata subito, dicendo che Matt McBride aveva lasciato "alcuni acquisti" da lei, lei aveva aspettato che tornasse a prenderseli, e se lui non aveva intenzione di andare a riprenderseli avrebbe dovuto mandare i soldi necessari per le spese postali, cos lei li avrebbe potuti spedire, e Tess aveva detto che avrebbe inviato i soldi per le spese postali, cosa che fece, e quando l'urna e la casseruola di terracotta smaltata arrivarono, anche se imballate con cura, erano a pezzi.

Pezzi che Tess aveva sparso sulla scrivania di Matt nel suo ufficio di casa, sulla sua sedia e sul tappeto. Matt era rimasto scioccato quando li aveva trovati; li aveva riconosciuti subito, e presumeva che Tess fosse responsabile della rottura.

Non che importasse quale delle due donne fosse responsabile.

Non che importasse quale donna Tess avesse scoperto, o credesse di aver scoperto.

Perch Matt non aveva la forza di difendersi. E, distratto da altri pensieri, non aveva un grande interesse a farlo.

Tess disse: " la cosa migliore. Almeno temporaneamente," e Matt disse: "S. Se lo dici tu." Tess disse: "Anche tu lo dici, non  vero?" e Matt disse: "S. D'accordo." Tess disse con un'aria di trionfo rabbioso: "Allora, benissimo. Noi saremo di ritorno domenica dopo le otto, per cui per quell'ora te ne sarai andato." E Matt sent se stesso dire che andava bene.

Ricordandosi con quale entusiasmo, dopo lo sfacelo della perquisizione della polizia, Tess aveva pulito la casa. Persino la soffitta, e il seminterrato. Con quale soddisfazione aveva gettato via le cose accumulate negli anni - cose che le appartenevano, e a cui un tempo aveva tenuto molto, e di cui adesso non sapeva cosa farsene.

Era stata Tess a curare abilmente la coreografia per come dirlo ai bambini. Cosa che Matt, che era il pap, temeva pi di tutto. Penseranno che non li amo. O che li amo, ma non abbastanza. In realt, i bambini avrebbero pianto troppo, quando il pap aveva parlato con loro, per vedere qualcosa nei suoi occhi colpevoli. E qualsiasi cosa fossero riusciti a vedere, lo avrebbero perdonato. Prima, Tess parl con Davey; e poi, mentre Tess parlava con Graeme, Matt parl con Davey. Poi Matt parl con Graeme. Poi Tess e Matt parlarono insieme con Davey e Graeme. Questo sembr durare per delle ore. Era come la scena epica di una strage. I bambini piangevano, e il pap piangeva, e Tess gli gridava: "Taci! Bugiardo!" e si precipitava fuori della stanza; e il pap, Davey e Graeme le correvano dietro, e la trovavano che singhiozzava in modo irrefrenabile in un angolo della cucina buia. Ancora una volta Tess si liber della mano di Matt, e grid: "Sono io la donna! Sono io quella che ci si aspetta che crolli! Adultero!"

Ma Tess port via i bambini com'era stato progettato, e Matt se ne and com'era stato progettato. E nel suo nuovo condominio alla moda di East Weymouth, un edificio abitato prevalentemente da uomini soli e donne sole, alcuni separati, altri divorziati, si consol con la sua nuova vita da scapolo. Che era cos simile alla vecchia vita di Nighthawk, prima del matrimonio. Cominci a navigare in Internet, per cercare informazioni su Duana Zwolle, sulle ragazze scomparse, le donne scomparse, i serial killer, i sequestri irrisolti, era stupefacente quante informazioni ci fossero l nel cyberspazio, ignote a Matt McBride. E c'erano delle notti in cui non tornava a casa dopo il lavoro ma andava a velocit moderata sulla Turnpike, irrequieto ed eccitato, col suo equipaggiamento fotografico sul sedile accanto a lui. Andava nelle locande, nei ristoranti aperti tutta la notte, nelle stazioni degli autobus e dei treni. Anche se sapeva che era improbabile che la incontrasse, era sempre in cerca della ragazza scomparsa.



Separato dalla sua famiglia, chiamava a casa ogni giorno quando i bambini erano l per parlare con lui, e cercava di andarli a trovare ogni giorno, o ogni due giorni, se i loro orari erano compatibili. (Strano, Matt non si era mai reso del tutto conto di quanto complicate fossero diventate le vite dei bambini a Weymouth. Le loro madri socialmente ambiziose organizzavano di continuo feste e "attivit" per loro dopo la scuola e nei fine settimana, e quindi rimaneva poco tempo perch un padre estromesso riuscisse a farsi inserire tra le cose importanti.) Li portava fuori da McDonald's, al Pizza Hut, o al Burger King, o li riportava nel "nuovo posto del pap" per qualche ora. L divoravano i cibi del takeaway e guardavano le videocassette e poi era venuta l'ora in cui Matt doveva riaccompagnarli a casa da Tess, che li stava aspettando e che a Matt mormorava solo "grazie" e "buona notte". Non c'era niente di reale in tutto questo per Matt, eppure se la cavava egregiamente. Sembrava sapesse in anticipo i riti, il vocabolario stesso, della separazione.

Krell veniva nell'ufficio di Matt pi spesso ora, sembrava solo leggermente imbarazzato, ma partecipe. "Come va, figliolo?" avrebbe chiesto, e prima che Matt potesse rispondere avrebbe detto: "Non tanto bene, eh, figliolo? Be', tieni duro," cingendo le spalle di Matt.

Krell si doleva anche con Tess. I McBride erano come la sua famiglia per lui, diceva.

I figli, per Matt, erano una spina nel cuore. Non sarebbe mai stato capace di spiegarsi con loro perch lui stesso non capiva. Loro piangevano, scherzavano, accusavano, domandavano a gran voce: "Perch? Pap, perch?" Si avvinghiavano alle gambe del pap, respingevano gli abbracci e i baci del pap. Strizzavano le sue dita finch trasaliva per il dolore. Ricordandogli quanto possono stringere le dita di un bambino. Per il pap era particolarmente sconvolgente sentire il figlio maggiore, che adesso aveva nove anni, piangere forte come il minore, che ne aveva cinque, come non faceva da anni.

"Pap, perch?"

Il pap doveva pensarci su molto, per ricordare.



Quella spina nel cuore! Gli sarebbe piaciuto spiegarlo alla sorella di Duana, Rue.

Che lui era un brav'uomo, un uomo rispettabile; un uomo con due figli piccoli che lo amavano. Credeva che Ruellen Zwolle lo giudicasse male, e sentiva sia l'ingiustizia del giudizio di lei sia la logica di quel giudizio. Quello che lei gli aveva gridato dietro con disprezzo: "Lei... io la conosco. Nighthawk."

La sua bocca rossa impiastricciata. I suoi occhi furiosi, feriti.

Camminando svelto in Main Street, a Weymouth, in un gelido sabato mattina di sole dopo la telefonata al Marriott Inn del giorno prima, Matt McBride teneva saldamente per mano i figli per portarli a lezione di nuoto alla Young Men's Christian Association; alzando lo sguardo vide... era Ruellen Zwolle?... con gli occhiali scuri, i capelli scuri e lucidi tirati molto indietro dal viso, e il viso pallido, teso, tranne la bocca di un rosso vermiglio; l'impressione di Matt era che si camuffasse per non farsi riconoscere come la sorella gemella della ragazza scomparsa, o lei stessa la ragazza scomparsa, finch restava a Weymouth per affari, e quegli affari avevano a che fare con Duana. Indossava una giacca attillata color crema, pantaloni scuri di sartoria, e guanti molto chiari. Portava una pesante borsa a tracolla e stava appena uscendo, corrucciata e distratta, dalla Jameson Gallery, dove erano state esposte alcune delle prime opere di Duana Zwolle, intagli di legno e monotipi. Matt stava fissando la giovane donna, stringendo forte le mani dei suoi figli. Lei alz gli occhi su di lui, e i loro sguardi si incrociarono. Matt si arm di coraggio per non dire una parola, a meno che Rue non parlasse per prima, anche se cominci a sorridere, con esitazione, per niente aggressivo, e la vide irrigidirsi, fissare lui e poi Davey e Graeme, e il cuore di Matt cominci a battere in modo assurdo, e pens: Non puoi ignorarmi! persino mentre pensava: S, dovremmo passarci accanto in silenzio,  giusto che sia cos.

Passarono l'uno accanto all'altra senza parlare. Graeme stava chiacchierando tutto agitato, strattonando la mano del padre.

Matt aveva visto il modo in cui Rue aveva guardato Davey e Graeme.

Lo vedi? Sono un marito e un padre. Un uomo normale. Un brav'uomo, rispettabile, ben intenzionato.

Amavo tua sorella. Non ho fatto del male a tua sorella.

Non farei del male a te.



37

NOME SCONOSCIUTO. Verr consumato dall'interno & dal mio stesso terribile calore. L'ANGELO DELL'IRA abita nelle mie stesse ossa brucianti.

Non era stata una visione a venire da lui. Non ne aveva bisogno. Nel suo furore in esilio. Dove i suoi nemici l'avevano costretto a fuggire. Dove la femmina lo aveva mortificato, per fargli mordere la polvere. Sapeva che era stata la sudicia e sciatta femmina O ad avergli mandato la polizia per umiliarlo. L'investigatore in borghese che guardava fisso & con scherno Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno fingendo di essere un collezionista di arte americana contemporanea. & NOME SCONOSCIUTO aveva desiderato crederci, come un bambino, & ci aveva creduto. Mai aveva provato una tale vergogna, & ai suoi stessi occhi soprattutto.

Perci la sua collera lo relegava l, & la sua certezza. Per molti giorni rimase nell'esilio di nebbia & di pioggia scrosciante (nei Pine Barrens sopra il fiume Mullica, nei resti fradici di un capanno da cacciatore che aveva scoperto molti anni prima) dove concep il suo piano. Per non avrebbe lasciato la palude fin dopo Pasqua.

Perch Pasqua  la RESURREZIONE DEI MORTI. Pasqua  il MIRACOLO DEI MIRACOLI. Anche nella disperazione NOME SCONOSCIUTO non aveva smesso di credere.

Ma provava una gran rabbia, & sarebbe durata! Facendogli digrignare i molari & dolere la testa come un fuoco. Pensando allora: Sar consumato dall'interno & dal mio stesso terribile calore. & non sapendo se questa era una maledizione, o una benedizione.

Per molte ore giaceva nudo lungo disteso & con le braccia & le gambe stese sul suolo sabbioso, gelato, sopra il fiume. Le costole sporgenti dal suo corpo come gobbe ondulate di sabbia. Quaranta giorni & quaranta notti in esilio avrebbe previsto. & la lingua che gli si torceva indietro nella bocca, per soffocarlo come la serpe stessa della malvagit. Finch finalmente il sole di aprile usc dalla nebbia & dal freddo per colpirlo sulla schiena, per destarlo alla vita.

Alla vita, & alla vendetta.

La sua paura era che in sua assenza loro facessero irruzione nel fienile, mettendo a nudo Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Le sei caste spose di NOME SCONOSCIUTO. Che loro avrebbero deriso, & insultato & distrutto. Forse avrebbero fatto un gran fal dell'arte di NOME SCONOSCIUTO.

La femmina O li avrebbe guidati. Molte volte O aveva denunciato & tradito NOME SCONOSCIUTO anche se professava di essere sua amica.

Jo-seph. Jo-seph Ga-vin, lei avrebbe pronunciato il nome che lui detestava udire, quelle sillabe beffarde della voce del mondo. Come si potrebbe chiamare un cane. Oh, Joseph. Sei tu?



A valle del capanno alla confluenza del Batsto & del Mullica stranamente gonfi & impetuosi & marrone-fango per le piogge di primavera del Jersey. L, dove le strade di sabbia formavano la loro croce perfetta

& ecco emergere dal sottobosco i ruderi crollati della vecchia chiesa, & la sua croce ossidata che col tramonto diventava rosso-fiamma. Le grida sussurrate di lei lo avevano attirato. Dio abbia piet di te, Joseph! Oh Dio, abbi piet di tutti e due.

Per Dio non aveva avuto piet di lei, & su di lui Dio aveva posato la Sua mano ardente. Per guidarlo nella vendetta come sarebbe stato indicato a NOME SCONOSCIUTO. Nella pienezza dei tempi.

La neve sottile come polvere dell'inizio del nuovo anno si era sciolta da tempo, mettendo a nudo il corpicino spezzato della femmina. Avresti pensato: Ma  un bambino. NOME SCONOSCIUTO desider quasi averlo purificato col fuoco. Perch allora non sarebbe rimasto nulla. Aveva bruciato i vestiti sporchi, & non aveva desiderato bruciare il resto & adesso in uno spasimo di piet NOME SCONOSCIUTO raccolse i sassi lisci & la sabbia a manciate. Le orbite vuote nella testa in parte putrefatta. La pelle mummificata come cuoio. Per i lunghi capelli fragili attorcigliati & intrecciati attorno alle ossa. Accovacciato sopra quello che rimaneva di lei improvvisamente ansimando & la concupiscenza fra le proprie gambe. Questo era il fuoco di cui lui qualche volta si vergognava & di cui qualche volta andava fiero. La femmina che lo aveva dileggiato: Tu? Un uomo? Tu sei un uomo? Lui non aveva avuto altra scelta se non dimostrare che lo era, ancora & ancora di nuovo. Il suo seme che esplodeva dentro di lei. Un fuoco ardente & doloroso. Non DZ ma un'altra prima di lei lo aveva dileggiato. JC era il nome della femmina che lo aveva disonorato, che gli aveva sputato addosso persino mentre lui grugniva stringendole il fil di ferro attorno alla gola per soffocare le sue parole velenose & indurre il suo corpo a contorcersi come un serpente, & negli spasimi della morte di lei lui era venuto dentro di lei, & ancora & ancora; & adesso la ricordava ansimando, la ferocia di quella sensazione.

JC, come la ragazza nera-carbone, la campionessa di corsa VJ, che, per disgusto, NOME SCONOSCIUTO aveva smembrato pezzo per pezzo. Aveva decapitato la sua testa sfottente & l'aveva avvolta nella tela cerata & seppellita, a grande profondit, dentro un bidone per l'olio, nella discarica della Contea di Salem, New Jersey. Le parti carnose le aveva sparpagliate & sepolte a grande profondit. La sua parte femminile, l'utero, che era una sacca di pelle viscida come quella di un pollo, l'aveva tenuto in un posto segreto nel ghiaccio secco, avvolto in un foglio di alluminio & alla fine si era arreso perch non poteva usarlo, come aveva desiderato, nella figura di quella femmina nel Matrimonio del Cielo e dell'Inferno & perci l'aveva lasciato in un luogo pubblico perch lo trovassero, ammesso che lo trovassero, & se no, no. NOME SCONOSCIUTO non si guardava indietro. Se n'era andato da Salem per sempre & aveva cancellato dalla sua memoria quella bruttura.

I vermi della Terra l'avrebbero divorata. Lei non si meritava la purificazione della sacra fiamma.

N lui aveva desiderato trasportare il suo corpo nei Pine Barrens in qualche luogo sacro perch lei non era degna di una sepoltura dignitosa. Lui non aveva desiderato conservarne il ricordo come con le altre.

DZ era di qualit superiore. La sofferenza & il coraggio & la saggezza dei suoi occhi lui li riconosceva apertamente. & adesso la sua stessa testa di cui lui aveva piet. Perch era come la testa di un bambino. NOME SCONOSCIUTO non aveva mai fatto del male a un bambino. Perch un bambino non ha ancora assaggiato la mela del peccato. Questa testa di DZ che lui, affascinato, stacc dalle ossa del collo & della spina dorsale superiore & sollev al sole per contemplare. Non c'erano gli occhi. Solo le orbite degli occhi. Eppure parve a NOME SCONOSCIUTO, nel terrore della sua visione, che la femmina potesse vedere.



38

Non aveva intenzione di avvicinare Ruellen Zwolle.

"L'ho turbata gi abbastanza. Basta cos!"

Matt si vergognava, ed era pentito. Gli erano pi che sufficienti le preoccupazioni per le sue responsabilit come marito e come padre separato dalla sua famiglia. ("Pap, quando torni a casa? Pa-p?" chiedevano i bambini.)

Gli era pi che sufficiente meditare su che cosa fare a proposito di Joseph Gavin/NOME SCONOSCIUTO.

Trascorse una notte, e parte di una mattina. Matt aveva dormito solo a sprazzi. Il sonno gli veniva a ondate vitree, che si frammentavano davanti ai suoi occhi. Allungava la mano per prendere... che cosa? chi? Il tempo sta scadendo. Lei  ancora a Weymouth. Per Matt si trattenne dal telefonare a Ruellen Zwolle, n cerc di vederla, anche se sapeva che presto lei avrebbe lasciato Weymouth per tornare a Santa Monica.

Invece, Matt sgattaiol via dalla Krell Associates nella tarda mattinata. (Il vecchio lo teneva d'occhio? Matt doveva correre il rischio.) Pass dalla Jameson Gallery per chiedere se si poteva "comprare l'arte" di Duana Zwolle, e venne informato che le opere dell'artista non erano disponibili per il momento. "La famiglia Zwolle ha chiesto che le vengano restituite per conservarle, dicono, finch Duana non ritorna." La proprietaria della galleria, una donna petulante con i capelli biondi scoloriti, che Matt conosceva per ragioni sociali, anche se non bene, si era espressa con un'aria di disapprovazione.

Matt disse: "Capisco. Mi dispiace. Ma  una decisione comprensibile."

"Gli Zwolle sembrano pensare che Duana torner. La gente deve aver fede, immagino."

"Lei pensa che non dovrebbero?"

"Non saprei. Duana  sparita, da quanto? Da prima dell'anno nuovo. Detesto dirlo, ammiravo la sua arte e il suo coraggio e ammiravo lei, per quel poco che la conoscevo, ma sembra evidente che deve essere morta."

La parola morta suon stonata. Matt si rese conto che nessuno l'aveva usata, parlando di Duana Zwolle: si usava solo la parola scomparsa. Ma questa donna, che si toccava nervosamente l'avambraccio snello, pieno di efelidi, ornato di una miriade di sottili braccialetti d'oro, parlava con un piacere sinistro, guardando Matt. "Duana Zwolle non torner mai."

Matt stava rigirando una penna nera di plastica con stampato in rilievo il nome della galleria, e gli si spezz fra le dita. "Mi dispiace!"

Era una tranquilla mattina feriale. Matt era l'unico visitatore della galleria. La proprietaria sembrava desiderosa di chiacchierare. Matt le chiese della sorella di Duana e venne informato che Ruellen Zwolle si era assunta l'incarico di occuparsi del lascito di Duana e avrebbe agito come suo esecutore testamentario. La famiglia aveva deciso cos. "Essenzialmente, la sorella ha congelato l'opera di Duana. Non pi vendite, tutto restituito al lascito. Ha senso, immagino, ma non ne siamo tanto contenti, da una prospettiva economica. Con tutta la pubblicit che c' stata, l'arte di Duana potrebbe vendere, una volta tanto. Voglio dire, Dio santo!, potrebbe decollare. La gente compra arte per i motivi pi vari e nella maggior parte dei casi non hanno niente a che vedere con l'estetica. Lei corruga la fronte, certo..." (Matt aveva corrugato la fronte? non se n'era accorto) "... ma il mercato  cos. Un successo postumo, per un artista,  meglio che nessun successo, giusto? La maggior parte degli artisti non vende mai niente, morto o vivo che sia."

Di nuovo quella parola: morto. Matt sent una pugnalata di puro odio.

"Quante sono le opere di Duana Zwolle?"

"Quante? Dipende da cosa intende. Avevamo sei monotipi qui. La Tomato Factory ha esposto le sculture-collage, e almeno due sono state vendute - che non  male, considerando la loro 'difficolt'. Il resto  stato distrutto, ho sentito dire." La donna abbass la voce, come se fosse una cosa riservata: "Con un rasoio."

Matt rivide le tele sfregiate, mutilate. Non ce la fece a commentare.

"Lo sa, vero, che sono state distrutte... O non l'aveva sentito dire?"

Matt si strinse nelle spalle, senza compromettersi.

La donna continu: "In tutto, si dice che ci siano circa trenta opere, invendute, di Duana Zwolle, di varie fasi della sua carriera. Gli Zwolle forse hanno intenzione di tenerle se lei ... se non ritorna. Sembra che sia la sorella a prendere queste decisioni. Comunque, le opere di Duana delle collezioni private possono essere rivendute, e ci scommetto che saranno messe sul mercato fra non molto. Abbiamo fatto delle indagini. Come le ho detto, l'eccentrico genere di arte di Duana Zwolle potrebbe davvero decollare se venisse in possesso di un gallerista avveduto. Un'importante recensione sul New York Times o sul New Yorker e il gioco  fatto."

Matt annu comprensivo: "Le auguro buona fortuna, allora."

"In una tragedia come questa," disse la donna, toccandosi i braccialetti, "si spera che ne esca qualcosa di positivo. Almeno per qualcuno."

"Di sua sorella, Ruellen Zwolle?, non  che ha un suo indirizzo a Santa Monica?"

La donna esit. Si vedeva che Matt McBride le piaceva, e che aveva gradito quella conversazione, ma adesso, per un attimo, esit. "Forse dovrei verificare con lei prima, prima di..."

Matt sorrise, attraente, distinto, trasudando la riservatezza tipica di Weymouth: Di me si pu fidare, naturalmente: sono uno proprio come lei. Cos la donna disse: "D'accordo. Non c' nessun problema. Ecco un suo biglietto da visita professionale: Zodiac Graphics." La donna fece una pausa, vedendo che aveva fatto piacere al suo visitatore. " un tipo strano anche lei. Proprio come sua sorella."



Matt stava ragionando: se non riusciva a vedere Ruellen a Weymouth, sarebbe volato a Santa Monica. Sotto certi aspetti poteva essere preferibile. L'ultima cosa che voleva era turbarla.



Internet: la consolazione degli insonni. Quel vasto mare insondabile non segnato sulle carte nautiche in cui i solitari, gli smaniosi, i confusi, gli smarriti, gli speranzosi e i disperati nuotano uno di fianco all'altro, invisibili gli uni agli altri, eppure eccitati e consapevoli gli uni degli altri, anche se solo attraverso deboli impulsi elettronici, come delle cieche e insensibili creature marine potrebbero essere consapevoli le une delle altre. Internet, in cui, sempre pi di frequente, in quelle insonni notti primaverili, Matt navigava; e dove aveva fatto conoscenza con un erudito che si era presentato solo come "Hugo", e che si autodefiniva un esperto dei "serial killer della zona costiera orientale, da met del XX secolo in avanti". Dopo vari scambi arguti, intensi ed enigmatici, Matt scopr di essere stato invitato inaspettatamente ad andare a trovare Hugo, che viveva a Paramus, New Jersey. Anche sullo schermo del computer, la vanteria di Hugo aveva un'aria di un'autenticit mozzafiato:



Se vuoi conoscere IL MATERIALE RISERVATO SUGLI PSICOPATICI DELLA ZONA CALDA, mai reso noto al pubblico dalla polizia, HUGO  il tuo uomo!



Matt pens a disagio: s. Lo voleva conoscere.

Hugo L. Chauncey, come si present formalmente, era un giovane grassoccio, immobilizzato su una sedia a rotelle, di circa ventisette anni. Quasi calvo, con una corona di soffici capelli castano chiaro su una testa rotonda come una palla da bowling, grandi occhi castani sofferenti che guardavano fissi da dietro gli spessi occhiali con la montatura di plastica. C'era un'aura sia di mezza et sia d'infanzia in Hugo; viveva con la madre-vedova, come la definiva lui, in un piccolo bungalow circondato dall'asfalto in un affollato quartiere residenziale di case tutte simili. Sulla porta, Hugo salut Matt con grandi effusioni: "Entra, Mathias McBride! Benvenuto! Seguimi, per favore." Non ci furono strette di mano, cosa di cui Matt fu molto grato. Entr in un soggiorno buio che odorava di putredine autunnale come di foglie, di giornali umidi. E, da l vicino, arrivava un forte odore sfrigolante di cottura di grassi. "Mam-ma! Il mio amico del sito web  qui," url Hugo. Non ci fu risposta, cos mise le mani a coppa sulla bocca e grid, pi forte: "Mamma-aa!  arrivato il mio amico. Per fa-vo-re non disturbarci."

Una risposta smorzata arriv dalla cucina. Con uno scatto del mento Hugo indic a Matt di seguirlo, e inizi a spingere le ruote energicamente. Si muoveva con tale animazione che la corona di capelli si agitava nello spostamento d'aria. "Per di qua, Mathias! Ai miei alloggi."

L'odore di putredine umida aument. Matt, sorridendo imbarazzato, si trov in una camera da letto piena di attrezzature elettroniche. Sulle pareti c'erano mappe degli Stati della zona costiera orientale cripticamente codificate e cosparse di spilli colorati; contro la parete interna c'era una libreria incurvata zeppa di libri rilegati e in brossura, compresi singoli volumi dell'Enciclopedia Britannica. Matt fu sorpreso di vedere un intero scaffale con le tragedie di Eschilo, Sofocle, Euripide e traduzioni di Omero, Ovidio, Catullo, Livio. Puri nomi per Matt McBride. Ma nomi impressionanti. Su uno scaffale pi in alto c'erano Le cronache dell'assassinio di William Roughead: un classico della criminologia amatoriale che Matt avrebbe sempre voluto leggere, ma che non aveva mai letto. C'erano parecchi libri pi recenti con titoli come Sulla traccia insanguinata della morte, La violenza sessuale in America, Serial killer: una storia vera, documenti veri dei crimini . Su un tappeto logoro al centro della stanza c'era un tavolo da pranzo, e su quel tavolo c'erano il computer e la stampante di Hugo. Uno dei volantini Duana Zwolle: Scomparsa attir lo sguardo di Matt. E una copia in brossura di A caccia di esseri umani: l'enciclopedia dei serial killer.

Nel loro scambio di e-mail Matt aveva detto a Hugo che era interessato soprattutto al caso Duana Zwolle. Si era descritto come un ammiratore dell'opera della giovane artista, che non aveva conosciuto personalmente.

"Cominciamo."

Senza perdere tempo, Hugo incit Matt a sedersi accanto a lui mentre si spingeva con le ruote all'altezza del computer. Il respiro gli veniva in piccoli sbuffi impazienti. "Preparandomi per la tua visita, Mathias, ho fatto i compiti a casa." Hugo era impaziente, corrucciato, simile a un gufo; in una camicia di flanella rossa a quadri abbottonata fino alla gola, un'informe tuta da lavoro con la pettorina e sandali aperti portati con calzini bianchi di cotone, a Matt fece venire in mente un dodicenne precocemente dotato ma emotivamente instabile. Eppure Matt si sent intimidito da lui. Gli sarebbe piaciuto provare piet, ma era quasi sopraffatto da un disagio viscerale.

Perlomeno, non pu essere un killer. Povero bastardo.

Per i successivi novanta minuti, Matt fiss lo schermo e ascolt Hugo, incantato. Come un mago provetto, il giovane digitava sulla tastiera del computer, richiamando fenomeni dal vuoto del cyberspazio. "Peccato che oggi tu non abbia tempo per un esame approfondito del campo, Mathias! Solo la mia regione, la costa orientale, dagli anni cinquanta,  una vera saga. Non capita spesso che io riesca a mostrare i miei archivi. La maggior parte di quelli che incontri sul web sono solo dei ragazzini che amano lo splatterpunk senza nessun interesse per la storia o la psicologia, ho capito subito che tu eri un tipo speciale."

Rapido, Hugo cliccava, e lo schermo cambiava, e cambiava ancora, come un sogno che vira fuori controllo. Matt disse scusandosi: "Be'... magari un'altra volta. Oggi m'interessano in particolare tutte le informazione che mi puoi dare sul caso Duana Zwolle. Sequestri di ragazze e di giovani donne nell'area del New Jersey dal 1976, iniziando con una liceale di nome Marcey-"

"-Mason, 1976. Jersey meridionale. Gi-usto?"

Matt guard Hugo L. Chauncey, stupito. "S. Esatto. Sai di lei?"

"So di tutte loro. Di alcune pi di altre. Non so molto della Mason tranne che  un caso insoluto, dopo ventun anni." Il viso con le efelidi della sorridente, radiosamente felice Marcey Mason apparve sullo schermo. Matt trasal. Era l'immagine familiare dei media, un'immagine che aveva visto, e immaginato, centinaia di volte, ma non pot fare a meno di rimanere scioccato. Hugo socchiuse gli occhi davanti allo schermo, dicendo vivacemente: "Marcey Mason. Forked River, New Jersey. Corpo trovato nella Riserva Naturale dell'Isola dei Daini, il 18 novembre 1976. Molti 'indizi' - molte 'soffiate' - possibili sospetti portati in centrale per un interrogatorio, ma mai nessun arresto. Il m.o. - il modus operandi - che stai cercando  strangolamento col fil di ferro, giusto?"

Matt disse incerto: "Penso di s, s."

"Quanto pi specifici si , meglio . Solo nella mia regione, ce ne sono talmente tanti di questi casi - di 'ragazze/donne scomparse, corpi trovati' - che diventeresti pazzo a cercare di mettere insieme dozzine di nomi e di casi, e di sicuro t'imbatteresti nell'opera di un mucchio di serial killer. Perci potrebbe diventare tutto confuso. Dobbiamo restringere il m.o. pi che possiamo. Di solito,  caratteristico. Il tizio lascia la sua firma. Vedi, Marcey Mason  stata legata, polsi e caviglie, col fil di ferro, e strangolata col fil di ferro, la testa praticamente decapitata; ed  stata lasciata in un luogo vicino a un sentiero segnalato dove alla fine sarebbe stata trovata, come un manufatto artistico."

"Un... cosa?"

"Un manufatto artistico. Sai... un'opera d'arte. Tipo una scultura. L'intenzione del tizio era di esibire il corpo come in una mostra. Se no, l'avrebbe sepolto o bruciato o, nei Pine Barrens, avrebbe potuto inabissarlo in una palude e nessuno l'avrebbe mai saputo. E lui le ha bruciato anche i vestiti l vicino." Hugo indicava lo schermo dove colonne di testo stavano comparendo mentre cliccava il tasto di scorrimento col pollice. Matt faceva fatica ad ascoltare perch sent un boato nelle orecchie. "Devi pensare che questa roba  tutta intenzionale. Questi omicidi sono come rituali privati. L'assassino  un prete, una specie di prete, non ha fretta, sa quello che sta facendo anche se non sa perch lo sta facendo; e viene fatto nel modo in cui viene fatto perch non  possibile in nessun altro modo, ti direbbe lui. Come un prete che prepara l'eucarestia. Sei cattolico? No? Be', hai capito cosa intendo. Un rituale  una piccola cosa magica che fai perch  ci che fai. Un serial killer non sa perch sta compiendo un rituale esattamente nel modo in cui lo compie, non pi di quanto abbia la chiave del suo rituale un prete cattolico, ed entrambi si agiterebbero se cercassi di discuterne.  il contrario di... diciamo... introdursi nella casa di qualcuno per derubarlo. O di una rapina a mano armata. Le cose possono andare storte perch gli altri partecipanti non conoscono il copione. Questa  improvvisazione, ed  sommaria. Il serial killer ha le cose pianificate, di solito. Forse non la prima volta, ma tutte le volte successive s. Non improvviser, se non come improvvisa un artista. Controlla la situazione."

Hugo parlava con piacere, facendo quasi schioccare le labbra, come se avesse l'acquolina in bocca.

Matt disse: "Il serial killer  un... artista?"

"Un prete e un artista. Certo."

"Che genere di artista?"

Hugo si strinse nelle spalle. "Un artista il cui materiale grezzo sono gli altri, ovviamente. I loro corpi, la loro carne, il sangue... qualsiasi cosa. Ma anche le loro anime."

Pronunci anime con una specie di timore reverenziale.

Matt disse, disgustato: "Questo mostro malato, questo psicopatico che ha ucciso una ragazza indifesa, Marcey Mason, e forse delle altre...  un artista?"

"Be'. Non  proprio Grandma Moses.1 Ma s. Penso di s."

Matt era furibondo. Lui sapeva che NOME SCONOSCIUTO era effettivamente un "artista". E quanto sarebbe stato orgoglioso NOME SCONOSCIUTO se avesse potuto sentire quello scambio di opinioni.

Ma Hugo evit di dibattere il punto in questione. Si succhiava le labbra con ostinazione infantile. Perch preoccuparsi di convertire Mathias McBride al suo modo di pensare? Si stava divertendo troppo, il potere conferitogli nelle braccia e nelle dita mentre digitava comandi, cliccava e richiamava immagini, fotografie, colonne di dati.

Matt disse, pi pacatamente: "Immagino che ci sia un modo d'interpretare quasi ogni cosa che facciamo come 'arte'. Qualsiasi cosa che non sia essenzialmente per un uso. Questa  una definizione minimale, pratica dell'arte." E anch'io sono un artista, brutto bastardo. So di cosa sto parlando.

Ma Hugo caparbiamente scosse la testa. Disse, con una passione improvvisa, mettendosi la mano tozza sul cuore: "Qualsiasi cosa parli della bellezza - anche di una bellezza ripugnante -  arte. Qualsiasi cosa trafigga il cuore, faccia accelerare il polso, ci colpisca col profondo, ineffabile mistero del Perch siamo qui? Chi siamo? Che cosa abbiamo a che fare l'uno con l'altro? Qual  il nostro destino umano? Questa, Mathias McBride,  arte."

Matt fiss Hugo L. Chauncey, sgomento. Voleva pensare: questo tizio  pazzo.

Matt invece pens:  uno di noi. Lui sa.

"'L'arte' ha sempre avuto i suoi nemici nell'autorit dello Stato, nei moralisti autonominatisi tali e nei falsi capi religiosi," Hugo prosegu pieno di entusiasmo. "E allora? Noi lo sappiamo."

Con timore, Matt chiese: "Che cos' che... sappiamo?"

Ma Hugo, sorridendo compiaciuto allo schermo, improvvisamente si plac. Talmente sicuro di s che si poteva permettere di accordare all'opposizione un po' di terreno. "Eh, di sicuro, Mathias, probabilmente esagero. In rete mi hanno accusato aspramente di "fare del romanticismo", di vedere intenzioni e progetti dove gli altri vedono semplici casi fortuiti. Ammetto che ci sia questo tratto caratteristico in me, come in altri che soffrono di quella malattia-mistero, sclerosi multipla volgarmente abbreviata in 'SM' - che puoi leggere, Mathias, come 'Schifosa Merda' - essendo costretto su una sedia a rotelle da quando avevo sedici anni, e in qualche modo limitato nella mia mobilit. E nelle mie occasioni."

Matt disse: "Capisco."

Hugo disse pazientemente: "Be', forse capisci, forse no. Nessuno con le gambe sotto di s sa com' stare su questa sedia, la metafisica di questa sedia, perch anche se ti piazzassi su questa sedia, mio caro, saresti solo seduto sulla sedia; come se riposassi. Penseresti come ci si sente a stare su questa sedia permanentemente, ma se stai sulla sedia permanentemente quel pensiero non ti pu venire. Gi-usto?"

Matt si sent aggredito, costretto a pensarla come Hugo ed era irritato. Ma dovette convenire. Disse: "S. Hai ragione, mi dispiace."

"Ti dispiace di cosa?" Hugo sogghign. "Di avere le gambe?"

"No, ma..."

"... di non essere sulla sedia? Come me?"

"No, ma io..."

"Allora cambiamo argomento. Non cambieremo opinione perch le nostre opinioni sono nei nostri corpi e di sicuro non cambieremo i nostri corpi, ma possiamo cambiare semplicemente argomento proprio in questo modo." Hugo schiacci altri tasti, e Matt si pieg in avanti per vedere, con sollievo, che lo schermo del computer era ancora focalizzato su Marcey Mason. Hugo aveva fatto scorrere una gran quantit di informazioni inedite, gli occhi stretti, socchiusi come quelli di un cacciatore.

Matt disse con esitazione: "Cos'altro mi puoi dire di Marcey Mason?"

"Molto. Una parte la sai gi, una parte potrebbe essere nuova. Te la stampo prima che tu vada via. Per esempio, qui si dice che i poliziotti locali, di Forked River, volevano credere che la ragazza fosse stata presa da un forestiero di passaggio, per esempio di Atlantic City; ma i poliziotti del New Jersey avevano motivo di credere che fosse qualcuno che viveva proprio nei dintorni di dove viveva lei." Hugo lanci un'occhiata a Matt, ammiccando. I tuoi dintorni, Mathias. Giusto? "Ecco la ragazza che va a casa da scuola come in un giorno qualsiasi, saluta gli insegnanti, gli amici camminano con lei, lei taglia per un vialetto o quel che , 'scompare' in cinque minuti: ci si deve immaginare che abbia accettato un passaggio da qualcuno che conosceva. Di cui si fidava. Sembra plausibile, no? Il tizio aveva pianificato tutto.  come se stesse facendo una fuga d'amore con la sua sposa, solo che la sposa non sa che  una sposa o che quel tizio  il suo sposo, finch ormai  troppo tardi. Potresti vederla come una commedia o come un film ma  lui che sta scrivendo tutta la sceneggiatura,  lui al comando e niente  frutto d'improvvisazione una volta che si ritrova solo con lei. Nel caso di Marcey Mason, la tortura sessualmente, la 'mutila' con un attrezzo a motore-"

"Cosa? Un attrezzo a motore?"

"Sembra di s." Hugo, strizzando gli occhi dietro gli occhiali, stava facendo scorrere le informazioni con l'avidit di un bambino che scopre del materiale proibito. "L'informazione  riservata, voglio dire che i poliziotti non l'hanno mai resa pubblica ma vi si accede nel cyberspazio se sai come entrarci. Vedi?: 'attrezzo a motore'. Era quello che aveva pensato l'anatomopatologo. Lui l'aveva usato nella 'zona genitale' - nel 'basso addome' di lei. Non  originale ma neanche troppo comune. (Se clicco su 'attrezzo a motore' non trovo molto, vedi? Fresno, California, nei primi anni ottanta e il tizio  stato preso perci il caso  chiuso.) Immagineresti che l'attrezzo a motore sarebbe stato il suo m.o., ma, per quanto ha potuto scoprire Hugo L. Chauncey, non l'ha mai pi usato. O se s, non  stato identificato come tale. Perlomeno, basandosi sui corpi effettivamente trovati. Naturalmente, ci sono corpi scomparsi, corpi che nessuno ha mai trovato, e quello che ha fatto a loro non lo sappiamo e probabilmente non lo sapremo mai. E forse questo tizio non  neppure vivo adesso - chi lo sa? Quello che abbiamo qui  il fil di ferro; fil di ferro avvolto attorno al collo della vittima talmente stretto che penetra nella carne; e, dopo la morte della vittima, secondo l'anatomopatologo, le ha tolto le corde vocali." Hugo ridacchi, continuando a far scorrere. "Un 'lavoro abborracciato', dice qui. Perci sappiamo che non era uno studente di medicina o un medico, gi-usto?"

"Le corde vocali!"

"Questo  cruciale per il m.o., come dimostrer fra un attimo..."

Hugo continuava a chiacchierare, Matt per era troppo scioccato per sentire.

Per pi di vent'anni aveva presunto che la misteriosa, innominabile "parte del corpo" tolta a Marcey Mason fosse genitale; era quello che tutti credevano. Matt balbett: "... Le corde vocali? Ges! Ma... perch?" Hugo continu a far scorrere e sullo schermo scintillante c'era Marcey Mason un'altra volta, una bella ragazza, con il viso sottile, una ragazza che si vedeva che voleva piacere, che sorrideva forse un po' troppo insistentemente alla macchina fotografica, una di non si sa quante migliaia, centinaia di migliaia, di vittime, innocenti, perdute, quelle che il tempo ha spazzato via come una grande mareggiata, o in realt come un'onda qualsiasi, una risacca che si era infranta sulla spiaggia di Forked River.

Hugo stava ragionando ad alta voce, facendo delle congetture. "La ragazza era una cantante. Del liceo. Ogni articolo dei giornali lo sottolinea. Perci questo tizio che l'ha presa, lo Sposo, lo potremmo chiamare, voleva un memento. Aveva sentito Marcey Mason cantare, ne era rimasto impressionato. I poliziotti l'hanno tenuto segreto questo, o hanno cercato di farlo."

A Matt venne la nausea. Fissava il viso sorridente di Marcey Mason sullo schermo, anche mentre Hugo faceva scorrere inesorabilmente e cliccava avanti. Stava pensando che non l'aveva mai salvata. Non ci era andato nemmeno vicino. Era stata una ridicola fantasia da adolescente. Marcey Mason era stata terrorizzata, aveva sofferto in assoluta solitudine ed era morta di una morte atroce e nessuno era stato capace di salvarla, sicuramente non Matt McBride.

E anche Duana Zwolle. Malgrado tutta la sua folle devozione, malgrado si fosse rovinato la vita, Matt McBride non aveva fatto nulla nemmeno per Duana Zwolle.

Anche se uccido Gavin. Se uccido quel bastardo. A che cosa servirebbe?

Finalmente, Hugo era arrivato alla fine del materiale su Marcey Mason.

Con perizia digit ancora. Lo schermo spar e cambi. Aspettando che apparissero le informazioni, Hugo disse: "Ho fatto qualche compito a casa, Mathias. Cercando un m.o. di 'strangolamento con fil di ferro', 'vestiti bruciati', 'parti del corpo asportate'. Naturalmente, la maggior parte non conduce a niente. Conosci il web. Ma mi sono imbattuto in almeno altre due possibilit... spose per il nostro Sposo. Mai sentito parlare di..." Lo schermo si ripul, e apparve un'immagine in bianco e nero di una giovane donna piuttosto bella con indosso un body. "... Lucille Rideau? Estate del 1981. Era una ballerina di Philadelphia che  stata sequestrata e assassinata a Mountainhome, Pennsylvania. Sui Poconos. Lo scenario mi ricorda molto Marcey Mason."

Matt si pieg in avanti, fissando l'immagine di una giovane donna che era sicuro di non avere mai visto prima. Hugo clicc, e apparvero altre fotografie, alcune a colori: la giovane donna flessuosa, aggraziata, con lunghi capelli rossi, era stata evidentemente una famosa ballerina del Corpo di ballo di Philadelphia. "Credo di non aver mai sentito parlare di Lucille Rideau."

"Un altro caso insoluto. Come Marcey Mason, Lucille Rideau un giorno  'scomparsa'. Dal luogo in cui era in vacanza. Alla fine, il suo corpo  stato trovato a soli pochi chilometri di distanza, in una zona boschiva, sul fianco della montagna; era stata strangolata nell'identico modo in cui era stata strangolata Marcey Mason, stesso tipo di cappio di fil di ferro, che  efficace ma non deve essere troppo rapido cos il tizio pu registrarlo dentro di s o, forse, girare un video. 'Polsi, caviglie legati', 'mutilazione sessuale' (ma non con un attrezzo a motore questa volta, perlomeno non identificato). Come quelli di Marcey Mason, i suoi vestiti erano stati cosparsi di benzina e bruciati in una specie di pira funebre vicino al corpo. Questa volta, il nostro tizio 'cerca di togliere' i tendini del muscolo da entrambi i polpacci - dovevano essere lunghi sfilacci fibrosi, ciascuno di circa ventisei centimetri - ma di nuovo ha fatto un lavoro molto scadente. Davvero goffo. Non aveva strumenti chirurgici, solo qualcosa come un coltello per sventrare il pesce, secondo l'anatomopatologo."

Con voce fievole Matt disse: "I tendini delle gambe...?"

Ma aveva senso. Lo sapeva. Lucille Rideau era una ballerina. Hugo continu a far scorrere lo schermo e a cliccare. Ci sarebbero stati altri dati su Lucille Rideau, vista la sua reputazione come ballerina nella zona di Philadelphia. Servizi speciali nelle riviste locali, numerosi fotogrammi delle sue esibizioni, foto pubblicitarie. Un fuoco di fila di titoli sui giornali. Hugo disse pazientemente: "Come ho detto, Mathias, il nostro tizio voleva un memento. Non poteva avere la donna, la ballerina, perci prende quello che pu prendere. Una parte del suo corpo che  speciale."

"S. Una parte del suo corpo che la caratterizzava."

"Come per il soprano del liceo: le sue corde vocali."

Matt stava sudando. Si sentiva male, ma non poteva togliere gli occhi dallo schermo incantatore. "Ma... che cosa fa con queste parti del corpo?"

Hugo sogghign guardandolo di sottecchi, e scoppi a ridere come se Matt avesse fatto una battuta. "Come diavolo faccio a saperlo, Mathias? Non sono mica uno di questi svitati."

Dopo Lucille Rideau, Hugo dovette fare quello che chiam un "salto speculativo" su un sequestro a Salem, New Jersey, nel dicembre del 1987. Non c'era strangolamento col fil di ferro, non c'erano vestiti bruciati. Almeno, nessuno lo aveva saputo. Ma un'attraente bionda di venticinque anni di nome Jennifer Casey era scomparsa da un parcheggio dietro il suo condominio e non era pi stata vista. Nessun testimone di quello che sembrava un sequestro. Non una richiesta di riscatto, nessuna telefonata. C'era stata un'intensa ricerca da parte di molti Stati - Casey era la nipote di un influente senatore dello Stato - ma non fu mai trovata traccia della giovane donna. Sennonch, cinque settimane dopo, a Salem, salt fuori un pezzo di corpo umano: un utero, avvolto in un foglio di alluminio, lasciato sulla veranda di una clinica gestita da delle femministe chiamata Spazio Donna.

Matt mormor: "Un... utero?"

Hugo disse eccitato: "Era quello di Casey! Lo avevano identificato. Vedi, la donna era una sostenitrice del diritto all'aborto.

Era stata intervistata molte volte alla TV locale, organizzava delle manifestazioni. Faceva parte di un gruppo di femministe che avevano presentato un progetto di legge all'assemblea legislativa dello Stato del New Jersey. Una femminista cos aggressiva avrebbe attirato la tua attenzione, no?" Mentre Hugo faceva scorrere, emersero dal vuoto le immagini spettrali della bionda, provocante Jennifer Casey, che sembr fissare direttamente e con aria di rimprovero gli uomini, e svanire. Hugo riassunse velocemente le lunghe colonne di testo: "Alcune cronache facevano intendere che Casey fosse lesbica. La sua 'compagna' era un'interna dell'ospedale, un'indiana di Delhi, anche se cittadina americana. Questa donna  stata sospettata per anni. Gli sbirri non la perdevano di vista. Poi, nel 1991, nell'anniversario della scomparsa di Casey, la donna  rimasta uccisa in un incidente stradale a Washington. Il commento fu 'suicidio'. Tecnicamente, il caso  ancora aperto ma i poliziotti di Salem sono convinti che sia chiuso e che l'assassino sia morto. Ma noi sospettiamo diversamente, Mathias, vero?"

Matt si strofin vigorosamente gli occhi con le dita. Avrebbe voluto pensare che quello fosse solo un brutto sogno, un incubo. Purtroppo Matt non era mai stato tanto sveglio. Disse: "Questa volta, per, ha restituito la parte del corpo. Mi chiedo perch?"


Hugo rabbrivid. "S, ragazzi.  bizzarro."

Improvvisamente si misero a ridere tutti e due insieme. Hugo aveva una risata da iena, sonora, ardita, il riso di Matt era quasi senza suono, come strozzato.

Strano: c'era ancora la luce del giorno. Un pomeriggio di aprile, luminoso, caldo. Fuori i bambini stavano gridando. Era passata poco pi di un'ora, Matt per si sentiva come se fosse in quella stanza claustrofobica, fiocamente illuminata, da molte ore. Era nauseato da tutto quello che era venuto a sapere, e doveva lottare contro una repulsione fisica per il giovane sulla sedia a rotelle che era "Hugo" nel web, un apprezzato esperto-dilettante sull'argomento dei serial killer americani. La specialit di Hugo era la zona costiera orientale dai primi anni sessanta. Matt non aveva pi dubbi adesso, quella vanteria era giustificata.

Hugo disse, quasi strizzando l'occhio a Matt: "Potrei iniziare una ricerca su 'uteri, asportati' - per vedere dove arriviamo, eh?"

Matt disse rapido: "No, ti prego. Ci basta quello che abbiamo."

"Be'. Dopo Casey, la pista non  cos chiara."

Hugo aveva individuato molte donne scomparse - ventidue, per l'esattezza - ma erano donne i cui corpi non erano mai stati trovati, perci non c'era modo di sapere com'erano state uccise, se col fil di ferro o no, e neppure se erano morte. "Sai, alcune donne scomparse sono solo scomparse." Una di queste era Vesna Jones, diciannove anni, una fondista, una campionessa, scomparsa nel marzo del 1991 mentre faceva jogging all'alba intorno a un bacino di riserva, vicino alla succursale della State University a Catonsville, Maryland. "Vesna Jones era nera. Non avrei mai detto che il nostro tizio, se  il nostro tizio, avrebbe scelto una donna nera, e tu?" Hugo ci rimugin su. "Ma questa aveva molto rilievo localmente. Era nella squadra olimpica. Lui avr visto la sua immagine sui giornali, alla TV. Non  brutta. Giovane. Una testimone aveva detto che le sembrava di aver visto 'qualcuno di sospetto' attorno al bacino di riserva - 'un maschio caucasico con i capelli lunghi, una fascia in testa, che pesava circa ottanta chili, alto circa un metro e ottanta'. Ma nessun altro l'aveva visto, e anche Vesna Jones  scomparsa senza lasciare traccia."

Maschio caucasico, capelli lunghi. Ottanta chili. Un metro e ottanta. Sette anni prima, avrebbe potuto essere Joseph Gavin.

Hugo individu altre donne scomparse nel Delaware e nel Maryland agli inizi degli anni novanta: "Ma non sembra che potrebbero interessare al nostro tizio." Poi c'era stato il sequestro nel giugno del 1993 di Marie Tompkins a Trenton, New Jersey: un'altra "sparizione" da un posteggio. Nessun testimone, nessuna traccia della vittima. Hugo digit un comando, e l'immagine di una giovane donna molto bella e affascinante apparve sullo schermo: "Marie Tompkins era una conduttrice del telegiornale della TV di Trenton, il nostro tizio deve averla vista ed essersene interessato." Hugo clicc ancora, richiamando Tompkins, e ancora Tompkins; Matt dovette ammettere che la donna era estremamente attraente, con un sorriso abbagliante e lunghe ciglia. Grazie a un intervento di cosmesi, o per la struttura ossea casualmente simile, Marie Tompkins assomigliava molto all'attrice cinematografica Julia Roberts. Hugo stava pensando ad alta voce: "Mi chiedo quale parte di questa qui il nostro tizio abbia 'asportato'. Tutto il viso, forse! Lo si potrebbe scorticare completamente, cos la puttana imparerebbe."

Matt non era sicuro di aver sentito bene. "Cos'hai detto?"

Hugo stava bofonchiando fra s, appollaiato sulla sua sedia a rotelle facendo scorrere e cliccando energicamente. Emanava un'aria calda di carne lievitata, di capelli unti e vestiti non puliti. Matt rabbrivid di repulsione per lui, anche se era estremamente grato per le informazioni e la generosit di Hugo. Ha delle buone intenzioni.  dalla mia parte. La parte della giustizia, del pudore. Sullo schermo fluttuarono nuovi articoli sulla scomparsa di Marie Tompkins, servizi dalle riviste e altre fotografie della ragazza scomparsa che, adesso, Matt ricord di aver visto alcuni anni prima, sebbene senza prestarvi molta attenzione. Adesso sent un moto di simpatia; sent che cosa doveva aver significato per la famiglia Tompkins. Delle giovani donne che lui credeva fossero le vittime di Joseph Gavin, Marie Tompkins era l'unica sposata, con un figlio.

Oltre il 1993 non c'era molto che interessasse a Matt, disse Hugo, fino naturalmente al dicembre del 1997 e alla scomparsa di Duana Zwolle. Immediatamente fluttuarono sullo schermo le immagini familiari della ragazza scomparsa. Matt deglut a fatica, gli occhi sbarrati. Aveva visto il viso di Duana Zwolle cos spesso, cos ossessivamente, ma di solito in privato, e fu uno shock adesso dividere l'esperienza con un estraneo. Rapido, Hugo fece scorrere i dati, in gran parte ripetitivi e gi noti a Matt. Hugo disse: "Questa  un tipo dall'aspetto strano, vero? Una specie di straniera? Ma sexy. Sexy-porca, scommetto. Un''artista'... di che genere?" Sullo schermo c'erano le pagine scandalistiche del Jersey Citizen, l'immagine innocente e triste di Duana Zwolle giustapposta a foto sfocate e sicuramente artefatte di "drogate lesbiche", "tossicomani di crack, di cocaina". C'era una foto contraffatta che Matt non aveva mai visto prima, la testa di Duana Zwolle posata su una donna sensuale, succintamente vestita, a cavalcioni di una Harley-Davidson: "Lesbicona di Lismore su moto". Matt si sent nauseato. Il web non faceva distinzione fra un tipo d'informazione e l'altra. Come in un enorme Mare dei Sargassi, era un tutt'uno, indifferenziato. Hugo, molto divertito, continuava a cliccare. Disse: "Questa ha gli articoli peggiori sulla stampa, dev'essere perch  un'artista, e forse lesbica? Il corpo non  ancora saltato fuori perci non sappiamo il m.o. cruciale. Potrebbe significare che chiunque l'abbia presa non vuole che venga ritrovata. Perch se lui volesse, qualcuno l'avrebbe trovata ormai. Supponiamo che sia lo Sposo, il nostro ragazzo. E ci scommetterei un milione di bigliettoni che  lui. Mi sembra che lei faccia al nostro caso no, Mathias? Duana Zwolle  - era - qualche genere di artista, perci si addice al profilo della vittima. Non  brutta, un tipo esotico. S, potresti ottenere una vera ebbrezza da questa qua. Prevedo che, se la Zwolle verr mai trovata, la causa della morte sar strangolamento col fil di ferro, polsi e caviglie legati, e qualche parte del corpo 'asportata': le mani? Forse le mani? Per un artista, le mani sono importanti. O forse..."

Matt disse, pi forte di quanto avesse voluto: "Scusami. Che cosa pensi del fatto che... la sua automobile sia stata trovata? Vicino al fiume Delaware? E lo scialle con sopra il suo sangue?"

"Che cosa penso... di cosa?"

"Be', questo  un caso un po' diverso dagli altri, no?"

Hugo dovette ammetterlo, s era vero. "Lui voleva che i poliziotti pensassero che lei era andata l in macchina per conto suo, che forse si era suicidata nel fiume. Ma loro non ci sono cascati, di sicuro."

"Davvero? Come fai a saperlo?"

"Lo scialle insanguinato. Come aveva fatto a sporcarsi di sangue, se si era gettata nel fiume? Era una messa in scena. I poliziotti lo hanno capito, di sicuro."

Hugo parlava in modo perentorio. Continu a cliccare e a far scorrere. Matt si meravigli della sicurezza di Hugo. Chiese: "Pensi che la polizia abbia collegato tutti questi sequestri? Risalendo a Marcey Mason..."

Hugo pensava di s. " un lavoro investigativo di routine ormai. C' un mucchio di roba nel computer, a cominciare dal 'sistema automatico d'identificazione delle impronte', e poi ci sono i profili delle vittime, dei serial killer noti o sospettati, dei maniaci sessuali, dei condannati, e degli ex condannati. Avrebbero preso il nostro amico Bundy anni prima se avessero avuto gli strumenti che hanno adesso. O 'Il ragazzo di Green River'. O 'Gli strangolatori di Hillside'. L'et dell'oro dell'assassinio seriale forse  finita. Tutto quello che ci vuole adesso  un'impronta digitale - una frazione d'impronta digitale - e ti possono beccare. Trasmetterla dall'Alaska al New Jersey in trenta secondi. Livio ha detto, nella Storia di Roma - ce l'ho da una vita: 'Come le malattie si devono conoscere prima di poterne trovare la cura, cos le concupiscenze esistono prima che ci siano delle leggi a limitarne il modo." Adesso abbiamo le leggi, e abbiamo il test del DNA e l'analisi del sangue. Tutto materiale per la scientifica. Alcuni di noi riescono ad aprire i file dei loro computer, ma  rischioso. So come cercare nei file della polizia del Dipartimento del New Jersey e ho trovato del materiale riservato veramente fantastico, come le prove inammissibili in casi famosi, per esempio le fotografie ottenute illegalmente e in alcuni casi le foto delle vittime che l'accusa non ha potuto usare al processo, perch un giudice le ha scartate dicendo che erano 'pregiudiziali' per l'imputato. Le foto della piccola Megan, sai - quella violentata, strangolata eccetera gi a Trenton. Potrei mostrartele, ma sento che a te non piace curiosare nella roba dei bambini, e questo lo rispetto. A ogni modo... esiste,  tutto l dentro. Ma come ho detto  rischioso fare i furbi con qualsiasi poliziotto, e non mi avvicinerei mai agli agenti federali. Gran parte del materiale che ti ho mostrato  di pubblico accesso. Spero che ti sia stato utile?"

"S," disse Matt, sforzandosi di sorridere. "Molto utile, Hugo."

Hugo si appoggi indietro sulla sedia, le mani intrecciate dietro la testa in uno stato d'animo filosofico. "Il profilo che sto ricavando del nostro tizio  che, s,  un artista, ma di un genere speciale, sperimentale. Non pu vivere solo della sua arte, probabilmente. Ha un altro campo di lavoro - diciamo attrezzi a motore. Usa le mani.  bravo con le mani.  forte con le mani. Quanto all'et, si sta avvicinando ai quaranta. Quanto alla razza, caucasica di sicuro. Se disegniamo una circonferenza attorno alle 'sospette vittime' vediamo che  un'area molto piccola. Penso che fosse un ragazzino del Jersey meridionale nel 1976 e che probabilmente  di Forked River. Probabilmente andava a scuola con Marcey Mason. Dopo  andato in giro. Forse il suo campo di lavoro lo rende mobile. Potrebbe anche essere sposato, ma con una donna che ha un proprio figlio.  probabile che vada d'accordo con la gente, il tipo di cui tutti direbbero: 'Oh, lui? Ma no! Non farebbe del male a una mosca, non lui!'" Hugo fece la sua risata da iena dal profondo della pancia. Matt per non riusc a unirsi a lui.

Matt aveva preso qualche appunto, con le dita tremanti. Come se non lo sapesse gi.

"Sul web hai detto che conoscevi Duana Zwolle? O forse... no, che ti piaceva la sua arte?" Hugo chiese, con gli occhi che gli brillavano per la curiosit: "Com' la sua arte?"

"... molto speciale."

"E Duana Zwolle? Com'?"

"Ho... ho detto che la conoscevo? No."

Hugo si mordicchi il labbro inferiore, meditabondo. "Be'. Lei  il numero sei, come minimo. Forse ce ne sono di pi, non lo sappiamo. Ma probabilmente non di meno. Ho un istinto viscerale per queste cose, una volta che mi ci metto. Prevedo..." Hugo stava guardando Matt di sottecchi, attraverso gli occhi semichiusi. Matt era consapevole di quell'esame e si sent a disagio. Desidererebbe poter pensare che sono io lo Sposo.  la sua grande eccitazione di oggi. "... che far un'altra vittima, presto.  qualcosa che sento nell'aria."

"Ges. Spero di no."

Matt stava pensando a Ruellen Zwolle. Probabilmente Gavin sa che lei  a Weymouth.

C'era anche Oriana.

Hugo continuava a parlare, godendo visibilmente della propria autorevolezza. E Matt cercava di rispondere civilmente. Era, in realt, profondamente grato a Hugo L. Chauncey. Perch allora sentiva un impulso quasi irrefrenabile di cacciar fuori il giovane dalla sua sedia a rotelle? Di picchiare la sua grassa faccia scintillante?

Matt disse con calma, per concludere: "Hugo, il tuo aiuto  stato fondamentale. Mi hai permesso di vedere uno schema preciso che porta alla scomparsa di Duana Zwolle. Lei e quelle che l'hanno preceduta hanno un tratto in comune: il talento. La visibilit. Mentre l'assassino non  nessuno: uno sconosciuto. Forse si chiama 'NOME SCONOSCIUTO'." Questa strana osservazione non provoc nessun segno di riconoscimento da parte del giovane grassoccio che continu ad ammiccare a Matt con il suo sorrisino ghignante. Matt disse: "Hai definito questo psicopatico un artista e forse lo , ma  un artista mancato. Un fallito. Come essere umano, e come artista. Sacrifica delle giovani donne per invidia. Per gelosia."

Matt aveva iniziato a infervorarsi, parlando con veemenza. Hugo si aggiust gli occhiali per scrutarlo come un gufo. Protest: "No! Lui le ama, nel suo modo segreto. Non lo capisci, Mathias? Lui le adora. Le vuole divorare. Vuole essere loro.  la forma pi alta dell'amore."

"Ma  ridicolo! Questo non  amore."

Hugo si drizz in tutta la sua altezza. Ostinatamente disse: "Io penso che lo sia. Dalla mia posizione qui, vedo cose che gli altri, le cosiddette 'persone normali' non vedono nella loro cecit. E vedo questo: come ami quando non sei ricambiato? Il tuo amore  forse meno bello? O di minor valore? Come fai a scappare con la tua amata quando lei non vuole? Quando ti ha disprezzato? Devi prenderla con la forza. Lei  riluttante, si rifiuta, comincia a gridare, a lottare: devi prenderla con la forza. Tradisci la tua stessa passione se non lo fai. Bastano quaranta, cinquanta centimetri di forte fil di ferro..." Hugo fece un gesto aggraziato come se stringesse un cappio di fil di ferro attorno a una testa invisibile, stringendo forte il collo e corrugando il viso per lo sforzo, "... e la femmina  tua."

Matt rabbrivid disgustato. Ne aveva abbastanza.

Ringrazi Hugo, e si offr di pagarlo per i suoi servizi, ma Hugo scosse rapido la testa, sorpreso come se Matt lo avesse insultato. "Non vuoi che ti stampi qualcosa di questo materiale? Ci vorr un po', ma..."

"No, grazie. Ho preso qualche appunto. I nomi, i luoghi, e le date:  tutto quello che mi serve."

Hugo disse zelante: "Potrei mandartelo per e-mail. Non  di nessun disturbo."

"Grazie. Ma non credo di aver bisogno di cos tanti dettagli."

Posso andare alla polizia con questi appunti. Posso andare da Ruellen Zwolle.

Matt si stava dirigendo cauto verso la porta della stanza senz'aria, e Hugo stava spingendosi con le ruote accanto a lui, sbuffando. Adesso quasi implor: "Potresti restare a cena, Mathias. Mangiamo piuttosto presto, non ci sarebbe molto da aspettare. Potremmo guardare i video. Ne ho alcuni che ti potrebbero interessare. E alla mamma non dispiacerebbe, le piace che io abbia degli amici. Ehi, mam-maa!"

Matt disse svelto: "No, grazie! Non potrei."

Hugo disse: "Non  di nessun disturbo, davvero." Sulla soglia url con rabbia: "Mam-maa!" Ci fu una risposta smorzata dalla stanza vicina. Matt guard in basso la corona arrossata, lucida, della testa rotonda di Hugo. Le spalle e le braccia del giovane erano muscolose ma le gambe, nella tuta da lavoro piena di grinze, sembravano rattrappite. Un personaggio patetico che Matt non voleva commiserare, ormai era solo ansioso di fuggire.

"Hugo, grazie! Ma devo andare a prendere i miei figli a scuola."

Che ora era? Le cinque passate. Ma Hugo non si sarebbe accorto che era una scusa.

Gli occhi castani umidi di Hugo espressero shock e sgomento: "Tu hai... dei figli?"

"Temo di s."

Davanti alla porta d'ingresso, Matt si chin per stringere la mano a Hugo. La stretta fu esattamente quello che aveva temuto: una presa umidiccia, molle, timida e al tempo stesso implorante. Matt educatamente si offr un'altra volta di pagare la consulenza di Hugo, e ancora una volta, ora leggermente ferito, Hugo sollev obiezioni: "Non accetto di essere pagato per quello che fornisco agli amici," disse. "Spero che saremo amici, Mathias?"

"Sono... sicuro che lo saremo."

"In rete, e per e-mail? Promesso?"

"S. Certo."

In automobile, mentre Matt accelerava per allontanarsi dal cordolo del marciapiede, vide la faccia tonda, spettrale, di Hugo L. Chauncey muoversi su e gi in una finestra sul davanti del bungalow circondato dall'asfalto. Quegli occhi che lo seguivano pieni di mestizia.



Pensavi che fossi come te? Come voi? Uno di voi?



39

NOME SCONOSCIUTO. L'ANGELO DELL'IRA lo incitava a uscire dall'esilio.

Il suo furore l'avrebbe guidato attraverso la notte. Sulle strade provinciali i fari anteriori del suo veicolo sfavillavano come occhi tesi alla vendetta. La vendetta mi appartiene, dice il Signore. S, l'ora  venuta.

La femmina lo aveva rinnegato. Negandogli la minestra di lenticchie & mandandolo via, morto di fame, dall'uscio della sua casa.

I grossi seni dondolanti dentro ai suoi vestiti sciatti. Nudi, senza sostegni & coi capezzoli eretti. & intanto lei & le altre di quella comunit di lesbiche ridevano di NOME SCONOSCIUTO.

& lo mandavano via con disprezzo con le sue sculture di legno. Non sono il nostro genere.

Nella parte posteriore del suo pickup sferragliante, sotto una tela cerata, perch stava piovendo, trasportava un contenitore da dodici litri di cherosene. Aveva acquistato il cherosene al crocicchio dei Pine Barrens dove anni prima aveva acquistato due lattine di Pepsi-Cola. Era solo un ragazzetto di diciannove anni allora, & senza aver ricevuto ancora la sua VISIONE. E questa sera non aveva ancora una VISIONE di che cosa dovesse fare con il cherosene.

Dove la palla di fuoco fiammeggiante dovesse essere liberata.

Ma NOME SCONOSCIUTO sapeva umilmente stare pronto.



And lungo il fiume Weymouth. Evit la citt di Weymouth con il suo traffico notturno & le luci fuorvianti. Percorse la collina che scendeva a Lismore. Joseph!, aveva detto. Con la sua lingua da femmina-serpente che le guizzava fra le labbra. Joseph Gavin. Ci-ao.

La voce spenta & gli occhi indifferenti su di lui. Mai pi l'avrebbe guardato in quel modo. & mai pi quelle parole accondiscendenti & affettate.

DZ lui aveva amato & DZ aveva onorato. Ma non Oriana & non avrebbe neppure voluto. Lei era il suo Giuda.

Nel lungo digiuno del suo esilio. Nei Pine Barrens. Sotto il cielo livido. Aveva perso ogni senso del tempo. Aveva attinto da una strana pozza torbida l'energia come uomo persino mentre la carne si staccava dalle sue ossa. Con orgoglio si premeva le costole attraverso la pelle. Perch anche Ges Cristo aveva digiunato quaranta giorni & quaranta notti nel deserto. & era salito alla destra del Padre, per essere glorificato. In morte, Lui era stato glorificato. In vita, il mondo degli ebrei & dei farisei Lo aveva disprezzato. Ma Suo era il trionfo, in morte. & a Lui sarebbero stati concessi la sconfitta dei poteri del male e la liberazione delle vittime con la Sua discesa all'Inferno dopo la Sua morte.

La femmina Oriana era il suo Giuda. Era lei quella che aveva detto il suo nome alla polizia. Gli investigatori lo avevano cercato proprio nella sua abitazione. & nel suo luogo di lavoro. Con occhi beffardi che fissavano Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno. Lo avevano deriso chiedendogli dove prendeva le sue idee & gli avevano mentito crudelmente dichiarando che volevano acquistare la sua opera. Arte contemporanea americana. NOME SCONOSCIUTO disprezzato & deriso & i suoi nemici che ridevano di lui. & la femmina Oriana al centro di tutto. Anche lei doveva essere biasimata per il male fatto a DZ. Con i suoi occhi lei aveva sfidato NOME SCONOSCIUTO: Sei un uomo? Ti consideri un uomo?

Non era ancora mezzanotte. Un quarto di luna nel cielo si rifletteva sul fiume. Arriv dal fiume. Il suo veicolo con una marcia bassa. Villaggio di Lismore. Fondato nel 1779. Lentamente pass davanti all'abitazione della femmina. La parte anteriore dell'edificio era al buio & il cartello CHIUSO affisso sulla porta. Sul retro, per, dove la femmina viveva & lavorava, c'era una luce accesa. Sperava che fosse sola. Perch lui non desiderava uccidere pi del necessario.

Parcheggiando il pickup nel vicolo. Girando intorno arriv sul retro dell'edificio basso, tozzo. Dove il cartello ORIANA dondolava sommessamente al vento. Anche il suo furore gli martellava in gola.  ora, dice il Signore. E pi che ora. Nella tasca della sua giacca da lavoro di cotone, un cappio di fil di ferro gi foggiato. & nelle sue forti mani, i guanti di gomma. Li avrebbe usati solo una volta & bruciati & le ceneri le avrebbe sepolte in profondit.

Sul retro, dov'era illuminato, buss piano alla porta stretta. C'erano avvolgibili leggeri di bamb, & il corpo della femmina al di l. Era decretato, Oriana era sola. Questo era il suo destino & un destino funesto perch lui sarebbe entrato, lei non avrebbe potuto impedirglielo. Buss di nuovo alla porta, piano. Il potere di NOME SCONOSCIUTO era il potere della calma interiore. Al vetro della finestra apparve il viso della femmina, allarmato. Un viso da luna piena imbrattato & lucido. I suoi seni come meloni pendenti fra le braccia.

Ma... Joseph. Sei tu?

Cautamente lei gli apr la porta. Perch lei lo conosceva. Credeva di conoscerlo.

Joseph?  tardi, che cosa vuoi?

Lui si spinse dentro. Lui avrebbe smesso di pensare. Vedendo il viso di lui, la femmina indietreggi. Goffamente, colp una sedia. Con una mano lesta, come se fosse la mano di un altro, NOME SCONOSCIUTO chiuse la porta dietro di s.

La femmina stava dicendo il suo nome. Jo-seph? Ho detto... che cosa vuoi? Ho da fare. Lavoro fino a tardi. La voce era irata, & poi spaventata. & vedendo il viso di lui, lei ancora indietreggi. Nei suoi occhi stupiti aveva riconosciuto NOME SCONOSCIUTO ma era troppo tardi.

Con voce alta eppure smorzata NOME SCONOSCIUTO grid: Ho fame! Mam-ma, ho fame! Non mi hai mai nutrito! Non mi hai mai nutrito abbastanza!



Non provava nessun desiderio per Oriana. Lei non aveva un talento a cui NOME SCONOSCIUTO agognasse. Lei non era un sacrificio. Lui non l'avrebbe trasportata al luogo sacro della sepoltura nei Pine Barrens, perch non ne era degna. Non gliene importava niente di lei. Non provava nessuna eccitazione & non provava nessun dispiacere. Il fisico di lei gli suscitava solo disgusto. Quel viso flaccido & unto & le labbra tirate indietro dai denti in una smorfia di terrore. Non il suo ventre cadente, non i seni-meloni, non le labbra arrossate di grasso, non gli occhi sporgenti dalle orbite lo eccitavano.

Non ci sarebbe stata una figura di Oriana. La femmina non avrebbe avuto un posto nel Matrimonio del Cielo e dell'Inferno.

Vide che lei stava scolpendo, con la terracotta. Un banale vaso con i manici come una grossa femmina con le mani sui fianchi, alta quaranta centimetri. Lui non la tocc. Sul banco di lavoro c'era un bicchiere mezzo pieno di un liquido chiaro inodore. Vodka, pens. Non tocc neanche quello.

Jo-seph! Jo-seph!

Mai pi avrebbe udito quel nome, affettato & derisorio nella bocca di lei.

Trascin il pesante corpo nudo dal pavimento al divano & lo sistem nella posizione del pi grande fra i quadri dei nudi. Quel quadro alla parete, che, nel vederlo, lo aveva sempre fatto arrossire & che aveva odiato. Un corpo soffuso di rosa sdraiato su un divano identico a quello. Dei cespugliosi peli pubici rosso-henn & un ventre tondeggiante come una luna & seni con capezzoli come le punte dei pollici. Mentre l'Oriana nuda dipinta sorrideva leziosa & guardava senza vergogna lo spettatore, la donna morta aveva la bocca spalancata & umida di saliva, & gli occhi sporgenti annebbiati. Il cappio di fil di ferro cos stretto attorno alla gola che non lo si vedeva, tranne per la sottile collana di sangue gocciolante. Era una donna corpulenta & aveva opposto resistenza lottando come un grosso gatto & NOME SCONOSCIUTO era stato paziente stringendo il cappio ancora & ancora & non aveva allentato quando le sue budella si erano scaricate, perch lui era preparato. Era solo la Natura, lo sapeva. & il suo disgusto non lo aveva soffocato. & con cura allora sistem la femmina sul divano in una posa di lascivo benvenuto. Sistem le membra rosee a imitazione del nudo dipinto. & allarg le cosce carnose che erano ancora calde.

Accendendo un'unica luce all'ingresso, silenziosamente si avvi sul davanti della galleria. Alla porta dov'era appeso il cartello CHIUSO. Lo tolse, & con un pennarello ebbe cura di aggiungere delle parole, cos il cartello che avrebbe rimesso sul vetro della finestra era un nuovo cartello che portava un nuovo messaggio.

Con indosso ancora i guanti, si lav le mani nel lavello della cucina, sul retro. Guanti di gomma gialli, per lavare i piatti. Non aveva fretta ma non indugi. Respirava velocemente, & i sensi erano piacevolmente all'erta. Come quando aveva affondato il viso in una pozza d'acqua gelata nei Barrens. L'ANGELO DELL'IRA lo aveva guidato da quell'ora tanto tempo prima quella stessa mattina a quest'ora, mezzanotte passata. L'ANGELO DELL'IRA lo aveva guidato in questo compito come negli altri. Adesso il furore si era spento. Come una candela brucia & si spegne. Quando usc, si premur di chiudere la porta sul retro. Si premur di chiudere a chiave. Sul davanti dell'edificio in un vento umido, fresco, che veniva dal fiume, sorrise nel vedere il cartello sulla porta d'ingresso, & vederlo con gli occhi degli altri. Come l'avrebbero visto la mattina, & oltre.



40

Quelle strane parole seducenti gli risuonavano in testa. Come la pioggia crepitante sul tetto, sul parabrezza e sul cofano della sua automobile che correva veloce. Nel ritmo ipnotico del tergicristalli. Come ami quando. Non sei ricambiato. Come ami. Come. Il tuo amore non  meno bello. Tradisci la tua stessa passione se. Matt scosse la testa per schiarirsela, perch non gli piaceva il flusso di quei pensieri.

Nel cielo, c'era il crepuscolo. Sull'autostrada, quasi la luce del giorno.

Matt era diretto a sud fuori Paramus, New Jersey, in mezzo a un grande mare di veicoli migranti. Passando per Hackensack che non si distingueva da Paramus, passando per Paterson che non si distingueva da Hackensack. Sull'Interstatale 80 si diresse a est. Entro un'ora sarebbe stato di ritorno a Weymouth, a meno che non ci fossero altri rallentamenti per il traffico. Con una parte della sua mente credeva che fosse urgente condividere le nuove informazioni che aveva avuto da Hugo L. Chauncey con la sorella di Duana Zwolle, se Ruellen era ancora a Weymouth; per con un'altra parte della sua mente, forse pi lucida, capiva che sarebbe stato uno sbaglio, si sarebbe imposto a una giovane donna emotivamente sconvolta e questo l'avrebbe turbata ulteriormente e avrebbe messo a repentaglio qualsiasi amicizia pi normale, pi naturale che si sarebbe potuta instaurare fra di loro.

Con Duana Zwolle, aveva gi fallito una volta. Non poteva fallire una seconda, con Ruellen.

Era determinato a non cercare Ruellen Zwolle al Marriott Inn. Nemmeno a telefonarle. Doveva controllarsi. Ma le parole gli risuonavano in testa. La voce della saggezza giovanile, esuberante. Una voce fraterna. Beffarda ma garbata. Come ami quando non sei ricambiato? Era una domanda ragionevole. Era stata formulata razionalmente. Come ami quando? Come fai a fuggire con la tua amata quando? Quando lei non vuole? Quando ti ha disprezzato? Quando si rifiuta? Matt scosse la testa, disgustato.

Devi prenderla con la forza.

Prenderla con la forza.

Prenderla con la forza.

S, d'accordo, capiva la logica. Ma era una logica malata, patologica. Non la sua.



Dal telefono dell'automobile Matt chiam casa, cio la sua casa precedente, parl educatamente e brevemente con Tess, poi con Davey e Graeme, per spiegare perch non aveva potuto vederli quel giorno ma avrebbe cercato di vederli l'indomani: "Pap vi vuole tanto bene, lo sapete, vero?"

Vedendo l'imponente Marriott Inn emergere dalla foschia causata dal traffico appena fuori Weymouth, Matt devi impulsivamente, ed entr nello spiazzo.

Probabilmente, non c'.

Probabilmente ha pagato il conto e se n' andata. Tornata a Santa Monica.

Se era cos, Matt avrebbe scritto a Ruellen Zwolle. Si sarebbe potuto spiegare in modo pi convincente in una lettera; sarebbe stato l'approccio pi civile, pi umano.

In quel momento non stava pensando che avrebbe dovuto mettersi in contatto con gli investigatori di Weymouth di cui aveva i biglietti da visita nel portafoglio da mesi. Per raccontare quello che aveva saputo da Hugo L. Chauncey, quello che Matt sospettava e l'uomo di cui sospettava - Joseph Gavin. (Ma, come aveva detto Hugo, la polizia doveva essere gi a conoscenza della maggior parte delle informazioni che lui aveva fornito a Matt. Dovevano aver passato al setaccio i file sui serial killer come aveva fatto Hugo, e scoperto le connessioni fra i casi e le vittime degli ultimi vent'anni. Se un dilettante come Hugo sapeva queste cose, di sicuro gli esperti della polizia le avrebbero dovute sapere, no?) Tuttavia Matt non aveva molta fiducia in quella polizia che aveva tormentato lui e non aveva fermato Gavin, permettendo all'assassino di sparire. E Matt agli investigatori aveva gi mandato un biglietto anonimo. Non voleva rischiare di venire coinvolto ulteriormente.

Entrato al Marriott, si rivolse alla reception e gli dissero che, s, la signorina Zwolle era registrata l. Matt sent se stesso chiedere di chiamare la camera di Ruellen Zwolle. Non ci fu risposta: "Vuole lasciare un messaggio?" Matt disse rapido: "No, grazie, prover pi tardi."

Dunque lei era ancora a Weymouth.

Da qualche parte a Weymouth.

Nella sala-cocktail fuori del foyer vide una donna esile coi capelli scuri seduta da sola al bar. Una donna attraente di circa l'et di Ruellen Zwolle, ma non era Ruellen Zwolle. Il polso di Matt acceler all'istante, assurdamente. Non lo voglio questo. Ges, non sono un bambino. I sintomi erano ovvi, ma cosa doveva fare? Matt ordin da bere, un bicchiere di vino bianco. Solo un bicchiere. Aveva i nervi scossi, ma era padrone di s. Era tutto il pomeriggio che moriva dalla voglia di bere qualcosa. (Quell'incontro con Hugo L. Chauncey! La stanza che sapeva di stantio, lo schermo scintillante del computer e le informazioni repellenti, profondamente inquietanti che Hugo aveva allegramente richiamato con la punta delle dita. Hugo aveva chiamato l'assassino "lo Sposo", quasi con tenerezza. Matt sapeva che si chiamava

NOME SCONOSCIUTO. Sei vittime, come minimo. Sei! E quel figlio di puttana era ancora libero, e avrebbe ucciso ancora se non veniva fermato.)

Della gente entr nella sala-cocktail, coppie che parlavano e ridevano fra di loro. Matt si guard intorno con ansia. Che cos'era quel posto, perch lui era l? La sua casa, con sua moglie e i suoi figli, era a meno di dieci chilometri. Eppure doveva fare uno sforzo per ricordarsela, come se quella vita, e la fatica di quella vita, appartenessero a un altro uomo, a cui Matt non era pi molto interessato.

Si chiese se anche lei - Ruellen Zwolle - stesse pensando a lui. Lo aveva fissato per strada l'altro giorno, quando lui stava camminando con Davey e Graeme. Quello sguardo sul viso di lei. Shock e sgomento. Tu! Tu hai dei figli.

Lei aveva letto il diario di Duana. Lo aveva chiamato Nighthawk. Credeva che lui fosse stato l'amante di sua sorella.

Matt avrebbe dovuto scriverle anche di quello. Avrebbe dovuto essere il pi franco e sincero possibile. Per quanto ne poteva sapere lui della verit.

Ricord, con una stilettata di desiderio sessuale, come aveva spinto Ruellen Zwolle contro il muro, in modo talmente rapido che non si era reso conto di quello che stava facendo, premendole la mano sulla bocca. Le aveva fatto sanguinare il naso. Avrebbe voluto leccarle via il sangue. Non lottare. Non avere paura. Non voglio farti del male.

A meno che Matt McBride non volesse davvero far del male a Ruellen Zwolle... Lui aveva visto la furia nel suo viso, quegli occhi che lo guardavano con odio. Lei aveva voluto sicuramente fargli del male.

Ha paura di me. Ma anch'io ho paura di lei.

Matt fin il bicchiere di vino e usc dalla sala-cocktail. Ma non riusciva a decidersi ad andarsene dal Marriott, non ancora. Si lasci trasportare all'interno, verso il retro. La piscina?

Matt avrebbe pensato dopo che non lo poteva sapere. Non era stato l'istinto e nemmeno un'intuizione fortunata. Perch non aveva mai sentito dire che Duana Zwolle era una nuotatrice. Eppure non si sorprese di scoprire Ruellen Zwolle nella piscina. La riconobbe immediatamente, anche se indossava una cuffia da bagno nera, e nuotava vigorosamente in un veloce stile libero, perfettamente calibrato. La fronte corrugata, concentrata, gli occhi strizzati e la pelle color oliva-pallida. Era una degli unici tre adulti nella piscina, e l'unica nuotatrice seria. Matt osservava ammirato mentre la giovane donna nuotava da un capo all'altro, rimanendo sempre nella sua corsia, guardando dritto davanti a s. C'era una tale intensit fanatica nel suo sguardo, che Matt intu che lei non stesse vedendo assolutamente nulla. Non lo avrebbe visto, sperava. Com'erano lisce e meravigliosamente modellate le braccia e le spalle nude, anche se muscolose; che forti, le lunghe gambe aggraziate. La bocca risoluta, contratta. Avrebbe baciato quella bocca, l'avrebbe obbligata ad aprirsi a lui. Lei  Duana che mi  stata restituita. Per una Duana pi sexy, pi pericolosa. Matt credeva che, anche se non avesse mai visto Ruellen Zwolle prima, ne sarebbe rimasto colpito come lo era adesso. Non riusciva a distogliere lo sguardo da lei. Vedeva che era un'eccellente nuotatrice anche se c'era una determinazione melanconica nei suoi modi che suggeriva poco piacere o divertimento. Non era facile immaginare che lei nuotasse in compagnia di un altro, anche se avrebbe potuto imparare a farlo. All'improvviso desider ardentemente di essere in quella piscina con lei! Gli era piaciuto nuotare da bambino. Gli era piaciuto fare i tuffi.

Matt prese nota di quello che lo circondava, e fu sollevato nel vedere che non era l'unico vestito di tutto punto e non nuotatore nell'atrio della piscina. C'erano dei tavoli tutt'intorno alla vasca, dove veniva servito da bere. Dei bambini stavano sguazzando in una piscina poco profonda. Sebbene l'aria puzzasse di cloro e ci fossero delle pozzanghere scivolose sul pavimento di piastrelle, era uno spazio attraente, che voleva dare l'idea di essere all'aperto. C'erano alberi tropicali in vasi di terracotta e una calda luce luminosa, a imitazione del sole. Di sottofondo una musica rock-calipso. Matt si teneva indietro rispetto al bordo della piscina, temendo di essere visto. Penser che la sto seguendo. Pedinando.

Eppure indugiava. Guardando Ruellen Zwolle nuotare nella piscina del Marriott Inn. Era qui che lui si trovava, e doveva esserci un senso in questo. Dall'inizio dell'anno era arrivato ad accettare il suo destino. Gli piaceva l'idea che, non visto da Ruellen Zwolle, lui la potesse proteggere; come non aveva protetto sua sorella; e non c'era bisogno che lei, Ruellen, sapesse che lui esisteva. C'era un'intensit particolare nella luce, l, riflessa come vetro frantumato nell'acqua increspata azzurro-verde. Il rock-calipso diffuso dagli altoparlanti era ipnotico. La mente di Matt si svuot. Era felice, sebbene essere felici in quelle circostanze, in un mondo in cui un serial killer torturava e uccideva delle giovani donne, fosse assurdo. Eppure Matt sentiva di essere nel posto giusto. Lei l'aveva attratto qui, e lui era venuto da lei, ed era giusto che fosse cos. Lui aveva penetrato il velo del samsara - forse era per quello?

"Ancora lei! Che cosa vuole? Mi sta seguendo?"

Era Ruellen Zwolle che cercava di prendere fiato sul bordo della piscina pi vicino a Matt; usc arrampicandosi rapidamente e senza molta grazia per affrontarlo. L'acqua grondava dal suo corpo. Aveva parlato con asprezza, attirando l'attenzione degli altri. Si tolse la cuffia da bagno con un gesto brusco, e i capelli neri spuntarono scarmigliati e arruffati attorno al viso. Gli occhi erano feroci come dei rompighiaccio e la bocca si torceva come se avesse addentato qualcosa di ripugnante. Matt and rapido da lei, e cerc di afferrarle le mani, che erano strette a pugno, per calmarla. "Non volevo spaventarla. In realt, s... avevo sperato di parlarle. Ma non sapevo che lei fosse qui, lo giuro."

Ruellen grid: "Non mi tocchi! Ho paura di lei. Vada via."

Sbattendo le palpebre come se fosse arrivata in una stanza troppo illuminata, cerc qualcosa con cui coprirsi. Il costume intero, di un tessuto nero lucido come il satin, le aderiva umido al corpo teso. Matt vide il rigonfiamento dei suoi seni, il pallido incavo fra i seni, una spruzzata di minuscole efelidi sul petto e sulla parte superiore delle braccia. Le cosce erano cordoni tesi di muscoli. I piedi lunghi, stretti, bianchi. Matt era intontito dalla vicinanza, dall'agitazione di lei, dall'odore umido, leggermente oleoso, dei suoi capelli, desiderando che lei non avesse paura di lui e che non richiamasse l'attenzione su di loro in quel luogo pubblico. Le porse un accappatoio bianco di spugna buttato di traverso su una sedia, l'aiut a infilare le maniche pesanti e scomode anche mentre lei si stringeva nelle spalle come se temesse di essere toccata da lui. Matt disse con una voce sommessa, conciliante, la voce che usava per calmare i suoi figli quando erano sopraffatti dall'emotivit: "Ehi, mi dispiace. Voglio dire, di averla sorpresa in questo modo. Davvero, non ne avevo l'intenzione. Se solo potessimo parlare per qualche minuto..."

Ruellen stava cercando di mettere i piedi negli infradito, e incespic, e si dovette appoggiare al braccio di Matt per mantenersi in equilibrio. Poi si avvi velocemente allontanandosi da lui, diretta a un ascensore. La sua agitazione aveva attirato l'attenzione: un uomo con un blazer del Marriott Inn le rivolse la parola per chiedere se c'era qualcosa che non andava, e Ruellen Zwolle rispose con veemenza: "No! Lasciatemi solo in pace." Entr nell'ascensore, e Matt la raggiunse proprio mentre la porta scorrevole si stava chiudendo.

A Matt venne un pensiero nauseante: Lei pensa che sia io quello che ha fatto del male a sua sorella? Nighthawk?

L'ascensore era una capsula di vetro, che saliva velocemente per diciassette piani sopra la piscina, e si affacciava su un grande atrio interno con passaggi pedonali aperti e finestre con le persiane. Un ascensore piccolo, che avrebbe a malapena potuto contenere altri tre passeggeri. Matt sentiva l'odore dei capelli di Ruellen Zwolle, e del cloro, e dovette resistere all'impulso di toccarla, perch lei tremava come una foglia e il viso le era diventato di cera. Era evidente che aveva paura di lui. Matt disse: "Mi fermer solo il tempo che lei vorr, lo prometto. Ma ho bisogno di parlare con lei di... quello che  capitato a Duana."

Ruellen balbett: "Non posso.  troppo vivo, crudo. Mi fa impazzire. Non sono in grado di affrontarlo. La prego mi lasci in pace."

"Ma  importante che parliamo, Ruellen. Posso chiamarla... Ruellen?"

Era arrabbiata, e quasi singhiozzando disse: "No! Non puoi. Eri l'amante di Duana, io non ti voglio."

Eppure stranamente, davanti alla porta della sua stanza, numero 1711, mentre Ruellen armeggiava con la scheda che serviva da chiave, sembr acconsentire alla presenza di Matt, malgrado tutto. Come se fossero marito e moglie, in uno stato d'animo agitato, Matt si offr di prenderle la scheda-chiave, lei gli colp la mano e continu a cercare d'inserirla, e alla fine ci riusc - la porta era sbloccata, e Ruellen entr ansimando, e Matt spalanc la porta ed entr dopo di lei.

Chiuse la porta. E disse: "Lo prometto. Non mi fermer a lungo. Non voglio turbarla, ma..."

Lei lo spinse via con il palmo delle mani contro il suo petto. Il viso era furioso, contorto come quello di un bambino di tre anni. Matt pens, stupito: Vuole farmi del male. Mi strapperebbe la gola con i denti se potesse. "Eri il suo amante perci non toccarmi! Hai sentito? 'Fanculo! Sta alla larga da me o ti uccido."

Matt rise, scioccato. "Uccidere me? Ma perch? Io sono tuo amico."

"Tu non sei mio amico. Io non so chi cazzo sei. Non ti conosco, e non mi fido di te. Ti sei introdotto nell'appartamento di Duana, come se ne avessi il diritto." Ruellen stava ansimando, e continuava a spingerlo; Matt cerc di afferrarle i polsi, cos sottili che avrebbe potuto cingerli con il pollice e le altre dita. "E mi hai seguito. E mi spii. Dovrei denunciarti. Sei gi stato indagato, me l'hanno detto. Ma questo la polizia non lo sa. Non sanno che mi hai minacciata."

"Ruellen, io non ti ho minacciata."

"Il modo in cui mi guardi. Come se ne avessi il diritto. Eri l'amante di Duana, non il mio."

"Io... io non ero l'amante di tua sorella. Non come pensi tu."

"Tu eri l'amante di Duana, era pazza di te. Ho letto il diario. L'ho letto centinaia di volte. Nighthawk - e non ti sei fatto avanti, quando lei... quando  successo, vero? Me l'hanno detto gli investigatori. Non sei andato da loro, sono dovuti venire loro da te. Se avessi amato mia sorella, ti saresti comportato diversamente."

"Io... io amavo tua sorella. Ma..."

"Dannazione a te! Non puoi amare me."

Ancora una volta la donna, furibonda, spinse Matt. Gli raschi il viso con le unghie. Lui ne aveva avuto abbastanza. L'afferr, muovendo la sua bocca sopra quella di lei forte abbastanza da soffocarle le parole; tenendola talmente stretta, desiderando farle del male, che barcollarono e ondeggiarono insieme come una coppia ferita. Era come se un deliquio di oblio si sollevasse intorno a loro per incapsularli. Come una foschia, o come l'ascensore di vetro che si sollevava rapido, imprigionandoli invisibilmente. Ma Ruellen lottava, come un animale preso dal panico, e Matt svelto la lasci libera.

Si allontan da lui indietreggiando, implorando: "No... non posso. Ho paura di te. Sono terrorizzata per... tutto quello che  successo."



Eravamo sorelle, ed eravamo due gemelle identiche. Duana non ti ha mai parlato di me, lo so.

Al posto suo, non te ne avrei parlato nemmeno io.

Non  qualcosa di cui si parli con un amante. Che ci sono due di voi, non una. Che Dio non ti ha creato unica.

Nella famiglia Zwolle si dice che non si sa quale delle due sia nata prima, Duana o Ruellen. Questo  quello che dichiaravano i miei genitori. Sembrava che non volessero fare preferenze per nessuna delle due. Anche se mi amavano pi di quanto amassero Duana, credo. Perch ero qualcuno che loro conoscevano, il mio talento poteva essere sondato. La mia anima poteva essere sondata. Io ero cos superficiale, e Duana cos profonda.

In Duana, un sasso poteva cadere, e continuare a cadere. Non lo avresti mai sentito toccare il fondo.

In Duana, c'era il mistero. Fin dall'inizio. Fin dalla culla. La gente  intrigata dal mistero, ma se non lo possono risolvere ne sono spaventati. Lo odiano. E la gente si innervosisce con i gemelli identici, in ogni caso.  vero: c' qualcosa di mostruoso nel doppio, come in qualsiasi genere di clonazione. I popoli primitivi distruggevano uno dei gemelli, qualche volta entrambi, o ne facevano degli dei, che  un altro tipo di distruzione.

Vuoi sapere se avevamo qualche legame psichico? Dopo che siamo diventate grandi, no. Questo era il mio desiderio, non quello di Duana. Anch'io provavo repulsione per la gemella-rit.

Andai a vivere in California. Dove ce n' una sola di me: Ruellen Zwolle. Migliaia di chilometri di distanza fra l'una e l'altra. Cos non avrei mai corso il rischio di entrare in una stanza e imbattermi in mia sorella. Non avrei mai corso il rischio di essere smascherata: Ah! Non sei unica!

Ma quando Duana  stata presa da quel pazzo, e torturata, e uccisa, allora s, c' stato un legame psichico fra di noi. Una specie di rete. Una rete luminosa. Ero terrorizzata, ma non potevo sfuggirvi. Finch lei non mor, e io fui liberata, e potei respirare di nuovo.

Penso, s, di poter dire la verit adesso. A te. Perch tu eri l'amante di Duana, e anche se non la conoscevi veramente, lei ti amava. Dir di cosa si trattava. Non lo racconter mai ai miei genitori. Mia madre  malata, adesso, e se guarir non vorr sapere pi di quanto non sappia gi.

Perch le cose stanno cos: provai un senso di gratitudine quando Duana mor, alla fine. Come se fossimo gemelle siamesi, unite nei nostri corpi. E io non volevo morire con lei.

All'inizio, quando Duana  scomparsa, sono venuta di nuovo all'Est. Era sempre stata una persona strana, che si lasciava guidare dal proprio istinto - avrebbe potuto essere deliberato da parte sua, "sparire". Ma ci rendemmo presto conto che era stata rapita. Sequestrata. Contro la sua volont. Venimmo a Weymouth e vegliammo per lei. Sono stati giorni di incubo. Facevo sogni terribili. Persino quand'ero sveglia qualche volta... avevo delle allucinazioni. Come un gorgo, come la follia. Sapevo che lui stava torturando mia sorella, e che l'avrebbe uccisa. Potevo sentirla gridare. Le sue grida erano le mie. Le ha cavato gli occhi. Lo so questo. L'ha violentata, molte volte. Con qualcosa di duro, di acuminato. E alla fine l'ha uccisa. L'ha strangolata.  morta cercando disperatamente di respirare e io... stavo per morire. In parte queste cose le ho dette agli investigatori, e forse mi hanno creduto, o forse mi stavano solo assecondando. Suppongo di essere stata sopraffatta dall' emotivit... "isterica". Ma adesso so che mia sorella  morta, l'ha uccisa la notte del 31 dicembre. La vigilia dell'anno nuovo. Non pu essere stata una coincidenza, vero? Dove sia il suo corpo, non lo so. Mi terrorizza che non lo verremo mai a sapere. Sono passate ore prima che lei morisse e quando poi era finita sono rimasta priva di sensi per diciotto ore. I miei genitori pensavano che avessi avuto un colpo apoplettico o un'emorragia cerebrale. Ma mi sono ripresa. Sono forte. Questo lo sai, vero? Sono una donna forte. Non sono debole. Potrei ucciderlo con le mie mani. Se ne avessi l'occasione.

Allora, mi riapproprier della mia vita. Quando il suo assassino morir.

Te lo dir... il pensiero mi veniva spesso: "Duana potrebbe morire per prima." Provavo un senso di eccitazione pensandoci. Era come un cielo opaco che si schiarisse. Dato che da bambine eravamo cos unite, avevo finito col sentirmi soffocare. Quando stavamo appena iniziando a parlare, Duana e io avevamo una lingua segreta. Molti gemelli ce l'hanno. Inizia nel lettino, e pu andare avanti per anni. I miei genitori avevano timore di noi, del nostro essere gemelle. Dei nostri segreti. Per anni, alle elementari, Duana e io dovevamo stare insieme. Avremmo pianto se ci avessero separate. Ci sentivamo pi forti in qualche modo. Come se fossimo nate due volte nel mondo. Alla gente i gemelli piacciono, perlomeno all'inizio. Gli piace guardarli. A noi piaceva guardarci allo specchio. Duana avrebbe fatto dei disegni di noi due. Delle fotografie di noi due. Qualche anno fa, quando ero tornata all'Est per le vacanze, e Duana era nel Maine con noi, mi chiese se poteva farci delle fotografie, e io acconsentii. Non lo volevo veramente, ma acconsentii. Dopo, quando mi mand alcune stampe, le ho strappate. L'immagine era di me e di Duana come se fossimo la stessa persona, una ragazza che appoggiava un lato del suo viso contro uno specchio, ma non c'era uno specchio. Ero affascinata da quell'immagine: non avrei potuto dire, all'inizio, quale fosse il volto di Duana, e quale il mio. Ma alla fine non la potevo sopportare. Ho fatto a pezzi ogni stampa.

Amavo la mia misteriosa sorella, ricca di talento. Ero orgogliosa di lei. Era la mia gemella che odiavo.

Quando avevamo undici anni, ho iniziato a staccarmi da Duana. Ho iniziato a farmi i miei amici. Sembr accadere dalla sera alla mattina. E i ragazzi cominciarono a notarmi anche loro. Perch sono sempre stata quella pi socievole delle due. Sono sempre stata pi "popolare" - se volevo esserlo. Duana aveva pi talento ed era pi intelligente, ma non  mai andata cos bene a scuola come me. Quando diventammo adolescenti, iniziai a odiarla. Non potevo sopportare che mi toccasse. Non volevo stare vicino a lei. Era cos tranquilla, cos speciale, e cos buona. Eravamo entrambe studentesse d'arte, ma il suo era un talento genuino, e il mio era... be', quel che . Mi dicevo che non me ne importava, ma ero mortalmente gelosa. Una volta, avevamo quindici anni, le ho detto qualcosa di crudele e Duana mi ha guardato con quei suoi occhi, che sono diversi dai miei, anche se la gente dice che ci assomigliamo; ho perso la pazienza, e le ho pizzicato forte un braccio. Lei ha solo sussurrato: "Rue, ma perch?" Le ho riso in faccia, e sono corsa fuori dalla stanza. E quella sera, ho visto il livido, il segno del pizzicotto, sul mio braccio. Nello stesso punto in cui avevo pizzicato Duana.

Dopo quella volta, non ho mai pi fatto del male a mia sorella. Fisicamente.

Adesso  morta. So che  morta. Lei  morta, e io sono sopravvissuta. Ma non sono pi la stessa da quando  stata portata via, e temo che non lo sar pi. Perci voglio che tu te ne vada. A meno che... a meno che tu non riesca a trovare l'uomo che le ha fatto questo, e lo annienti... non sopporto di vederti. Eri il suo amante, e questo non lo posso sopportare. Non sopporto di essere toccata da te e forse, per il resto della mia vita, da nessun altro uomo.



41

Quando Matt torn a casa nel suo appartamento vuoto, trov il messaggio telefonico che aspettava da settimane.

Una voce nasale che all'inizio non riconobbe. Ehi, signor McBride? Parla Todd di Clinton Falls. Si ricorda? La stazione Amoco? Mi ha chiesto di tener d'occhio quel tizio, Gavin? Be',  tornato. Si  appena fermato a far benzina e porter qui il suo pickup domani mattina per farlo riparare. Sono le 18 adesso. Ci fu una pausa. Poi: Spero che ricever questo messaggio, signor McBride, e spero di avere sue notizie. In gamba, eh!

Matt riascolt il nastro. Sorrideva, intontito. Non poteva credere alla propria buona sorte.

Doveva duecento dollari al giovane meccanico. Gliene avrebbe dati trecento. Se fosse sopravvissuto.

Erano circa ottanta chilometri per Clinton Falls sull'Interstatale 78. Una corsa senza intoppi a quell'ora. Matt arriv alla stazione Amoco alle 22.12.

Quel lungo giorno vertiginoso. Come un'alta scalinata. Non si pu vedere il gradino in fondo da quello in cima, e da quello in fondo non si pu vedere quello in cima. Forse Matt non ragionava con lucidit a quell'ora. Forse sarebbe dovuto andare alla polizia. (Anche se di loro non si fidava e li temeva.) Avrebbe dovuto avere un'arma migliore invece che solo un coltello per proteggersi da un uomo che, Matt lo sapeva, era pericoloso. Un uomo che, Matt lo sapeva, era uno psicopatico, un assassino. Un uomo furbo, imprevedibile e forte, anche se, con i lunghi capelli fluenti e la barba, sembrava debole, effeminato.

Non avrebbe dovuto andarci da solo. E senza che nessuno sapesse dov'era diretto. Di notte, per giunta. Tess lo aveva accusato, l'ultima volta che avevano parlato un po' pi a lungo, di essere diventato sempre pi imprudente, pi disperato: "Per quel che ne so io, un suicida." Matt non aveva voluto dirle che non era un suicida, ma un omicida. Non voglio spartire il bastardo con nessuno.  mio.

Forse avrebbe tolto le corde vocali a Gavin. Forse era per quello che aveva portato un coltello.

Forse gli avrebbe tolto i tendini delle gambe. O l'avrebbe castrato.

Questa era la giustizia, e quello di cui abbiamo bisogno  giustizia.

Come aveva spiegato Hugo: un serial killer come Gavin ha bisogno di avere tutto sotto controllo. Pianifica i suoi omicidi con cura, la sua abilit non  nell'improvvisazione. Le sue vittime sono giovani donne. Fisicamente pi deboli di lui. E le coglie di sorpresa.

Matt per avrebbe colto lui di sorpresa. E Gavin non sarebbe stato un avversario degno di questo nome per un uomo.

Eppure, mentre Matt si avvicinava al viale di Gavin lungo la provinciale buia, cercando la cassetta delle lettere, pensava che gli sarebbe piaciuto avere una pistola. Forse avrebbe potuto chiederla a Sid Krell, dicendo che aveva bisogno di proteggersi. (Ma non si fidava di Sid. Non si fidava di nessuno.) Aveva solo un coltello, ed era un coltello per la carne, di acciaio inossidabile lungo venti centimetri, che aveva comprato in un negozio di ferramenta quando si era trasferito nel condominio. Per organizzarsi un minimo di vita domestica. Aveva comprato il coltello sapendo che avrebbe potuto essere proprio l'arma che avrebbe usato per proteggersi da Joseph Gavin, e probabilmente l'arma con cui avrebbe ucciso Joseph Gavin.

Per non aveva comprato un coltello da caccia o da pesca; non si era informato di come si otteneva il porto d'armi. Il perch, non lo sapeva. E adesso si stava chiedendo, il coltello con la lama affilata, nuda, nella tasca della giacca: Sar capace di usarlo? Sar capace di ferire un'altra persona?

Ecco la cassetta delle lettere sbilenca di Gavin, ecco il viale solcato immerso nelle tenebre. Dalla strada provinciale non si poteva vedere un segno di abitazione umana persino alla luce del giorno, e adesso era notte. Matt oltrepass il viale e parcheggi l'automobile in una zona boscosa lontana circa ottocento metri. A quell'ora c'era poco traffico sulla strada provinciale. Non c'erano dei vicini, e nessuna luce. Matt prese una torcia elettrica dal cassetto portaoggetti dell'Acura e torn cautamente verso il pezzo di terra di Gavin attraverso i resti ispidi di un campo di grano. Il cuore gli martellava forte, violento e costante, e lui credeva di star facendo la cosa giusta, la cosa necessaria. Se l'uomo era l, lui l'avrebbe trovato. Se l'uomo era l, nessun altro a parte Matt McBride avrebbe potuto esigere giustizia. Un potente liquido fuso scorreva nelle vene di Matt. Vividamente si ricord di come, molto tempo prima, in Alaska, quand'era solo un ragazzo ingenuo, allampanato, un ragazzo in cerca di avventure, aveva preso l'LSD con degli amici ed era stato colto da un leggero panico dicendosi: Senti, questa non sar una cosa reale, questo  un sogno, ok?, e per parecchie ore aveva avuto delle allucinazioni del cielo artico che sbocciava in un caleidoscopio di colori e di forme stupefacenti simili a comete impazzite ed era riuscito, anche se a fatica, a tenere a mente: Questo  un sogno! Questo  un sogno e non ti pu far del male! Eppure Matt aveva capito quanto fosse andato vicino al panico, al terrore, al collasso, e alla psicosi. Aveva mantenuto il controllo come un funambolo che cammina su una corda. Non era caduto, ma avrebbe potuto cadere. Ed era lo stesso controllo che esercitava adesso, attraversando il campo di grano pieno di fango, e un terreno paludoso, avvicinandosi di lato alla roulotte e al fienile di Gavin. Ma prov una grande delusione: non vide nessuna luce. Non c'era il pickup nel viale, nemmeno dietro la roulotte o dietro il fienile dove Gavin l'avrebbe potuto parcheggiare in modo che nessuno lo vedesse. E se non  qui? Dove lo posso trovare?

Era una notte fredda e umida di primavera. In alto, le nuvole, come grossi frammenti di cemento, passavano davanti alla luna.

Matt si avvicin cautamente al retro della roulotte. Una scheggia di chiaro di luna si rifletteva su una delle finestre strette. Non c'erano luci dentro, nessun segno che ci fosse qualcuno. Matt accese la torcia solo per il tempo necessario, e gli sembr che non fosse cambiato niente attorno alla roulotte dall'ultima volta che era stato l, dieci giorni prima. Contenitori della spazzatura rovesciati, una bombola del gas arrugginita. Foglie marce e detriti sparsi. Matt si ricord che Joseph Gavin aveva un'amica nelle vicinanze di Clinton Falls, qualcuno che gli aveva fornito un alibi per la notte del 28 dicembre. Forse era da lei.

O forse, come Matt, Gavin aveva lasciato da qualche altra parte il suo veicolo per non farlo vedere. Forse  dentro la roulotte e in questo momento mi sta guardando.

Matt spense la torcia. Rimase accovacciato in un angolo accanto alla roulotte dove nessuno avrebbe potuto vederlo dall'interno, da nessuna delle finestre. Aspett. In ascolto. Con la testa appoggiata contro il fianco metallico della roulotte senza sentire niente tranne il battito del proprio cuore, forte, violento, costante.

Nessuno. Non qui.

Matt prese una strada tortuosa per andare al fienile, evitando lo spazio aperto dove c'erano le assi posate sul fango. Il fienile era su una leggera salita e Matt si fece strada lentamente attraverso il sottobosco e l'erba della palude. A circa cinque metri dal fienile gli parve di vedere... una luce fioca all'interno? Una finestrella quadrata di fronte a lui, chiusa con le assi dall'interno, sembrava emettere, attorno ai bordi, un debole bagliore.

Gavin era dentro? Doveva essere dentro. NOME SCONOSCIUTO, con i suoi rozzi manichini. Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno.

Gli mancano. Non pu stare lontano da loro. Le sue spose. Sei vittime. Forse  tornato per portarle via.

La mano di Matt era dentro la tasca della giacca, stretta nervosamente al manico del coltello. Era un uomo che aveva fatto a botte quand'era pi giovane e si era trovato in situazioni difficili ma non aveva mai usato un coltello, nemmeno per difendersi. Troppo tardi stava pensando che avrebbe fatto meglio a portare con s la grossa chiave inglese dal portabagagli. Aveva pensato che il suo operare per la giustizia l'avrebbe protetto, come un'armatura?

Come chiunque altro al posto suo, anche se ci vorrebbe pi buonsenso per non farlo, aveva pensato: Non posso essere ucciso, vero? Non posso nemmeno venire ferito. Sono l'eroe di questa storia. Sono la forza luminosa del bene di cui parla questa storia.

Matt non stava usando la torcia, ma al chiaro di luna mutevole vide che il lucchetto era stato tolto dalla porta sul retro del fienile. Si avvicin cautamente, e si ferm di nuovo ad ascoltare. E di nuovo non sent nulla. Si chin sulla fessura della porta e sbirci dentro e vide un'unica lampadina nuda accesa, in un portalampada su una trave a circa due metri di altezza. Sembrava che nel fienile non ci fosse nessuno. Gavin doveva essere stato l, ma doveva essere andato via di nuovo.

Lentamente, col cuore che pulsava sulla punta delle dita, Matt apr la porta con una spinta. I cardini cigolarono debolmente. Ma quello fu l'unico suono che Matt ud. Avvolte nelle ombre, le figure-manichini erano all'erta. Avrebbe dovuto essere preparato a vederle, ma fu lo stesso un piccolo shock. Salvaci! Non abbandonarci. Erano tutte rivolte verso Matt, eppure sembravano isolate le une dalle altre, come se ognuna di loro non fosse consapevole delle altre. Matt ne cont solo cinque; cos'era successo alla sesta? Entr cauto nel fienile e vide, in uno spazio libero in mezzo al grande disordine, il sesto manichino, su una cassa. NOME SCONOSCIUTO ci aveva lavorato recentemente. La testa non era pi calva, ma ricoperta di capelli scuri, arruffati, di una lucentezza sintetica, che arrivavano fino ai fianchi della figura. Matt riconobbe Duana Zwolle immediatamente.

Accese la torcia, perch gli serviva pi luce di quanta ne potesse fornire la lampadina nuda, e vide, s, nauseato da quella scoperta, e sconcertato di non essersene accorto prima, che quella figura insulsa, infantile, pensata come una femmina, anche se asessuata, con la sua timida testa china e la pelle scura, si riproponeva ovviamente di assomigliare a Duana Zwolle.

Salvami! Non abbandonarmi.

Le altre cinque figure sembravano guardare, indifese. Erano tutte simili a bambole sgraziate, prive di seni e di fianchi, e le gambe, stranamente grosse in proporzione al corpo, assomigliavano a mollette di legno per la biancheria in posizione verticale. Salvaci! Salvaci! Salvaci! I loro occhi di vetro mal inseriti brillavano selvaggiamente. Le loro bocche erano ferme in un grido muto. Matt punt audacemente la torcia negli angoli del fienile, sicuro ormai che Joseph Gavin non ci fosse. L'interno era ingombro di scatole, di casse, utensili agricoli, un vecchio trattore, un erpice, cataste di legna. Le ragnatele ricoprivano come festoni ogni superficie e pendevano a brandelli dalle spesse travi che attraversavano tutta la larghezza del soffitto. Matt inspir a fondo, annusando polvere, sporcizia, putrefazione; e l'odore pi acuto di pittura e di cherosene. NOME SCONOSCIUTO stava dipingendo il sesto manichino, ma aveva avuto chiaramente delle difficolt nel mescolare le vernici e nell'applicare il colore in modo uniforme; era un vero dilettante: aveva sovrapposto le pennellate col risultato che la pelle del manichino era di un beige-plumbeo in alcune parti, un beige pi scuro in altre, marrone-pallido e gialliccio e chiazzato in altre ancora. Morire, e per mano di un tale cretino!

Matt arriv davanti alla figura patetica, che sembrava guardare lui, o verso di lui, con i suoi occhi di vetro mal assortiti. Tocc gli opachi capelli sintetici inerti. Non era una vera parrucca, ma qualcosa che aveva creato Gavin. Non si sapeva se ridere o piangere, nel vedere una cosa simile. Ti saresti chiesto se l'occhio che l'aveva immaginata la vedesse in maniera diversa da quella che era. Che cosa ci vede lui? Il mondo gli appare cos? Insieme al disgusto, Matt prov quasi una punta di piet.

Fu allora che sent un rumore di passi, e si gir per vedere una forma sfuocata precipitarsi verso di lui.

"Demonio! Demonio!"

Comparso dal nulla, Gavin gli salt addosso. Gli occhi erano stretti per la rabbia, e roteava qualcosa - un martello? uno scalpello? - contro Matt, che lo colp sulla parte superiore della spalla destra, mancandogli di poco la testa. La forza del colpo lo fece barcollare. Matt abbass rapido la testa, si gir, e nell'intontimento del dolore riusc ad afferrare Gavin e a fargli perdere l'equilibrio. I due uomini caddero pesantemente sul pavimento di terra battuta, grugnendo, lottando entrambi come bestie disperate. Urtarono contro le casse, gli attrezzi agricoli, una delle figure-manichini. Gavin continuava a imprecare "Demonio!", Matt riusc a tirar fuori il coltello dalla tasca, ma non a mantenerne la presa mentre Gavin lo colpiva; il coltello gli scivol dalle dita e ormai lo aveva perduto. Allora Matt si mise a strisciare disperatamente per sottrarsi ai colpi di martello sulla schiena, sui reni, sulle braccia indifese, grugnendo dal dolore e cercando di ripararsi la testa; eppure in qualche modo riusc a impossessarsi di un utensile qualsiasi - uno scalpello, lungo circa trenta centimetri - , si gir alla cieca per usarlo contro il suo assalitore, e colp Gavin sulla guancia: la punta dello scalpello scivol su fino all'occhio sinistro di Gavin, e in un attimo glielo perfor. Gavin grid come un animale, per il dolore e la rabbia. Il sangue gli rigava il viso. Matt teneva lo scalpello con entrambe le mani tremanti ma non ebbe la forza, o la volont, di conficcare lo scalpello nell'altro occhio di Gavin; e in quel momento di esitazione Gavin recuper il vantaggio, sbattendo Matt a terra con un colpo alla testa; e il sangue adesso sgorgava dalla testa di Matt, che, intontito dal dolore, stava strisciando di nuovo sulle mani e sulle ginocchia, cercando disperatamente di salvarsi, e una voce acuta, furibonda, si alz dietro di lui: "Io sono NOME SCONOSCIUTO. Io sono NOME SCONOSCIUTO." Improvvisamente ci fu un intenso odore di cherosene. Una piccola esplosione e un'eruzione di fuoco. Venuti dal nulla, sbuffi, esplosioni di fuoco, e poi fiamme crepitanti. Matt si stup di scoprire i suoi vestiti, i suoi capelli scintillanti di fiamme. Cerc di mettersi in salvo come avrebbe fatto un bambino, ma dov'era la salvezza?, dove non si sarebbero propagate le lingue di fuoco?, una zona cieca nascosta sotto il trattore, dietro le gomme sgonfie? Gli venne in mente che forse ci poteva essere dell'acqua l vicino, una pozza, uno stagno, in cui lui si sarebbe potuto salvare tuffandosi. Stava strisciando sul pavimento di terra battuta che s'inclinava e diventava verticale buttandolo gi, stava cadendo, trascinato indietro nel fuoco che era molti fuochi, stracci imbevuti di cherosene che s'incendiavano, mucchi di fieno secco, Matt era solo nel fienile in fiamme, il suo nemico era scappato barcollando e aveva chiuso la porta dietro di s. Matt non aveva la forza di sfondare la porta, aveva a malapena la forza di sollevarsi sulle ginocchia per afferrare la maniglia, cercando di aggrapparsi con le unghie al legno scheggiato e i pensieri adesso gli venivano in scoppi di sensazioni come nuvolette dei fumetti: che cosa amara, ingiusta era questa, che lui dovesse morire, e Gavin, il suo nemico, si fosse salvato. Credeva che avrebbe accettato persino quella morte terribile se il suo nemico fosse morto con lui.

E intanto sentiva le deboli grida dei manichini che diventavano sempre pi fievoli. Salvaci! Salvaci! Non abbandonarci!

Fu l'ultima cosa che Matt McBride ud, mentre la terra sembrava aprirsi sotto di lui, e lui precipitava.



42

NOME SCONOSCIUTO. Intontito & ferito si trascin verso la salvezza. Il suo occhio, il suo occhio! Il nemico-Demonio aveva preso il suo occhio. & il sangue caldo zampillante gli rigava il volto, & quel sapore salato & terribile in bocca. Eppure avrebbe trionfato. Aveva lottato col Demonio in persona, & era fuggito salvandosi la vita.

Incespicando adesso attraverso la vegetazione della palude, attraverso il sottobosco, & in un chiaro di luna offuscato, ansimando, gemendo per il dolore, con la vista che gli rimaneva solo da un occhio & quella vista coperta di macchie & distorta & per aveva trovato la strada per il suo pickup nascosto nel viottolo abbandonato. & cos NOME SCONOSCIUTO gli era sfuggito un'altra volta.



NOME SCONOSCIUTO. Era lui stesso l'ANGELO DELL'IRA feroce nella vendetta.

Non mi chiuderete in gabbia ormai. Vi sono sfuggito.



Come fosse accaduto, non lo poteva capire! Le sue figure sacre distrutte per necessit, & per una cosa crudele. Non si sarebbe mai ripreso da una simile perdita.

Senza aver avuto nessuna conoscenza in anticipo, nessuna visione a guidarlo. In che modo la terribile spada infuocata avrebbe colpito. & le proprie mani tremanti lo strumento della DISTRUZIONE.

Lui pensava: era stata la donna a tradirlo. La donna Brough.

Per non aveva tempo per far cadere la punizione sulla testa di lei & del bambino. Perch NOME SCONOSCIUTO deve sfuggire ai suoi nemici, perch non lo deridano & non lo bracchino nella sua tana, per fargli mordere la polvere. Rimangono adesso solo la vergogna & gli occhi beffardi.

Sarebbe fuggito nei Barrens, & l avrebbe trionfato.

Ma perdeva sangue dal suo occhio & da altre ferite, & la sua mente era offuscata, & Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno, il lavoro della sua vita, distrutto. Come un ratto braccato nella tana, & quale futuro se non stare accovacciato in esilio nella palude sconfinata. & i suoi nemici avrebbero potuto cercarlo l, con segugi & elicotteri, lui lo sapeva. Perch il potere & la forza dello Stato ce l'avevano loro, & lui non era che un semplice uomo della visione: NOME SCONOSCIUTO.

 finita,  compiuto.

& cos sulla strada provinciale notturna, il suo veicolo sbanda & serpeggia come una bestia ferita, & il motore incostante, una VISIONE venne a NOME SCONOSCIUTO che era l'ANGELO DELL'IRA feroce nella propria vendetta & giustizia.

Non hai bisogno di continuare ancora.

La tua vita terrena  trascorsa.

Rimangono adesso solo la vergogna & gli occhi beffardi.

Rimangono adesso solo l'arresto & la prigione.

Rimane adesso solo la gabbia della morte sorvegliata dai tuoi nemici.

& la logica di questo lo tocc come un balsamo per le sue ferite lancinanti. & la giustizia di questo. NOME SCONOSCIUTO deve purificarsi.

Non aveva una nozione chiara di dov'era. Non a molti chilometri da Clinton Falls, perch non aveva avuto la forza di guidare il pickup, col cervello confuso & le ossa del suo corpo rotte, & lo sfregio nel suo viso livido dal dolore. Da qualche parte nella Contea di Somerset vicino a Blawenburg, in un paesaggio rurale che non riconosceva, & tutti quei chilometri & tutte quelle ore non avrebbe potuto sopportarli per arrivare ai Pine Barrens dove si sarebbe potuto rifugiare, & per non poteva andarci a piedi, non nelle sue condizioni; & il pickup Ford alla fine si ferm vibrando sul lato della strada, & il motore non sarebbe ripartito. La tua vita terrena  trascorsa.

& cos con un contenitore di cherosene accanto, con calma NOME SCONOSCIUTO ne vers il contenuto su di s, sui suoi vestiti insanguinati & sulla barba insanguinata & all'interno della cabina. & con calma, seduto dov'era dietro il volante, prese la scatola di fiammiferi un'altra volta, & con dita tremanti riusc a sfregare un unico fiammifero di legno.

& la SPADA FIAMMEGGIANTE era sopra di lui, nella forma infuocata di una figura che era NOME SCONOSCIUTO, & ci fu un'esplosione come se venisse proprio dal Cielo per distruggere il veicolo che, all'alba, stava ancora fumando quando fu scoperto da un automobilista. & setacciando fra le macerie avrebbero scoperto solo i resti bruciati, carbonizzati, dello spirito immortale che era NOME SCONOSCIUTO, solo il mero involucro & la pelle riparo della mortalit.

Non mi chiuderete in gabbia adesso. Vi sono sfuggito per sempre.



Epilogo

La vita dopo la morte

Nighthawk. Troppo caparbio per morire.

Si era salvato, anche se non si sarebbe mai ricordato esattamente come.

Doveva essere riuscito ad aprire la porta. A strisciare fuori. E a trascinarsi per cinque o sei metri verso la salvezza, disteso sotto shock sull'erba della palude, sulla melma. I vestiti in fiamme, anche i capelli. Si era rotolato gridando nell'erba umida e nel fango per salvarsi la vita. La sua carne bruciata, le mani e i piedi straziati.

Troppo caparbio per morire. Perlomeno non ancora.

Comunque, non in quel modo.

Poi aveva sentito le sirene, e le grida eccitate degli sconosciuti che sarebbero venuti a soccorrerlo. Erano arrivati da lui dal fondo di un abisso. Sollevandolo con precauzione, mentre il fienile in fiamme a soli pochi metri esplodeva in scintille come fuochi d'artificio.

Volando poi lungo la strada deserta fra i due Stati, a est verso Weymouth, e poi a Newark dove gli avrebbero salvato la vita, anche se non ne aveva avuto coscienza, e dopo non se lo sarebbe ricordato.

Finch un giorno si era svegliato e aveva capito che non era morto. La vita gli era stata restituita e avidamente Matt McBride l'avrebbe afferrata, come un premio che non meritava ma che avrebbe accettato.



Sarebbe venuta a trovarlo in ospedale?

Lui aspettava.

Gli avrebbero trapiantato la pelle delle natiche e delle cosce sul viso e sulla gola mutilati e sensibili. In quelle parti aveva subito ustioni di secondo grado. Sul petto, sull'addome e sulle gambe aveva avuto ustioni di primo grado che non richiedevano un trapianto, anche se erano dolorose come vapore ustionante contro la carne. Un giorno quelle ferite si sarebbero rimarginate e sarebbero diventate cicatrici striate, stranamente lisce e lucide che una donna avrebbe potuto sentirsi attratta a toccare, persino ad accarezzare.

Ci sarebbe stato qualcosa di perversamente erotico in quelle cicatrici sulla fronte, sul collo, sulla parte superiore della schiena e delle spalle di Matt. E una carica erotica sulla punta delle dita della donna. Perci Matt rabbrivid, e chiuse gli occhi che improvvisamente gli bruciavano per le lacrime. E il respiro della donna diventava rapido e affannoso, e anche lei chiudeva gli occhi, appoggiando con forza il suo viso contro quello di lui in una strana estasi selvaggia.

Quando l'hai capito la prima volta?

Quando ti ho visto la prima volta.

E io l'ho capito, quando ti ho visto la prima volta.



Ma Ruellen Zwolle non era andata all'ospedale di Newark, a trovare Matt McBride.

Nessuno degli Zwolle era andato a trovarlo.

Il corpo di Duana Zwolle era stato recuperato da una zona desolata dei Pine Barrens, e identificato; e gli avevano fatto un funerale e l'avevano seppellito nella citt natale della giovane donna, nel Maine. Matt McBride, per, nei tormenti del reparto ustionati dell'ospedale di Newark, non ne aveva saputo nulla.

In seguito, avrebbe saputo che Joseph Gavin (identificato dai media come uno "scultore locale fallito che si faceva chiamare

NOME SCONOSCIUTO") si era ucciso non molto dopo essere fuggito dal fienile in fiamme con dentro Matt. Su una strada di campagna deserta, a settanta chilometri a sud di Clinton Falls, aveva cosparso se stesso e l'interno del suo pickup Ford di cherosene, aveva acceso un fiammifero ed era esploso fra le fiamme. Non c'erano testimoni della sua immolazione, e l'identificazione dei suoi resti carbonizzati era presunta, perch, come Joseph Gavin, sembrava non avesse una documentazione dentaria. Ma il giorno dopo, l'amica di Joseph Gavin, Shirley Brough, era andata dalla polizia di Weymouth per rinnegare Gavin, che aveva minacciato lei e suo figlio - almeno cos sosteneva - se avesse detto che cosa sapeva delle donne che lui si vantava di aver ucciso. Shirley Brough piangeva dicendo che "aveva bisogno di togliersi quel peccato dalla coscienza", e aveva descritto il luogo in cui Gavin aveva detto di aver lasciato il corpo di Duana Zwolle, vicino alle rovine di una vecchia chiesa abbandonata alla confluenza dei fiumi Batsto e Mullica.

Shirley Brough inform la polizia che pensava ci fosse anche un altro corpo in quella zona. Uno "che risaliva ad alcuni anni fa, prima che conoscessi Gavin". Le ricerche, effettuate in un giorno, rivelarono sia i resti "parzialmente decomposti" di Duana Zwolle sia uno scheletro umano che sarebbe stato identificato come quello dell'introvabile Marie Tompkins, una giornalista televisiva scomparsa da Trenton senza lasciare traccia nel 1993.

Col tempo, molti altri omicidi e sequestri non risolti dal 1976, di giovani donne scomparse nel New Jersey, in Pennsylvania, nel Delaware e nel Maryland, sarebbero stati attribuiti a Joseph Gavin. E il recente assassinio della pittrice-scultrice Oriana, nella sua casa di Lismore.

Nel suo letto d'ospedale, Matt guard un'intervista alla TV con Shirley Brough. Era una donna che chiedeva scusa, con un viso terreo, occhi piccoli, spaventati, e una bocca con un rossetto rosso acceso. Alla domanda sul perch Gavin avesse ucciso Duana Zwolle e Oriana, Shirley Brough disse che pensava fosse perch "quelle donne lo avevano offeso in qualche modo. Era un uomo orgoglioso". Alla domanda sul perch avesse aspettato cos tanto per presentarsi alle autorit, inizi a piangere e ripet che Gavin aveva minacciato di uccidere lei e suo figlio; ma aggiunse anche: "Mi voleva sposare, e Randy ha bisogno di un padre. Era molto buono con Randy e io so apprezzare questo in un uomo."



Se lei decide di tenersi lontana da me, allora punto e basta.

Non la inseguir. La lascer andare.

Erano queste le parole che diceva Matt McBride tra s e s. Giorno dopo giorno nell'ospedale di Newark.

Nel suo intontimento da morfina, in cui il dolore era sospeso a una distanza che non andava oltre il perimetro del suo letto d'ospedale sollevato con la manovella, Matt sbatteva avido le palpebre ai visitatori, e stendeva le insensibili labbra di gomma in un sorriso di saluto.

Gli chiedevano con visi gravi come stava, e lui li rassicurava: Non c' male! non c' male!

"Un casino meglio di quanto non sembri dal mio aspetto, di sicuro."

La morfina non sarebbe durata per sempre. Anche nelle ore di euforia galleggiante sapeva che sarebbe stato riportato gi sulla terra, e rapidamente. Come un pallone gonfio di elio strattonato dal suo spago gi gi gi.

Cercava di essere filosofo a questo proposito. Il suo nemico Joseph Gavin era morto, ed era sparito dalla faccia della terra. Le cose terribili e irrevocabili che aveva commesso appartenevano al passato. Matt McBride era vivo adesso. E Ruellen Zwolle era viva adesso. Anche se si teneva lontana da lui, e negava il legame fra di loro, quella verit non si poteva cambiare.

Eppure nei suoi incubi del fienile in fiamme lui la vedeva. Era lei, la ragazza scomparsa, che lui cercava di soccorrere. Salva mi! salvami!, gridava mentre le fiamme inghiottivano la sua figura afflitta. Salva mi! non mi abbandonare!, mentre i suoi lunghi capelli folti si sollevavano nelle fiamme.

Era Matt McBride che lei chiamava in cerca di aiuto, perch non c'era nessun altro. Disperatamente lui cercava di farsi strada per andare da lei attraverso le fiamme che gli lambivano le mani e il viso, con un boato di fuoco nelle orecchie.

Da quei brutti incubi si svegliava per tornare alla sofferenza della sua pelle bruciata, tenera e viva. Gemeva a voce alta. Stringeva i pugni e dava dei gran colpi alle coperte e alle lenzuola.

Lenzuola da ospedale di cotone grezzo che al tatto erano come carta vetrata.



La donna che era stata la moglie di Matt per nove anni era venuta a trovarlo, e aveva portato i suoi figli che avevano paura del pap, un uomo con un viso che non conoscevano, e degli odori attorno a lui che non conoscevano, e una voce rauca e incrinata, perci dovevano chinarsi vicino alla sua bocca per sentire, e si spaventavano ad avvicinarsi perch il pap era cambiato, e Tess quasi lo rimprover: "Pretendi troppo, Matt. Sei uscito dalla nostra vita, ma non te ne sei andato." Matt cap che Tess ce l'aveva con lui perch non era morto nell'incendio. La sua vita sarebbe stata molto pi semplice, se suo marito fosse morto.

Sarebbe stata una giovane vedova, invece di una divorziata non pi giovane. L'orgoglio le provocava un'irritazione simile a una lana scadente e sfoderata contro la pelle.

Presto Matt impar a non fidarsi della bocca della donna. "Come stai oggi, Matt?" era una domanda crudele che in codice voleva dire: Sei contento adesso? Hai avuto quello che ti meritavi, s?

Matt immaginava di s. S era cos.

Vedendo che Matt si distraeva per qualcuno che passava nel corridoio, perch nel suo stato di drogato trovava difficile concentrarsi, Tess aveva detto aspra: "Lei non viene! Forse ti ha dimenticato."

Matt non aveva chiesto chi fosse lei. Gli occhi torvi di Tess suggerivano che non avesse in mente nessuna donna specifica.

Perch Oriana era morta e Duana Zwolle era morta. E Tess non sapeva niente di Abigail, da molto allontanatasi dalla vita di Matt.

E Tess non sapeva niente di Ruellen Zwolle, Matt ne era sicuro.

Matt disse lentamente, perch le parole letteralmente gli facevano male: "Mi dispiace di averti ferita, Tess. Non avrei mai voluto..." ma Tess intervenne abilmente, come sul campo da tennis, quando qualche volta lo aveva sorpreso rispondendo al suo servizio e schiacciandoglielo in faccia: "Vedi Matt, non sono ferita. Oggi sono una donna pi felice di quanto non lo fossi da molto, molto tempo." Sorrise. Sembrava quasi luccicare, come se fosse sessualmente appagata. C'era un'allusione in questo, o pi che un'allusione: Tess aveva un amante adesso.

I bambini, girovagando per la stanza, a disagio, sembravano non voler sentire la conversazione degli adulti. Tess stava dicendo a Matt di quanto rapidamente fosse stata venduta la casa: "Cinque ore sul mercato. Cinque ore! Sid pu fare miracoli,  proprio come dicono tutti. Lui dice che la casa si  venduta da sola." Tess si stava trasferendo con i bambini in una casa del nuovo centro urbano sul fiume Weymouth, vicino al circolo in campagna. La prospettiva sembrava rallegrarla.

Evidentemente Sid Krell era il protettore di Tess adesso. Il suo nuovo amico devoto. Sid Krell che era diventato, almeno cos sembrava, un individuo serio. Aveva fissato inorridito Matt nel suo letto d'ospedale dopo la prima delle operazioni di trapianto della pelle, quando la maggior parte del viso arrossato di Matt era avvolto nelle bende, e gli occhi erano acquosi e iniettati di sangue. Dei tubi per drenare il sangue descrivevano una curva uscendo dalla fasciatura della testa come zanne, gocciolando dentro sacche di plastica gemelle che, quando si riempivano, dovevano essere vuotate dalle infermiere; le sacche penzolavano dalla testa di Matt circa al livello dei lobi delle orecchie. Si potevano vedere le narici del povero Sid stringersi per l'odore. Le grinze e le borse della sua pelle di cuoio tendersi. Mortalit. L'odore della. Dio ci aiuti. Il vecchio non aveva voluto sapere niente di Joseph Gavin, "NOME SCONOSCIUTO"; non aveva domande da fare a Matt McBride. Difatti, sarebbe stata l'unica volta che Sid and in ospedale. Fu una sorpresa per Matt, anche se forse non una sorpresa totale, che Sid e Tess fossero diventati cos intimi, il modo in cui Tess guardava l'uomo pi anziano, dai capelli bianchi, per chiedere conferma o sostegno anche nei commenti pi semplici, una figlia intelligente, graziosa, deferente, che si bea del potere di essere amata.

Se Krell era l'amante di Tess, buona fortuna a entrambi.

Davey e Graeme erano visibilmente sollevati di non dover baciare il pap quando andavano via. Non nelle condizioni in cui era il pap.

Matt soffriva che i bambini sembrassero a malapena riconoscerlo. Si era sentito cos in colpa quando il suo matrimonio era naufragato, che non gli era venuto in mente che ai bambini lui non sarebbe mancato cos tanto come si era aspettato. "I bambini hanno una notevole capacit di recupero. Met dei compagni di scuola di Davey ha i genitori divorziati,  cos che si vive adesso," aveva detto Tess, con un'aria combattiva, e un sorriso che era come un coltello nel cuore. Non ho bisogno di te. Non pi. Ho avuto quello che mi serviva da te. Lei lo salutava a cuor leggero facendo un cenno con la punta delle dita. A Matt sembrava come la polena scolpita nella prua di una nave, che si addentra in onde increspate per alla fine cedevoli.

"Tess, buonanotte..."

"Arrivederci, Matt! Non disperarti."

Non disperarti! Lei pensava che forse lui fosse diventato anche impotente.



Santa Monica, California. Settembre 1998.

Sarebbe stato paziente. Era sicuro dell'epilogo.

La prima volta che l'avvicin, dopo aver aspettato in piedi fuori del piccolo complesso di uffici stuccati in Pacific Avenue, dov'era la Zodiac Graphics, Ruellen Zwolle sbianc in volto vedendo Matt McBride, e balbett: "No. Non... posso. Non ancora. Cosa ci fai qui? Lasciami in pace." Rapida si era allontanata. Non si era girata a guardarlo. Matt l'aveva seguita con lo sguardo, sconcertato. Era quella la personalit californiana di Ruellen Zwolle? Erano mesi che non la vedeva ed era scioccato dal cambiamento avvenuto in lei. I capelli scuri, aggrovigliati, erano diventati lunghi e oltrepassavano le spalle, esattamente come quelli di sua sorella. Indossava una camicia di mussola leggera del genere di quelle che si vendevano negli economici negozi indiani del centro commerciale pedonale di Santa Monica, dei jeans sbiaditi, piedi nudi nei sandali.

Lo shock di vedere Matt McBride l a Santa Monica era sincero in lei. Per dimostrava di avere pi paura che collera, e a Matt questo dispiaceva.

Col tempo, la collera avrebbe potuto vincerla. La paura era un'altra faccenda.

Si chiese se lei pensava spesso a lui, come lui pensava a lei. Lo aveva riconosciuto subito. Anche se aveva perso dieci chili e i suoi capelli, che erano stati di un curioso argento metallico, adesso erano quasi bianchi, e sulla fronte cominciava a stempiarsi a folte ciocche; le mascelle segnate dalle bruciature erano coperte da una barba corta, rada, che gli dava un aspetto dignitoso e gaio. Era un uomo segnato ma ancora bello, alto, magro, agile nelle gambe come un ex atleta. E ottimista!

Nighthawk era tutto fuorch pessimista. Era sfuggito alla morte ed era stato restituito alla vita.

Matt era su un marciapiede sul retro dello stabile in cui Ruellen Zwolle aveva l'ufficio e quando lei se ne and, lui si fece un punto d'onore di rimanere dov'era. Mentre lei si allontanava, lui sottovoce le disse: "D'accordo, capisco. Anche a me dispiace."

Era ferito, e deluso. Ma comprensivo.

La donna aveva paura di Matt, dei propri sentimenti nei suoi confronti. Non c'era dubbio che sarebbero diventati amanti. Qualche volta a Matt sembrava che fossero gi stati amanti.

Va via, allora. Per adesso. Non ti seguir. Lo prometto.



Lei guidava una Toyota verde scuro, un modello non nuovo. Matt aveva memorizzato il numero della targa senza volerlo.

L'automobile di Matt era parcheggiata l vicino. Ma non l'avrebbe seguita, lo giur.

N la aspett il giorno dopo alla Zodiac Graphics, come probabilmente lei si sarebbe aspettata. N il giorno successivo. Avrebbe lasciato passare i giorni - una settimana; non le sarebbe corso dietro.

Avrebbe permesso a Ruellen Zwolle, almeno col pensiero, di corrergli dietro.

Perch lui non aveva dubbi che sarebbe accaduto. Il legame fra loro era talmente forte.

Come radici di alberi aggrovigliate sotto la superficie della terra. Cos legati insieme che districare uno dall'altra avrebbe finito col distruggerli entrambi.



Fu in una libreria di Venice Beach che Matt prese in mano una copia usata di un libro che gli sembrava di aver visto nella stanza ingombra, senz'aria, di Hugo L. Chauncey. Al di l del bene e del male di Nietzsche. Un titolo intrigante, ma che cosa significava? Il libro doveva essere appartenuto a uno studente: era pieno di note e di sottolineature. Matt sfogli le pagine e lesse, ad alta voce: "'Alla fin fine ci che si ama  il proprio desiderio, non l'oggetto desiderato.'"

Era vero? Invariabilmente vero?

E se era vero, aveva importanza?



Dopo essere stato dimesso dall'ospedale, Matt lasci Weymouth, New Jersey. Diede formalmente le dimissioni dal suo lavoro, con una lettera, e si trasfer a Santa Monica, California. Qui sarebbe stato un fotografo pi serio di quanto non avesse avuto tempo di esserlo nel New Jersey. Per entr a far parte della redazione del Santa Monica Weekly, tiratura 31.000 copie. Non gli sfugg l'ironia che, nella sua nuova riguadagnata vita, il suo stipendio era circa un undicesimo di quello che era stato, con le provvigioni, alla Krell Associates.

Nell'accordo di divorzio, Matt non aveva contestato la maggior parte delle richieste di Tess. Aveva una vaga speranza che il non sollevare alcuna obiezione potesse indurre Tess a odiarlo meno appassionatamente, e forse ci era riuscito, forse no. Lei aveva preteso l'affidamento esclusivo dei loro figli, naturalmente, e Matt non aveva contestato nemmeno quello. Come gesto di conciliazione, Matt non aveva ribattuto alle allusioni di Tess sulle sue infedelt anche se non le aveva mai chiesto chi pensava che fosse stata la sua amante: Oriana o Duana Zwolle? O entrambe?

Matt aveva deciso di aspettare che il suo matrimonio fosse formalmente finito, prima di prendere la residenza a Santa Monica. Prima di avvicinare Ruellen Zwolle.

In realt, non si sarebbe potuto permettere di vivere neanche nei quartieri pi modesti di Santa Monica. Prese in affitto un economico appartamento di tre stanze in una zona che pulsava di vita a Venice Beach, vicino a Santa Monica. Era un appartamento arredato non lontano dalla spiaggia, con una stanza senza finestre che avrebbe potuto usare come camera oscura, ed era felice l, stranamente felice, come raramente era stato nella sua costosa, bellissima casa di famiglia a Weymouth, New Jersey. Invece di un nuovo modello dell'Acura bianca, adesso guidava una Volkswagen del 1994 di un marrone rossiccio acciaio verniciato a mano. Con la sua barba e i suoi capelli di un bianco intenso, il viso arrossato, giovanile, con le sue T-shirt, le felpe, i pantaloncini e i pantaloni kaki e i jeans, le scarpe da jogging macchiate dall'umidit - perch correva sulla battigia, sulla sabbia umida, molto pressata - divenne un californiano del sud. Non giovane ma neanche di mezza et. Quasi sempre da solo, ma raramente triste. Attraversava in macchina la Los Angeles notturna a velocit moderata, e fin per amare l'aria impregnata di smog, col suo gusto acido sulla lingua. Naturalmente portava con s la macchina fotografica ovunque andasse. In California, Nighthawk sarebbe sbocciato; Nighthawk sarebbe diventato un fotografo serio; la carriera di Nighthawk era solo agli inizi. Matt pensava che fosse una gran cosa che, a trentasette anni, lo pagassero per fare fotografie, finalmente. Anche gli incarichi noiosi, anche quelli ripetitivi, non gli dispiacevano. Perch cos' la vita se non noiosa, qualche volta, e ripetitiva, e la sua mente avrebbe avuto un flash ricordando le scintille scoppiettanti e le fiamme saltellanti del fienile infuocato in cui sembrava che Matt McBride fosse destinato a bruciare vivo, per era sfuggito al suo destino, senza mai sapere come. Senza mai sapere perch. Tranne che non c'  un perch.



Un giorno l'avrebbe spiegato a Ruellen Zwolle. Avrebbero giaciuto insieme, l'uno nelle braccia dell'altra. Lei avrebbe seguito con dita riverenti, decise, le tracce striate delle cicatrici delle bruciature sul viso, sulle spalle e sulla schiena di lui.

Non c' un perch. Ci siamo solo noi.



Adesso lei si rendeva conto che lui esisteva! Lo vedeva con la coda dell'occhio, ovunque andasse. Lo aveva aspettato. Da aprile. Sapeva che quell'uomo sarebbe venuto da lei.

Anche se voltandosi improvvisamente per strada - con fare accusatorio - lei si sentiva un'idiota se non lo vedeva.

Sbirciando attraverso le tende delle sue finestre che davano sulla strada, sbirciando anche dietro gli arbusti della buganvillea cresciuti troppo e dietro le palme.

Era allora che la paura di quell'uomo diventava improvvisamente collera, persino furore. Avrebbe voluto graffiargli il viso, prenderlo a pugni. Lui non aveva il diritto! Lui non la conosceva! Lui era stato l'amante di sua sorella.



Matt era scrupoloso in questo: aveva intenzione di sistemarsi in una vita, o una parvenza di vita, prima di mettersi in contatto con Ruellen Zwolle. Voleva un appartamento e un lavoro. Non voleva che lei pensasse che sarebbe dipeso completamente da lei. Sapeva che era fragile emotivamente, e lui stesso era fragile emotivamente anche se era pi bravo di lei a camuffarlo.

Non glielo avrebbe detto che, quarantotto ore dopo il suo arrivo a Los Angeles, si era registrato in un motel di Santa Monica e aveva individuato dov'era la Zodiac Graphics. Aveva l'impressione, rivelatasi giusta, che si trattasse di una piccola ditta. Fece il numero e chiese di parlare con Ruellen Zwolle e quando Ruellen venne al telefono e disse: "S? Pronto?" lui si strozz, e non riusc a parlare, e armeggi per rimettere la cornetta a posto.

Dopo, lei gli avrebbe detto: Lo sapevo gi. Anche prima di saperlo, lo sapevo.

Il giorno in cui Matt compr la Volkswagen - prima ancora di aver firmato il contratto d'affitto del suo appartamento - aveva aspettato sul bordo del marciapiede di fronte alla Zodiac Graphics dalle 17 alle 17.55, quando infine una giovane donna che lui credeva fosse Ruellen Zwolle usc dall'edificio, sal su una Toyota verde scuro e si diresse a nord su Pacific Avenue, e Matt la segu nella Volkswagen oltre il Wilshire Boulevard, passando davanti ad alberghi, condomini e ristoranti con molti piani, svoltando infine in una strada residenziale, e da quella in un'altra strada pi stretta, nell'entroterra, a parecchi isolati dal molo di Santa Monica. Il nome della strada era Buena Vista. Ruellen Zwolle viveva in un piccolo bungalow stuccato, in stile spagnolo, in una zona di bungalow tutti simili, immersi in prati cresciuti troppo con palme stentate e buganvillee porpora e scarlatto favolosamente in fiore. C'era anche una sbilenca palizzata di legno attorno alla casa di Ruellen.

Matt parcheggi la Volkswagen dietro l'angolo e pass a piedi davanti alla casa sul lato opposto della strada. Cerc di non guardare con troppa insistenza. La sua impressione iniziale fu confermata: la porta d'ingresso era di uno scuro rosso lacca. Non era stata dipinta di recente e iniziava a scrostarsi. Significava che Ruellen Zwolle l'aveva dipinta indipendentemente dall'aver visto la porta laccata di rosso di Duana. Davanti a questa constatazione Matt trem tutto eccitato.

Ma non indugi. Temeva di essere visto da Ruellen, o da chiunque del vicinato, come un uomo nudo in un posto pubblico. Non era ancora pronto per Ruellen Zwolle e sapeva che Ruellen Zwolle non era pronta per lui.

Le sue parole addolorate gli echeggiavano nelle orecchie: Non sopporto di essere toccata da te e forse, per il resto della mia vita, da nessun altro uomo.

Il suo numero di telefono non era sull'elenco. Per in qualche modo lui era riuscito ad averlo.

Lei non avrebbe mai saputo chi glielo aveva dato. Quale potere lui avesse di entrare nella vita di lei.

Sentiva il telefono suonare, e suonare. A notte fonda.

Mentre lei giaceva insonne nel letto, gli occhi che si muovevano allerta nel buio. In quella casa che era sua, un piccolo bungalow quadrato stuccato, sicuro come una fortezza, con porte e finestre blindate, un allarme di sicurezza controllato elettronicamente.

Com'era entrata la Morte nella vita di sua sorella? Qual era stato il viso della Morte, se non il viso di un uomo?

(Lei aveva visto le fotografie di Joseph Gavin. La bocca che sembrava mite dentro la barba soffice che celava il furore, il desiderio di vendetta. Gli occhi gentili che in realt erano occhi folli.)

Sapeva che Mathias McBride jr. non era Joseph Gavin. Sapeva che era stato lui responsabile dello smascheramento di Gavin, e del suicidio di Gavin. Lo sapeva. Per ascoltava lo squillo del telefono e non poteva alzare la cornetta. Non poteva sopportare di sentire la voce di lui.

Perch, sentendo la voce di lui, sarebbe crollata. Sarebbe crollata come aveva fatto al funerale di Duana e il suo cuore era diventato di pietra e risoluto, nei mesi successivi, e si rifiutava di amare lui, o qualsiasi uomo. Ed era per questo che non rispondeva al telefono quando squillava.

Aveva motivo di credere che suonasse anche quando lei era fuori. Ma non c'erano mai messaggi da parte di lui. Solo silenzio, finch lui non riattaccava. O, provocandole uno shock e una delusione, il messaggio era di qualcun altro.



All'inizio di ottobre ci fu un giorno, a un'ora inaspettata, in cui lo vide sulla spiaggia a nord del molo di Santa Monica, al crepuscolo. Non l'aveva seguita.

Anche se probabilmente lui sapeva che lei qualche volta camminava sulla spiaggia a quell'ora del tardo pomeriggio.

Una giovane donna scura, esile, con una felpa e dei jeans macchiati di pittura, i lunghi capelli spessi e ispidi tenuti indietro da un foulard. Un uomo di trent'anni inoltrati con i capelli e la barba rada, prematuramente bianchi, con indosso dei pantaloni cachi spiegazzati, scarpe da jogging e una macchina fotografica in mano.

A quell'ora c'erano quelli che correvano e camminavano con grande determinazione e ancora dei surfisti nelle loro lucide mute nere, anche se l'aria era umida e gelida e un vento soffiava al largo dell'oceano e buona parte del cielo era opaca come cemento. Solo al margine occidentale del mondo, il cielo era chiaro come se il sole al tramonto, di un rosso abbagliante sgradevolmente vivido - un cerchio perfettamente definito - avesse bruciato le nuvole all'orizzonte spazzandole via.

Fu colta di sorpresa, gli sorrise, anche se con occhi spaventati. Si misero a camminare insieme. Sembrava quasi che il vento li spingesse l'uno verso l'altra. Per un lungo momento imbarazzante, non seppero cosa dire, come cominciare, finch lei gli chiese della macchina fotografica: era un argomento neutrale, e un buon argomento, che a lei in effetti interessava, e di cui lui poteva parlare, quello della macchina fotografica, e del suo lavoro. Cos parlarono. Camminando per un'ora a nord del molo, nel vento, nella sabbia umida, dura, pressata, sul bordo dell'oceano. Anche lui le chiese del suo lavoro, e lei gliene parl, come aveva cominciato a parlargliene mesi prima, il suo lavoro che era commerciale e perci scelto liberamente e circoscritto e senza coinvolgimento emotivo, a differenza del lavoro di sua sorella che era nato dai sogni e aveva troppe implicazioni emotive, e ci fu un momento in cui lui avrebbe potuto dire qualcosa di banale e consolatorio, ma non lo disse; e lei rispett il silenzio di lui, e ne fu grata, e tacque anche lei. Erano ormai tutti e due umidi per gli spruzzi della risacca che s'infrangeva, coronata di bianco. Era buio, era notte, e senza chiaro di luna. Erano rimasti in pochi a camminare sulla spiaggia. Gli ultimi surfisti erano andati via. Tornarono indietro verso Santa Monica, girando in su verso la strada, camminando con difficolt nella sabbia pi asciutta, che  come camminare con difficolt in un sogno in cui la tua volont e gli ansiosi sforzi muscolari non sono adeguati a liberarti da qualcosa come le sabbie mobili o la colla in cui ti sono rimasti intrappolati i piedi, e risero insieme col fiato corto nelle raffiche di vento e uno di loro forse aveva scherzato sul sentire un tremore da terremoto, e Matt McBride impulsivamente tocc il braccio di Ruellen Zwolle e chiese se le sarebbe piaciuto cenare con lui e sembrava che Ruellen stesse per dire di s ma invece si ritrasse come per un riflesso condizionato, involontario; e Matt le prese la mano, audacemente le prese entrambe le mani, ma erano rigide e fredde, i capelli in parte le erano scivolati fuori del foulard e delle lunghe ciocche sferzavano il viso di entrambi, gli ispidi fili dei capelli di lei sulla bocca di lui, e rapido la lasci libera, e lei mormor arrivederci e inizi a correre su verso la strada e lui non la segu ma rimase sulla sabbia a guardarla, malato d'amore, rendendosi conto: Non  di me che ha paura.  di amare un uomo. Di aprirsi a un uomo. Dopo NOME SCONOSCIUTO.

L'orrore e l'ingiustizia di quella constatazione lo sommersero: persino dopo la morte, NOME SCONOSCIUTO era ancora il suo nemico.
Per ci sarebbe andato nella casetta stuccata a Buena Vista.
A novembre, una sera sferzata dalla pioggia, in cui era stato invitato o era semplicemente l a suonare il campanello della porta laccata di rosso. La piccola casa di stucco fortificata contro l'invasione. Ma la luce sopra la porta era accesa. Alla fine era venuto, e gli sarebbe stato concesso di entrare.

Eccola l a piedi nudi e senza fiato come se avesse corso. In una lunga tunica di seta color albicocca pallido e una gonna nera lunga fino alle caviglie e i capelli ondulati, ispidi, crepitanti per l'elettricit che le scendevano oltre le spalle. Quei viticci umidi sulle sue tempie che lui avrebbe voluto baciare. Lei rideva nervosa. Quello strano riso ansante quasi inudibile che sembrava farla trasalire. Quegli scuri occhi lucidi un po' segnati dalle occhiaie. La ragazza scomparsa. Eppure era l che prendeva da lui, come se fosse la cosa pi naturale del mondo, un'unica rosa color rosa intenso dal gambo lungo. Era viva, e trepidante nell'aprirgli la porta, come se avesse aspettato il suono del campanello e dovesse aprire immediatamente la porta o non aprirla affatto.

Un'unica rosa dal gambo lungo! Non era stato capace di pensare a qualcosa di pi originale, le disse.

Era una strana giustificazione, visto che lui stava sorridendo cos intensamente.

Un'altra volta, le avrebbe portato un regalo pi personale. Uno scialle di seta avorio con le frange comprato in una boutique che vendeva cose dell'Asia orientale a Wilshire.

Lei disse: Le rose non devono essere originali. Questa  la funzione delle rose, no?

Erano in cucina. Ridevano, guardandosi e rapidamente distogliendo lo sguardo l'uno dall'altra. Lei armeggiava per trovare un vaso che fosse abbastanza alto e stretto per un'unica rosa con un gambo di sessanta centimetri. Lanciandogli un'occhiata, lei vide l'espressione di lui e la rosa le scivol dalle dita cadendo inosservata sul pavimento di piastrelle. Lei era fra le sue braccia, o le braccia di lui erano attorno a lei. Si tenevano stretti come se la terra avesse iniziato a oscillare. Entrambi erano improvvisamente spaventati e sopraffatti dall'emozione e non riuscivano a parlare. Lei aveva iniziato a piangere mentre aveva giurato che non avrebbe pianto. Come non aveva pianto dal funerale di sua sorella. Il suo cuore era spezzato ma stava piangendo nelle braccia di quell'uomo, piangendo apertamente e con sollievo. Lui le stava mormorando: Va tutto bene, andr tutto bene. Lo prometto. All'esterno della piccola cucina intensamente illuminata c'erano le tenebre. I riflessi danzavano in tutte le finestre.

Non era chiaro chi fosse quell'uomo. Lei lo conosceva, eppure era uno sconosciuto. O era uno sconosciuto, eppure lei lo conosceva. Al di sopra della spalla di lui, accanto alla sua testa chinata, nella finestra verticale sopra il lavello lei vide un volto pallido, rigato di lacrime. Di chi era?
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FINE.
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NOTE.
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1. William Blake, Auguries of Innocence.
2. Grandma Moses, (1860-1961). Pittrice americana, nomignolo di Anna Mary Robertson Moses. Ha iniziato a dipingere quando  diventata vedova, nel 1927, producendo pi di mille quadri in uno stile naf, soprattutto di vita rurale americana. (N.d.T.).
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FINE.